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Ricominciamo da tre parole nel 2016

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Tre sono i re magi citati nel Vangelo che si recano in visita a Betlemme. Perché proprio tre e non quattro o cinque o dieci? Tre sono anche le persone della trinità. Sempre tre sono gli angeli ospitati da Abramo a Mambre. Il tre è considerato il numero perfetto per eccellenza e nella Bibbia è il simbolo di Dio stesso. E ad esso si sono ispirati tanti artisti e scrittori. Un esempio su tutti è Dante Alighieri che suddivide il suo viaggio ultraterreno in tre cantiche da trentatré canti ciascuno (tranne il proemio dell'Inferno). Proprio a questo numero s'ispirò anche Massimo Troisi nel suo celebre film Ricomincio Da Tre. Gaetano, il protagonista, riparte non da zero ma da tre come rivela in una delle battute principali del film:

Gaetano: Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto... e poi me ne vaco, Rafe', nun ce 'a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!
Lello: Da zero!
Gaetano: Eh?
Lello: Da zero! Ricominci da zero!
Gaetano: Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite dint' 'a vita, pecché aggia perdere pure chelle, che aggia ricomincia' da zero?! Da tre!... Me ne vaco, nun ce 'a faccio cchiù...

Sono sicuro che tutti noi il 2016 non lo iniziamo da zero, ma che abbiamo anche noi almeno tre cose che ci sono riuscite nella vita o tre elementi a cui aggrapparci. Questo per me è il terzo anno che propongo un post fisso nel mio blog: "Tre parole per...". Di che parole si tratta? Se volete sono tre parole per iniziare bene l'anno. Oppure possono essere tre mete da raggiungere. O ancora tre idee da cui lasciarsi ispirare. Io desidero per me e per voi che siano i tre doni di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.

Il primo dei tre termini lo prendo dal latino, si tratta del verbo exquirere il cui significato è ricercare, cercare di scoprire. È un composto dal prefisso ex (e) che in genere indica un muoto da luogo, cioè un uscire verso l'esterno e dal verbo queror che significa lamentarsi, lagnarsi. Notato che incredibile cambio di senso? Addirittura un ribaltamento. Se prima avevamo un qualcosa di negativo, di lagnoso, come sono il criticare e il lamentarsi dopo abbiamo un verbo splendido che è il cercare con diligenza. Non è un caso se "squisitezza", con cui designiamo qualcosa di ricercato appunto, derivi proprio dal vocabolo che vi sto proponendo. Ma che cosa fa di quest'ultimo qualcosa di speciale? Il fatto che una buona ricerca di una strada, di un'uscita, di una liberazione ecc. inizia laddove smettiamo di brontolare. Quindi spero che tutti voi cari lettori più o meno fissi o occasionali del mio blog in questo anno siate capaci di andare al di là di proteste e mugugni. Siate delle persone squisite!

Sapete che cosa ci conviene invece di affliggerci? Ci conviene tendere al Kaizen, che è la seconda voce che vi suggerisco: viene dal Giappone e anche questa volta si tratta di un composto da Kai che significa cambiamento e da Zen, per lo più intraducibile, che potremmo pensare come il buono, il migliore. Il suo significato è quello di miglioramento continuo ed è figlio di un incontro tra la cultura occidentale e quella nipponica avvenuto alla Toyota, la nota fabbrica di automobili, negli anni '60. Esso è alla base del  Quality Management che da tempo viene adottato in diversi paesi ormai. La sua logica è quella dei piccoli passi quotidiani che con il tempo costituiscono dei cambiamenti inimmaginabili. Io lo prendo a prestito e ve lo giro dal libro di un grande coach staunitense, Anthony Robbins, che nel suo libro Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario. Manuale di psicologia del cambiamento scrive:

Appena ho cominciato a capire l'effetto del kaizen sulla cultura imprenditoriale giapponese, mi sono reso conto che era un principio organizzativo che aveva un effetto enorme sulla mia stessa vita. Il mio impegno a migliorare in continuazione, ad alzare continuamente i miei standard per una vita di qualità, era quello che mi rendeva felice e mi dava successo. Ho capito che tutti abbiamo bisogno di una parola per concentrarci sul miglioramento continuo e costante. Quando creiamo una parola, le diamo un significato in codice e creiamo un modo di pensare. le parole che usiamo costituiscono il tessuto di come pensiamo e influiscono anche sule nostre decisioni.

E allora, cari amici, migliorate ogni giorno, ogni momento, di continuo!

Sapete in che cosa possiamo davvero migliorare tanto? Avete idea di come possiamo davvero trasformare la nostra vita per farne un'esistenza ricca e felice? Ebbene eccomi al più grande dono che ho ricevuto proprio in questi giorni grazie alla lettura di Attori Oggi. L'abito mentale del successo di Andrea Dell'Anno e che voglio condividere con tutti voi. Mi riferisco all'Akasha, concetto che viene dal Sanscrito, una delle lingue ufficiali dell'India con la quale sono stati scritti tanti testi classici. Significa Etere che è il principale composto della pietra filosofale degli alchimisti e che potremmo tradurre con quintessenza. È considerato come il substrato del suono che ha dato origine a tutte le cose e di cui parla anche il Vangelo di Giovanni al primo versetto:

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

Si badi che non si tratta solo di una realtà spirituale perché riguarda anche la percezione dell'energia base dell'Universo di cui si è occupato Einstein e le scienze attuali stanno lavorando a un principio di origine delle leggi apparentemente disparate che regolano il cosmo. Noi oggi sappiamo che al di là delle evidenze materiali tutto è energia, tutto è costituito da forze energetiche nelle quali si conserva come una memoria di ciascun passaggio nell'esistenza, di tutti, di ogni cosa che avviene. Sto parlando del Registro Akashico che, a certe condizioni, è consultabile da chi lo desidera e nel quale possiamo, tra l'altro, imparare la lezione fondamentale che ci dice che ognuno di noi è padrone di se stesso, della sua vita, del suo destino. Nella Bibbia questo registro è noto come Libro dei Viventi e ne parla Mosè dopo che Israele si era costruito un vitello d'oro:

Mosè ritornò dal Signore e disse: «Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d'oro. Ma ora se tu perdonassi il loro peccato... E se no cancellami dal tuo libro che hai scritto!». Il Signore disse a Mosè: «Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me». (Esodo 32,30-33).

I più credono che per avere successo devono agire subito e ottenere risultati nell'immediato pensando che il campo d'azione sia quello materiale. Spesso ci riescono ma poi ricadono nelle condizioni iniziali. Cerchiamo invece un senso più profondo, più etereo, più spirituale ed energetico nel nostro agire quotidiano ed avremo veri e duraturi successi. Perciò quest'anno siate più immateriali!

Fin qui le mie parole proposte per l'anno appena cominciato. Cosa ne pensate? E quali sono le vostre? Scrivetele nel vostro blog, se ne avete uno, o nei vostri profili social. Fatemi sapere nei commenti se lo avete fatto.

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2 thoughts on “Ricominciamo da tre parole nel 2016

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