Se non hai successo hai sbagliato le domande

Google Search

Posted by Alfio Bardolla on Wednesday, March 16, 2016

Se vuoi avere successo devi porre le domande giuste, prima di tutto a te stesso e poi agli altri. Questo è uno dei segreti più importanti delle persone di successo, come ad esempio, Alfio Bardolla, uno dei massimi esperti nel campo dello sviluppo personale e finanziario in Italia il cui video, oggi, mi ha ispirato questo post. Ha scritto diversi importanti libri su questi argomenti tra cui I soldi fanno la felicità nel quale dedica un paragrafo proprio alle domande dal titolo "Quali domande ti fai sul denaro?". Infatti, se continui a chiederti, ad esempio «Come faccio ad arrivare alla fine del mese?» quasi di sicuro non ci riuscirai perché resti preda di ansia e preoccupazioni: ti metti in uno stato mentale di negatività che invece di aprirti alle opportunità ti acceca così che non le vedi per niente. Un po' come quando una persona depressa vede tutto nero davanti a sé alimentando così il suo cattivo umore. Se invece ti chiedi «Come posso raggiungere questo o quel risultato?», oppure «Come posso raggiungere la libertà finanziaria?» le cose cambiano di molto. In questo caso ci si focalizza sulla positività e quindi sull'apertura alle possibilità.

Robert T. Kiyosaki, un grande businessman autore di bestseller internazionali, nel suo libro Padre ricco padre povero. Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro scrive che la differenza tra un ricco e un povero (in senso finanziario) è che quest'ultimo continua spesso a ripetere «Non me lo posso permettere» mentre l'altro si pone, invece, la domanda: «Come posso permettermelo?».

Se vuoi avere successo devi porre le domande giuste. Condividi il Tweet

Anthony Robbins, uno dei più grandi coach al mondo, nel suo libro Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario. Manuale di psicologia del cambiamento dedica un intero capitolo alla questione e cioè l'ottavo, dal titolo eloquente "Le domande obbligano le risposte". E inizia parlando della storia di Stanislav Lec che un giorno riuscì a fuggire dal famigerato campo di concentramento di Auschwitz nonostante che tutti gli altri gli ripetevano che non c'era possibilità di fuga. I suoi compagni di prigionia, infatti, pensavano di continuo al perché i nazisti erano tanto crudeli, al perché Dio permetta tanta malvagità, ecc. Lui invece formulò la domanda giusta che gli permise di uscire da quell'inferno: «Come posso servirmi di tutto questo per fuggire?». Non fu facile, fece diversi tentativi che fallirono, ma alla fine ci riuscì.

Le domande obbligano le risposte, quindi ci occorrono le domande migliori. Condividi il Tweet

Come dice sempre Robbins, la differenza tra le persone di successo e quelle che continuano ad essere vittima delle circostanze è che i primi pensano a delle domande migliori rispetto ai secondi. Riescono, insomma, a mettere in moto una reazione a catena che ha spesso degli effetti non immaginabili. Come hanno ad esempio fanno grandi investitori quando in borsa tutti per la paura iniziano a vendere: loro invece comprano. Il principio di tutto questo è semplice perché le domande "cambiano immediatamente l'obiettivo su cui ci concentriamo e quindi i modo in cui ci sentiamo". Se vuoi risultati positivi devi metterti nella condizione giusta che solo le domande con il focus del successo ti danno.

Io tutte le mattina ho ormai un rituale del successo e parte di esso prevede una lista di domande più o meno fisso che pongo al mio cervello. Giusto per farti qualche esempio, mi chiedo:

  • Che cosa nella mia vita mi fa più felice?
  • Che cosa nella mia vita mi eccita oggi?
  • Che cosa nella mia vita mi rende fiero oggi?

Capite benissimo che domande di questo tipo mi mettono subito in uno stato di allegria, di voglia di fare, di entusiasmo. E iniziare la giornata in questo modo è il massimo! Alla sera invece mi pongo domande tipo:

  • Quali obiettivi ho raggiunto oggi?
  • Che cosa ho dato agli altri oggi?
  • Che cosa ho imparato oggi?

Non mi metto a pensare che cosa è andato storto o cosa non ha funzionato. Prima di tutto penso a ciò che di bello e positivo è accaduto, a quel che sono riuscito a fare e di cui sono fiero. Questo non solo mi permette di dormire in modo meraviglioso ma contribuisce a farmi apprezzare ciò che è accaduto e quindi mi rende pronto al giorno dopo.

Avevi mai pensato a quanto sono importanti le domande e al modo giusto di formularle?

 

Print Friendly

2 pensieri su “Se non hai successo hai sbagliato le domande

  1. Pingback: Tre domande per risolvere qualsiasi problema | Giuseppe Vitale's Blog

  2. Pingback: Venticinque prove di coraggio che cambieranno per sempre la vostra vita | Giuseppe Vitale's Blog

Rispondi