Tre domande per risolvere qualsiasi problema

Three Figures
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Non ci piace soffrire. Non ci piace essere infelici. Non ci piace sopportare dei pesi per tutta la vita. Eppure soffriamo, siamo infelici e ci trasciniamo i problemi per tanto, tanto tempo. Pensiamo di vivere una vita particolare, diversa dagli altri, che quel che accade a noi non accade a nessuno. Siamo pronti a giurare che una vita così complessa e intricata come la nostra non ce l'ha nessuno. Perciò crediamo che sbrogliare la matassa delle nostre situazioni sia difficile, se non impossibile. Crediamo di vivere la vita che le circostanze, i nostri irrimediabili modi di essere, gli errori a cui non si può più ovviare, l'influenza degli altri ci fanno vivere. Metteremmo la mano sul fuoco per sostenere che i margini di cambiamento siano molto ridotti se non inesistenti. Ci candidiamo così a un'esistenza grama e che in molti casi porta a enorme stress e malattie.

Se l'idea che le cose possano stare in modo diverso non vi sfiora nemmeno non serve leggere il resto di questo post. Restate nella vostra valle di lacrime, con tutto il rispetto per la vostra vita. Se, invece, pensate che un altro punto di vista è possibile potrete trarre grandi benefici da quel che sto per dirvi. Io provengo da una situazione di depressione latente protrattasi per tanti anni, da due tragedie familiari come la scomparsa prematura di mio fratello a 20 anni e la più recente morte di mia mamma, anch'essa prima del tempo, visto che un tumore ce l'ha portata via a 64 anni. Ho avuto per tanto tempo problemi relativi al lavoro, ai soldi, al sovrappeso ecc. Ero un perfetto candidato all'alcolismo, alla solitudine, al malessere fisico e psichico. Eppure da qualche anno a questa parte mi sono apparse luminose e calorose possibilità nell'antro freddo e buio in cui mi ero cacciato.

Quel che mi ha salvato è stata la curiosità, il fatto che ogni tanto mi dicevo: «Non lo so se è proprio così, però proviamo, non mi costa nulla». Siccome avevo molti problemi, ho iniziato così a interessarmi, tra l'altro, al problem solving. Ora, di fronte a un problema qual è la prima cosa che facciamo? Cerchiamo di risolverlo il prima possibile. E questo è un grande errore. Sapete perché? Perché diamo soluzioni sbagliate a problemi mal definiti. Per questo i problemi si ripresentano sempre puntuali e ci sembra che siano insormontabili. Io oggi ho una buona notizia per voi: non esistono problemi insuperabili, tutti, per definizione, sono risolvibili. L'ho scritto molte volte in questo blog, in numerosi post ormai. Quel che è insuperabile è ciò che non dipende da noi come il traffico di una città per esempio, o una malattia, ecc. Queste sono condizioni, non problemi come, ad esempio, il calo delle vendite del nostro negozio o della nostra azienda, oppure una domanda di beni e servizi che supera l'offerta, oppure ancora l'essere grassi o troppo magri.

Come si fa quindi a definire un problema? I problemi prima di tutto vanno definiti bene, messi a fuoco. Chi mi segue da tempo su questo blog sa che lo strumento indispensabile in questo è costituito dalle domande. Se vuoi avere successo devi imparare a formulare le domande giuste. Esse hanno un enorme potere: il potere di farci trovare le risposte che ci occorrono. Devono però essere domande positive, non negative, mi pare ovvio. Oggi te ne voglio proporre tre che provengono da un libricino che ti consiglio proprio di leggere Le chiavi principali del successo di Jim Rohn, il più grande business philosopher d'America.

La prima domanda è: che cosa potrei fare? Jim Rohn consiglia di mettere per iscritto i problemi che vuoi affrontare e di pensare per ciascuno di essi a più alternative possibili. Inizia poi a valutarle una per una per quanto riguarda costi e benefici in termini di tempo e di soldi. Cerca poi delle alternative che non ti sono venute in mente nell'internet, digita il tuo problema nel motore di ricerca e leggi tutto il possibile. Jim, a questo proposito, consiglia di leggere dei libri che ci possono dare le risposte che cerchiamo. Non sottovalutiamo la grande forza della lettura.

La seconda domanda è: a chi posso chiedere? Inizia prima a fare pratica da solo, cerca di tirarti fuori con le tue forze dalle situazioni delicate, difficili. Questo perché devi allenare i muscoli della mente, troppo spesso atrofizzati in questi tempi in cui tutto si ottiene subito e con facilità. Ma se non ci stai riuscendo scriviti una buona lista di domande e rivolgile a qualcuno che ha già risolto in modo brillante il problema che vuoi risolvere. Non puoi chiedere come perdere peso, per esempio, a un obeso oppure come fare soldi a uno spiantato. Cerca di avvicinare le persone migliori possibili, con il successo più grande della piazza.

La terza e ultima domanda è: puoi insegnarmi? Una volta trovato qualcuno che ci ispira, di cui vorremmo ripetere le orme o che addirittura vorremmo superare dobbiamo fare di tutto per imparare il più possibile da lui o da lei, se è una donna. Troviamoci, in altre parole, un mentore per ogni aspetto della nostra vita: soldi, vita sentimentale, salute, professione, ecc.

Ci rendiamo conto che con queste tre domande non solo possiamo tirarci fuori da tante spiacevoli situazioni ma che addirittura ci lanciamo verso grandi successi nella nostra vita? Basta indirizzare il nostro sguardo verso le leve giuste perché tutto cambi e per sempre. Questo auguro a ogni lettore del mio blog. E metto a disposizione ogni cosa che imparo, di cui vengo a conoscenza. Intanto, vorrei sapere da voi, vi fate delle domande di fronte ai problemi? E quali?

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