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Tre libri per diventare grandi problem solver

Tre libri per i problem solver
I tre libri che non devono mai mancare per risolvere ogni problema.

Un problema? Basta superarlo, magari come facciamo con una macchina che ci sta davanti: ci buttiamo a sinistra, acceleriamo, ed è fatta. Anche nel traffico cittadino, se troviamo qualche ostacolo cerchiamo di svicolarlo il prima possibile, anche infrangendo il codice della strada. O, al limite, strombazziamo finché l'ingorgo non si scioglie. Per questo quando negli annunci di lavoro leggiamo che tra i requisiti richiesti c'è l'attitudine al problem solving pensiamo di essere i candidati ideali, diamo per scontato di avere questa qualità. Perché noi, mica siamo quelli che li creano i problemi, noi siamo quelli che li risolvono, e subito anche, all'istante. Noi sappiamo sempre quello che dobbiamo fare, in qualsiasi momento. E se non ci riusciamo la colpa non è nostra, è di chi non ci ascolta, di nostra moglie, dei figli, dello stato, delle condizioni in cui ci siamo trovati, ecc. E se i problemi che credevamo risolti si ripresentano è perché, è evidente, c'è qualche complotto cosmico che sta tramando contro di noi, altrimenti perfetti problem solver. A noi ci dovrebbero pagare perché sappiamo alla perfezione cosa fare alla guida della nazionale di calcio, del governo dei ministri, delle nazioni unite. Se al mondo ci fossero più persone come noi staremmo tutti in pace, saremmo tutti ricchi e chi rompe le scatole sarebbe subito sistemato. Se la pensate così, buon per voi, non avete bisogno del resto di questo post. Dovete solo andare avanti, farvi ascoltare in qualche modo oppure pregare Dio che non vi mandi teste di minchia nella vostra vita.

Se avete anche il vago sospetto che le cose non stiano proprio così allora potete approfittare dei consigli contenuti in tre libri che vi faranno diventare dei grandi problem solver che, intendiamoci, non sono quelli che danno per scontato cosa sia un problema e si buttano sulla soluzione. Così facendo però finite per dare cattive soluzioni a problemi mal definiti o, addirittura, non definiti. Se qualcuno vi chiede un consiglio per un buon ristorante nella zona in cui vivete lo mandereste a una bisca? Se vostro figlio ha la febbre lo curereste con la birra o con una scatola di pelati? Credo proprio di no, eppure è quel che fate di continuo con i problemi. Se non riuscite a risolverli oppure si ripresentano spesso è perché nessuno vi ha insegnato un metodo, un approccio, delle buone prassi per affrontarli.

Allora possiamo cominciare dal primo libro della serie, una sorta di bibbia per il problem solving a qualsiasi livello, professionale o privato. Il libro di cui vi sto parlando è Fai luce sulla chiave. Problem setting: l'arte di definire i problemi prima di risolverli di Umberto Santucci.  Io ce l'ho da anni e lo riapro spesso sia nella sua parte teorica sia in quella dedicata alle tecniche e agli strumenti. Infatti all'inizio imparerete come passare dall'ansia, dal disagio che provate di fronte ad ogni difficoltà, al capire il problema nelle sue principali componenti come l'ambiente, i suoi termini, le domande necessarie per la migliore definizione possibile. Successivamente imparerete a non farvi prendere dalla preoccupazione e ad avere un giusto orientamento arrivando ad utilizzare metodologie avanzate come le mappe mentali, i flow chart e molto altro ancora. Io lo consulto di fronte ad ogni problema che ho e ogni volta trovo spunti e strumenti di grande efficacia. Si tratta di uno dei libri più importanti ed utili che io abbia mai comprato.

Spesso di fronte a situazioni un po' delicate siamo sicuri che grazie all'esperienza nostra o di chi è con noi ce la caveremo. E questo è uno degli altri errori da evitare a favore, invece di un approccio metodologico. Questo e molto altro vi insegnerà il secondo libro che vi consiglio: Risolvere problemi dentro e fuori dalle organizzazioni. Una guida al problem solving metodologico di Adriano Pennati. Anche questo libro lo consulterete spesso perché oltre che ad insegnarvi ad usare l'esperienza, invece di farvi usare da essa,  vi insegnerà a pianificare ciò che per antonomasia pensiamo che mai può essere programmato: l'imprevisto. Adriano Pennati citando esempi precisi e storie vere e divertenti vi aiuterà a mettere su carta i vostri problemi e a valutare con calma il da farsi, persino di fronte a un'emergenza. Grazie a questo testo io, per esempio, ho imparato a falsificare le ipotesi, una tecnica che viene da Popper, e a realizzare le "spine di pesce" di di Ishikawa.

E se i problemi si rivelano irrisolvibili? Esiste l'arte che ci permette di trovare anche in questo caso le soluzioni. Ne parla Giorgio Nardone in Problem solving strategico da tasca. Spesso il problema sembra irrisolvibile perché non sono state ben analizzate le precedenti tentate soluzioni. Quante volte pretendiamo, infatti, di uscire fuori da una situazione facendo sempre la stessa cosa che già non è servita a niente? In molte altre occasioni, poi, subito cerchiamo di capire che cosa migliorare nella nostra produzione, ad esempio, se abbiamo un problema aziendale. Invece la tecnica più efficace può essere quella di pensare a cosa può peggiorare: la creatività in questo caso necessaria sarà più stimolata. Questo, lo vedrete, è un libro di paradossi che risolvono gravi problemi, come quello che un percorso non va pianificato dal suo inizio ma dalla fine come gli scalatori che panificano tutto pensando, prima di tutto, a quando saranno in cima.

Avete già questi libri nella vostra biblioteca o, meglio, sulla vostra scrivania? Che cosa aspettate a comprarli? Se, invece, li state già usando che ne pensate?

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2 thoughts on “Tre libri per diventare grandi problem solver

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