Jack Ma: come diventare grandi leader

Jack Ma nel 2008.
Jack Ma nel 2008. Credit: Wikipedia.

Come si fa a diventare da guida turistica a leader di una delle maggiori compagnie di commercio elettronico al mondo? Come si fa a partire senza soldi o quasi e ritrovarsi ad essere uno dei più ricchi del pianeta? Come si fa a passare da essere uno sconosciuto a una personalità richiesta dai capi di stato?

Queste domande vanno rivolte a Jack Ma, l'uomo d'affari che il presidente Renzi ha incontrato poche ore fa in Cina. Ha avuto solo fortuna oppure le cose stanno in modo diverso? La sua storia di grande successo inizia quando a dodici anni pedalava con la sua bicicletta per le strade di Hangzhou che nell'antichità era una delle sette capitali della Cina e che è una delle poche città al mondo dove si può ammirare il Mascheretto, il fronte d'onda che risale l'estuario di un fiume. Ma Yun, questi il suo nome originario, raccontava la storia della sua città e le attrazioni ai visitatori, da buona guida turistica. Finché un giorno incontrò l'australiano David Morley che lo ribattezzò Jack e con il quale s'instaurò un'amicizia che fu poi molto utile al nostro Ma quando, dopo un viaggio negli USA, il suo amico gli comprò la piccola casa dove poté iniziare il suo secondo progetto di commercio elettronico. Fu un colpo di fortuna o, piuttosto, una risorsa sulla quale Jack Ma investì sin da ragazzo? La coltivazione delle relazioni è una delle doti più importanti che un leader deve avere.

Le migliori relazioni? Sono quelle che si coltivano, con pazienza, ogni giorno. Condividi il Tweet

Per diventare l'ottava persona più ricca al mondo, secondo la rivista Forbes nel 2016, occorre avere anche altre doti, è evidente. Una di queste è lo storytelling, l'arte di raccontare quelle storie che fanno della propria azienda o del proprio brand o della propria vita qualcosa che tutti vogliono conoscere e condividere. Per farla bene le storie bisogna conoscerle almeno un po'. E Jack ha dimostrato di avere una buona conoscenza de Le mille e una notte da dove ha tirato fuori il nome della sua compagnia: Alibabà. Ma questo personaggio non era un ladrone? Bella forza chiamare una società che fa ecommerce Alibabà direte voi. E invece sapete cosa narra di lui il grande libro di racconti che vi ho appena citato? Ecco di seguito cosa dicono le righe iniziali di Ali Babà, Morgiana e i quaranta ladroni:

Tanto tempo fa, in una leggiadra città dell'antica Persia, viveva una famiglia povera che abitava in una casupola di fango e di paglia. Dopo la prematura morte della moglie anche il capofamiglia scomparve dal palcoscenico dell'esistenza, lasciando due bambini orfani nel deserto della vita. Il primo, Qasìm, era scaltro, avido e insaziabile; l'altro, Alì Baba, era probo e altruista e si accontentava di poco per vivere.

I migliori leader sono anche grandi storyteller. Condividi il Tweet

Altro che ladro! Era un uomo saggio e che sapeva trasformare le stesse avversità in affari, anche grazie ad una grande ostinazione, l'altro dono importante per un businessman. E Jack Ma ne ha proprio tanta. Per esempio mantenne la corrispondenza con il suo amico David per ben nove anni, in un'epoca in cui si scrivevano le lettere a mano e si aspettavano settimane perché partissero o arrivassero in Australia. Poi fallì per ben tre volte il test d'ingresso all'Università, ma questo non gli impedì di laurearsi nel 1988. Dopo la laurea tentò trenta diversi mestieri ma non riusciva a trovare lavoro. Quando cominciò il suo primo progetto di commercio elettronico non sapeva nulla di web ed ecommerce e fallì. Ma appena raccolse altri soldi ricominciò subito. Pensate che sia un ostinato di natura? O che, piuttosto, abbia tirato fuori il coraggio di Morgiana (coprotagonista del racconto) prima serva di Alì Baba e poi sposa del figlio,  che affrontò e sconfisse i quaranta ladroni?

L'ostinazione per molti è un difetto, per i ricchi è una grande virtù. Condividi il Tweet

Un'ultima grande lezione che possiamo imparare da questo magnate cinese la possiamo trarre dal bel post che ha scritto Riccardo Esposito nel suo blog My Social Web e vale a dire l'atteggiamento nei confronti dell'insuccesso: per Jack Ma l'esperienza è una forma di successo in sé, comunque vada. Quasi tutti di fronte a qualcosa che non va si scoraggiano, si deprimono, desistono. Chi, invece, mira davvero al successo mantiene un atteggiamento ben diverso, aperto. Una sconfitta crea sempre le premesse per una vittoria sotto altri aspetti. Questo lo sapevano bene, per esempio, i cinesi nazionalisti sconfitti da Mao che si rifugiarono a Taiwan che pian piano crearono le premesse per riconquistare la Cina comprandola con i soldi. Si tratta  di cercare un margine per sopravvivere anziché sacrificarsi per citare il titolo del paragrafo da cui ho tratto questo esempio contenuto in Pensare l'efficacia in Cina e in Occidente.

Una sconfitta crea sempre le premesse per un successo. Condividi il Tweet

Per te, quali sono, invece le doti che un buon leader deve avere?

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