Il Natale della Visione

Angelo e pastori
Bible Illustrations by Sweet Media

Avete mai letto il brano del Vangelo di Luca che la chiesa cattolica riporta come lettura di oggi, 24 Dicembre 2016, all'inizio del capitolo 2, che racconta la nascita di Gesù e la visita dei pastori? Avete presente quanto è bello questo brano, tra i migliori di tutta la Bibbia? Sembra l'inizio di un grande film, come se fosse stato scritto da uno sceneggiatore da oscar. La scena si apre, infatti, con il censimento voluto da Cesare Augusto e che costringe Giuseppe al viaggio da Nàzaret a Betlemme, con la moglie incinta e che partorisce deponendo il bambino nella mangiatoia, visto che non avevano trovato spazio in albergo.

E qui parte la grandiosa scena dei pastori ai quali appare l'angelo che annuncia la nascita del salvatore insieme ad una moltitudine di angeli che appare subito dopo. E infine vediamo i pastori che vanno a vedere questo avvenimento che è stato loro annunciato.  Questi ultimi si esprimono in questo modo: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il signore ci ha fatto conoscere». Questo è il vangelo del vedere, della visione, non a caso introdotto nella prima lettura di oggi che dice:

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.

Si dipana quindi una trama, un disegno in questo racconto della nascita di Gesù. In tutto ciò è contenuto un progetto che un architetto ha ben presente nella sua mente e che realizza un pezzetto per volta. Questo architetto è "il Dio della visione" come la schiava Agar definisce colui che l'aveva chiamata, come si può leggere nella Genesi, a proposito della nascita di Ismaele nel sedicesimo capitolo della Genesi.

Protagonisti sono dunque in tutti questi passi biblici citati gli occhi, esterni ma soprattutto interni, quelli che ci permettono di immaginare i dettagli di una storia in cui i protagonisti, assieme a quelli che compaiono nel testo biblico, in realtà siamo noi. Ma c'è di più. Non siamo solo attori di questo film, ne siamo gli sceneggiatori, gli scrittori. A noi è demandato lo stesso sogno ad occhi aperti che vorremmo realizzare. Ci è chiesto, in altre parole, di concepire il meraviglioso racconto di luce e di realizzarlo nei nostri giorni di vita. Si tratta di qualcosa che va molto al di là della speranza, questo non è il vangelo della speranza. Piuttosto è il vangelo della luce, della visione, della chiarezza, della certezza: noi possiamo essere quel che vogliamo, possiamo diventarlo. Sogniamolo e realizziamolo. Questo è il concetto di fondo che possiamo, dobbiamo, vogliamo raccogliere e fare nostro nel cuore e nella mente. Perciò in questo Natale non esprimo auguri ma la sollecitudine a vedere e realizzare la nostra vita. Buon Natale cari lettori del blog.

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