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Come condurre aziende senza uffici ed email

Lavorando sul divano
Avete presente il modello del titolare dell'azienda che sta in ufficio a tutte le ore tutti i giorni della settimana, persino quando i dipendenti non ci sono? Avete presente quel boss che arriva per primo la mattina e va via per ultimo il pomeriggio o la sera? Conoscete un imprenditore che sta sempre nella sua azienda, che faccia bello o cattivo tempo? Uno che sta sempre nella sua impresa? Sono sicuro che molti di voi ce l'hanno presente, che a tanti succede, che ci sono moltissimi imprenditori che ancora continuano a fare questo. Ebbene, si tratta di un modello superato di gestire la propria azienda. Direi di più: è un modello inefficace e diseducativo. Superato perché ormai tanti altri imprenditori gestiscono l'azienda con molto, molto meno tempo. Addirittura a un certo punto diventano non più necessari alla loro azienda stessa. Diventano deleteri se ci sono ancora. Devono lasciare agli altri ciò che loro facevano prima, hanno fatto all'inizio. Ci sono persino degli imprenditori seriali che continuamente aprono aziende. È inefficace perché il ruolo dell'imprenditore non è stare in azienda ma deve stare sicuramente altrove, quindi non fa funzionare le cose come meglio dovrebbero. È diseducativo perché si tratta di un tipo di impresa in cui tutto dipende dal capo, diventa una roba monocratica, il titolare diventa una sorta di Re Sole dell'azienda tolto il quale c'è solo il buio ovunque, non funziona più niente. Inoltre non avvicina sicuramente i giovani a creare impresa perché se uno si deve seppellire dentro una fabbrica, ad esempio, che è pur sua, schiavo di se stesso, chiaramente I giovani con le nuove esigenze molto più aperte, molto diverse dal passato, da questo punto di vista, diventa qualcosa di non appetibile. Mettiamo che avete 2 o 3 o 5 aziende, come fate? Chiedete il dono dell'ubiquità oppure fate come determinati personaggi storici, i dittatori, che a un certo punto utilizzavano dei sosia per riuscire a stare in più luoghi. Quindi che fate ordinate, assumete dei sosia perché sembra che ci siate proprio voi in quel momento nelle aziende A, B, C ed E?

 Danilo Beltrante
Agli inizi di agosto sono stato presso un'azienda mia cliente a Firenze, la Locobel, e ho visto il titolare, Danilo Beltrante, che al momento porta avanti tre aziende ed è consulente di franchising turistico di altre aziende. Ho visto che in un'ora è riuscito a fare una riunione in cui ha parlato di queste tre aziende, tra cui Vivere di Turismo, in cui ha sistemato diversi aspetti di più di un brand. Ed era l'unica riunione della settimana. C'erano due persone, tre con me perché sono stato spettatore di questa straordinaria prassi che mi ha davvero colpito per semplicità, chiarezza ed efficacia. Pensate alle tante riunioni che si fanno spesso in azienda, riunioni fiume certe volte per sistemare qualsiasi cosa, con un sacco di persone, che diventano assemblee di condominio dove poco ci manca perché non ci si arrivi a picchiare gli uni con gli altri. L'imprenditore deve stare il meno possibile in azienda. Deve stare fuori dal suo ufficio, fuori dal dipartimento commerciale o da quello produttvo. Deve stare a cercare soldi, come dice spesso Alfio Bardolla, a fare pubbliche relazioni, ecc. L'imprenditore non deve fare il direttore, non deve fare l'impiegato perché succede che ci si metta a fare delle mansioni che in realtà spettano a delle altre figure. È una questione molto importante, persino etica questa perché nessuno deve essere costretto a lavorare. Si tratta di un principio di fondo, né gli imprenditori né i dipendenti, attenzione. Per esempio c'è una bella differenza in inglese tra due termini: job e work. Per job si intende come etimologia un giogo, qualcosa che ti sta addosso come il morso dei cavalli, che arriva persino a soffocarti, che impedisce i tuoi movimenti, che diventa una sorta di gabbia che ti sta addosso, che spesso ti toglie anche il respiro. Come si può chiamare lavoro qualcosa che ti costringe a stare otto, se non più ore, ogni giorno nello stesso posto senza possibilità di carriera, con una pensione quando finisci di lavorare davvero bassa, con pochi giorni di ferie all'anno. Molti sanno di cosa sto parlando, conoscono questo stato di disperazione, perché di questo si tratta. Ciò avviene dal punto di vista dei dipendenti ma lo stesso accade anche per l'imprenditore. Se quest'ultimo non è il primo che dà l'esempio di nuovi modi lavoro molto più liberi in cui non esistono muri che ti rinchiudono, non esistono sempre le stesse mansioni con un livello di schiavitù alla fine. Fare impresa è un percorso verso la libertà e l'imprenditore è un condottiero, è un Alessandro Magno che ci porta alla conquista di nuovi territori e questi nuovi territori sono un nuovo modo di vivere più libero, più salutare, più ricreativo. Perché Google e altre società mettono a disposizione sale ricreative per i loro dipendenti, perché cercano di dare loro in termini di maggior agio, libertà, ricreazione? Perché ormai andiamo verso un tipo di società in cui nessuno più può accettare di lavorare a certe condizioni.
leggerezza
La leggerezza (e la pesantezza) by foodriver.
L'imprenditore deve essere il primo a mostrare come avere una o più società e a dirigerle con leggerezza. Questo è un termine a cui fare attenzione e che ha che fare con la leggerezza di cui parla Italo Calvino nelle Lezioni americane. Io ci ho dedicato un post a questo argomento soprattutto rispetto al rapporto di questa opera postuma di Italo Calvino e la presenza sui social network. La leggerezza dell'imprenditore, attenzione, non è sinonimo di superficialità, di negligenza, di un'assenza colpevole in cui l'imprenditore si lava le mani della sua stessa impresa, diventa una sorta di Ponzio Pilato e non prende decisioni. Non si tratta di questo evidentemente. Quando si parla di leggerezza si parla di capacità di stare nella profondità delle cose, di essere profondamente pensosi, di mettere bene le ancore dove devono essere messe. Di avere delle valigie pesanti perché il volo sia libero. Può sembrare una contraddizione. In realtà la radice della leggerezza è nella pesantezza, nella profondità e questa pesantezza deve essere quella del business dell'azienda, la sua capacità di stare sul mercato, la sua potenza, la sua efficacia nei confronti dei clienti, la sua capacità di gestire il marketing. Una delle raccomandazioni migliori che si possa dare a chi vuole fare impresa è di non puntare tanto sulla qualità perché in questo c'è ormai un luogo comune... Le aziende che riescono ad avere un mercato più esteso sono quelle che lavorano bene soprattutto dal punto di vista del marketing.
Come si fa a stare poco in azienda, come si fa a condurre aziende in poche ore alla settimana? Uno dei motivi perché purtroppo spesso gli imprenditori stanno tantissimo in azienda è il fatto che devono fare tutto loro. In questo modo la ditta non sopravvive all'imprenditore. Una volta che questi non c'è più tutto crolla, niente funziona. Bisogna far maturare le società e l'unico modo è delegare agli altri, lasciar fare il più possibile. Quelli che materialmente devono portare avanti i task sono i dipendenti, sono i manager. A loro è demandata la capacità di far camminare con le proprie gambe l'azienda e per fare questo bisogna dare responsabilità a tutti loro, bisogna responsabilizzare ciascun componente. Ognuno è responsabile di un determinato prodotto, di un determinato servizio, di un determinato modus operandi, di un determinato risultato, del raggiungimento di determinati obiettivi.
L'altra cosa su cui l'imprenditore può puntare è un cruscotto per vedere come sta andando l'azienda, magari online. E questo è possibile mediante i KPI, gli indicatori chiave di performance. Tutto ciò che viene fatto va regolato da procedure. Non ci si può basare sull'improvvisazione, su azioni più o meno estemporanee. Ciò andrebbe a discapito dell'azienda e rende confusionaria la sua gestione. Rispetto a queste procedure occorre verificare quelli che sono i numeri che vengono tradotti in indici da controllare. Poi, guardandoli, si può capire se i processi standardizzati, automatici vengono rispettati e sono efficaci, se i tempi di consegna ad esempio sono quelli stabiliti, se si sta lavorando in un certo modo per raggiungere gli obiettivi oppure no.
Il terzo punto che può essere di grande aiuto per far crescere l'azienda viene dal problem solving e in particolare dal problem finding che è la buona abitudine di individuare il problema ancor prima che sorga. Infatti spesso succede che ci si metta a risolvere questa o quella questione quando ormai è un grosso bubbone che scoppia. In questi casi si cerca di tamponare la falla. Addirittura accade che molte aziende per tutto il ciclo della loro vita altro non fanno se non stare sempre dietro alle urgenze. Adesso se c'è l'urgenza dei pagamenti, adesso c'è l'urgenza alle consegne, adesso c'è l'urgenza di chissà cos'altro. Anche questa è una schiavitù ed è sintomo di una cattivissima gestione delle imprese. Infatti quelle che vanno dietro a questi aspetti perlopiù funzionano male oppure chiudono entro poco tempo o se restano diventano un inferno per chi ci lavora. Un'impresa deve rendere felici le persone. Il suo primo prodotto o servizio è la felicità di coloro che ci lavorano o che hanno a che fare con essa. Se l'impresa non vi rende felice, diventa un macigno per la vostra vita, siete nel posto sbagliato, nel quale probabilmente siete costretti a stare perché dovete pagare il mutuo, perché avete i figli a scuola. Tutto questo succede perché quegli occhi che avete in questo momento sanno vedere solo determinate cose, non hanno imparato, non hanno avuto la possibilità o quel momento di coraggio per aprirsi. Occorre individuare i minimi segnali che qualcosa non sta funzionando. Il Problem finding è qualcosa che l'ing. Murphy conosceva bene. Egli è all'origine dei paradossi della Legge di Murphy . Questo ingegnere aveva notato che gli aerei tendevano a cadere perché questo o quel pezzo di un motore causava delle avarie. A un certo punto maturò questa illuminazione: tutto ciò che si deve rompere si romperà nel momento peggiore e stava parlando degli aerei in volo perché quando si rompono e cadono non si raccoglie più niente. Egli quindi suggerì di cambiare i pezzi del motore ancor prima che cominciassero a mostrare qualcosa che non andava, dopo una minore usura. Grazie a questo gli aerei sono il mezzo più sicuro di trasporto perché percentualmente hanno meno incidenti.
Se vogliamo rendere liberi imprenditori e dipendenti bisogna farsi una domanda: che cosa potrebbe non funzionare e andare alla caccia di ciò che potrebbe andare storto. Occorre guardare ogni cosa che succede ogni giorno, ogni procedura, ogni cosa che viene fatta e capire cosa si sta modificando, come sta evolvendo la situazione per cogliere i primissimi segnali di un cambiamento che potrebbe portare ad aspetti negativi. I mostri bisogna ucciderli quando sono piccoli. Se diventano enormi ci metterete una fatica pazzesca e forse saranno loro ad avere la meglio. La pianta si corregge quando è piccola, quando è verde. Farlo dopo costa molto di più. Quanto è costato l'incidente della Concordia alla Costa Crociere? Qualcuno potrebbe parlare di evento imprevedibile, che non si poteva immaginare che Schettino andasse a fare l'inchino. Siamo sicuri che non l'avesse fatto altre volte? E se anche non lo avesse fatto fino ad allora, quando è stato assunto qualcuno ha guardato i suoi comportamenti, le sue abitudini? Probabilmente ci si sarebbe resi conto di alcuni indizi, anche minimi, che se corretti in tempo avrebbero evitato la tragedia che c'è stata. Se si adottano queste strategie abbiamo quella che Alfio Bardolla e Lorenzo Ait chiamano l'"azienda automatica". Che cos'è l'azienda automatica? È l'azienda che cammina da sola, che ha delle procedure, che ha delle KPI chiare, che sa stare sul mercato, che sa valicare ogni crisi, solida, pesante dicevamo prima, bella poderosa, affidabile. Ed è un'azienda appetibile che se è necessario vendere la si vende facilmente.
Parlavamo di azienda leggera prima. Ebbene ci sono aziende senza uffici né e-mail. Pensate, l'azienda eterea, fatta di nuvole, di voli di gabbiani, di libertà. E non è poesia o retorica o utopia. Un'azienda di questo tipo esiste, si tratta della Automattic Inc., fondata da Matt Mullenweg, che ha seicento dipendenti al momento in cinquantotto paesi. Questi lavoratori non devono correre in auto o in metropolitana per andare sul posto di lavoro, non devono timbrare il cartellino, non devono alzarsi quando suona la sveglia. Questo è già il presente della gestione d'impresa, la direzione verso cui andare. Addirittura a un certo punto diventa inutile condurre un'azienda. Essa si conduce da sé, cammina da sola. L'unico punto su cui fare attenzione è che resti al servizio dell'uomo e dei suoi progetti di libertà, della possibilità per le persone di stare con figli, mogli, fidanzate, amanti, amici o chi più aggrada loro.
Abbiamo parlato di tre risorse per raggiungere la libertà. Iniziamo dal primo. Chiedi ora stesso, prima che sia troppo tardi un colloquio gratuito di un'ora per analizzare la situazione della tua impresa.
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