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Come realizzare i propri desideri

Ultima modifica il 25 aprile 2018 alle 15:37

Il valore della fiducia

Se vuoi vedere i tuoi desideri realizzati, manifestati, devi cercarli: devi specificare quali sono, magari scrivendoli, e cercare le immagini più attinenti. Questa è la mossa fondamentale da cui inizia il viaggio che ti porterà ad essi. Infatti, come dice Wayne Dyer, noi non crediamo a ciò che vediamo ma vediamo ciò a cui già crediamo. San Tommaso non crede perché vede e tocca le piaghe di Gesù, ma vede Gesù e tocca le sue piaghe perché già gli crede, ha fede in lui. Ma come si fa ad avere fede, a crederci? Si tratta solo di un atto volontario, cieco? Quante volte ci dicono o ci diciamo che in questo o quel progetto bisogna crederci? Oppure quante volte succede che ci diciamo o che ci ripetiamo che dobbiamo credere in noi stessi? Che vuol dire quest'ultima espressione "credere in sé stessi"? Alla lettera significa avere fiducia in sé stessi. Come si arriva ad avere fiducia in qualcuno o qualcosa? Davvero quello della fede è un dono che si riceve con il battesimo come dicono i cattolici? Ci si arriva frequentando e conoscendo l'oggetto della nostra fiducia. «Se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l'uno dell'altro» dice la volpe al Piccolo Principe. Ogni domatore o addestratore di animali sa quanto sia importante la fiducia. Lo sanno anche gli attori, soprattutto di teatro. Gran parte del training attoriale è basato su questo indispensabile elemento. È con l'aumentare della confidenza, della familiarità che ogni cosa diventa possibile. E per fare questo bisogna conoscere in profondità l'altro o la cosa con cui si vuole stabilire una relazione.

Per realizzare i propri desideri bisogna partire dagli occhi, dal guardare le immagini che più ci piacciono. Condividi il Tweet

La disposizione ad imparare

Ci vuole qui quello che in greco antico veniva indicato come la gnosi che si può tradurre con il termine "notizia". Per conoscere occorre allora avere informazioni. Bisogna avere l'atteggiamento di chi è disposto ad imparare. Ora, secondo l'etimo di quest'ultimo verbo bisogna procurarsi, andare a cercare le informazioni che si vogliono acquisire, farle proprie ed elaborarle. Ecco allora che noi vediamo ciò che cerchiamo. Per credere occorre cercare. Se vogliamo vederci, ad esempio, ricchi e felici, cerchiamo e guardiamo immagini che ci ricordano, che hanno a che fare con queste due condizioni. Allo stesso modo chi vuole stare in forma visualizzerà immagini relative al fitness, al benessere, ecc.

Desideri e convinzioni

Nella scena-madre de Il silenzio degli innocenti Hannibal chiede a Clarice:

«Che cosa fa quest'uomo che cerchi?».

«Uccide le donne» risponde lei.

«No. Questo è accidentale. Qual è la prima, la principale cosa che fa uccidendo, che bisogni soddisfa?».

«Rabbia... essere accettato socialmente...frustrazione sessuale signore»

«No. Desidera. Questo è nella sua natura. E come cominciamo a desiderare Clarice? Cerchiamo fuori le cose da desiderare? ... Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno. Non senti degli occhi che girano intorno al tuo corpo? E i tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi?».

Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno, è questo il punto chiave da sottolineare. Ora la domanda è: che cosa cercano i nostri occhi? Tv, telegiornali, telequiz, reality e compagnia cantando? Per vedere le cose che vuoi vedere devi andare a cercarle e guardarle, osservarle, assaporarle il più possibile, ogni giorno, finché nascerà la convinzione di poterle avere. Puoi aver anche preso un sacco di pugni sul ring e magari arrivare al momento di desiderare di gettare la spugna al più presto ma quando ti accorgi che un tuo colpo ha finalmente destabilizzato l'avversario d'improvviso ti tornano le forze e diventi inarrestabile. È così che nasce una convinzione, come quando la tua squadra è sotto di parecchi gol ma finalmente viene gonfiata la rete avversaria ed allora cominciano a riuscire quei passaggi, quei tiri, quegli schemi che prima sembravano bloccati, ghiacchiati, persino disimparati.

Le convinzioni nascono dal nostro sguardo ripetuto molte volte su ciò che vogliamo vedere. Condividi il Tweet

Le tecniche

Quando poi questa convinzione diventa profonda, a furia di ripeterla, le cose cominciano ad accadere, come dice Mohammed Alì, uno che della fiducia in sé stessi ha fatto una delle colonne più importanti della sua leggendaria carriera di pugile. Lo strumento necessario per questo lavoro è la vision board, la bacheca su cui attaccare tutte le immagini che hanno a che vedere con i desideri che più ci ispirano, che più ci accendono. Gli adolescenti sono soliti tenere sulle pareti della loro stanza i poster dei loro idoli. Peccato che non continuino in età adulta. Purtroppo c'è la credenza che diventare adulti significhi smettere di sognare. Gesù la conosceva bene questa cattiva idea e ammonì molte volte i suoi discepoli ad essere come i bambini. Diventare "grandi" vuol dire nutrire ogni giorno i propri sogni, permettere che si realizzino e lavorare duro perché ciò accada. E questo sarà tanto più vero e chiaro quanto più si svilupperà la tecnica della visualizzazione creativa che consiste nell'immaginare in modo attivo tutte le belle cose che si vuole che accadano.

Diventare grandi vuol dire realizzare i desideri che avevamo a tre anni di età. Condividi il Tweet

L'immaginazione

Anche qui c'è stata insegnata  una credenza fuorviante secondo la quale fantasticare sarebbe un trastullo da perdigiorno. Uno come Einstein, che tanto perdigiorno non mi sembra, diceva a questo proposito che l'immaginazione è più importante della conoscenza. Chi approfondisce almeno un po' la crescita personale noterà che ogni coach è concorde sul grande potere delle immagini e dei desideri ad esse legati. Gli sportivi di grande livello lo sanno bene perché molti di loro sono soliti praticare la "mental reharsal". Per esempio i piloti di formula uno ripetono mentalmente molte volte il circuito e tutti i cambi da fare prima di un gran premio.

La mia testimonianza

Io utilizzo sia la Vision Board sia la visualizzazione creativa da Novembre 2017 e vi assicuraro che se anche è da poco tempo che mi ci dedico ancora, funzionano alla grande. Bisogna impararle ed affinarle il più possibile ed evitare di annullarne l'efficacia con un atteggiamento negativo durante la giornata. Posso dire che già una serie di elementi a cui penso più di frequente si stanno presentando spesso nella mia vita. Per esempio ho pensato intensamente ai set cinematografici e dopo più di un anno e mezzo di assenza da essi sono stato impegnato su due di essi negli ultimi giorni. Non solo. Nella mia pratica quotidiana mattutina ( e a volte anche serale) ho dato spazio a immagini mentali che riguardano gli USA. Ebbene in uno dei due set ho incontrato un regista che lavora a Los Angeles. Casualità? Vi svelo un altro particolare: a me piacerebbe lavorare un giorno con Sylvester Stallone. E per ora sono riuscito a stringere la mano e a farmi un selfie con Dolph Lundgren (Ivan Drago in Rocy IV, mister "ti spiezzio in due"). Ancora un caso? Cominciano ad essere tanti.

Il sistema ad attivazione reticolare

Inoltre nella mia vision board è appesa una bella foto della Ford Shelby Mustang 1000 2018, una delle automobili dei miei sogni. Dopo pochi giorni che l'ho inserita ho iniziato a notare nel mio paese un'auto molto simile: stessa marca e stesso modello anche se precedente. Qui entra in gioco, tra l'altro, un meccanismo noto nelle neuroscienze e cioè il sistema ad attivazione reticolare che è un complesso di neuroni del sistema nervoso centrale capace di selezionare le informazioni più importanti per noi. Una volta attivato è alla continua ricerca di tutto ciò che è attinente alle nostre priorità. Le cose che ci servono sono tutte attorno a noi e le notiamo quando ne abbiamo bisogno, quando le cerchiamo. Per quale motivo altrimenti Gesù avrebbe tanto insistito nei Vangeli nel dire ai suoi: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete».

Perciò quando nelle riviste notate quell'orologio o quella villa di lusso che vi hanno spinto a credere che non è per voi invece di voltare subito pagina guardatela a lungo, ritagliatela e mettetela nella vostra vision board e al mattino passate un bel quarto d'ora sognandola tenendo gli occhi chiusi e lasciandovi ispirare da musica che vi rilassa. Pian piano, giorno dopo giorno, mese dopo mese il vostro cervello inizierà a farvi notare possibilità mai notate prima. C'è stato un grande coach americano come Jack Canfield che usando le tecniche di cui vi sto parlando è riuscito a vendere 500 milioni di copie del suo bestseller mondiale Brodo caldo per l'anima. Nella sua Vision Board ha messo una classifica dei libri più venduti al mondo mettendo il suo in cima quando ancora lo stava scrivendo.

Le vostre mosse

Tornerò ancora sull'argomento con altri post. Intanto iniziate subito a realizzare la vostra Vision Board sia cartacea sia su Pinterest. Magari seguite anche le mie. E subito dopo iniziate a usare quelle immagini nelle vostre attività di visualizzazione creativa mattutina e serale secondo le modalità che già vi ho indicato. Aspetto le vostre mosse. Fatemi sapete cosa state combinando nei commenti.

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