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Il Trauma Originale e il Perdono

Eva, il serpente e il dio bambino

Mela-Candela

Liberarsi dai traumi

Quando ti deciderai a vivere una vita senza traumi, un'esistenza libera e felice? Di traumi se ne possono ricevere tanti. Possono essere violenze subite, bullismo minacce ed altri tipi di brutte esperienze che a volte si vivono da bambini o in adolescenza o anche in età adulta. E chi va in chiesa oggi, domenica 18 Giugno 2018, va a liberarsi a purificarsi dai traumi (o almeno vorrebbe). Tu dirai: «un momento, va a liberarsi, a purificarsi dai peccati». Io, invece, sostengo l'equazione che dice: "peccato=trauma". Questo perché sono d'accordo con lo scrittore Igor Sibaldi il quale sostiene:

La parola che Gesù usava probabilmente era khedìe che in realtà vuol dire letteralmente energia bloccata, non vuol dire colpa. In latino peccatum vuol dire colpa contro le regole della società. [...] La parola che più si avvicina al concetto di energia bloccata, da noi è trauma, non è peccato.

Per me si tratta di una chiave molto importante che mi ha aperto tante porte, soprattutto in quella religione nella quale anche io, sin da ragazzino, sono stato formato che è la cattolica che, com'è noto, si basa sulla Bibbia. In questa domenica di giugno, nella liturgia proposta in chiesa, si parla del peccato dei peccati, il peccato originale che noi oggi ribattezziamo il trauma originale, il trauma fondamentale. Ti rendi conto come cambia tutto? In un solo istante ci si libera da un macigno che tanti adepti del cattolicesimo si portano dietro a fatica, la colpa delle origini.

Il serpente

Se ne parla nella prima lettura. Infatti al capitolo 3 della Genesi, nei versetti precedenti a quelli proclamati oggi noi leggiamo:

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio.

Qui il pensiero va subito ad una bestia immonda, viscida, che simboleggerebbe il male, vero? Una certa tendenza spingerebbe verso questo punto di vista. In realtà il serpente è il vero dio di questa parte delle scritture. Mentre l'altro dio, Yahweh, è il dio bambino che passeggia per il giardino dell'Eden. Infatti qui la Genesi non fa che riproporre antichi miti sumeri, ricalcandoli. Inoltre la divinità del serpente è testimoniata più avanti nella Bibbia dal serpente attorcigliato al bastone di Mosè che ha poteri taumaturghi e nell'esortazione di Gesù: «Siate astuti come serpenti». Quindi, invece che nemico dell'uomo, come dice una nota a margine della Bibbia di Gerusalemme, il serpente è amico della nostra specie, è saggio consigliere.

Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?».

La prima donna: Lillith

Di quale donna si parla qui? Si tratta di Eva, la seconda donna della Bibbia. Ma come, penserai, non è lei la prima? Da chi sarebbe stata preceduta? E perché non se ne parla nei capitoli precedenti e nemmeno in quelli successivi? In realtà su di lei una traccia c'è quando c'è scritto: "Maschio e femmina li creò". Hai mai considerato per quale motivo Dio avrebbe creato tante coppie di animali ma poi avrebbe lasciato l'uomo da solo? Quella di Eva è una seconda creazione. La prima donna creata da Dio fu fatta nello stesso modo di Adamo, dalla polvere e gli autori dei commenti della Torah le hanno dato il nome di Lillith. Secondo questo mito Dio avrebbe realizzato una stessa creatura che ha poi scisso in due parti. Esse si attrassero subito reciprocamente. Ad un certo punto però Adamo ha tentato di sottometterla e lei si è ribellata. Allora il primo uomo si sarebbe rivolto a Dio che gli avrebbe dato ragione ma Lillith si ribella anche a Dio e fugge dall'Eden. Questa prima donna è importante perché spiega diversi elementi. Tra questi la rabbia del dio bambino che caccia i progenitori dal paradiso terrestre maledicendo loro e il serpente. Infatti era suo preciso volere che la donna fosse sottomessa all'uomo ma Lillith si ribella e fugge via. Allora è costretto a creare una seconda donna ma pure questa finisce con il disobbedirgli. Come? Lo vediamo ora.

Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò (...).

Eva

Parliamo un momento di Eva. Se si studia l'etimo di questo nome si nota una familiarità tra il generare la vita (e quindi l'albero) e il serpente. La parola "Eva" ha un'origine molto probabilmente onomatopeica nel primo vagito del nascituro (hawwah). Inoltre i Persiani in alcuni loro rituali innalzavano serpenti al cielo e gridavano proprio "Eva". Allora qual è questo albero "buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza"? Ciò da cui Eva stessa è stata creata. Si tratta della costola di Adamo? No. Tale credenza è frutto di una cattiva traduzione. In realtà stiamo parlando del baculum. Quest'ultimo è un osso che il cane e il gatto di casa tua hanno e tu no. Ma consolati, non ce l'ha invece il coniglio. Si tratta dell'osso del pene, nel maschio, e dell'osso della vagina nelle femmine che alcuni mammiferi hanno conservato e altri hanno perso. Esso serve a favorire il passaggio dello sperma perché tiene gli organi sessuali riproduttori eretti durante il rapporto. Nell'uomo, invece, a un certo punto è stato favorito il sistema idraulico perché la nostra specie ha scelto un diverso sistema di accoppiamento nel quale c'è la convivenza tra il maschio e la femmina e quindi la fedeltà per un certo periodo di tempo. Il clitoride femminile è ciò che resta del baculum nelle donne. Ed Eva ne fece la sua scoperta. Si rese conto che toccandolo ne aveva piacere, benessere e quindi saggezza. E non si limitò a questo perché

poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.

Cioè Eva fece l'amore con Adamo dopo aver praticato la masturbazione su se stessa. Questo fa andare su tutte le furie Yaweh- bambino che per la seconda volta si trova di fronte a una donna ribelle. Lui l'aveva creata per essere ubbidiente e sottomessa al marito, per dargli la prole che desiderava e lei per tutta risposta si permette di avere più orgasmi, alcuni dei quali da sola. A quel punto bisognerà aspettare Miriam (Maria) per ristabilire l'ordine desiderato nel creato: la donna succube.

Il trauma originale

Ancor più grave è il trauma che ne riceve il dio bambino che va a zonzo a giocare nella creazione dei primi tempi. Mentre saltella di qua e di là vede Adamo ed Eva che fanno sesso. Lui stesso non conosceva questa pratica, è una novità per lui, non la capisce del tutto ma intuisce che è qualcosa di cui non si deve parlare, qualcosa da cui lui e la sua fino ad allora infinita mente sono esclusi. Ne prova vergogna, si sente in colpa. Il senso di colpa è in questo dio non nei progenitori. Questo è il peccato, il trauma originale. Ed è evidente che si tratta di una parabola che parla di tutti noi e della prima volta che abbiamo scorto i nostri genitori che facevano sesso. Io me lo ricordo quando accadde a me, in genere succede a tre o quattro anni. Ne ebbi una sensazione stranissima che ancora oggi non saprei descrivervi.

Diventa importante averne coscienza, perché è la genesi di ogni trauma, di come nasce ogni blocco di energia. Come se ne esce? Continuando ad ascoltare quel serpente che attorcigliato al bastone del liberatore dei liberatori, del grande guaritore che è Mosè: costituisce l'antidoto a ogni veleno di altri serpenti. In altri termini la soluzione al trauma è il trauma stesso. A patto che lo si utilizzi per ciò che esso esiste, a patto di evitare quel che oggi chiameremmo iper-soluzioni. Yaweh caccia Adamo ed Eva. Il puer aeternus diventa il puer ferito, per dirla con James Hillman. E qui è essenziale il perdono, l'unica vera liberazione da ogni trauma. Non credi? Un perdono di ognuno, di ogni cosa. Imparare a perdonare "settanta volte sette" è la via principe per una vita serena, libera, felice. Che ne pensi?

 

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