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Il sistema più efficace per raggiungere i propri obiettivi

Recensione di Goals! di Brian Tracy

Copertina post

Il sistema

«Non fare piani altrimenti falliscono. I piani non funzionano mai, è meglio agire direttamente».

Quante volte hai sentito qualcuno parlare in questi termini dei piani d'azione, dei programmi, del planning? Ebbene, chi parla così in genere non conosce bene, in realtà, come funziona davvero un buon programma per fissare degli obiettivi e raggiungerli. Per fare questo serve anche un buon sistema. Io l'ho trovato nel libro di Brian Tracy dal titolo Goals! (obiettivi in inglese) che ha come sottotitolo Come ottenere tutto quello che vuoi più velocemente di quanto tu abbia mai pensato che sia possibile. È un libro che davvero io consiglio. L'ho letto e riletto ma soprattutto ho fatto, ho svolto con molta cura tutti gli esercizi che l'autore propone. A proposito dell'autore si tratta, come ho detto, di Brian Tracy che è un public speaker motivazionale canadese-americano e autore di più di settanta libri di crescita personale tradotti in una dozzina di lingue.

Il suo libro Io lo riassumo in quattro parole chiave che sono:

  1. start;
  2. vita;
  3. obiettivi;
  4. tempo.

Start

Ebbene adesso ti parlerò più diffusamente di questi termini chiave, di queste parole che ci permettono di avere una fotografia chiara di questo libro che, ripeto, è il sistema più completo e motivante per raggiungere i propri obiettivi, come dice il titolo stesso di questo post. Cominciando, quindi dalla prima parola chiave "Start" questo libro aiuta a sbloccare il tuo potenziale: ciascuno di noi ha una serie di talenti, di capacità, di tendenze positive; ha una sorta di motore che spesso rimane spento ma possiamo metterlo in moto. Possiamo, per usare le espressioni di stesse di Brian Tracy, diventare una macchina che realizza obiettivi in continuazione perché questo è lo scopo ultimo del libro cioè diventare persone in grado di macinare continuamente, quotidianamente, degli obiettivi e per fare questo occorre cominciare dall'inizio, ovviamente, usando il principio di realtà. Perché fissare degli obiettivi non significa partire subito con dei sogni e rimanere là. I sogni sono molto importanti e ti parlerò più avanti della visualizzazione: Brian Tracy la raccomanda spesso ma c'è una fase, almeno all'inizio, in cui occorre partire dai dati di partenza, da quella che è la propria vita. La ragione per cui spesso un piano di obiettivi fallisce è che vengono fissati degli obiettivi irraggiungibili e alla prima occasione quando qualcosa va storto abbandoniamo tutto. È un po' come quello che succede a un tizio che voleva scalare le montagne ma poi si è fermato al primo ristorante e non ci ha pensato più, come canta Brunori Sas in La Verità. Quindi all'inizio occorre il principio di realtà. Assieme a questo è bene usare il cosiddetto Zero Based Thinking cioè il pensiero base zero che consiste nel fare mente locale a qualcosa della propria vita che non rifaremmo. C'è qualcosa in cui non ci lasceremo più coinvolgere di nuovo? E qui la domanda importante diventa questa: come posso uscirne fuori e quanto velocemente? Uno dei punti chiave degli elementi davvero importanti del libro di Brian Tracy è identificare il proprio miglior asset che, lui dice, è la "earning ability" e cioè la capacità di guadagnare dal punto di vista finanziario e dal punto di vista anche del Mercato del Lavoro. Che cosa ci rende unici? Che cosa fa sì che noi diventiamo non rimpiazzabili né da altre persone né da robot, come presto accadrà per milioni e milioni di persone nel mondo?

Vita

Passiamo alla seconda parola chiave che è "Vita". Qui diventa importante la propria accountability, la propria responsabilità, la capacità cioè di prendere in mano la propria vita e di non lasciare che la politica, gli altri, la famiglia e via dicendo blocchino il nostro percorso. Noi siamo gli autori della nostra vita. La responsabilità è personale. Il punto è dove metti il tuo locus of control. È interno o esterno? E qui c'è la Formula 80/20: l'80% di quello che ti succede dipende da te. Solo il 20% per cento dipende da eventi esterni. Questa regola dell'80-20 spesso diventa anche la regola del 90-10: il 90% dipende da te il 10% da fattori esterni. A proposito di questo Brian Tracy aiuta molto bene con tutta una serie di esercizi che fa svolgere a individuare i propri ostacoli nella vita cioè i colli di bottiglia che non permettono alle nostre intenzioni, alle nostre azioni soprattutto di scorrere davvero come devono. E quindi lui raccomanda di imparare la capacità di risolvere i propri problemi, il cosiddetto problem solving che, lui dice, è un'abilità che fortunatamente si può apprendere.

Obiettivi

Poi c'è la terza parola chiave: "Obiettivi". A proposito di questo tema, Brian Tracy chiede soprattutto questo: Qual è il tuo Maggiore scopo nella vita, che cosa vuoi di preciso, di misurabile, di raggiungibile, almeno per il momento? Poi parleremo anche dei sogni: anche quelli sono importanti perché bisogna impastare i propri giorni con la sostanza dei desideri, una volta che hai bene in mente qual è il tuo maggiore scopo nella vita. Occorre sviluppare quella che viene chiamata la "vision". A questo punto occorre visualizzare il proprio futuro ideale. Come ti vedi fra 10 anni, o fra 5 anni, in quale casa, con quali persone, facendo cosa? Questo dal punto di vista ideale, proprio, dei sogni. Bisogna visualizzare quotidianamente questa realtà un po' come le prove mentali che fanno gli sportivi, ad esempio. I piloti di Formula 1, prima di tornare in pista, ripetono mentalmente tutti i passaggi: tutti i cambi che devono fare, dove devono rallentare, dove devono accelerare. Lo stesso si può fare con la propria vita. Noi possiamo ripetere mentalmente ciò che dobbiamo fare durante la giornata, durante la settimana, nel prossimo anno e nei prossimi cinque, dieci, venti anni e passa. Brian Tracy, come molti altri motivatori di crescita personale, insiste molto su questo e cioè sulla visualizzazione creativa, molto importante anche in termini di Legge di Attrazione. Perché se il simile attrae il simile, come essa dice, i nostri pensieri attrarranno altri pensieri simili a quelli che abbiamo fatto e quindi di pensiero in pensiero programmeremo il nostro subconscio a eseguire tutto quello che va fatto momento per momento. Infatti è noto che la mente subconscia è il cosiddetto servo della nostra mente, un po' come il genio della lampada di Aladino che obbedisce agli ordini del suo padrone. Tutto questo va poi immesso nel Superconscio, cioè la la mente superiore, la mente delle grandi intuizioni, la mente che hanno utilizzato Mozart, Beethoven, Leonardo da Vinci e tanti altri. Noi pensiamo che sia prerogativa solo di rari geni nella storia ma in realtà è una facoltà accessibile a tutti. Da questo punto di vista davvero il libro di Brian Tracy è raccomandabile perché ti fa concentrare sui veri obiettivi, ti dà le chiavi esatte per raggiungerli, i passi, gli step per arrivarci. E poi lui raccomanda di concentrarci ogni giorno sugli obiettivi scrivendoli e riscrivendoli. Io, ormai, sono due mesi che ogni giorno, o quasi, scrivo dai cinque ai nove obiettivi che voglio raggiungere, più o meno a breve-medio termine, e una lista di tre azioni che devo fare per raggiungere gli obiettivi. Devo dire che all'inizio ho fatto un po' di fatica perché davvero richiede molta energia mentale per concentrarsi. Ma una volta superata la difficoltà iniziale piano piano si riesce a scrivere sempre più velocemente. Diventa un'abitudine. A volte succede, per varie ragioni, che magari non mi scrivo gli obiettivi. In questo caso vedo che il mio corpo e la mia mente vanno in automatico e fanno esattamente quei "task", cioè i compiti che devono fare senza pianificazione: ormai vado in automatico. Certo, questa non è né deve diventare un'abitudine. Può succedere un giorno ma il giorno successivo occorre tornare a scrivere i propri obiettivi.

Tempo

Passando all'ultima parola chiave del il libro di Brian Tracy, "tempo" c'è da dire che lui ti aiuta a realizzare un piano d'azione completo, chiaro e preciso. Ti dà anche l'indicazione su come poter misurare i propri progressi. Questo è molto importante per vedere ciò che stiamo facendo giorno per giorno. Infatti, noi a volte ci concentriamo su quello che non abbiamo fatto. Ci scoraggiano ma se guardiamo i compiti svolti in realtà vediamo che, con i propri ritmi, di lavoro ne abbiamo fatto tanto. Qui entra in gioco il cosiddetto effetto compound, cioè la crescita quotidiana. Brian Tracy ti insegna anche delle nozioni importante di time management, di come gestire il tuo tempo e le priorità. Nell'ultimo capitolo giustamente insiste sulla persistenza. Bisogna, cioè, essere insistenti con il lavoro da fare su se stessi, con i propri obiettivi, sui compiti da fare e lavorare ogni giorno. E quando succede alle volte, per varie ragioni, come ho detto prima, che si fanno delle pause più o meno prolungate lui ti dice: Sei sempre a un passo dal tuo obiettivo. Compra subito questo libro e leggilo con molta attenzione. Fai con cura ciascun esercizio che viene raccomandato. E vedrai come i tuoi obiettivi diventano molto più facili e raggiungibili.

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