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Recensione di Goals! di Brian Tracy

Copertina post

Il sistema

«Non fare piani altrimenti falliscono. I piani non funzionano mai, è meglio agire direttamente».

Quante volte hai sentito qualcuno parlare in questi termini dei piani d'azione, dei programmi, del planning? Ebbene, chi parla così in genere non conosce bene, in realtà, come funziona davvero un buon programma per fissare degli obiettivi e raggiungerli. Per fare questo serve anche un buon sistema. Io l'ho trovato nel libro di Brian Tracy dal titolo Goals! (obiettivi in inglese) che ha come sottotitolo Come ottenere tutto quello che vuoi più velocemente di quanto tu abbia mai pensato che sia possibile. È un libro che davvero io consiglio. L'ho letto e riletto ma soprattutto ho fatto, ho svolto con molta cura tutti gli esercizi che l'autore propone. A proposito dell'autore si tratta, come ho detto, di Brian Tracy che è un public speaker motivazionale canadese-americano e autore di più di settanta libri di crescita personale tradotti in una dozzina di lingue.

Il suo libro Io lo riassumo in quattro parole chiave che sono:

  1. start;
  2. vita;
  3. obiettivi;
  4. tempo.

Start

...continua a leggere "Il sistema più efficace per raggiungere i propri obiettivi"

Bilancio dei grandi benefici del rivoluzionario approccio ai problemi

banana

«Di' la verità, quel problema ti stressa parecchio eh?».
«Ah guarda, non riesco a dormire la notte ultimamente».
«Mmm, hai provato con il Problem Telling?».
«Con il pro che?».
«Il Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. Guarda ho letto un libro su Amazon un mese fa e ora vado a caccia di problemi, invece di evitarli, talmente mi eccitano». ...continua a leggere "Perché il Problem Telling mi ha cambiato la vita in meglio e perché ora farà miracoli con molti"

Lo studio di Harvard che spiega perché allontaniamo le soluzioni
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Lo studio di Harvard

Quando siamo vicini alla soluzione di un problema allontaniamo quest'ultima per cui quel determinato problema sembra più pervasivo di come appariva all'inizio. Finiamo per includere nel problema anche elementi che all'inizio avremmo giurato non appartenergli. Questo accade soprattutto nel campo sociale a causa del "cambiamento di concetto indotto dalla prevalenza" che è stato oggetto di un  recente studio. Questo fenomeno ci complica la vita quando occorre capire se il problema è finito oppure no.  È stato dimostrato che quando i problemi diminuiscono, si fanno rari, noi vediamo più cose come problema. Nello studio di Harvard, pubblicato sulla rivista Science il 29 Giugno del 2018, ad un gruppo di volontari sono stati dapprima mostrati delle serie di puntini blu. Man mano che si procedeva la quantità di quei puntini veniva diminuita. A questo punto le persone hanno iniziato a includere i puntini viola in quelli blu. In un altro test, poi, sono stati mostrati dei volti aggressivi. Anch'essi venivano man mano diminuiti. Ed è successo che dei volti neutri sono stati definiti come aggressivi. Infine è stato simulato un comitato che doveva decidere se delle proposte avanzate erano etiche o meno. E ancora una volta più le proposte chiaramente non etiche si riducevano più delle proposte perfettamente etiche venivano etichettate come non etiche.
Sembrerebbe esserci del perfezionismo in questo approccio ai problemi, una sorta di scontentezza, di non adeguatezza per sopperire alla quale si fa ricorso a un ipercorrettismo. Quando c'è insoddisfazione, insomma, si tende a cercare di sopperire allargando i propri concetti e questo ci fa vedere difetti anche là dove non ce ne sono. Il problema è stato risolto ma noi ne allarghiamo la frequenza, la presenza, la ricorrenza e quindi per noi non è risolto. Risolvere problemi ci porta, infatti, ad espandere la loro definizione. Invece di apprezzare ciò che è stato fatto continuiamo a guardare ciò che va ancora fatto, ci inventiamo ancora qualcos'altro così da esaurire, tra l'altro, le nostre risorse e stressarci. 

...continua a leggere "Come capire se un problema è risolto?"

Guida strategica su come sopravvivere e fare affari ai tempi di Amazon

Porta i problemi in negoio

La più forte leva di marketing

Comprano su Amazon e poi vengono nel mio negozio per risolvere i loro problemi. Leggevo qualche giorno fa questa constatazione sulla bacheca di un negoziante. La frase, lì per lì, potrebbe suonare come una lamentela di un titolare che critica gli avventori del suo esercizio per il loro comportamento e con questi intenti è stata scritta perché poi lo status proseguiva con delle invettive. Ma di per sé, isolata, questa espressione può essere la chiave di volta per sopravvivere ai tempi di Amazon, come dice il sottotitolo del post che vi propongo quest'oggi e che può cambiare per sempre, in meglio, la vostra attività. Se ci pensate bene è una fortissima leva di marketing che vi consiglio di adottare al più presto, ora stesso! Stampate l'immagine che trovate in alto e appiccicatela per bene, ingrandita, in più punti del vostro store. Noterete un impennata dei vostri guadagni pazzesca. Provateci 🙂 Mi ringrazierete per sempre. ...continua a leggere "Porta in negozio i tuoi problemi e ritira le soluzioni"

Bilancio di nove mesi di Miracle Morning e altre buone abitudini

La forza dei rituali quotidiani

Se vuoi arrivare a livelli più alti nella tua vita e nella tua professione devi sviluppare dei rituali. Se eviti di accontentarti e vuoi fare strada in più devi avere nuove abitudini. Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi devi crearti una liturgia del successoLa forza delle abitudini è nota a tutta una serie di categorie di persone. Pensa agli sportivi di grande livello e ai loro allenamenti quotidiani, ai monaci e alla loro liturgia delle ore e ai soldati e al loro alzabandiera. Ma è risaputo che anche grandi personalità si dedicano a dei metodi, delle consuetudini diverse dalla maggioranza delle persone che vive, invece, in balìa degli eventi, senza mai prendere in mano le redini della propria vita. Per esempio il grande investitore Warren Buffett legge ogni giorno per ore e ore. E questo incide molto sulle sue capacità che vengono, quindi, di continuo stimolate, migliorate. Tony Robbins dedica ogni mattina del tempo alla sua "ora sacra". Richard Branson cena ogni sera in famiglia e dedica il dopo cena agli amici. 

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Commento alla liturgia di domenica 17 giugno 2018

titolo post

Il Regno dei Cieli è come un campo di grano che al tempo del raccolto viene mietuto: il grano viene riposto nei granai mentre la zizzania è bruciata. Occorre attendere il tempo giusto perché se lo si fa anzitempo si rischia di confondere lo stelo d'erba con quello del grano. In ognuno di noi c'è una parte di grano che porta frutti buoni e un'altra, invece, che porta solo erbacce. Perché adirarsi con gli altri, allora? Ciascuno agisce secondo la sua natura. Nessuno è del tutto buono come nessuno è del tutto malvagio. Piuttosto occorre lavorare come quel contadino paziente che di continuo si occupa del suo campo. Bisogna ogni giorno lavorare su se stessi per entrare nel Regno dei Cieli e goderne gli incredibili tesori. Un lavoro, si badi bene, in cui lasciar fluire l'energia divina, da non negare, da non bloccare, pena la rovina del raccolto.

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Tre grandi strategie per fare affari e prosperare

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Soluzioni o Problemi?

Che cosa offri ai tuoi clienti, alle persone che conosci, soluzioni o problemi?

Ho rivolto questa domanda nei social ai miei contatti e mi è stato risposto: «Soluzioni, ovviamente! Perché mai dovremmo offrire problemi? Se cominciamo a offrire problemi tutti scappano via, perché già nella vita e nel lavoro tutti hanno tanti problemi. Figuriamoci se noi cominciamo ad aggiungerne degli altri». Il ragionamento fila, è giusto. Tuttavia manca un importante pezzetto: il grande segreto del mondo del marketing e del problem solving che dice che è più importante creare problemi che risolverli. Per me è stata una grande scoperta,  qualcosa che davvero mi ha aperto un mondo, che mi ha permesso di avere dei vantaggi che oggi voglio trasmettere anche a te e che sono:

  • la capacità di creare interesse;
  • la possibilità di fare engagement, cioè di coinvolgere le persone;
  • l'attrazione di tanti follower;
  • il raggiungimento di più clienti, che è la cosa più importante di tutte.

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Eva, il serpente e il dio bambino

Mela-Candela

Liberarsi dai traumi

Quando ti deciderai a vivere una vita senza traumi, un'esistenza libera e felice? Di traumi se ne possono ricevere tanti. Possono essere violenze subite, bullismo minacce ed altri tipi di brutte esperienze che a volte si vivono da bambini o in adolescenza o anche in età adulta. E chi va in chiesa oggi, domenica 18 Giugno 2018, va a liberarsi a purificarsi dai traumi (o almeno vorrebbe). Tu dirai: «un momento, va a liberarsi, a purificarsi dai peccati». Io, invece, sostengo l'equazione che dice: "peccato=trauma". Questo perché sono d'accordo con lo scrittore Igor Sibaldi il quale sostiene:

La parola che Gesù usava probabilmente era khedìe che in realtà vuol dire letteralmente energia bloccata, non vuol dire colpa. In latino peccatum vuol dire colpa contro le regole della società. [...] La parola che più si avvicina al concetto di energia bloccata, da noi è trauma, non è peccato.

...continua a leggere "Il Trauma Originale e il Perdono"

Risorse, idee, programmi ed esempi di mappe mentali e mappe concettuali

mind map

Estate tempo di mappe

L'estate, specie al suo inizio è il tempo delle mappe. Per diversi motivi. C'è infatti chi viaggia e magari inizia a cercare le tappe e gli itinerari su mappe cartacee o su Google Maps. C'è inoltre chi usa le mappe per capire il mondo di oggi. C'è chi poi in vista degli esami di maturità deve realizzare la famigerata mappa concettuale. C'è ancora chi magari ha più tempo libero in questo periodo e magari si dedica a nuove tecniche di apprendimento come il mindmapping che sarà oggetto del prossimo Mindfulness Caffè a Oria (Br) il 22 Giugno 2018. Se sei da quelle parti in quel giorno scrivimi e vienimi a trovare. Che tu debba o meno creare mappe concettuali per gli esami di stato o no conviene imparare bene e applicare ogni volta che si può questa modalità di rappresentazione grafica del pensiero. Io la uso dal 2005 in pratica per ogni progetto professionale o della mia vita, per generare nuove idee e a volte per fare la spesa. Ti renderai conto degli innumerevoli vantaggi di questo genere di mappe solo imparandole e utilizzandole. Gli usi possono essere infiniti come anche i benefici. ...continua a leggere "Tutto quello che c’è da sapere sulle mappe concettuali che a scuola non ti hanno detto"

Il primo elemento di comunicazione

Qual è la prima cosa che i vostri clienti notano nella vostra azienda? Qual è il vostro biglietto da visita? Come si presenta l'azienda agli occhi dei vostri clienti? Qual è il primo elemento che impatta sulle persone? Può essere sicuramente l'aspetto, il vostro marchio logo, la pubblicità che va in televisione o sul web, la facciata, il capannone della vostra azienda, il furgone e così via. Cioè ci sono tutta una serie di particolari che possiamo ricondurre al Visual Storytelling, che è il modo in cui la vostra azienda si racconta visivamente ancor prima di avere a che fare, di interloquire direttamente con un cliente. Ci sono peculiarità che impattano su di lui, che gli comunicano qualcosa e fanno sì che il vostro brand si sviluppi, entri quindi nella considerazione delle persone oppure no. Da questo punto di vista cosa c'è di meglio di un film aziendale perché le persone possano fare una esperienza immersiva nella vostra azienda: un'esperienza in cui tutti i sensi o quasi sono sollecitati.

...continua a leggere "Il film aziendale: cos’è e perché realizzarlo"

Ultima modifica il 25 aprile 2018 alle 15:37

Il valore della fiducia

Se vuoi vedere i tuoi desideri realizzati, manifestati, devi cercarli: devi specificare quali sono, magari scrivendoli, e cercare le immagini più attinenti. Questa è la mossa fondamentale da cui inizia il viaggio che ti porterà ad essi. Infatti, come dice Wayne Dyer, noi non crediamo a ciò che vediamo ma vediamo ciò a cui già crediamo. San Tommaso non crede perché vede e tocca le piaghe di Gesù, ma vede Gesù e tocca le sue piaghe perché già gli crede, ha fede in lui. Ma come si fa ad avere fede, a crederci? Si tratta solo di un atto volontario, cieco? Quante volte ci dicono o ci diciamo che in questo o quel progetto bisogna crederci? Oppure quante volte succede che ci diciamo o che ci ripetiamo che dobbiamo credere in noi stessi? Che vuol dire quest'ultima espressione "credere in sé stessi"? Alla lettera significa avere fiducia in sé stessi. Come si arriva ad avere fiducia in qualcuno o qualcosa? Davvero quello della fede è un dono che si riceve con il battesimo come dicono i cattolici? Ci si arriva frequentando e conoscendo l'oggetto della nostra fiducia. «Se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l'uno dell'altro» dice la volpe al Piccolo Principe. Ogni domatore o addestratore di animali sa quanto sia importante la fiducia. Lo sanno anche gli attori, soprattutto di teatro. Gran parte del training attoriale è basato su questo indispensabile elemento. È con l'aumentare della confidenza, della familiarità che ogni cosa diventa possibile. E per fare questo bisogna conoscere in profondità l'altro o la cosa con cui si vuole stabilire una relazione. ...continua a leggere "Come realizzare i propri desideri"

Il-miracolo-di-the-miracle-morningSei alla ricerca di una svolta nella tua vita? Ti trascini senza sapere bene dove stai andando e perché? Vorresti sollevarti dalla tanta mediocrità che ti circonda ma finisci con il restarci invischiato e non riuscirci?

Se ti senti così devi sapere che non sei l'unica persona, capita a molti, anzi capita alla maggioranza. Guardati in giro, quasi tutti stanno nelle stesse condizioni, chi più chi meno. In tanti la mattina vorrebbero che la sveglia suonasse il più tardi possibile, vorrebbero poltrire e non andare al lavoro o non doversi alzare per vivere la stessa insopportabile vita di sempre. Chi non ha mai provato queste sensazioni nella sua vita? Eppure ho detto "quasi tutti". C'è qualcuno che ha un'esistenza proprio diversa, non comparabile con quella del 95% della popolazione mondiale. Prova a digitare "Richard Branson" su Google, ad esempio. Ti puoi anche fermare al primo risultato, su Wikipedia, se hai poca curiosità, o se già lo conosci. Potrai vedere che amministra 400 società e che ha un patrimonio di 5.2 miliardi di dollari secondo la rivista Forbes. Io lo seguo su Facebook dove di continuo posta video e foto incredibili, pieni di energia, ispiranti. Ecco, lui fa parte di quell'altro 5% che di sicuro non si lamenta e non vive un'esistenza all'insegna del pessimismo, della rabbia.

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Ultima modifica il 1 agosto 2018 alle 16:43

Strategie per la libertà dell'impresa
Lavorando sul divano

Il vero imprenditore non sta in azienda

Avete presente il modello del titolare dell'azienda che sta in ufficio a tutte le ore tutti i giorni della settimana, persino quando i dipendenti non ci sono? Avete presente quel boss che arriva per primo la mattina e va via per ultimo il pomeriggio o la sera? Conoscete un imprenditore che sta sempre nella sua azienda, che faccia bello o cattivo tempo? Uno che sta sempre nella sua impresa? Sono sicuro che molti di voi ce l'hanno presente, che a tanti succede, che ci sono moltissimi imprenditori che ancora continuano a fare questo. Ebbene, si tratta di un modello superato di gestire la propria azienda. Direi di più: è un modello inefficace e diseducativo. Superato perché ormai tanti altri imprenditori gestiscono l'azienda con molto, molto meno tempo. Addirittura a un certo punto diventano non più necessari alla loro azienda stessa. Diventano deleteri se ci sono ancora. Devono lasciare agli altri ciò che loro facevano prima, hanno fatto all'inizio. Ci sono persino degli imprenditori seriali che continuamente aprono aziende. È inefficace perché il ruolo dell'imprenditore non è stare in azienda ma deve stare sicuramente altrove, quindi non fa funzionare le cose come meglio dovrebbero. È diseducativo perché si tratta di un tipo di impresa in cui tutto dipende dal capo, diventa una roba monocratica, il titolare diventa una sorta di Re Sole dell'azienda tolto il quale c'è solo il buio ovunque, non funziona più niente. Inoltre non avvicina sicuramente i giovani a creare impresa perché se uno si deve seppellire dentro una fabbrica, ad esempio, che è pur sua, schiavo di se stesso, chiaramente i giovani con le nuove esigenze molto più aperte, molto diverse dal passato, da questo punto di vista, diventa qualcosa di non appetibile. Mettiamo che avete 2 o 3 o 5 aziende, come fate? Chiedete il dono dell'ubiquità oppure fate come determinati personaggi storici, i dittatori, che a un certo punto utilizzavano dei sosia per riuscire a stare in più luoghi. Quindi che fate ordinate, assumete dei sosia perché sembra che ci siate proprio voi in quel momento nelle aziende A, B, C ed E?

...continua a leggere "Come condurre aziende senza uffici ed email"

Per cosa utilizzi Facebook, Twitter, Instagram e gli altri social network? Per passare un po' di tempo? Per restare in contatto giusto con qualche amico? Per postare le foto delle vacanze al mare o qualcosa di questo genere? Sono tutti usi legittimi ma c'è molto di più, ci sono opportunità che spesso ci si lascia sfuggire. Facebook, ad esempio, solo in apparenza sembra un luogo dove vengono inseriti post tra i più strambi. Nel tempo è diventato una rete in cui le aziende e i professionisti interagiscono sempre di più con le persone, in cui il singolo è portato a scambiare informazioni con dei brand. Il bello è che con il passare del tempo ce ne accorgiamo sempre di meno perché è bravo il team di questo grande social a farci percepire il meno possibile la presenza di inserzioni sponsorizzate e questo è un grande vantaggio per le imprese che vi fanno l'advertising, la pubblicità perché stanno risultando sempre meno invasive nei confronti delle persone. Questo significa che Facebook ci può aiutare molto ad attrarre e conquistare dei clienti, sia attraverso le inserzioni sponsorizzate, da fare attraverso la pagina del brand, sia attraverso il nostro account come persona. In genere chi vuole promuovere delle attività è bene che apra una pagina facebook alla quale ho già dedicato un post a proposito degli argomenti, dei link che è bene pubblicare per parlare ai propri potenziali clienti. Tuttavia abbiamo comunque un account con il quale restiamo in contatto magari con le persone più care, con degli amici, con altre persone che via via nel tempo abbiamo conosciuto. Vogliamo che questo profilo resti lì inutilizzato? O vogliamo solo farne un uso limitato? Sarebbe un peccato perché ci potrebbe servire per trovare, attrarre e conquistare clienti attraverso dieci passi, a mo' di suggerimenti, di cui parlerò ora in questo post. Essi riguardano un po' tutti i social che fanno più o meno parte ormai della nostra vita. Si tratta di una strategia trasversale che riguarda i nostri account. ...continua a leggere "Come coltivare clienti sui social"

Ultima modifica il 24 aprile 2018 alle 16:27

Italy Sicily Panorama Holiday Landscapes Landscape

L'urban experience

Quando è accaduto che avete prenotato la vostra ultima vacanza in una città? Che cosa avete percepito? E soprattutto che cosa ricordate? C'è qualcosa in particolare che vi ha spinto a tornare presso l'albergo o il bed & breakfast dove avete soggiornato? C'è qualche ricordo dentro di voi delle emozioni provate? Tutto questo e altro fa parte di ciò che potremmo definire Urban Experience e cioè l'esperienza di vacanza che singolarmente o insieme a degli amici o con la famiglia abbiamo passato in una località urbana. Essa riguarda tutte le emozioni che abbiamo vissuto in questa occasione, ciò che abbiamo provato, se ci siamo divertiti o annoiati, se abbiamo fatto qualcosa che ci piaceva o piuttosto abbiamo un po' subito quel che ci passava il convento, se abbiamo fatto questa vacanza perché gli altri ci volevano andare o se è stata una nostra precisa scelta. Di questo e di altro ancora si occupa l'Urban Experience e in questo post capiremo di che cosa si tratta e perché sta per rivoluzionare le vacanze in città.

...continua a leggere "L’Urban Experience, cos’è e perché sta per rivoluzionare le vacanze in città"