primo giorno di scuola

Oggi, 12 settembre 2016, inizia l'anno scolastico in diverse regioni d'Italia. Nelle altre le scuole iniziano a ricevere gli alunni nei giorni seguenti. Prima di tutto credo che per loro e per gli insegnanti sia una gran bella emozione, anche laddove a scuola ci si va un po' a malincuore, soprattutto per chi inizia un nuovo ciclo di studi. Ci si chiede quali persone s'incontreranno, se ci saranno tutti i compagni dell'anno precedente, quali insegnanti faranno lezione, ecc. Ci si chiede anche cosa succederà, che cosa s'imparerà, se l'anno scolastico sarà faticoso o meno.  C'è però una domanda che più di tutte può aiutarci a vivere al meglio questa esperienza: come cominciare bene l'anno scolastico? Essa può far cambiare davvero l'esito dello stesso andare a scuola per tutti: chi insegna, chi studia, chi accompagna i figli. Ciascuno ha il suo compito, il suo ruolo in quel che sembra uno spettacolo collettivo. Questo lo sapeva bene Edmondo De Amicis che in Cuore, a proposito del primo giorno di scuola, scrisse:

Signore, signori, donne del popolo, operai, ufficiali, nonne, serve tutti coi ragazzi per una mano e i libretti di promozione nell'altra, empivano la stanza d'entrata e le scale, facendo un ronzio che pareva d'entrare in un teatro.

...continua a leggere "Come cominciare bene l’anno scolastico"

2

Google Search

Posted by Alfio Bardolla on Wednesday, March 16, 2016

Se vuoi avere successo devi porre le domande giuste, prima di tutto a te stesso e poi agli altri. Questo è uno dei segreti più importanti delle persone di successo, come ad esempio, Alfio Bardolla, uno dei massimi esperti nel campo dello sviluppo personale e finanziario in Italia il cui video, oggi, mi ha ispirato questo post. Ha scritto diversi importanti libri su questi argomenti tra cui I soldi fanno la felicità nel quale dedica un paragrafo proprio alle domande dal titolo "Quali domande ti fai sul denaro?". Infatti, se continui a chiederti, ad esempio «Come faccio ad arrivare alla fine del mese?» quasi di sicuro non ci riuscirai perché resti preda di ansia e preoccupazioni: ti metti in uno stato mentale di negatività che invece di aprirti alle opportunità ti acceca così che non le vedi per niente. Un po' come quando una persona depressa vede tutto nero davanti a sé alimentando così il suo cattivo umore. Se invece ti chiedi «Come posso raggiungere questo o quel risultato?», oppure «Come posso raggiungere la libertà finanziaria?» le cose cambiano di molto. In questo caso ci si focalizza sulla positività e quindi sull'apertura alle possibilità.

Robert T. Kiyosaki, un grande businessman autore di bestseller internazionali, nel suo libro Padre ricco padre povero. Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro scrive che la differenza tra un ricco e un povero (in senso finanziario) è che quest'ultimo continua spesso a ripetere «Non me lo posso permettere» mentre l'altro si pone, invece, la domanda: «Come posso permettermelo?».

...continua a leggere "Se non hai successo hai sbagliato le domande"

1

Giuseppe, errori
A volte gli errori ti lasciano.. a bocca aperta!

Ho sempre sognato sin da bambino di fare l'attore e dedicarmi allo spettacolo. Perciò non trascuravo nessuna occasione per esibirmi. Una volta il sacerdote della chiesa che frequentavo, per il catechismo, finita la messa diede l'annuncio che al pomeriggio quelli che volevano cantare potevano venire nel teatro della parrocchia. Mi presentai all'appuntamento e non appena il prete chiese a noi bambini seduti in platea chi di noi volesse cantare per primo alzai la mano più svelto di tutti. Lui mi invitò a mettermi di fianco al musicista che ci avrebbe accompagnato con la fisarmonica. Poi mi chiese: «Dacci il foglio della canzone con le parole e le note». Io che avevo sei o sette anni mi accesi in faccia di tutte le luci del palcoscenico, una dopo l'altra, e dentro di me dicevo: «E questo qui quando l'ha detto che bisognava portare il foglio? Io sono venuto qui per imparare a cantare, che ne sapevo!». Nel frattempo feci finta di cercare nelle mie tasche e dissi: «Me lo sono dimenticato a casa. Vado a prenderlo». Uscì dal teatrino a prendere aria. Era evidente che ero lì per errore: del prete che non era stato chiaro e mio perché non avevo evidentemente prestato la necessaria attenzione perché tutti gli altri erano preparati con il loro bel fogliettino. Sarà anche per questo trauma che tutte le altre volte che ho provato a cantare me la sono cavata malissimo, per le stonature in gran parte dovute alla timidezza che mi prende in queste occasioni. Sono arrivato al punto di non farmi prendere da un regista teatrale per il rifiuto di cantare, dopo aver ben superato la prova di recitazione.

Oggi ho esordito con questo racconto della mia infanzia perché voglio raccogliere l'appello di Riccardo Esposito nel suo blog, My Social Web, a raccontare i fallimenti a cui noi blogger andiamo incontro. Scrive Riccardo:

Il valore di un errore è questo: apprendere. Lo devi riconoscere, lo devi ammettere, lo devi analizzare e sezionare. Hai sbagliato? Perché? E, soprattutto, come puoi risolvere il problema?

...continua a leggere "I cinque peggiori errori della mia vita"

2

English: Studying at Haileybury Astana
English: Studying at Haileybury Astana (Photo credit: Wikipedia)

Come vi preparate a un corso? Che cosa fate per approfittarne al meglio? Che tecniche usate per imparare il più possibile? Cosa fate per coltivare i contatti con docenti e partecipanti?

Sono un alunno da quando avevo sei anni. Oggi che ne ho quarantuno (quasi) posso dire di aver sviluppato trentacinque anni di esperienza nel frequentare scuole, università, corsì, workshop, laboratori e lezioni. Ho anche alcune esperienze da insegnante. Sintetizzo, quindi, queste esperienze in un elenco di consigli. Lungi dall'essere esaustivo è un punto di partenza per selezionare le pratiche migliori. Vi prego sin da ora, infatti, di aggiungere i vostri suggerimenti commentando a fine post. L'elenco è diviso in tre parti: prima, durante e dopo le lezioni.

...continua a leggere "Come frequentare un corso"