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Sylvester Stallone(da sinistra), Tessa Thompson e Michael B. Jordan a Filadelfia (Wikipedia).

Rocky ha ormai chiuso con la boxe. Se ne sta nel suo ristorantino a Filadelfia a guadagnarsi da vivere e va spesso al cimitero a trovare sua moglie Adriana e suo cognato Paulie. Unici legami con il suo passato da grande campione sono alcune foto che tiene esposte sulla parete del suo locale. Tra queste, in particolare, una che lo ritrae sul ring insieme al suo primo rivale e poi amico Apollo Creed. Un giorno arriva un ragazzo nero che guarda quell'immagine e inizia a fargli domande su aspetti di cui nessuno era a conoscenza, tranne la moglie di Apollo. Si tratta, infatti, del figlio illegittimo di quest'ultimo, Adonis Creed, che è un puglie agli inizi e che gli chiede di allenarlo.

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Alessandro Zizzo è uno dei sognatori con macchina da presa che apprezzo di più, oltre che amico. Quasi mio coetaneo (è del '79 e io del '74), fa il regista anche se ama dire che è soprattutto uno sceneggiatore. Vive a Francavilla Fontana e sta progettando un lungometraggio tutto suo che prima o poi riuscirà a realizzare. Nell'attesa mi ha concesso un'intervista che merita attenzione: abbiamo parlato di alcune chiavi interpretative dei suoi principali cortometraggi, di cinema e disabilità, di casting, di una serie di progetti a cui ha lavorato. Non si limita a scrivere e dirigere ma ha collaborato con alcuni festival, ha recuperato dei filmati in superotto, insegna, collabora come operatore culturale. Sempre molto riconoscente a tutti il caro Alessandro ha risposto con generosità ad ogni domanda. Ascoltarlo è un piacere perché permette di entrare nell'officina delle sue idee e dei suoi sogni che diventano scena. Buon ascolto e commentate 😉

Don Camillo
Don Camillo e il Crocifisso. Credit: Wikimedia Commons.

Don Camillo, il celebre personaggio della saga di Giovannino Guareschi, è un paradigma del racconto della preghiera nel cinema. Il suo parlare con il crocifisso, il raccontargli le proprie vicende quotidiane lo rendono esemplare. Sono parole di Dario Edoardo Viganò intervenuto durante la presentazione di un libro dedicato al rapporto tra cinema e preghiera. Si possono ascoltare in coda a questa breve intervista che riporto di seguito.

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English:
English: (Photo credit: Wikipedia)

Come può un attore fare carriera sia in teatro al cinema? Che cosa hanno in comune queste due arti? E quali, invece, le differenze? Come deve comportarsi un attore sul palco e sul set? Che cosa può fare per supportare i due mondi? A queste e ad altre domande ancora vorrei provare a dare qualche risposta seppure non esaustiva oggi. Prendo spunto dall'evento BP2015 Le Buone Pratiche Teatro e Cinema: un amore non (sempre) corrisposto che si terrà a Roma il 13 e 14 Febbraio prossimi. Come viene riportato sul sito degli organizzatori

le Buone Pratiche del Teatro sono un appuntamento periodico e itinerante, organizzato dall’Associazione Culturale Ateatro, con sede a Milano, e dal sito di cultura dello spettacolo www.ateatro.it.

Questa volta si rifletterà sugli intrecci esistenti fra teatro e cinema.Vorrei quindi contribuire con un elenco di dieci punti che in parte sintetizzano la mia esperienza di attore sia cinematografico sia teatrale e in parte  sono il frutto di spunti e riflessioni. Esso non va considerato come esauriente ma piuttosto come una traccia che magari professionisti ben più esperti di me possono completare, correggere, chiarire.

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Ritratto di Carmelo Bene.
Carmelo Bene by Gozer-the-Gozarian.

Chi ha detto che un film vada visto? E se dicessi che un film va ascoltato? Non sto parlando di supporti audio per ipovedenti. Mi riferisco all'essenza del cinema, almeno così come lo concepiva un regista mio conterraneo: Carmelo Bene. Proseguo, oggi, il mio viaggio nel mondo della regia. Dopo aver parlato del regista sincero mentitore, del regista mago e del regista leader oggi è la volta del regista narratore per sottrazione.

Avevamo la pellicola misurata, perché s’era lì col pretesto di filmare tre cortometraggi. Si girava quindi in 16 mm, ingrandito poi miracolosamente a 35 mm. Ci si arrangiava con gli scarti di pellicola, e con gli scarti s’addizionavano immagini ammantate di nulla, in nome di quel mio metodo ormai classico (?) che aggiunge per sottrarre. Si andava per eccesso decolorando l’immagine stessa.

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English: La regista Francesca Archibugi sul se...
La regista Francesca Archibugi sul set di Lezioni di volo (Photo credit: Wikipedia)

Spesso nel cinema uno spazio, oltre che da riempire, è da reinventare. Molte volte un film è realizzato in un posto ma ambientato in un altro, per mille ragioni, non solo perché magari non possiamo più girarlo nell’antica Roma e quindi si deve allestire un set a Cinecittà, come accadeva con i peplum. Può succedere, infatti, che un comune non conceda i permessi o li dia in ritardo, come è avvenuto a Daniele Ciprì per il suo film È stato il figlio, girato a Brindisi ma ambientato a Palermo. Ho avuto la possibilità di lavorare su questo set perché Ciprì era alla ricerca di somiglianze fisiche tra siciliani e pugliesi e di assonanze foniche nei dialetti. Il regista, in questo caso, deve fondere maestranze di diversa provenienza così come attori di differente estrazione e livello. Rispetto al suo team di lavoro diventa quindi una sorta di facilitatore, per dirla con un termine caro a certi ambienti del management. Vi ho così introdotto la figura del regista leader, terza tra le cinque di cui vi sto parlando in una serie di post in questi giorni. Infatti finora abbiamo visto quella del regista sincero mentitore e quella del regista mago.

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Per Rubini Fellini era un mago, come abbiamo visto nel primo dei cinque post sulla regia che sto pubblicando nel mio blog. Il primo mago nella storia del cinema è stato Georges Méliès, una figura che mi affascina da quando ho iniziato a masticare cinema. Dopo la sua carriera da prestigiatore si dedicò ala settima arte riuscendo a fonderla con l’illusionismo in quel che si può considerare “il teatro dell’impossibile”. Per riuscirci usò tutto il repertorio delle tecniche che conosceva alla perfezione: apparizioni, sparizioni, ombre e proiezioni, simulacri. In quasi tutta la sua filmografia è alle prese con una serie di illusioni che scandagliano l'impossibile. Non è un caso se uno dei suoi maggiori capolavori si intitola proprio Viaggio attraverso l'impossibile. Qui Méliès compie un viaggio in cielo, sul sole e nelle profondità marine. Abbiamo allora, agli albori del cinema, un regista che si butta a capofitto nelle possibilità che la nascente arte gli fornisce. Come un bambino e il suo nuovo giocattolo. Usa l’apparecchio per le proiezioni che nel 1895 i fratelli Louis e Auguste Lumière pensavano che sarebbe rimasto nell’ambito scientifico in un modo nuovo e sorprendente, impensabile per l’epoca.

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Film director Sergio Rubini
Film director Sergio Rubini (Photo credit: Wikipedia)

Credo profondamente che un regista sia un “sincero mentitore”. Questa definizione appartiene a Sergio Rubini, con cui ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare nel film L’amore ritorna nell’autunno del 2003 e che ho visto all’opera in un’altra sua creatura: L’uomo nero. Inizio oggi una serie di cinque post sulla regia, come avevo anticipato: mi concentrerò su questa figura professionale in relazione agli attori e al resto del team di lavoro. Ho deciso di dedicarmi a questo argomento nel blog perché inizio a sentire un qualche richiamo che mi porta, per ora, a riflettere sui registi con cui ho lavorato o di cui ho raccolto testimonianze.

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Sul set di L'età d'oro.
Sul set di L'età d'oro, il nuovo film di Emanuela Piovano.

Una nuova esperienza cinematografica è alle mie spalle un po' come l'età d'oro, di cui magari spesso abbiamo nostalgia. Proprio L'età d'oro è il titolo del film a cui ho preso parte a Monopoli, dove sono in corso le riprese fino al 20 dicembre. In questo nuovo lavoro sono il guardaspalle, o bodyguard se preferite, di Bruno, un magistrato interpretato da Giulio Scarpati. Gli altri interpreti principali sono Laura Morante,Dil Gabriele De ll’Aiera, Eugenia Costantini, Pietro De Silva, Gigio Alberti, Giselda Volodi. La regia è di Emanuela Piovano.

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intervista a Carlo VanzinaAl cinema italiano, soprattutto alla commedia, servono attori nuovi, parola di Carlo Vanzina, intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia ieri, 6 maggio 2014. Ecco i due passaggi più significativi dell'intervista:

Vanzina, in che condizioni versa il genere che lei ha detto essere "nel dna italiano"? (La commedia, n.d.r.)

«Citando il titolo di un film di qualche anno fa, mi verrebbe da rispondere "Stanno tutti bene". Invece la commedia sta male perché, secondo me, quella vera la fanno in pochissimi. In Italia girano finte commedie che fanno ridere poco, sono ideologiche e ripetitive. Sembrano riprodotte con lo stampo».

...continua a leggere "Nuovi attori per la commedia italiana"

La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar...
La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar 2014 (Photo credit: KoFahu meets the Mitropa)

La Grande Bellezza divide gli italiani tra chi osanna il film e chi ne condanna questo o quell'altro aspetto. L'oscar come miglior film straniero non mette tutti d'accordo.  Credo che questo sia comunque un buon risultato, finché si rimane, è chiaro, nel territorio delle discussioni rispettose dell'opera altrui, anche se aperte, franche. Non grido al capolavoro ma nemmeno alla cagata pazzesca. Non mi schiero con chi lo osanna ma nemmeno con chi lo condanna. Tuttavia penso che sia una delle migliori produzioni italiane di sempre. La Grande Bellezza è un'opera bella e coraggiosa in cui Sorrentino e i suoi collaboratori tentano di fare un grande affresco barocco. Mi è piaciuto un po' tutto: regia, scenografia, fotografia, sceneggiatura, attori. E stamattina ho voglia di provare ad entrare nella sua officina e capire come è stato realizzato questo film, il perché di tante scelte. Infatti non ho giudizi netti, sentenze, come le tante che ho letto su Twitter. Ho solo curiosità e dubbi, che spero mi aiutino ad accrescere la mia cultura cinematografica. Formulo le domande che vorrei rivolgere a Sorrentino e a tutto il suo cast tecnico e artistico. Spero di trovare risposte anche in chi è più esperto di me. Perciò vi pregherei di rispondermi nei commenti. Ve ne sarei grato.

...continua a leggere "Dieci domande sull’officina de La Grande Bellezza"

Casting Portal
Casting Portal (Photo credit: elitechile)

Nell'attesa di un casting c'è chi si scaccola il naso, chi racconta quanto è stato bravo sull'ultimo set in una scena che però quel cane di regista ha tagliato, chi si vanta di essere iscritto o iscritta all'agenzia che ti manda ai casting e si meraviglia che siano presenti anche quelli che non sono iscritti a nessuna agenzia, chi sfoglia e mostra tutte le sue belle foto patinate. chi ti guarda pensando: "Se questo è un casting serio non prenderanno te, ma prenderanno me che ho frequentato corsi super-pagati".

...continua a leggere "Tipi umani da provino"

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October leaf drenched
October leaf drenched. Karl-Ludwig G. Poggemann.

Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza... | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...

Così canta ottobre Guccini nella Canzone dei Dodici Mesi. Ottobre è infatti mese di vendemmie e quindi di mosto ed ebbrezza. Ma non è solo il momento dell'anno in cui si riempiono le botti, per molti è anche il mese della birra bavarese con l'Oktoberfest. Per me è il mese che porta sulla mia tavola due frutti che trovo sublimi, persino evocativi, come i cachi e i melograni. Per altri magari sarà il mese delle castagne. Sono davvero eccezionali le varietà di frutti ed ortaggi di questo periodo. È il mese in cui si torna a fare sul serio con tutti gli impegni: lavoro, scuola, ecc. Si torna a frequentare anche i luoghi chiusi come il cinema a proposito del quale consiglierei soprattutto tre uscite:

  1. È stato il figlio, il film di Daniele Ciprì in cui ho lavorato anche io;
  2. On the Road;
  3. Io e te, di Bernardo Bertolucci.

...continua a leggere "La mappa d’ottobre 2012"

Oggi è stato presentato alla sessantanovesima mostra del cinema di Venezia È stato il figlio di Daniele Ciprì con Toni Servillo, film in cui ho lavorato con una figurazione speciale. Raccolgo qui alcuni tweet sulle prime reazioni alla sua presentazione.

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Sul set con Servillo e Ciprì
Sul set con Toni Servillo (in primo piano) e Daniele Ciprì.

Prodotto da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella con RaiCinema, sceneggiato da Ciprì e Massimo Gaudioso, ed interpretato da Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Giuseppe Vitale, tutti al fianco di Servillo, il film è in ‘odore’ di Venezia 2012.

Il film di cui si parla nella recensione di cineblog.it è È stato il figlio di Daniele Ciprì. È prodotto dalla Fandango ed uscirà presto nelle sale italiane.  Ho avuto l'occasione di lavorarci nel giugno del 2011. Si è trattato, per me, di quel che nel gergo cinematografico si suol definire una figurazione speciale, che è ad un livello intermedio tra il ruolo e la comparsa, che però mi sta procurando più notorietà di altri lavori dove avevo, invece, dei ruoli veri e propri. Basta leggere la recensione che ho citato prima, oppure dare un'occhiata al cast del film dove figuro insieme agli interpreti principali. Devo ringraziare i redattori di queste recensioni per il tanto riguardo nei miei confronti. Ma voglio soprattutto ringraziare Daniele Ciprì e i suoi assistenti per l'opportunità di questi brevi ma molto intensi giorni di lavoro per me sul set accanto ad un mostro sacro come Toni Servillo. Serberò il ricordo delle poche battute scambiate con lui, del sole che picchiava, delle focacce con la cipolla, del siciliano di Ciprì, Servillo e altri attori che mi faceva sentire in compagnia di "cugini" di una regione non molto diversa dalla Puglia che è la Sicilia. Per la cronaca io ho girato sul porto di Brindisi e al quartiere Paradiso e sono uno degli amici più fidati di Nicola Ciraulo (il protagonista). Buona visione 🙂

Aggiornamento del 1 settembre 2012: il film viene presentato oggi 1 settembre alle 16:45 nella Sala Grande e alle 22:15 nella PalaBiennale della sessantanovesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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