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Mummie Oria
Due delle undici mummie conservate a Oria.

Potrei presto dedicarmi ad un nuovo progetto che riguarda la Cripta delle mummie di Oria, i Santi Medici e altri santi ancora di Puglia. Ci sto pensando su. Intanto sono stato a visitare sia la cripta sia il santuario di San Cosimo alla Macchia.

Ci sono uomini e donne che credono di vivere anche dopo la morte, così come sono, conservando le loro fattezze e le loro occupazioni. Posto che la meta di costoro è l'immortalità, consegnano i loro corpi agli imbalsamatori. Nei secoli sono stati tanti, quasi in ogni parte del mondo. Italo Calvino ne parla in una delle sue Città Invisibili: Eusapia. È la città dei morti che apportano innovazioni tanto che da un anno all'altro non la si riconosce più, per quanto è cambiata. E succede quindi che l'Eusapia dei vivi ha preso a modello la città sotterranea.

Dicono che questo non è solo adesso che accade: in realtà sarebbero stati i morti a costruire l'Eusapia di sopra a somiglianza della loro città. Dicono che nelle due città gemelle non ci sia più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti.

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 17:28

Freedom
Freedom (Photo credit: ro_buk [I'm not there])
Le previsioni del meteo per Pasquetta 2014 sono all'insegna della variabilità. Quindi potrà succedere di tutto. Potreste ritrovarvi con la pioggia oppure con il sole. Anche più volte nell'arco della giornata. Quindi sarà bene premunirsi per ogni evenienza e quindi pensare a più posti dove andare e a diverse attività da fare.

...continua a leggere "Che fare per Pasquetta 2014"

Locandina
La locandina dell'evento

Dopodomani, sabato 14 settembre, presenterò il mio primo racconto teatrale Il leone di San Cosimo alla Festa delle storie a Mesagne (Br). L'appuntamento è per le ore 19 presso il frantoio ipogeo in via Eugenio Santa Cesaria, 17, sotto il Palazzo Guarini. Questo lavoro, ancora in fase di studio, è stato partorito all’interno del laboratorio di narrazione di Memoria Minerale a Mesagne tenuto da Francesco Niccolini tra Marzo e Aprile 2013. Si avvale della regia di Fabrizio Pugliese ed è un testo semi-autobiografico: per una parte è ricostruzione di un periodo della mia infanzia, per l’altra parte segue i fili della fantasia.

...continua a leggere "Il leone di San Cosimo alla Festa delle storie a Mesagne"

Colonne terminali della via Appia a Brindisi.
Colonne terminali della via Appia a Brindisi. Foto di AleZzzz.

Qualcuno, leggendo il titolo del post, starà pensando a uno dei tanti film che si stanno girando negli ultimi tempi in Puglia. E magari, chissà, questo titolo e questa vicenda potrebbe ispirare qualche sceneggiatore e qualche produzione. Nel frattempo però un gruppo di malviventi sta davvero terrorizzando donne e anziani sulle uscite che portano alla statale sette. Su Facebook è apparso un messaggio di stato che sulle prime fa pensare a una bufala. Ecco il testo:

ATTENZIONE: SULLA SS BR-TA ALL'ALTEZZA TRA LATIANO-FRANCAVILLA F, 3 MALVIVENTI IN UN AUTO TI CHIEDONO DI FERMARTI CON LA SCUSA CHE SI SENTONO MALE,SE NON TI FERMI TI SI ACCOSTANO CON L'AUTO IN CORSA E TI FANNO DEI DANNI ANDANDO A SBATTERE CONTRO LA TUA AUTO....QUANDO TI FERMI TI RUBANO SOLDI O TI FANNO DANNI E POI SCAPPANO.....CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CERCATE DI NON PERCORRERE QUELLA STRADA NELLE ORE DI CONTR'ORA POMERIDIANA...COPIA INCOLLA ...

Sembra incredibile ma davvero ci sono vari episodi di questo tipo negli ultimi quattro mesi che mi sono stati riferiti da persone sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare. E' comprensibile che non ci siano riferimenti a date, persone, nomi, ecc.  Purtroppo non ve n'è notizia né online né in televisione. Nei motori di ricerca nessuna traccia anche. Siamo in tanti a percorrere quella statale e nonostante l'omertà più di qualcuno ha riferito e denunciato questi episodi.

Avrei tanto voluto che si trattasse di una bufala, anche perché è di ieri la bufala della scomparsa di un bambino da Cisternino. Purtroppo non è così. Dei malviventi spuntano all'improvviso da piccole traverse, si avvicinano alla vettura della vittima prescelta e iniziano a speronarla puntando anche una luce negli occhi del guidatore per farlo sbandare e fermare.  Tutto questo in prossimità della statale sette, la via Appia nel tratto fra Taranto e Brindisi, e la circonvallazione di Oria.

Una signora di Oria testimonia di essere stata fermata con una richiesta di aiuto da persone che dicevano di non avere soldi e di essere rimasti senza carburante nella macchina. Ha dato loro 50 euro e in cambio ha ricevuto un anello d'oro falso che uno di loro si è sfilato dal dito.

A cosa dobbiamo questa recrudescenza di criminalità? Probabile che gli esponenti della locale malavita siano in seria difficoltà per qualche motivo straordinario che ignoro se arrivano a rischiare così tanto.

Ultima modifica il 24 agosto 2015 alle 18:03

Assemblea cittadina ad Oria del 28 marzo 2011.
Il gruppo di cittadini riunitosi oggi 28 marzo 2011 convocato da persone vicine ai candidati sindaci delle prossime amministrative.

Un giorno vai ad un provino a Nardò, passando per la strada tra Oria e Manduria e vedi tanti vigili del fuoco fermarsi nei pressi dell'ex aeroporto della seconda guerra mondiale. Un'esercitazione, pensi. E invece vedi che montano delle tende, molte tende.

Che sarà mai?

Il giorno dopo apprendi che parte dei migranti di Lampedusa saranno ospitati in questo posto, a quattro km da casa mia. Ti sembra una decisione avventata e piena di incognite tuttavia esprimi nella tua bacheca di Facebook il benvenuto per le persone che arriveranno sperando che avranno un dignitoso soggiorno, nonostante tutto. Ricevi proteste che sfiorano l'insulto sulla tua bacheca ma non te ne curi molto: saranno le ansie, pensi, che si sfogano così. Poi decidi di andare a fare una visita al campo e scrivi un post di cronaca, di impressioni. Il giorno dopo, cioè oggi 28 marzo, partecipi anche a quella che doveva essere una assemblea cittadina autoconvocatasi e che invece scopri essere una iniziativa elettorale.

Alex Zanotelli a Mesagne
Padre Alex Zanotelli a Mesagne all'incontro organizzato da Huipalas.

Poi vai a Mesagne ad ascoltare un profeta come padre Alex Zanotelli che ti parla del referendum per l'acqua pubblica del 12 giugno. E ti dice una cosa semplice e tremenda: se perdiamo l'acqua perdiamo tutto, perdiamo la vita stessa. Le multinazionali e i partiti al potere ci stanno infatti riducendo a farina sulla questione dell'acqua e dell'energia. Ti ricordi, quindi, delle guerre per il controllo dei pozzi petroliferi come quella in atto in Libia, ultima di una lunga serie, ma anche delle guerre che verranno e che saranno tutte per il controllo della fonte della stessa esistenza: l'acqua. Per la verità le multinazionali si stanno già preparando perché attraverso le Spa cominciano a controllare qualcosa che per natura non si può ridurre a merce, come l'acqua.

Allora capisci ancora meglio perché gli africani scappano dai loro paesi: perché stanno togliendo loro tutto e non hanno speranza restando dove stanno. Hanno tolto loro la speranza. Ecco la vera ragione della loro emigrazione in Europa. Non hanno più nulla, tranne il tentativo di scappare tentando altrove la sopravvivenza o la fortuna. Complici della situazione i paesi europei non adottano strumenti di politica estera se non le bombe aumentando un flusso di persone che senza guerre sarebbe minore. Una tale situazione fa comodo al governo Berlusconi che in questo modo fa "agenda setting" agitando un problema: l'immigrazione. Il tam tam mediatico convince le popolazioni delle cittadine di Oria e Manduria che è in atto una invasione alla quale reagire. Convocano, poi,  Mantovano il quale non solo non li ascolta ma addirittura triplica il numero dei migranti nel centro. Una gran bella emergenza creata ad arte il cui clamore fa il gioco di lega e governo Berlusconi.

Come se ne esce? Con una proposta semplice che viene da Rifondazione Comunista: indicare la via agli immigrati e scortarli alla stazione. L'idea è buona: parlando con gli immigrati ieri sera mi hanno confermato di voler andare in Germania e Francia. E siccome sono cittadini liberi nessuno può loro impedire di farlo.

N.B: post modificato il 24 agosto 2015.

Ultima modifica il 27 settembre 2016 alle 15:00

Panorama di Oria
Panorama autunnale di Oria dalla Francavilla-Cellino.

E' ora di parlare di teatro ad Oria. E' una cittadina dalle grandi potenzialità anche in questo campo. I primi passi da fare e come.

 

Per le amministrative ad Oria della prossima primavera èi tempo di mettere in campo delle idee per il governo della città, augurandoci un buon raccolto per la nuova stagione. E’ lanciando una di esse, o meglio una lamentela sulla mancanza di una stagione teatrale nella nostra cittadina all’interno del gruppo su facebook de La lista di lu P.I.L.U. , che c’è stato un botta e risposta tra me e Alessandro Salerno del multisala Salerno di Oria, al quale sono grato per il chiarimento. Voglio approfittarne per sollecitare un dibattito e magari qualche iniziativa in proposito. Non sono un esperto di organizzazione di spettacoli teatrali, di stagioni, di animazione culturale del territorio. Sarebbe necessaria qualche figura di questo tipo per mettere in campo le soluzioni più idonee, le buone pratiche sulle quali investire. Questa mia nota non deve esser letta come quella di chi si cala dall’alto ad insegnare agli altri come si deve agire. Vuole essere il punto di vista, il contributo di un attore magari con qualche esperienza, soprattutto nel teatro di narrazione e con i gruppi di improvvisazione teatrale tra la Puglia e Roma. Spero solo di essere un bravo rabdomante e trovare qualche vena nel terreno dove attingere l’acqua e dopodiché son pronto a scavare insieme a chi, come me, ha sete.

La vocazione di Oria per lo spettacolo è ben nota. Pensiamo ad esempio al corteo storico e al torneo dei rioni. Sebbene durante la recente edizione ci sia stata una polemica sulla federicomania,  che non condivido, riconosco il grande contributo che tanti oritani danno a questa che è una manifestazione di successo. Ma penso anche alla notte bianca, alla cui prima edizione ho avuto il piacere di partecipare. Guardando le collinette di Oria chiunque può accorgersi come il loro digradarsi sia un teatro naturale da una parte e antropico dall’altro per il loro offrirsi alla piana del salento con il castello, la cattedrale, i palazzi, i campanili, le case, persino l’antiestetico fungo dell’acqua che magari sollecita la fantasia di qualche bambino, come sollecita la mia.

Non si tratta solo di una straordinaria scenografia, di un eccezionale paesaggio. Molti luoghi stessi all’interno dell’abitato sono dei piccoli teatri. Non penso soltanto al chiostro del parco di montalbano a volte utilizzato come sede di spettacoli. Penso per esempio al castello dove si potrebbero organizzare animazioni teatrali a tema per le scolaresche e i visitatori. Penso anche alle numerose piazzette nel centro storico così ben utilizzate, almeno in un paio di stagioni estive organizzate da Pino Malva anni addietro. Ma nell’elenco includo anche il caffé letterario che si sta segnalando quale luogo di nuove e accattivanti forme di interazione artistico-culturale degne di attenzione.

Ma il teatro ad Oria è anche una grande necessità per gli scambi sociali e culturali che esso offre con i gruppi e le compagnie che vi possono essere ospitate. D’altra parte Oria è anche città di gemellaggi e meta di un antico pellegrinaggio: è iscritta nella sua storia questa propensione all’ospitalità. E’ una necessità per i giovani perché sia data loro una possibilità in più per la loro formazione e la loro vita ludica. Le nostre scuole anche hanno bisogno di completare l’offerta formativa con spettacoli e laboratori teatrali. Qui va dato atto all’attore Gino Cesaria e alla famiglia Salerno per le matinée che organizzano da anni e che magari vanno ampliate con nuovi allestimenti.

Il grande assente ad Oria è il teatro delle compagnie di giro di professionisti e di artisti che stanno sperimentando da qualche tempo nuovi linguaggi sulla narrazione come, tra gli altri,  Ascanio Celestini. Grande assente è l’improvvisazione teatrale dei Match d’improvvisazione teatrale. Grande assente ancora è un  Fabrizio Gifuni, della scuola di Orazio Costa, che si confronta con bravura con la scrittura di Carlo Emilio Gadda. Ma più e meglio di me un direttore artistico potrebbe individuale linee artistiche e compagnie e gruppi da ospitare nella nostra cittadina, tenendo conto delle risorse necessarie e soprattutto della necessità di formare un pubblico, prima ancora che un teatro. In questo potrebbe riversare tutta la sua esperienza e le sue capacità organizzative il Teatro Pubblico Pugliese. Perché le idee quando si vuole si trovano e potrebbero includere allestimenti di classici, da Aristofane a Moliere e Shakespeare, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani e Dario Fo, da Tennesse Williams a Samuel Beckett, ecc.  E’ quanto sta avvenendo in comuni limitrofi come Mesagne, Francavilla Fontana, Ceglie Messapica, Torre Santa Susanna. In alcuni di essi è in corso il progetto dei teatri abitati finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Asse IV, Linea di intervento 4.3.2).

Un teatro abitato dunque, un teatro vivo, che nasca dalle nostre radici. E’ questo il miglor modo di vivere questa che è una tra le più antiche arti dell’uomo, la più rituale e comunitaria. Perciò è nelle nostre stesse radici che vanno rintracciate le possibilità per un teatro davvero popolare. Ci ha provato in passato Dino Attanasio con la compagnia Li pillicrini al quale va riconosciuto una linea di ricerca culturale che va ripresa, ampliata e portata a quei modelli di narrazione su cui ha costruito la sua fama di giullare dei tempi nostri Dario Fo. Penso da una parte all’utilizzo di tutto il nostro patrimonio culturale di cunti e culacchi che emendati dai cliché ridanciani e dal pregiudizio culturale con il quale vengono trattati sono degli straordinari pre-testi teatrali. Nel mio piccolo ci lavoro su da qualche anno. Dall’altra penso a grandi allestimenti che sarebbero possibili sulla battaglia di Tommaso D’Oria che si oppose al ritorno di Manfredi oppure sulla bella Uriana che s’innamorò di Annibale fino a lasciare Oria per lui.

Ma come si può finanziare tutto ciò mi obbietterete. E rispondo che è possibile come è possibile altrove, in tutte le altre parti del mondo: con il mecenatismo, le sponsorizzazioni e tutte le altre buone pratiche che un oculato marketing culturale può tirar fuori. Qui occorrono esperti quali bravi organizzatori, fund raiser e bravi manager. Sarebbero delle grandi opportunità di lavoro per laureati in questi settori e magari di collaborazione con l’università di Brindisi: penso soprattutto al corso di laurea in progettazione di eventi ed attività culturali. Ad onor del vero spesso non sono necessari neanche tanti fondi. Se davvero si vuole cominciare basta quel che c’è a disposizione: in questo il teatro è straordinario perché lo si può fare senza scenografie, senza grandi allestimenti, senza tanti attori. Quel che conta è capirne le potenzialità, amarlo, formarsi e darsi tanto da fare.

Ma a chi tocca mettere in piedi qualcosa, far marciare la macchina, organizzare una stagione teatrale ad Oria? Agli operatori che sono in campo: la famiglia Salerno per le loro sale, i padri rogazionisti per il loro teatro, alla prossima amministrazione comunale, alla Pro Loco, alle associazioni culturali, agli imprenditori che fossero interessati, alle scuole, ecc. E’ necessario il contributo solidale di tutti in uno spirito unitario che invoco per il bene della cittadina.  Perciò mi auguro che a seguito di questa mia nota ci sia qualche altro contributo, anche di privati cittadini, per organizzarci al più presto. Chi vuole può scrivermi all’indirizzo email [email protected] o magari pubblichi le sue idee in rete. Sono disponibile ad incontrare chiunque in proposito. E sto pensando ad alcune iniziative spero condivise per questa primavera...

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Ultima modifica il 8 agosto 2012 alle 17:33

illustrazione di Guerin Meschino
Bella illustrazione di Guerin il Meschino sul suo cavallo e con la sua armatura da cavaliere.

Raccontando storie in giro, come a volte mi capita, succede che diverse storie mi siano segnalate.  Una di queste, di cui per la prima volta mi ha parlato Antonio Benvenuto, mi ha colpito per il suo titolo per me suggestivo Guerin Meschino e Recchi di Ciucciu. Il Guerrin Meschino è un romanzo cavalleresco scritto da Andrea da Barberino nel 1410 e pubblicato in otto libri nel 1473. E' ispirandosi ad esso che un certo papa Parisi, vissuto a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, elaborò un proprio racconto che era solito raccontare in una contrada confinante tra Oria e Francavilla, dove abitava. Quel racconto è stato raccolto da Antonio Corrado e Angelo Galiano che me lo ha fatto conoscere.

In questa breve, piccola, versione di Papa Parisi Guerin Meschino viene abbandonato ancora in fasce e affidato alle onde del mare dai suoi genitori nella speranza che si salvasse dalle grinfie di un signorotto di Taranto che si era impadronito del potere e che stava eliminando o incarcerando chi doveva esercitarlo per diritto. Il bambino giunse fino a Durazzo dove divenne il più grande cavaliere d'Albania che, ad un certo punto, ritornò in Italia alla ricerca dei genitori. E' presso Oria, in contrada Pasuni, che conosce un certo Recchi di Ciucciu che gli sbarra la strada esigendo una tassa per attraversarla. Guerin Meschino non ha soldi con sé così è costretto a duellare con Recchi di Ciucciu al quale stacca la testa, liberando gli oritani che vessava. Giunge così a Taranto dove può liberare i suoi genitori dalla prigione, non prima di aver ucciso anche l'usurpatore.

Nel racconto orale che ne sto facendo io sono più o meno fedele a questa versione tranne che nel finale, reinventato, in cui Guerin vedendo le meraviglie della campagna, della città e dei due mari di Taranto rimane incantato.  Le descrive una per una e dichiara tutto il suo amore per questi luoghi e si dice molto fortunato ad aver avuto lì i suoi natali. E quando affronta nel duello finale l'usurpatore questi nel morire gli rivela una tremenda, funesta profezia su Taranto che qui non vi voglio svelare. Dovrete venire nei luoghi e negli orari in cui racconterò questo cunto per conoscerla.

Con Guerin Meschino e Recchi di ciucciu ho una straordinaria occasione di parlare di Oria e di Taranto, oltre che dell'Albania, del loro destino, della loro vocazione e del loro futuro. Sono contento che mi sia capitata questa storia tra le mani e farò di tutto per raccontarla ovunque ci sarà qualcuno che la vorrà sentire e vedere. Infatti essa riecheggia un po' le imprese di Giorgio Castriota Scanderbeg, eroe nazionale d'Albania, che combatté anche in Puglia e che grazie ai suoi soldati ripopolò le campagne abbandonate e rinvigorì l'agricoltura.  Fu un periodo di rinascita per le terre tra Otranto e Taranto e il mio racconto vuole essere un augurio di rinascita per la martoriata città di Taranto che con la scelta folle dell'acciaio ha distrutto una delle terre più fertili del mondo e due mari che sono una delle più belle meraviglie al mondo. La speranza è che gli operai stessi dell'Ilva, qual novelli Scanderbeg o Guerin Meschino, possano tagliare la testa, nel segno della riconversione culturale,  a chi ha usurpato il destino loro, delle loro famiglie e dei loro figli.

Una prima occasione sarebbe potuta essere domani, 28 dicembre 2010, all'evento Open Mic presso il Laboratorio Urbano di Francavilla Fontana in via Zullino nei pressi del passaggio a livello sulla strada per Villa Castelli. Ma l'evento è stato rimandato. Vi terrò aggiornati.  Intanto eccovi qui sotto l'antestage del racconto.


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Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:30

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

Locandina del film "Federico l'oritano"
Locandina del film "Federico l'oritano". A cura degli amici della lanterna di Oria.

Quest'oggi cari amici, soprattutto di Oria, sono orgoglioso di presentarvi un nuovo grande progetto che riguarda la cittadina tutta. Si tratta del kolossal Federico l'oritano in cui reciterò accanto a Russel Crowe e che ricostruirà lo stretto rapporto tra Federico II, il puer apuliae, e la nostra cittadina. Ho concesso in esclusiva agli amici della lanterna di Oria un'intervista che racconta alcuni particolari sulla sceneggiatura e sul cast. Ecco una delle domande che mi sono state rivolte.

Alcuni critici hanno attaccato il suo film definendolo un falso storico. Cos'ha da dire?

Le fonti ci hanno tramandato con certezza non solo la presenza di Federico II ad Oria ma anche una sua lunga permanenza nel borgo. Infatti fece bandire il torneamento tra i rioni della città nel 1225, anno in cui come tutti sanno sposò Iolanda di Brienne. L'imperatore stesso partecipò ai giochi non in veste di cavaliere, questo sì un falso, ma in qualità di atleta per la specialità detta "della pertica". Le cronache dell'epoca parlano di un Federico II capace di arrampicarsi con ben miglior sagacia di un felino lungo la corda alla cui sommità viene issata la bandierina. Anche negli anni successivi alla sua permanenza ci furono degli atleti molto bravi in questa specialità che erano tutti figli clandestini del sovrano. E' molto probabile che Tonino Pertica, forse il più abile atleta in questa prova fino a qualche anno fa, sia un suo discendente.

Il resto dell'intervista si può leggere nel post del blog degli amici della lanterna di Oria.