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immagine_post_sondaggioIn questo post ci occuperemo di come lanciare con un sondaggio gratuito online. Vi spiegherò come promuovere il vostro ebook ancor prima che sia finito e avere già una buona lista di contatti a cui distribuirlo e che poi vi tornerà utile nel momento in cui avrete bisogno di feedback, recensioni, condivisioni ecc. Capiremo perché farlo e vedremo step by step come muoversi. Ciò che sto per raccontarvi è il frutto di una recente esperienza personale a riguardo della promozione del mio ebook sul Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. La sua mission è quella di fare di ogni problema una grande storia. Per fare questo il Problem Teller parte da un determinato problema e inizia a definirlo nelle sue parti principali, grazie al problem setting, l'arte di definire i problemi prima di risolverli. Una volta definito il problema inizia lo storytelling, il racconto del problema. Il Problem Telling è un ponte tra il problem solving da una parte e lo storytelling.

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Our Relations
Our Relations (Photo credit: Wikipedia)

Le relazioni pubbliche: queste sconosciute...anche se in tanti se ne sentono esperti e in molti sono prodighi di consigli su di esse.  Quanto sia importante occuparsene con cura appare ovvio eppure accade che invece finiamo con il tralasciarle. In sostanza non ci accorgiamo di quanto siano vitali finché non iniziamo a praticarle.

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Dan Roam -- The Back of the Napkin: Solving Pr...
Dan Roam -- The Back of the Napkin: Solving Problems and Selling Ideas with Pictures (Photo credit: anitakhart)

Ogni giorno, ovunque, siamo di continuo bombardati da immagini. Eppure non sappiamo niente di pensiero visuale. Io ho dedicato, in questo mio sito web, una pagina a questo argomento: Pensare con gli occhi. Essa parla  del rapporto tra le immagini e la risoluzione dei problemi e tra questi e l'apprendimento. Con poche semplici immagini, infatti, è possibile venire a capo di difficoltà che sembrano piuttosto complicate. Non è una magia ma è la semplice potenza di ciò che nel mondo anglosassone è chiamato visual thinking, il pensiero visuale appunto. Per spiegarvi cos'è non ricorrerò a parole e definizioni ma vi invito, intanto, a guardare il video qui di seguito.

C'è un paradosso di cui dobbiamo subito occuparci.  A scuola ci hanno sfinito con la grammatica e la produzione di testi scritti mentre non sappiamo leggere e decodificare molte immagini. Vedo spesso persone che di fronte ad una mappa mentale rimangono smarrite, non capendo di cosa si tratta. C'è persino qualcuno che non sa usare le carte geografiche pur in giovane età. Nella nostra educazione, almeno parlo della generazione mia e cioè dei quarantenni di oggi, c'è quel che Eleonora Fiorani chiama il pregiudizio logocentrico di cui parla nel suo libro Grammatica della comunicazione. L'autrice dice che i moderni analfabeti sono coloro che non sanno leggere le immagini. Allora vale la pena leggere il suo libro per imparare a farlo, soprattutto il terzo capitolo dedicato al linguaggio dell'immagine.

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Cartello ingresso zoo.
Cartello all'ingresso dello zoo di San Cosimo alla Macchia.

La grande avventura del mio racconto sul santuario di San Cosimo alla Macchia in provincia di Brindisi, che sto preparando per Memoria Minerale, conosce oggi una delle sue diverse e importanti tape: ho deciso di rendere pubblica la scheda del racconto. Così potrete iniziare a farvi un'idea di questo lavoro di cui un po' alla volta vi sto parlando, sperando di avervi tutti alla sua presentazione pubblica a Mesagne il 14 settembre 2013, alle ore 19:00, presso il Frantoio Ipogeo.  È una narrazione semi-autobiografica: per una parte riporto vicende davvero accadute, per l'altra lascio spazio alle invenzioni. Tra il 1977 e il 1980 ho vissuto infatti proprio sul santuario o nelle sue vicinanze perché i miei gestivano il distributore di carburanti che dopo i lavori del Giubileo del 2000 è stato smantellato. La geografia stessa della parte antistante il centro religioso è stata modificata. E quando cambiano i posti la memoria dei luoghi ha qualche difficoltà, un senso di smarrimento. Ringrazio allora Francesco Niccolini e Luigi D'Elia che mi hanno dato la possibilità di recuperare una parte dei miei ricordi, della mia infanzia. Ricordi che credo valga proprio la pena raccontare perché stiamo parlando di uno spazio del fantastico, che nella sua folle architettura, alla quale noi locali siamo abituati, si presta a situazioni tra il kitch, il paradossale e l'avventuroso per una mente che è e vuole restare un po' bambina. Buona lettura della scheda allora. Per chi vuole è anche disponibile l'incipit del racconto.

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emotion icon
emotion icon (Photo credit: Łukasz Strachanowski)

"I più stupidi fanno più soldi e quelli intelligenti falliscono più spesso". Così Jacopo Fo commentava nel 2007 una ricerca dell'università dell'Ohio secondo la quale il quoziente intellettuale non è determinante per avere successo nella vita. Due sono i fattori che portano al successo gli stupidi mentre gli intelligenti falliscono, secondo lui. Il primo è la semplicità. Gli intelligenti, infatti, tenderebbero a realizzare progetti così tanto complessi da fallire. Gli stupidi invece farebbero dei progetti modesti e realizzerebbero una cosa per volta. Il secondo è l'intuito. Gli intelligenti tenderebbero ad analizzare, valutare e soppesare così tanto da essere sterili. Gli stupidi, al contrario, andrebbero "di pancia"  e quindi tendono a realizzare buoni affari grazie al loro intuito, al loro fiuto. Esempio di tutto questo, sempre secondo Fo, sarebbe la sinistra italiana così piena di artisti, cineasti, intellettuali eppure spesso incapace di attuare il suo grande potenziale.

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Nativity scene with cardboard tubes
Image by cheerytomato via Flickr

Prosegue con questo post la rubrica Il cantiere del presepe che è una delle iniziative di La Fine è l'Inizio. Cominciamo, oggi, ad orientarci su come realizzare un presepe da principianti ma soprattutto iniziamo a pensare a come vivere questa tradizione.

Provate a fare una ricerca con il termine "presepe" in un motore di ricerca. Google dà circa 4.250.000 risultati.  Mica male eh? Specie se, come me, fate qualche ricerca per schiarirvi le idee sul presepe che volete realizzare in casa, per vedere se trovate spunti, indicazioni, guide ecc.  Perché sia chiaro non aspettatevi gran ché da questa rubrica natalizia che ho deciso di curare Il cantiere del presepe perché a dispetto di questo titolo non vi darò quasi per nulla indicazioni su come realizzare il vostro presepe perché io non sono un esperto e perché lo scopo di questi miei post è di utilizzare, in realtà, il presepe per parlare d'altro, per usarlo come metafora del nostro mondo, per farlo diventare una porta verso le storie che può contenere. Tuttavia non sono un infame e quando troverò qualcosa che vi può essere utile ve la segnalerò.  Se cercate, infatti, delle lezioni, delle guide, la storia del presepe, un forum e molto altro potete andare su Leonpresepi. Altre risorse, poi, tra cui un mercatino le trovate su passione presepe. Poi ho trovato anche un forum che mi sembra ben organizzato e ricco: il Presepe Forum. Per principianti come me penso che ci siano diverse indicazioni utili. Non mi sognerei nemmeno di realizzare un presepe meccanico o un presepe di sabbia, per intenderci. Sono sicuro comunque che in rete troverete quel che fa per voi e in tal proposito se trovate siti web simili a quelli che vi ho segnalato io siete pregati di segnalarmeli.

Sono, dunque, al secondo passo dopo aver individuato il posto, come vi ho raccontato in Chi ben comincia è alla metà del presepe. Comincio a pensare all'occorrente o, meglio, agli strumenti necessari, a ciò di cui ho bisogno insomma. Perché è facile dire "faccio il presepe", quando non lo hai mai fatto. E' chiaro che da piccolo qualche volta davo una mano ai miei per farlo o lo facevamo a scuola. Ricordo bene quando andavo per le campagne alla ricerca del muschio necessario per esempio o quando bisognava imparare a memoria le poesie da recitare davanti al presepe il giorno di Natale. Quando si dice presepe si includono un sacco di cose: non solo le figure e la mangiatoia, ma anche il contesto come il cielo, le case e poi ancora l'illuminazione ma soprattutto a chi è destinato, da chi sarà visitato e quale sarà l'atmosfera che vi regnerà e che cosa fare per tenerlo in vita assieme alle persone nel giorno di Natale e non solo.

Il presepe diventa quindi una piccola macchina sociale, un insieme di piccoli riti destinati ai bambini e non solo. Credo che sin dall'inizio bisogna tener presente tutto questo per non precluderci delle possibilità. Per esempio io ho deciso di condividere con i lettori di questo blog il diario della sua realizzazione. Ho pensato ad una serie di post su cui scriverò come, ad esempio, una panoramica sui presepi del mondo, le recensioni di spettacoli e canzoni, le figure che lo compongono. Sarò, spero per voi e per me, un modo per vivere questa tradizione con gli occhi della meraviglia e la voglia di scoprirne le storie e le possibilità.

Buona  La Fine è l'Inizio a tutti.

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