Il disordine risveglia nell'uomo un istinto dimenticato: l'istinto dell'armonia con se stesso. Gli ricorda il concetto di bellezza, lo obbliga a pensare in modo diverso, a fantasticare e a creare. Il caos fa dell'uomo un artista.
Le parole sono come le foglie di un albero che ricevono la linfa e che assorbono la luce. Loro conducono ai rami e questi al tronco dell'albero. Là dentro non c'è più bisogno di distinzioni. Chi usa le parole impara a non usarle. Perché chi parla non sa e chi non parla sa.