Vitale's Blog
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 Eccomi qui : - )... di Giuseppe
 
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Only one who devotes himself to a cause with his whole strength and soul can be a true master. For this reason mastery demands all of a person.

Albert Einstein
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\\ Blog : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Giuseppe (del 19/02/2010 @ 10:25:14, in Idee, linkato 156 volte)
Pubblico qui di seguito una sceneggiatura per una idea di corto pro Vendola. Riflette il mio stato d'animo rispetto a quanto di bello e nuovo sta avvenendo in Puglia con questa autentica rivoluzione che da queste parti stiamo vivendo. Nichi Vendola è stato definito un ufo politico dai giornalisti francesi per la sua grande diversità rispetto ai politicanti in lizza da troppo tempo in Italia e che badano solo a manovre sottobanco per lo più. Vendola è un autentico leader popolare e finora non ha tradito le aspettative. A me, sia chiaro, non piacciono tutte le sue politiche e tutte le sue scelte. Per esempio ho unìaltra idea per Taranto ma magari di questo parlerò in un altro post. Devo però riconoscere che questo grande uomo di sinistra sta scaldando i cuori di molti. Ecco allora come avrei realizzato io un corto su di lui se mi fosse stato possibile. Ho girato a diversi filmaker e comunicatori questa mia sceneggiatura ma non ha trovato seguito: chi non aveva tempo, chi non ha risposto e chi mi ha detto che la scelta del dialetto la renderebbe poco comprensibile. Sarà. Giudicate voi.

1. Cinema di paese/int./sera

Ore 20 circa. Siamo al bancone del bar di un cinema di paese. C'è un uomo (Giacomo) sui 45 anni, con la barba molto incolta e con una maglioncino rosso slavato e consumato, che sfoglia annoiato e con occhi spenti un giornalino di quelli gratuiti, con tanta pubblicità. Il grande foyer del cinema alle pareti ha manifesti di grandi spettacoli e di grandi personaggi degli anni '80 e tutto l'arredamento, un tempo splendido, risente dei tanti anni passati. Dall'interno del teatro si sentono passaggi di un discorso molto appassionato e applausi rumorosi.

Qualcuno (Cocu) spinge la vetrata che fa rumore. Vediamo apparire un omone sui 35 anni dai modi lenti e che appare come sempre incantato da qualcosa. Guarda a lungo, infatti, una locandina prima di rivolgere un sorriso (ricambiato) a Giacomo. Cocu iniza a fare una domanda con tutte le sue grandi difficoltà a parlare perché in evidente stato di "minorità" mentale.

COCU
Restando vicino all'ingresso.
No... no... non ci... non ci.... non ci... non ci stai lu... lu film stasera?

GIACOMO
Cocu ieni quani, pigghiti na cosa cu mei. Non ci nn'è film stasera.

COCU
Avanza a grandi falcate verso il bancone e poi si blocca. Dall'interno del teatro intanto si odono lunghi applausi.


Ho capito. Ho capito. Ma... ma... ma picceni si... si sentunu st'applausi? Nci stai nu comicu di Zeligghi?

GIACOMO

Versando del vermouth in due bicchierini.

No. E ci ti lu passa.

COCU
Ah ho capito. Ce nci stai... lu teatru stasera?

GIACOMO

Porgendo un bicchierino con il vermouth a Cocu.

Eh Cocu mia... hannu passatu quiddi tiempi. Na mbivi cu mei.

COCU

Facendo ampi gesti di diniego con mani e testa.

No zù, no zù, no zù, no zù. Mi... mi... mi... mi... mi faci mali a mei. Sorma no voli.

GIACOMO
Na mbivi mena, è liggeru e non ci tiscimu nienti a sorda.


Bevono tutto d'un sorso. Intanto i passaggi del discorso e gli applausi si fanno sempre più forti.


COCU
Ma ce nci stai na festa stasera?

GIACOMO

Colpito dalla domanda di Cocu. Resta qualche secondo in silenzio. Poi sorride mentre gli occhi gli si illuminano.


Ma lu sai c'ha ragioni? Ma lu sai ca avìa tanta tiempu ca no mi sintìa cussini, diversu... cuntentu va'.


Fa il giro del bancone. Gira il braccio attorno alla spalla e al collo di Cocu. Si incamminano abbracciati verso l'interno del teatro.


GIACOMO
Ieni ue' Co', ieni cu mmei. Sientulu puru tuni. Cu custu si apri lu cori e trasi nu picca di luci.


2. Immagini di repertorio di un discorso di Nichi Vendola in un cinema o in un teatro.

3. Claim: Nichi Vendola, la luce di Puglia.
 
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Di Giuseppe (del 20/01/2010 @ 07:43:09, in Improvvisazione, linkato 149 volte)
Dopo la quarta dimensione, la quarta marcia, la quarta parte di un tutto, il caffé quarta, la quarta misura di reggiseno, la quarta parete a teatro... la QUARTA IMPROVVISAZIONE: l'improvvisazione teatrale a Quarto Canale Radio. Oggi, Mercoledì 20 gennaio, dalle 19 e 40 alle 20 circa può succedere di tutto nella trasmissione "Radio Sera" di Quarto Canale Radio ascoltabile online sul sito web www.quartocanaleradio.it. L'attore-improvvisatore Giuseppe Vitale improvviserà, infatti, poesie, monologhi, storie, blues, brevissimi radio drammi e quant'altro la fantasia suggerirà sul momento. La conduttrice Maria Angelotti farà da maestra di cerimonia dello speciale dal titolo La Quarta Improvvisazione nello scegliere le categorie (i generi) all'attore Vitale mentre il pubblico da casa già dal pomeriggio potrà suggerire i temi o i titoli o le parole o gli aggettivi su cui improvvisare. Basta telefonare allo 0831 - 844559 o scrivere all'email info@quartocanaleradio.it o ancora intervenire attraverso la chat di facebook e skype agli indirizzi che saranno forniti prima e durante la trasmissione. Si possono fornire titoli di storie mai sentite, titoli di poesie mai scritte, titoli di film mai visti, titoli di giornali mai letti ecc. ecc. Anche alla fantasia dei radioascoltatori non c'è limite. Sulla base di tutto questo in diretta Giuseppe Vitale realizzerà le sue improvvisazioni radiofoniche. Che aspetti, gioca già da subito con noi. Chiama al numero fornito o all'email scritta su e comincia a dare i tuoi suggerimenti! Gioca con noi! Buon divertimento.
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Di Giuseppe (del 11/01/2010 @ 12:26:39, in Improvvisazione, linkato 232 volte)
Teatro del SìCari amici e lettori del Vitale's Blog non perdete domattina, 12 gennaio alle ore 10, la diretta da Studio 100 sul Teatro del Sì e sull'improvvisazione teatrale. Si parlerà infatti del Corso d'improvvisazione teatrale presso l'Arci di Francavilla Fontana che inizierà giovedì 14 gennaio 2009 alle ore 19. Sarà preceduto da una conferenza stampa il giorno prima, 13 gennaio, alle ore 10:30. Si profilano, insomma, due buone occasioni per capire che cos'è il Teatro del Sì, di quale improvvisazione teatrale parliamo, chi siamo e che cosa vogliamo fare nel 2010 e nel futuro. Non mancate perché poi voglio i vostri commenti :)
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Di Giuseppe (del 31/12/2009 @ 10:56:52, in Spettacoli, linkato 234 volte)
Programma de La notte dei messapiIl 2 gennaio tutti a Oria (Br) per La notte dei Messapi. Per l'occasione presenterò uno stettacolo di ImproCabaret: a metà strada tra improvvisazione teatrale e cabaret. Presenterò una scaletta di scene, monologhi, poesie, giochi di improvvisazioni realizzati con i suggerimenti del pubblico raccolti sul momento. Ma non solo. Chiamerò alcuni volontari tra il pubblico che si esibiranno in alcuni dei pezzi e dei giochi sotto la mia guida. Da non trascurare poi il ricco programma della serata con numerosi gruppi musicali e artisti, tra cui segnalo Nadia Martina e i Rinoplastici, Radionorba e per finire i Mudu. Per quanto mi riguarda realizzerò uno spettacolo in 5 tappe:
I) Ore 20:00, Piazza Manfredi.
II) Ore 21:00, via Francesco Milizia.
III) Ore 22:00, Corso Umberto I.
IV) Ore 22:30, piazza Lama.
Mi scuso sin da ora se gli orari dovessero slittare o se qualcuna delle tappe dovesse saltare. Si tratta di una serata all'insegna di tanti eventi e con un afflusso notevolissimo di persone che sono previste. Perciò abbiate pazienza e pensate a divertirvi e visitare Oria :)
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Di Giuseppe (del 17/12/2009 @ 12:48:25, in Recensioni, linkato 326 volte)

Sergio Rubini e Guido GiaquintoSergio Rubini ha rifatto Pinocchio. A suo modo, è ovvio, ma lo ha rifatto. E' questa l'impressione che ho del suo nuovo film L'uomo nero. E' da qualche tempo che guardo alcune sue foto, non pubbliche, e penso a Rubini come un novello Pinocchio. Mi sembra evidente che anche lui ci pensa da diverso tempo e che magari prima o poi ci regali una pellicola dedicata proprio al capolavoro di Collodi, dopo che ci ha provato Roberto Benigni non con risultati eccelsi però. Anzi c'è di più. Carla Cavalluzzi sua compagna nella vita (che fa anche una figurazione speciale nel film) e co-sceneggiatrice del film lo dice con chiarezza: "per me è un pinocchio moderno". Ne parla anche l'autore della recensione su cinetvmania definendo il piccolo Guido Giaquinto come un Pinocchio. Mi sembra proprio il caso di indagare la relazione tra l'ultimo lavoro di Rubini e le avventure del celebre burattino che voleva diventare un bambino.

Le riprese in Puglia"La menzogna è fondamentale per uno che racconta. Per raccontarti davvero devi mentire" afferma il regista pugliese in un'intervista a Trovacinema. E questo, io credo, non è solo perché ogni autore romanza la realtà e quindi mente. C'è un rapporto più profondo tra menzogna e racconto come sapeva bene Omero che nell'Illiade ci narra di Ulisse che attraverso l'espediente del cavallo di Troia riesce ad entrare nella città, dopo averla assediata per tanto tempo. Lo sapevano bene gli attori dell'antica Grecia che usavano le maschere non solo come mezzo di amplificazione della voce ma anche come strumento per rivelare l'anima dell'attore, non per nasconderla come i più credono. Le maschere non servono a mascherare, ce lo fa notare anche Dario Fo nel suo Manuale minimo dell'attore (Einaudi). Per Collodi la bugia diventa espediente narrativo che fa procedere la storia con esiti spesso sorprendenti. L'operazione che fa Rubini è: parto da premesse vere che sono la mia famiglia, il mio tempo, la mia visione del mondo da bambino però poi faccio procedere tutto verso direzioni che in realtà non si sono verificate. Vi racconto una delle tante storie che si sarebbero potute realizzare, non quella vera. E vi racconto una bugia perché rivela molto più della verità. D'altronde un film non è mai un'operazione di verità come il grande Fellini ci ha fatto capire: è sempre una selezione dei momenti migliori della vita perché quest'ultima se la racconto per filo e per segno è noiosa.

Che il piccolo Gabriele sia un Pinocchio lo si capisce subito da tanti particolari come:
  • il suo amore per il luna park mai soddisfatto dal padre Ernesto;
  • la figura del suo migliore amico che è una sorta di Lucignolo;
  • il suo accompagnarsi con delle visioni: arlecchino, l'uomo nero (chiaro riferimento a Mangiafuoco), ecc.;
  • il suo gioco con i burattini.
Una scena del filmE i suoi genitori sono l'equivalente di Geppetto e della fatina. Ernesto (Rubini) è un geppetto la cui passione non è lavorare il legno ma dipingere. Sembra addirittura non amare suo figlio, metterlo sempre in secondo piano. Ma in realtà cerca solo di fargli capire chi è un uomo: raggiungere la vetta e non dirlo a nessuno, saper mantenere un segreto pazzesco. La mamma Franca (Valeria Golino) è un'amorevole severa che sa rimanere al suo posto nonostante la gelosia e la follia del marito. Una vera donna del sud.

Il ciak del set de L'umo neroE allora in questa chiave quasi tutte le scelte che regista e produzione hanno fatto sono le più azzeccate che si potevano fare. A partire dal piccolo protagonista cercato tra migliaia di bambini in ben cinque mesi di casting. Per proseguire con tutto il resto del cast sia artistico (ad eccezione di Anna Falchi secondo me) sia tecnico. In proposito i critici di cinema non sono stati teneri con Nicola Piovani, che ha fatto le musiche. Quasi tutti lo tacciano di aver fatto una colonna sonora troppo simile a quella di La vita è bella di Roberto Benigni. Invece questa somiglianza non solo ci sta tutta ma è addirittura un magnifico pastiche. I critici non hanno capito che la bottega di Benigni è molto simile a quella di Rubini: sia per il film su Pinocchio sia per La vita è bella. In entrambi abbiamo un bimbo e il suo genitore per protagonisti. E le atmosfere, la brillantezza, i profumi sono gli stessi. Molto meno azzeccato è il paragone con Baaria di Giuseppe Tornatore. Non ho ancora visto il film ma non ci vuole molto a capire che il regista siciliano ha fatto un'epopea mentre quello pugliese una storia molto più intima e riservata. Rubini è molto attento alla critica e la usa per capire e migliorarsi. Ma stavolta dal mio piccolo mi sento di dirgli come dice Pinuccio (Riccardo Scamarcio) ne L'uomo nero a Ernesto: "quelli anche se gli porti La gioconda di Giovanni Pascoli anna' disc ch'è na schifezz!" (quelli, i critici, anche se gli porti La gioconda di Giovanni Pascoli devono dire che è una schifezza). A detta di alcuni miei amici attori e filmaker questo film delude perché ci si aspettava di più da Rubini. Io dico: è vero, può fare molti altri capolavori anche superiori a questo ma questo film è un piccolo capolavoro, davvero straordinario. A me è piaciuto tantissimo. Tornerò a rivederlo e magari a riparlarne nel blog. Bravo Sergio e bravi tutti. Fantastica anche la fotografia di Fabio Cianchetti anche se non capisco perché in Puglia si usa quasi sempre solo la piena luce diurna estiva. A quando un bel film pugliese pieno dei nostri straordinari tramonti? Magari ci scappa che lo faccio io, con il sistema di produzione The coproducer. Qualcuno ci sta a lavorare con me? :) Anche perché mi è proprio dispiaciuto non aver potuto più lavorare in questo film. Dovrei serbare delusione e rancore. Invece sono innamoratissimo di questo film. Chi vuole può saperne di più seguendo questa mini mappa qui sotto.

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Di Giuseppe (del 11/12/2009 @ 18:59:28, in Improvvisazione, linkato 209 volte)
Prosegue in questo mese e fino alla fine di Gennaio il mio impegno per il neonato Teatro del Si, il cui progetto ho già presentato in un precedente post. Ora vi propongo l'intervista che Quarto Canale Radio mi ha rivolto mercoledì scorso. Abbiamo chiacchierato un po’ della storia dell’improvvisazione teatrale, del suo valore e un po’ del corso. Buon ascolto.
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Di Giuseppe (del 03/12/2009 @ 07:57:48, in Progetti, linkato 285 volte)

Schermata blog Teatro del SiIl no è bloccare. Il si è accettare.

Il no è chiudersi. Il si è aprirsi.

Il no è non capire. Il si è capire.

Il no è non vedere. Il si è aprire gli occhi.

E' per queste e altre ragioni che ho deciso di intitolare "Teatro del Si" il progetto d'improvvisazione teatrale che sto realizzando in Puglia. Le altre ragioni le potete trovare nella pagina del nome. Ho deciso di parlarne in questo mio blog per presentare il progetto ai miei lettori soprattutto pugliesi e a quanti sono interessati all'improvvisazione teatrale della quale mi occupo da qualche anno e di cui ogni tanto scrivo dei post.

“Teatro del Si” è un progetto per portare l’improvvisazione teatrale, intesa come forma di spettacolo e non come preparazione di testi e performance, nella provincia di Brindisi e nella Puglia tutta. E' rivolto a:
  • attori e attrici per professione o diletto;
  • studenti universitari e delle scuole superiori;
  • persone che vogliono migliorare la loro capacità di parlare in pubblico;
  • tutti coloro che vogliono sperimentare le potenzialità ludiche e sociali dell’improvvisazione teatrale;
  • chi è alla ricerca di stili di vita e di interazioni con gli altri sotto il segno della nonviolenza.
Altre informazioni sono disponibili nella pagina del progetto. Per realizzarlo mi sono avvalso della collaborazione dell'attore-improvvisatore canadese Ian Algie, allievo del Theatre de Complicié, di Del Close, di Paul Sills, di David Shephard e del Second City Improvisation Theatre di Toronto dove è già stato insegnante di improvvisazione ed allenatore di varie squadre. Con Ian già tra il 2006 e il 2007 avevamo messo in piedi un primo gruppo pugliese di attori-improvvisatori che operava per lo più in provincia di Bari. Ora il progetto investe invece la provincia di Brindisi e in particolare Francavilla Fontana presso la locale sede dell'Arci. Ed inizierà con un corso che partirà a gennaio e terminerà agli inizi di giugno. Il corso insegnerà le tecniche di base dell’improvvisazione teatrale intesa come spettacolo ed è aperto sia ad attori sia a coloro che si avvicinano per la prima volta al teatro. Altre informazioni, anche sull'iscrizione, sono disponibili nella pagina del corso.

Chi vuole seguirmi in questa avventura e magari entrare in questo bel mondo e far parte del primo gruppo brindisino di attori-improvvisatori può farlo attraverso il blog, la fan page su facebook, twitter e youtube. Perché dovreste seguirmi in questa follia? Perché vi potrebbe salvare la vita. Non ci credi? Scopri come proprio l'improvvisazione teatrale ha salvato la vita
più di una volta al grande Robin Williams.

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Di Giuseppe (del 02/12/2009 @ 11:28:50, in Idee, linkato 221 volte)

Il pappagallo di GifteeQuesta qui a fianco è una delle quattro t-shirt di Giftee. Raffigura un pappagallo ed è "contro l’ignoranza e la mancanza di comunicazione, perché l’istruzione è evoluzione" come recita la sua presentazione. Ed è proprio in nome della comunicazione che segnalo la bella iniziativa di Giftee: è "una filosofia che nasce da un fondamento molto semplice: per ogni oggetto acquistato ne viene donato un altro nuovo ad una persona che ne ha bisogno", come si può leggere nel sito web. Mi è stata segnalata da Daniele Magliocca di Viralmente. Daniele mi ha fatto notare che si tratta di un progetto di commercio etico che si prefigge di fare, e soprattutto di “far fare”, beneficenza in maniera tangibile. Ai beneficiari, infatti, non viene spedito denaro ma un regalo in tutto uguale al prodotto da noi acquistato. In questo modo i vantaggi rispetto alla beneficenza tradizionale sono due:
  1. non viene spedito denaro che purtroppo spesso si perde nelle maglie della stessa beneficenza;
  2. ai bisognosi si fa un regalo e quindi non una elemosina.
Sviluppatrici del progetto sono Alessandra Mavridis ed Elisa Arrigoni che così spiegano in un'intervista la nascita dell'iniziativa: "Nasce dal desiderio di applicare le nostre conoscenze nel campo del design e della moda ad un progetto che possa essere non solo di commercio ma filantropico. Noi non ci poniamo come Onlus nè come produttori, ma come tramite e promotori di una filosofia che possa convogliare commercio e beneficenza".

Al progetto hanno già aderito ONLUS come Ai.Bi. (www.aibi.it), ONG GHANDI (www.asefasc.org), C.A.P.S.E. / ASPE (www.aspeonlus.org), ALDEAS AGAPE, ASSOCIAZIONE FAMIGLIA CABRINIANA (www.casanatalecabrini.com). Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.giftee.it.

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Di Giuseppe (del 19/11/2009 @ 09:50:17, in Persone e web, linkato 230 volte)
Online Registration"Potresti scrivere un blog o una nota riguardo la 'registrazione' sui vari siti internet? Se ci sono dei rischi e quali? E in genere che ci guadagnano i vari siti web dall'iscrizione degli "'utenti'?". Questo mi ha chiesto la mia amica Monica che segue il Vitale's Blog da tempo. Ho deciso di risponderle in modo pubblico perché magari gli argomenti da lei sollevati possono interessare altre persone. E la prima cosa da fare è chiarire la distinzione tra blog e nota (o post): non sono termini intercambiabili. Il "Blog" è un "giornale del web" o, meglio, un diario sul web. Ciascuna nota scritta, come la presente, è invece chiamata "post": il post è un messaggio testuale, con funzione di opinione o commento, inviato in uno dei tanti spazi online come blog, forum, newsgroup, guestbook, bacheche. Per quanto riguarda i rischi sull'inserimento dei propri dati personali all'interno dei moduli per registrarsi a siti web e social network posso fare qualche considerazione generale, perché non sono un esperto di diritto informatico, sulla base della mia esperienza dal 1998 a oggi. Ecco l'elenco di esse:
  1. non registrarsi mai a niente se prima non si è sicuri dell'affidabilità delle pagine che si stanno visitando che va valutata con calma e nel tempo considerando ogni aspetto di esse (chi le ha realizzate, perché, chiarezza di intenti, ecc.). Sulla credibilità dei siti web consiglio di leggere il vademecum su masternewmedia.
  2. Non registrarsi se non è presente la procedura per la cancellazione. Per esempio qualche difficoltà in questo senso la stava dando Facebook. Chi desidera saperne di più può consultare una breve guida alla cancellazione dai principali social network.
  3. L'internet è popolata da brave persone come anche da malintenzionati, come nella vita ovunque si vada. I rischi vanno valutati caso per caso un po' alla volta aprendo gli occhi, la mente e il cuore. Non bisogna essere diffidenti ma neanche creduloni. Cerchiamo di avere tutte le informazioni possibili in merito a ciò che ci viene detto prima in modo da fare scelte consapevoli. Perché qualcuno può anche decidere di drogarsi, per esempio, ma almeno lo faccia sapendo quali rischi incontra : - )
  4. Aziende e società di ogni tipo utilizzano i moduli per la raccolta dei dati per fare delle ricerche di mercato più o meno aggressive e più o meno fastidiose. Si tratta della cosiddetta profilazione che comunque sta passando la mano ad un tipo di marketing più basato sulla conversazione. Il mio consiglio è di riempire solo lo stretto necessario in questi casi basandosi solo sui propri interessi.
  5. Un discorso a parte lo merita la scelta della password di registrazione. Su questo sono tassativo: non usare mai la stessa password per più registrazioni o almeno usarne più di una, come consiglia anche i-dome. A volte per i più svariati motivi gli hacker riescono ad impossessarsi di password di utenti di questo o quel servizio ma ci riescono spesso perché usiamo password o troppo corte o troppo semplici o abusate. In merito si possono leggere alcuni consigli di google. Per ricordarsi le tante password poi e non perderle si può usare mitto.
  6. I rischi sono di vario tipo. Se per esempio hai un conto online e ti fregano la password anche i tuoi soldi sono fregati : - D Oppure se dai il tuo indirizzo di casa a un molestatore te lo ritrovi ogni giorno sotto casa. Oppure ancora se ti iscrivi a qualche gruppo su Facebook che ti manda ogni mezz'ora un messaggio nella tua casella email la cosa può essere molto scocciante. In merito secondo me occorre cancellarsi da ogni cosa fastidiosa. Se non riuscite a cancellarvi usate dei filtri per le email così non vedrete più i loro messaggi.
Spero di aver risposto in modo esauriente alla domanda di Monica e alle curiosità dei lettori del blog. Se così non fosse o se avete altre domande da fare sono lieto di dar loro risposta. Avete due possibiltà per farle: o qui nello spazio dei commenti o con il piccolo spazietto "Suggeriscimi un argomento" sotto il calendario nella colonna di destra del Vitale's Blog.

Photo credit: alvan_1
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Di Giuseppe (del 18/11/2009 @ 08:12:55, in Management, linkato 279 volte)
Lavanda dei piedi, scultura all'istituto teologico di DallasIl saggio è un servitore (non schiavo). Serve gli altri a cui è dedito perché "si fa ultimo divenendo quindi il primo" come dice il Tao e come ci invitato a fare Gesù Cristo. "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti" dice infatti nel Vangelo di Marco (10 43-44) per rispondere a Gacomo e Giovanni che vogliono sedere uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra nella sua gloria. Servire vuol dire essere solleciti nel prendersi cura degli altri.

Il saggio può esser servo degli altri perché è vuoto da intenzioni, presunzioni, superbie, egoismi. Non mette l'accento su se stesso ma anzi si annulla per ritrovarsi più grande. E ci riesce perché "si tiene al di fuori restando quindi al centro" (Tao). E' lontano da ogni follia dell'identità a tutti i costi perché la ritrova nell'umanità.

"Rinuncia a se stesso realizzandosi quindi in pieno" come dice il Tao. Questa rinuncia non vuol dire una mortificazione di se stessi, dei propri desideri, dei propri bisogni. Ma è lo scendere da ogni piedistallo su cui si può avere la tentazione di salire, lo scegliere l'autorevolezza invece dell'autorità, ogni auto-incensazione per ritrovare un posto accanto agli altri in quella mensa dove siede tutta l'umanità.

Non è un caso che Tao e Vangeli siano fonti privilegate della "Servant Leadership": è una filosofia e una pratica della leadership coniata e definita da Robert Greenleaf e sostenuto da molti esperti di leadership e di management. Il servo-leader ottiene risultati per la sua organizzazione dando priorità alle esigenze dei suoi colleghi. E questo è possibile grazie a qualità come ascolto, empatia, il prendersi cura degli altri, la consapevolezza, la persuasione, la concettualizzazione, la lungimiranza, la gestione, lo sviluppo e la costruzione di comunità. E' ovvio che chi ama il potere e il comando non sarà mai un servo leader ma sono convinto che ci sia più potere nel mettersi al servizio degli altri che nel dominarli. Anche chi ama fissare e raggiungere obbiettivi non sarà mai un servo leader. La servant Leadership è incompatibile con la leadership scrive in una nota critica Mitch McCrimmon. Allora la domanda è, secondo me: Mosè, Gesù Cristo, Gandhi, Marthin Luther King sono stati leader oppure no? La materia è interessante, da approfondire e foriera si sviluppi. Ci tornerò su con altri post. Ora lascio la parola sull'argomento agli studenti della "University of Southern Mississippi".

Photo credit: Resclassic2.

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