Vitale's Blog
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 Eccomi qui : - )... di Giuseppe
 
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Il disordine risveglia nell'uomo un istinto dimenticato: l'istinto dell'armonia con se stesso. Gli ricorda il concetto di bellezza, lo obbliga a pensare in modo diverso, a fantasticare e a creare. Il caos fa dell'uomo un artista.

Jurij Alschitz
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\\ Blog : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Giuseppe (del 31/12/2008 @ 13:09:28, in Diario, linkato 444 volte)

Ecco come non voglio passare il mio 2009 e come non voglio che le persone a cui voglio bene, che conosco e tutte le persone del mondo non passino i prossimi 365 giorni. In questo calendario qui a sinistra hanno risparmiato sull'inchiostro così tanto da non aver messo in rosso la festa dell'epifania, in rosso su tutti i calendari. Una svista o una colossale tirchieria?

Ma sia l'uno sia l'altro caso non vanno bene. Qualcuno pensa che ci sia invece una scelta politica di non mettere in rosso l'Epifania? Anche questa scelta è discutibile e credo non sia il caso di un calendario di un negozio che al contrario dovrebbe tenerci alle festività per farci fare più spesa nelle loro prossimità.

Comunque volevo dirvi non risparmiatevi nel 2009. Vivete ogni giorno come se fosse l'ultimo e quindi con tutta l'intensità e la forza che potete. Non mentite né a voi stessi né al mondo. Non sprecate questa occasione, perché le occasioni passano e finiscono.

Un po' evangelico questo augurio, da missionario medievale vero? E' che vi voglio bene cari tutti, voglio bene a questo mondo un po' malmesso e sconquassato. Ce n'è per tutti da vivere e ci sono sorgenti d'amore infinite. Vorrei tanto farlo capire alla mia ex ragazza, vorrei tanto farlo capire a chi ha perso la speranza. Date fiducia, date speranza al mondo e ne riceverete dieci volte di più.

Non risparmiatevi per i prossimi 365 giorni.

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Di Giuseppe (del 30/12/2008 @ 17:54:51, in Recensioni, linkato 526 volte)

Il Don Giovanni deve la sua straordinaria popolarità agli attori della Commedia dell'arte italiana. Per due secoli fu infatti un loro cavallo di battaglia. Straordinario è stato infatti il successo della Commedia dell'arte in tutta Europa fino all'avvento di Carlo Goldoni quando ritornò il dominio della scrittura. Perciò fa piacere vedere la compagnia Pantakin di Venezia che ricostruisce e porta in scena il canovaccio Le Festin de Pierre di Dominique Biancolelli con lo spettacolo Arlecchino/Don Giovanni che andrà in scena al Teatro Paisiello di Lecce il 28 e il 29 marzo 2009 durante la stagione di prosa presentata oggi 30 dicembre 2008 alla stampa. Opportuno è l'allestimento della mostra di maschere Volti di cuoio perché permetterà di vedere da vicino questa grande produzione artigianale del teatro italiano.

Quando la Commedia dell'arte stava attraversando con successo il periodo a cavallo tra '500 e '600 in contemporanea William Shakespeare scriveva e metteva in opera le sue celebri opere. Tra queste il poema non drammatico Venere e Adone che Valter Malosti prova a portare in scena sia come regista sia come interprete con il suo spettacolo che sarà in programmazione il 24 e il 25 Febbraio. Una volta tanto è un uomo, Adone, che rifiuta le profferte erotiche di una donna, Venere.

Il gioco tra uomini e donne si ripropone sotto altre vesti nel Ho dovuto ucciderle (quasi) tutte in cui Elio Pandolfi nei panni di Giacomo Puccini si racconta quale "serial-killer" di soprani. Lo spettacolo andrà in scena il 24 gennaio, è prodotto dalla nuova associazione culturale leccese Scenastudio che inaugura così una stagione che la vedrà impegnata anche con la realizzazione di laboratori di recitazone, dizione e improvvisazione teatrale.

Ancora alla femminilità, a una donna particolare, affetta da "disturbo bipolare" è legata la stagione di prosa 2008-2209 del Paisiello di Lecce. L'11 e il 12 gennaio andrà infatti in scena L'Altra Nora da Casa di Bambola di Henrik Ibsen. Tra gli interpreti Lunetta Savino che torna così in Puglia. Altro pugliese a calcare le tavole del Paisiello sarà Michele Placido con il percorso poetico, musicale e sentimentale da Dante a Montale Un viaggio d'amore in scena il 31 marzo 2009.

Si presenta con questi appuntamenti una stagione teatrale che nelle intenzioni della direttrice artistica Carla Guido è legata al filo conduttore della ri-scrittura, adattamento o rivisitazione dei classici. Per questo la commedia dell'arte, il poemetto erotico pastorale di Shakepeare, la rivisitazione di un classico di Ibsen. Ora, di fronte a questo, dilemma fondamentale della vita quotidiana è: "è meglio mangiare prima e poi andare a teatro o prima andare a teatro e mangiare dopo"? Se ne occuperà Gene Gnocchi in Cose che mi sono capitate in scena il 18 e il 19 Marzo. Tra le cose che possono capitare nella vita c'è La Panne ovvero la notte più bella della mia vita in scena il 7 e l'8 febbraio con Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando. Ottavo appuntamento in cartellone è La strada, dramma con musiche tratto dall'omonimo film di Federico Fellini.

Maggiori informazioni su tutta la rassegna dovrebbero essere presenti nei prossimi giorni nel sito del comune di Lecce e in quello del teatro pubblico pugliese. Dovrebbero anche essere disponibili si si chiama il numero verde 800215259 o i numeri del comune 0832 246517 e 0832 253791. E' disponibile anche l'email tp@teatropubblicopugliese.it Le prevendite sono al Castello di Carlo V, in via XXV Luglio a Lecce, telefono: 0832 246517. Ecco i prezzi dell'abbonamento:

  • platea            144,00    €

  • palchi            104,00     €

  • palchi ridotto   64,00    € 

Ecco invece i prezzi dei biglietti:

  • platea            20,00    €

  • palchi            15,00    €

  • palchi ridotto 10,00   €

  • loggione          7,00    €

Se avete bisogno di informazioni su Lecce, dove parcheggiare la macchina, dove mangiare, quali posti è meglio prenotare potete scrivermi, sarò felice di rispondervi.

Buona stagione teatrale al Paisiello di Lecce.

 

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Di Giuseppe (del 17/12/2008 @ 11:53:00, in Cinema, linkato 428 volte)

 

Ho scoperto questo video solo adesso. Un anno fa dunque il movimento dei 100 autori ha sferrato questo sacrosanto attacco. Il cinema italiano è moribondo ed è ora di passare all'attacco. Per quale motivo deve estinguersi quando altri settori sono dei sanguisughe? E' ora di dire no ai privilegi come quelli della Fiat e come quelli del giornale Libero. Esiste una cultura destrorsa in Italia che per ripicca nei confronti di registi impegnati continua a cercare di distruggere il cinema. Per esempio Alemanno ha ridimensionato il festival dei cinema di Roma fino a farlo diventare quasi niente.
Se non c'è cinema la gente non sogna, non è felice. C'è poco da fare. Questo gli americani lo hanno imparato dal nostro cinema, è paradossale.
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Di Giuseppe (del 13/12/2008 @ 15:11:12, in Recensioni, linkato 701 volte)

L'auto insabbiata. La bara di Moro ritrovata trent'anni dopo. Si intitola così il breve saggio di Giorgio Guidelli, il giornalista che ha rintracciato l'auto con cui il cadavere di Aldo Moro fu restituito.

"La Fiat 130 su cui viaggiava Aldo Moro il 16 marzo del '78 e l'Alfetta di scorta che lo seguiva erano custodite, prima della recente demolizione, presso il museo della Motorizzazione Civile di Roma. Ma la R4 che rappresentò la prima 'bara' di Aldo Moro che fine aveva fatto?" si chiede Manlio Castronuovo in un suo post.

Quell'auto, la più famosa della storia repubblicana, giaceva a Roma nel pollaio di Filippo Bartoli, fratello del proprietario dell'auto. Filippo usava la R4 per trasportare la sabbia con cui produceva il bitume, da qui il titolo l'auto insabbiata. Prima del rapimento di Aldo Moro i brigatisti gli rubarono la macchina. A seguito poi dl ritrovamento dello statista l'auto gli fu restituita e per trenta anni è stata dimenticata. Finché Guidelli non l'ha riportata alla luce.

Un articolo dell'Ansa dell'agosto di quest'anno titola: La Renault 4 rossa, bara dimenticata. Anche il libro di Guidelli riporta nel sottotitolo il termine "bara". E' uno dei motivi per cui ho deciso di acquistare e leggere il testo. La bara è, infatti, l'involucro con cui un cadavere è seppellito dopo che sono state celebrate le esequie e che magari accompagna il morto nel suo ultimo saluto al mondo, quando la bara è aperta. Certo, è suggestivo questo termine se si pensa all'immagine del cadavere di Moro dentro il cofano con il portellone aperto.

Tuttavia quell'auto è molto più e ben altro che la semplice bara della vittima più illustre di tutta la storia d'Italia del secondo dopoguerra. Da pubblicitari, come li battezza, Marco Belpoliti, in un altro bel piccolo saggio, i brigatisti dell'affaire Moro diventano organizzatori del funerale, becchini. Di buon mattino parcheggiano la macchina con il cadavere a Via Caetani e più tardi telefonano per avvertire dove trovarlo e per dettare le ultime disposizioni di Moro prima di essere ucciso. E ancora oggi vogliono continuare ad essere gli artisti della memoria di quella vicenda. In un’intervista del Gennaio 2007 Valerio Morucci propone di esporre in pubblico la macchina in cui fu ritrovato Moro a Roma incastonata in un monumento. Non c’è dubbio, come scrive Belpoliti, che si è trattato e che continua a trattarsi di una guerra semiologica, in cui i segni sono più importanti di ogni altra cosa.

E' con queste premesse che mi accingo a leggere L'auto insabbiata ma anche con la sensazione che quell'auto abbia ancora molto da dirci. Peccato che nel frattempo l'R4 sia sparita dal pollaio di Bartoli e che non si sappia dove ora sia.

Appena terminata la lettura del libro ne riporterò in questo blog la mia recensione.

 

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Di Giuseppe (del 09/12/2008 @ 01:42:25, in Recensioni, linkato 668 volte)


Foto sopra: mangiafuoco del Cirque du soleil, fotografia di Antonio Palma

Penso che un sogno così non ritorni mai più...

Così cantava Domenico Modugno che non era nato lontano da Lecce, a San Pietro Vernotico, e che sognò di volare... di sicuro i creatori di Il sogno di volare avranno anche pensato a lui mentre mettevano a punto lo spettacolo con questo titolo andato in scena a Lecce durante la notte bianca del 5 dicembre 2008. Ideatori ed artisti dello spettacolo sono stati quelli del Cirque du Soleil.

Io c'ero posso dire ed era davvero una gran cosa... E credo che le migliaia di salentini che hanno riempito piazza Sant'Oronzo come un uovo non dimenticheranno per un bel pezzo questo spettacolo di acrobazie, giocoleria, canto e musica dal vivo creato apposta per questa occasione.

Una grande notte, la notte dei sogni di un buffone con creature che vengono da altri tempi e che si materializzano sulla piazza con tutta la loro forza e la loro energia. Come, ad esempio, l'uomo sulla ruota panoramica che ha mostrato grande destrezza e senso dell'equilibrio restando in piedi su una ruota simile alle ruote panoramiche dei luna park.

Foto sopra: Cantante del Cirque du soleil, fotografia
di Antonio Palma

Una grande occasione per Lecce e per il Salento tutto di vedere una delle troupe più straordinarie del pianeta. Sono rare, infatti, le date del cirque in Italia. C'è stato qualche problema come ad esempio la mancanza di una regia che sfruttasse al meglio tutte le possibilità del grande impianto luci, qualche disorientamento per la compresenza nello stesso tempo di più fuochi di attenzione, la puzza dei milioni di piume sparate in aria e poi bruciate durante il momento dei mangiafuoco... ma è come voler vedere l'unghia lunga di chi ci addita la luna. E questi artisti internazionali hanno additato non solo la luna ma altri mondi pieni di fantasia, immaginazione, sogno... Un sogno così non ritornerà mai più, una ragione in più per ricordarlo il più a lungo possibile.

Ed allora possiamo anche ricordarlo con questo buon video qui sotto.

Le opinioni dalla piazza, invece, le possiamo vedere in un altro video di Salento Web. Altre foto e altre opinioni in Ciao.it. Altre foto ancora del fotografo Antonio Palma le ho pubblicate su Facebook.

 

 

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Di Giuseppe (del 08/12/2008 @ 11:36:29, in Segnalazioni, linkato 432 volte)

"La libera Università di Alcatraz risponde alla crisi economica sfoderando risorse inaspettate.
Il fine settimana del 12-14 dicembre si potrà esser ospitati non in cambio di denaro ma di quel che hai in casa e che non ti serve: vestiti, libri, cassette, dvd, elettrodomestici, accessori, attrezzi, armature medioevali, bomboniere kitc che non hai ancora avuto il coraggio di buttare via. Finalmente troverai qualche cosa di utile da fare perfino con la bolla di vetro con la neve e la Tour Heiffel che ti ha regalato zia Teodolinda". Per saperne di più potete leggere il post scritto oggi da Jacopo Fo.

Io ci sono stato ad Alcatraz nel luglio 2003 per un seminario di Dario Fo. Ho avuto anche occasione di stare a sentire Jacopo, grande comico ed esperto di energie alternative, biodisel e tanto altro. Ottima la cucina e splendida la natura dei boschi tutt'attorno. Barattate la vostra vacanza che ne vale davvero la pena!

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Di Giuseppe (del 04/12/2008 @ 18:00:20, in Mind mapping, linkato 751 volte)

Tutta la grande emozione di far nascere nuovi mind mapper (chi usa le mappe del pensiero) mi accompagna ancora a 24 ore di distanza dall'incontro che ho tenuto ieri a Brindisi al CNA. Mi sono sentito come una levatrice che aiuta le puerpere a partorire. E, in un certo senso, queste persone che hanno condiviso con me questa esperienza è come se avessero visto la luce o, se vogliamo, come se avessero visto sotto una nuova luce tutto l'apprendimento che hanno avuto finora e quello che d'ora in poi avranno. Già durante il nostro lavoro insieme sulle mappe mentali hanno cominciato a chiedere e porre dei casi d'uso. Al termine, invece, hanno cominciato a fare collegamenti con la loro professione e le loro attività ragionando sul se e come le mappe del pensiero possano apportare giovamento.

Davvero una gran bella emozione vedere questi formatori, a cui la formazione era rivolta, chini sui loro fogli con i colori che riprendevano a disegnare a 30, 40 anni dopo che avevano abbandonato il disegno ai primi anni delle scuole elementari. Loro stessi hanno sottolineato il fatto che il pensiero per immagini è il primo pensiero dell'uomo. In teoria lo sapevano ma in pratica avevano smesso di usarlo. Per questo la gran parte dell'incontro l'ho dedicata al pensiero visivo e al fattore A.P.O. (a portata d'occhio). Per arrivarci ho fatto ripercorrere loro l'esperienza del naufragio nel modo in cui in genere prendiamo appunti: appunti lineari, testuali, in cui scriviamo tutto ma finiamo con il riconoscere ben poche delle informazioni trasmesse e che dimentichiamo presto. Ho quindi mostrato loro quale può essere un corretto modo di prendere appunti che funzionano anche a distanza di tanti anni, come si può vedere nell'immagine qui sotto.

A sinistra vediamo, infatti, un elenco puntato a struttura, una sorta di outliner che è l'anticamera, poi, della mappa mentale che vediamo nella parte destra. Proprio quella del ricordare le informazioni e gli appuntamenti e le cose da fare in agenda è stata una delle necessità che mi sono state presentate sin da quando mi è stato richiesto l'intervento. Una parte degli allievi sono stati infatti il presidente stesso e i dipendenti dell'Ente di formazione. Viviamo in un periodo, infatti, in cui gli impegni si moltiplicano sempre di più, in cui le informazioni che abbiamo a disposizione sono smisurate, in cui incontriamo ogni giorno persone sotto diverse forme: dal vivo, al telefono, via email, su second life, su facebook, in chat... Tutti questi input sono una bella sfida per il nostro cervello. Le mappe mentali possono aiutarci in questo lavoro perché sono un grande riduttore di complessità. Ed allora accanto alle chiavi dell'ufficio, al nostro cellulare sarà bene d'ora in poi avere fogli e colori come questo partecipante di ieri.

So bene che molti di noi, io compreso, sono affascinati dall'iphone e da tutto quello che con questo coltellino svizzero possiamo fare. So bene che le tecnologie di comunicazione ci offrono enormi possibilità di educazione e divertimento interattivo. E sono tutte da sfruttare. Ma prima ci vuole un pensiero che pensa, che immagina, che crea. E indovinate qual'è lo strumento tecnologico che ci permette di farlo meglio. Si dovrebbe intuire da questa mini-mappa realizzata da una delle partecipanti di ieri che si vede qui sotto:

E' il foglio di carta ragazzi! Con qualche pennarello colorato. Ieri avevo a disposizione un videoproiettore collegato al mio portatile e quindi ho potuto far vedere loro parecchie mappe dai miei archivi. Avevo una lavagna con pennarelli colorati e fogli di carta grandi. Ma mi sono fatto anche portare una lavagna enorme e mi sono portato da casa 24 gessi colorati. E naturalmente ogni alunno aveva i suoi fogli e i suoi colori. Ed ognuno ha tirato fuori le sue idee, la sua unicità, la sua fantasia. In che modo? Ma pescando nella enorme banca dati della propria memoria le informazioni essenziali, appropriate e spontanee e collegandole tra loro. Quanto è meccanica l'immaginazione certe volte! ; - )

Poi abbiamo parlato di molto altro, di diversi casi d'uso, delle leggi fondamentali delle mappe mentali, delle loro esperienze passate e future di apprendimento. Chi vuole può vedere due mappe mentali in proposito:

  1. la mappa mentale con cui ho preparato a casa l'incontro;

  2. la mappa mentale che ho realizzato per sintetizzare e ricordare questa gran bella esperienza di ieri.

Sono a disposizione di chiunque voglia saperne di più: basta scrivermi.

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Di Giuseppe (del 01/12/2008 @ 12:23:07, in Satira, linkato 369 volte)

“Il mondo e' tutto un disastro:
crollano i soffitti, crolla la Borsa,
ma nessuno ne ha colpa, e' fatalita'!
In Iraq c’e' petrolio a volonta'
Una guerra scoppia
Nessuno ne ha colpa,
La ragione non si sa, e' fatalita'!
Nei mercati del mondo intero
crolla il dollaro,
pare un cimitero,
le banche vanno in fallimento,
ma, per favore, nessun lamento, e' fatalita'!
No, nessuno ha speculato
Nessuno ha truffato con azioni fasulle
dette derivati 
si, ci son stati milioni di rovinati,
ma perché son cosi' avventati?
Nessuno ne ha colpa, e' fatalita'!
Ora bisogna unirsi nella solidarieta'
e aiutare le banche che stanno fallendo.
Si', proprio quelle che hanno tirato il bidone
E vi hanno fottuti.
A loro vanno i nostri aiuti
Anche voi volete un soccorso?
Essere aiutati?
Ci spiace, ma i soldi son finiti
Sono gia' stati impegnati per sostenere la pace,
la pace tanto ambita,
purtroppo guerreggiata.”

Dario Fo - 27 novembre 2008

Leggi il post intero.

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