L'ideale, per l'intelletto umano, sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo è bene accolto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e l'intruso.
Di Giuseppe (del 09/05/2010 @ 09:33:12, in Eventi, linkato 318 volte)
"Il Laboratorio Urbano di Fasano (in corso Vittorio Emanuele, ex Asilo Ciaia) nell'ambito della Giornata nazionale di commemorazione delle vittime del terrorismo, organizza il 9 maggio alle 18.30 una presentazione di Via Fani ore 9.02. L'occasione è utile per chi non è potuto venire il 18 aprile o per chi, avendo letto il libro, volesse parlarne con gli autori, che saranno intervistati dal giornalista Vincenzo Lagalante. L'attore Giuseppe Vitale leggerà brevi estratti dal libro." (Da gofasano.it)
Sono contento di avere l'opportunità di essere oggi in questa sospensione che fu Via Fani, in questi famosi tre minuti (tra le 9 e 02 e le 9 e 05 del 16 marzo 1978 a via Fani a Roma) diventati un elastico perché dilatato o compresso, abbracciato o rifiutato, di certo non ignorato specie da chi di quel Corpo ancora oggi si sente partecipe. Leggerò due testimonianze tra le tante di questo libro. La prima è quella di Francesco (Pannofino) che quella mattina diventa testimone oculare della strage mentre sta aspettando l'autobus per andare ad una lezione di Algebra all'Università. La seconda è quella di Antonio Buttazzo, appuntato di P.S. in pensione che da autista dell'ingegner Pellegrini si trova poi a seguire per un po' la fiat 132 con a bordo Aldo Moro con i brigatisti. Il pensiero va al vice-brigadiere di P.S. Franco Zizzi, di Fasano, ucciso assieme agli altri agenti di scorta in quella strage.
La mia lettura è estranea alla pur buona prosa narrativa di Romano Bianco e lontana da ogni documentarismo. Si affida non al significato ma ai significanti, quel rumore che comprende il dire, quella phoné che rendeva comprensibile quel teatro di Carmelo Bene che ha da essere incomprensibile. Perciò uccide l'interpretazione, il realismo per poi ritrovarlo in una sublimazione tutta legata alla fatica del leggere, a un dire non aderente alle regole di ottima dizione in italiana, ai miei denti consumati che lasciano spifferare l'aria, ad un corpo che assieme alla voce vuole vivere una partitura ora musicale e ora no. Solo così credo sarà possibile uscire dal chronos e ritrovare unità nell'aion. Solo così recupereremo l'illusorio distacco da quei tre fatidici minuti della non storia repubblicana italiana.
Di Giuseppe (del 31/10/2009 @ 10:07:14, in Eventi, linkato 252 volte)
Oggi il fran finale di "Soccorso Vitale". Appuntamento alle ore 15 con la chat di giuseppevitale.it. Potrai chattare con me e con chi parteciperà. Potrai dire la tua, scambiare impressioni e informazioni. E magari ci nasceranno idee e iniziative per il follow up di "Soccorso Vitale". Se vuoi farti un'idea di quel che è successo puoi leggere il riepilogo. La chat pubblica si terrà oggi dalle 15 alle 18. Puoi collegarti quando vuoi in questo arco di tempo.
Di Giuseppe (del 30/10/2009 @ 12:46:25, in Eventi, linkato 270 volte)
"Dov'è la crisi? C'è forse una crisi morale? Beh, quella c'è da un pezzo, ma non si riferisce alla moralità delle mutande. Una crisi dei valori? E chi la nega, ma forse dovremmo guardarci un po' allo specchio, prima di dare la colpa a Mediaset se i nostri figli si vendono per una ricarica telefonica o un passaggio in tv. Una crisi delle priorità? Anche qui, chi ha deciso che è più importante discutere delle faccende di letto piuttosto che, ad esempio, di quanti miliardi ci è costato un inutile vaccino che siamo stati 'costretti' a comprare?". Queste e altre domande si chiede Debora Billi nel suo ultimo post. E ci servono per iniziare un bilancio di "Soccorso Vitale" che proprio con uno sguardo sulla crisi ha esordito. Berlusconi è intervenuto ieri su questo tema ribadendo, ancora una volta, che il peggio è passato. E' davvero così o, piuttosto, non siamo che all'inizio del tunnel? Si sa, spesso i politici fanno solo il loro mestiere: nascondere o agitare i problemi, quasi mai risolverli. Perciò tornerò con un post su "politica della crisi e crisi della politica".
Qui ci interessa inquadrare la crisi in termini di problem solving. Così vista la crisi non è in realtà il problema ma piutosto la condizione dentro la quale si presentano una serie di problemi a livello di società, di imprese, individuali. E' importante distinguere tra cosa è il problema e cosa non lo è, come ci insegna il problem setting. Così come è importante raccontarlo bene il problema, invece di agitarlo, come ci insegna a fare il problem telling, sia all'inizio del processo di problem solving sia soprattutto nella sua fase finale. Proprio al Problem Telling abbiamo dedicato in "Soccorso Vitale" una giornata iniziata con il post sul cantiere del problem telling. Durante questo inverno, infatti, partiranno i Problem Telling Workshop con Umberto Santucci. Sarà questa una buona occasione anche per imparare a gestire quegli imprevisti a cui abbiamo dedicato un post. Vedremo anche all'opera quelle mappe mentali che possono aiutarci a non farmi smarrire, a non farci impazzire davanti all'enorme sovrabbondanza di informazioni, articoli e news di cui oggi centinaia di milioni di utenti sono fruitori e produttori.
Lo schema di riferimento che ho suggerito in proposito è quello della piramide della conoscenza. Essa ci può aiutare per passare dalla cultura dell'emergenza alla cultura del progetto e magari a pianificare anche meglio quegli eventi che organizziamo, stando ben attenti a non commettere i 10 errori più comuni nell'organizzarli. L'apprendimento, la conoscenza, le mappe del pensiero, il problem telling ci aiuteranno quindi ad avere i migliori strumenti per leggere la crisi e per stare lontani dalla negatività. Impareremo ad essere artefici del nostro destino, gli autori-attori del proprio spettacolo come Dario Fo e Franca Rame.
Appuntamento domani, 31 ottobre 2009, con l'ultima giornata di "Soccorso Vitale". Potrai chattare con me e con chi ci vorrà stare nella chat di giuseppevitale.it. Potrai dirmi la tua, scambiare impressioni e informazioni con me e con chi verrà. E magari ci nasceranno idee e iniziative per il follow up di "Soccorso Vitale".
Di Giuseppe (del 28/10/2009 @ 12:14:24, in Eventi, linkato 426 volte)
Stai per organizzare un evento? Vuoi che sia un perfetto fiasco? Vuoi che diventi un memorabile flop? Speri che il tuo avvenimento diventi il più brutto e fallimentare evento della storia? Ci tieni a organizzarlo secondo i migliori criteri di cattivo gusto, di demarketing e di insensatezza? Ecco pronto per te un vademecum in 10 consigli. Se li seguirai con scrupolo e attenzione farai del tuo evento qualcosa che gli altri ricorderanno a lungo o per sempre.
Organizza o partecipa ad una fiera. La roba ti rimane nel negozio e non riesci a venderla? Dai retta a quelli che ti dicono "se i clienti non vengono da te vai tu dai clienti" e porta i tuoi articoli in fiera o organizzane una. Tanto in Italia ce ne sono poche e nessuno o quasi le fa. Meglio se scegli una fiera generale, non di settore, mi raccomando. Per esempio puoi andare alla Fiera del Levante. Ma può andare anche la fiera della sagra della salsiccia o della mortadella et similia.
Strombazza il tuo evento con tanto di iper-manifesti, di volantini, di altoparlanti in giro per la città. Devi fare più casino possibile e farti sentire anche da quelli che dormono. Per le affissioni non ti limitare agli spazi consentiti ma metti i tuoi manifesti anche sugli alberi, le panchine, i segnali stradali, i cassonetti dell'immondizia, i pali della luce... Più rumore fai e più ti vedono. Il consiglio vale anche per i media: avverti tutte le televisioni, giornali, radio, redazioni web, blog e produci una quantità mega-galattica di spot da far andare ogni ora.
Nella campagna dell'evento comunica un claim del tipo "Tutto intorno a te", come hanno fatto Mediolanum e Vodafone. Già che ci sei copia il claim da loro. Oppure inventane altri, senza professionisti mi racomando, del tipo: "L'evento più divertente dell'inverno 2009"oppure "L'evento che cambierà la tua vita".
Fai la solita cosa. Se devi inaugurare un locale innovativo come un bar o un pub (ce ne sono troppo pochi in Italia) limitati ad offrire da bere e mangiare la sera dell'inaugurazione.
Sii originale. Se proprio non vuoi fare quello che fanno tutti allora sii originale tanto gli altri non stanno pensando che vogliono essere originali. Solo tu in questo momento pensi di voler fare qualcosa di originale. Perciò sii originale e vedrai che di sicuro farai qualcosa che gli altri non hanno mai fatto.
Non curarti delle persone. Le persone se provi a capirle ti fanno diventare pazzo. Non abituare i tuoi clienti ad esprimere i loro bisogni altrimenti diventano incontentabili. Invece si devono adeguare a quanto hai da offrire loro. Prendere o lasciare. Quando arrivano al tuo evento non accoglierle, tanto si arrangiano da sole.
Invita tutti su Facebook. Se non sei su Facebook o addirittura non hai un sito web fallo subito perché lo fanno tutti. Una volta che sei su Facebook fai l'add di tutti quelli che ti capitano a tiro: più sono e meglio è. Poi crea un evento e fai inviti di massa. Controlla la lista di quelli che non partecipano e ogni 2-3 ore invitali di nuovo.
Fai tutto da solo. Fai le cose in prima persona, non chiedere consulenze né consigli e non ascoltare mai nessuna critica. Gli altri sono tutti o scrocconi o invidiosi del tuo successo. Perciò non delegare niente e se proprio hai bisogno di personale cerca quello più a buon mercato e in nero: tanto per un evento anche se viene la guardia di finanza puoi sempre dire che è il primo giorno di prova per quelli che stai facendo lavorare o che sono tuoi amici o parenti (cugini di 7°- 8° grado).
Non frequentare mai gli eventi organizzati dagli altri. Sono inutili o noiosi o fastidiosi. Tu hai troppo da fare per pensare alle tue cose per andarci.
Buttala sul mangiare e sulle belle ragazze. Organizza un mega-buffet, tanto si sa che la gente quando la inviti a mangiare gratis viene. Per rafforzare il tuo evento chiama delle ragazze-immagine, perché "tira di più un pelo di fica in salita che un carro di buoi in discesa". Anche se le donne e il cibo non c'entrano niente con la tua attività sono garanzia di affluenza. E' quello che vuoi no? Tu mica vuoi il successo: tu vuoi una porcheria di evento.
Segui con dilgenza e applicazione questi dieci punti e aggiungini altri: non mettere limiti alla tua fantasia in fatto di flop o di eventi da vomitare. Mi racomando. Se, poi, nonostante questi accorgimenti il tuo evento riesce bene e ha un buon successo allora la madonna di Lourdes ti ha miracolato.
Di Giuseppe (del 20/10/2009 @ 12:11:35, in Eventi, linkato 405 volte)
Tutto pronto per "Soccorso Vitale", l'online event che vuole darti "risorse per i tuoi problemi", come recita lo spot. Inizierà domattina alle 9 e terminerà alle 18 del 31 ottobre. E' un evento pensato per quelli a cui va tutto bene, perché è in questi momenti che occorre iniziare a pensare se possono sorgere problemi, per anticiparne i segnali. Ma è anche dedicato a chi il problema ce l'ha già e/o magari sta per dar vita a progetti, corsi, eventi. E' infine pensato per chi sta davanti a una certa situazione e si chiede: "Che fare"? E' uno dei 10 buoni motivi per frequentare il Vitale's Blog. Il 15 ottobre ho dato alcune anticipazioni sull'evento. Oggi voglio rivelare il programma delle 10 giornate.
Mercoledì 21: lancio dell'iniziativa con un post generale su "Soccorso Vitale", i suoi contenuti, le motivazioni, gli scenari che può aprire.
Mercoledì 28 è invece dedicato al management degli eventi.
Giovedì 29 è la giornata degli appassionati di teatro e cinema e dell'arte dell'attore.
Venerdì 30: Giornata di bilancio dell'iniziativa e idee per il suo follow up.
Sabato 31: Chat pubblica con Giuseppe Vitale dalle 15 alle 18.
Ogni giorno, nell'orario che ti è più comodo, collegati a questo blog e leggi i post che vi troverai. Con i tuoi commenti puoi partecipare e dare un tuo contributo per indirizzare meglio le risorse messe a disposizione e migliorare l'evento stesso. Collegati anche alla bacheca dell'evento su Facebook dove troverai gli altri partecipanti e discutere con loro sugli argomenti che ti interessano. Chi non è iscritto a Facebook può iscriversi all'evento su Pingg. Per seguirlo meglio e in modo tempestivo ti conviene abbonarti ai feed rss e seguirmi su twitter. Sin da ora sono a tua disposizione per richieste, dubbi, chiarimenti e idee. Contattami pure per parlarne.
Di Giuseppe (del 15/10/2009 @ 10:37:37, in Eventi, linkato 407 volte)
"Soccorso Vitale" sarà il prossimo evento di giuseppevitale.it che inizierà tra qualche giorno. Vuole dare ai suoi partecipanti delle risorse per i propri problemi, come recita lo spot. Che cosa vuol dire avere delle risorse per i propri problemi? Non sarebbe meglio avere delle soluzioni ai propri problemi? Se parteciperai agli eventi scoprirai che c'è qualcosa di più importante della soluzione, che tra l'altro solo tu puoi trovare. Non ci sono bacchette magiche ma puoi fare in modo di usare il tuo problema come una leva. Per farlo devi imparare a: 1) a rappresentare il tuo problema per vederlo davanti a te, come una mappa; 2) raccontare il tuo problema già subito e poi alla fine quando devi passare all'azione. Proprio a questi due obiettivi è dedicato "Soccorso Vitale" attraverso:
Di Giuseppe (del 13/10/2009 @ 12:10:11, in Eventi, linkato 215 volte)
"Soccorso Vitale" is coming soon. Soccorso Vitale sta arrivando prossimamente su www.giuseppevitale.it, come dice lo spot su youtube. Di cosa si tratta? Per spiegarlo faccio a te lettrice o lettore una domanda: Che cosa fai quando hai un problema? Cerchi di risolverlo, giusto? E come? Affrontandolo mi risponderai, mica evitandolo. Bene, lo sapevi che puoi affrontarlo rappresentandolo e raccontandolo il problema? Come? Lo scoprirai presto con "Soccorso Vitale". Stay tuned.
Di Giuseppe (del 05/09/2009 @ 12:18:11, in Eventi, linkato 337 volte)
Cosa vuol dire rientrare dalle ferie quest'anno? Riprendere il proprio lavoro rientrando dalla pausa estiva mai come quest'anno può voler dire affrontare degli scenari angoscianti. A parte il fatto che molti un lavoro non ce l'hanno più e molti altri stanno per perderlo, nonostante gli istituti internazionali lancino dichiarazioni di ripresa dell'economia. E allora che si fa? Si va tutti sul tetto o ci si incatena davanti all'ingresso? In molti casi sta avvenendo perché spesso il management si è arreso alle difficoltà o non è riuscito a trovare vie di sviluppo. Oppure ancora perché al soldo di decisioni prese da consigli di amministrazione controllati da chi ha interesse a far fallire certe realtà. In questi casi l'agone politico diventa necessario. Altrove no. Spesso è infatti necessaria una reazione in termini di creatività e di innovazione. E' la squadra che deve reagire alla diminuzione dei fatturati perché un determinato prodotto o servizio non funzionano più. Certo, sarebbe stato meglio monitorare il mercato per tempo e prevenire certe situazioni ma nella realtà accade che ci si dondola sulla cresta dell'onda dimenticando che ogni onda va a infrangersi sugli scogli.
Da dove e come ripartire? Non si può ripartire facendo finta di niente e buttandosi a capofitto nelle stesse cose che facevamo prima. Perché molte cose sono cambiate. E non farsi delle domande è proprio ciò che ha determinato la rovina di molti. Si riparte allora dai quesiti, dai dubbi, dalla messa in discussione. E' necessario. Non esistono scorciatoie come produrre di più, fare più pubblicità, abbassare in modo drastico i prezzi, licenziare tante persone, pagare di meno quelle che lavorano. Queste sono tutte vie verso il fallimento. La vera risorsa è usare il cervello, osservare, capire, inventare soluzioni su misura. Il cervello fino a prova contraria si mette in moto con delle richieste che producono risposte e che portano a delle idee.
La vendemmia delle idee Le idee sono come gli acini d'uva. Si accompagnano ad altre idee e tutte insieme costituiscono un bel grappolo che si può mangiare subito o dal quale si può ottenere del buon vino. E tanti grappoli d'uva costituiscono un vigneto che, se curato bene, produce tanta e buona uva. Per vendemmiarla avremo bisogno di una mano. E se non usiamo le macchine come adesso fare la vendemmia insieme un tempo era una grande, straordinaria festa: era il piacere stesso di stare al mondo. E sotto il segno di Dioniso prima e di Bacco dopo si è celebrata proprio l'ebrezza dell'abbondanza, della cornucopia. Questa ricchezza non ha mai abbandonato l'umanità. Anche in tempi angoscianti come questi raccogliere delle idee insieme attraverso gruppi di persone è una straordinaria risorsa sociale a nostra disposizione. Ecco perché ho voluto lanciare La vendemmia delle idee: un online "New Ideas Brainstorming Event". E' l'evento giusto per ricominciare sotto il segno delle idee, delle domande e della creatività. Vieni a saperne di più.
Di Giuseppe (del 28/02/2009 @ 17:51:52, in Eventi, linkato 566 volte)
Può una piccola idea, nata un paio di
settimane prima del proprio compleanno diventare un evento in rete, coinvolgere
altre persone e soprattutto diventare un punto di riferimento per idee e
progetti per il futuro?
L'idea L'idea è nata dai messaggi di auguri che in tanti usano scrivere nelle
bacheche del festeggiato di turno, specie in Facebook che ricorda ogni giorno i
compleanni dei propri contatti. Ma è nata anche da una considerazione sui tempi
che stiamo vivendo, tempi di crisi e di licenziamenti e di
duro
lavoro per chi resta. Così un lavoro bisogna reinventarselo spesso. E' tempo
di progetti, insomma. Così, perché non dedicare il proprio compleanno allo
sviluppo di idee, progetti e relazioni, ho pensato? Perché non sfruttare questa
occasione?
Che cos'è Non Auguri Ma Progetti è stata una giornata, il 25, febbraio in cui delle
persone si sono incontrate in rete e hanno condiviso delle
risorse. E
poi hanno discusso insieme nella
chat pubblica del sito web. Queste persone si sono incontrate per:
un'idea nuova da scambiarsi;
una proposta di collaborazione;
un progetto nuovo da realizzare insieme;
un consiglio;
un approfondimento delle reciproche
attività;
contatti da scambiarsi
.
ed altro ancora. Grazie a questa giornata
ora è un progetto embrionale. Ha infatti suscitato entusiasmo, voglia di
rivedersi e di organizzare altre eventi non solo online ma anche offline.
I temi Il primo tema della giornata, nel programma, è stato l'apprendimento
significativo. Mi è sembrato infatti necessario ancor prima di cominciare a
pensare a qualsiasi nuovo progetto rivedere il proprio approccio nei confronti
dell'apprendimento. Spesso non riusciamo ad orientarci nelle scelte di vita e/o
professionali perché ci mancano gli strumenti per "apprendere ad apprendere".
E con una preparazione scolastica, mnemonica pretendiamo di affrontare i
problemi più o meno grandi che ci si presentano d'avanti. Proprio alla gestione
dei problemi ho deciso di dedicare un secondo tema. Il problem solving è dunque
stato il secondo tema della giornata. Ed esso si lega all'apprendimento
significativo nella misura in cui il sapere recupera quanto è stato proposto e
quanto sappiamo di un argomento e lo valorizziamo con delle mappe del pensiero
ai cui rami a cui via via leghiamo le nuove conoscenze. Le mappe del pensiero,
quindi, come terzo elemento della nostra giornata nell'ottica dell'impiego di
tutte le risorse che un essere umano utilizza nell'acquisire e usare le
informazioni: sentimenti, esperienze, stati d'essere, percezioni ecc.
Diventa allora importante la piena soddisfazione delle persone nelle nostre
relazioni con loro. Ecco perché la quarta discussione della giornata l'ho voluta
dedicare alla customer satisfaction, la soddisfazione dei clienti.
Gli argomenti La giornata si è aperta con una sorpresa per tutti i partecipanti alla chat
pubblica: Knol, ovverossia l'unita di conoscenza. E' un
progetto di Google per
la realizzazione di articoli individuali ma non anonimi come succede in
Wikipedia. E' in beta dal luglio 2008 e consente di creare e gestire in maniera
semplice i propri articoli.
Sergio Casiraghi, un illuminato insegnante di
Sondrio,
ne ha dedicato uno proprio alla nostra giornata. Così appena è arrivato
in chat la mattina ha incuriosito tutti. E ha introdotto la chiacchierata che ci
siamo fatti con Alberto Scocco, l'autore di un
ottimo manuale sulle
mappe del
pensiero. La discussione è passata, infatti, ad accennare alle varie tipologie
di mappe e alla loro interazione con i database. In effetti il ponte tra questi
ultimi e le mappe del pensiero sono gli
ERM (Entity-relationship
model). Roba da ingegneri informatici, comincerà a pensare qualcuno ora. E
invece no, stiamo sempre nel campo dell'Humanistic
Management: i campi umanistici verso i quali il mondo dell'economia e delle
imprese si apre ma anche l'acquisizione di conoscenze informatiche ed economiche
da parte dei "letterati". Un manager umanistico che usa diverse discipline e le combina insieme nell'arte
del problem setting, di cui è maestro, è
Umberto Santucci che ha partecipato
alla giornata. E' stata una buona occasione per una lezione interattiva sul
problem solving strategico: un metodo di soluzione dei problemi che proviene
dalle psicoterapie brevi strategiche. Ne parla anche nel suo libro Fai luce
sulla chiave (L'Airone). Il suo nucleo sono le tentate soluzioni disfunzionali
che Santucci definisce come "tutto ciò che finora si è fatto o non fatto e che,
invece di risolvere il problema, lo mantiene e lo aggrava". Il metodo esamina
"il problema come processo percettivo/reattivo di sé, degli altri, del mondo, e
cerca di cambiare questo processo in senso costruttivista, ovvero portando il
cliente a costruire una realtà più vantaggiosa, cambiando il suo punto di
vista". C'era aria di capire come pensare a un nuovo progetto, si respirava
un clima di
cambiamento. E si è quindi tornati sulle mappe sia fisiche sia mentali con
un link commentato da
Roberta Buzzacchino a proposito di quanto in rete gira di
nuovo su questo argomento. In particolare Roberta ha segnalato anche lo
screebing: il
prendere appunti in maniera grafica. E' uno dei cavalli di
battaglia di Roberta che non a casa realizza le sue mappe mentali solo con
pennarelli e carta, non in modo digitale quindi. Solo in un secondo momento le
passa sotto lo scanner. Prima di intervenire ne ha realizzata una speciale per
la giornata. Anche con lei si respirava aria nuova nella maniera in cui con i
suoi laboratori gli allievi passano dal pensiero testuale al pensiero visivo che
rende molto di più e permette de gestire molto meglio il sapere. Ed allora
cerchiamo di essere visivi anche noi inserendo qui sotto la sua bella mappa.
Come abbiamo visto a proposito dei
temi, una mappa mentale coinvolge tutte le facoltà e tutti
i talenti delle persone. Ne coinvolge quindi l'emotività e la percezione della
realtà. Nell'erogazione di prodotti e servizi e corsi di formazione bisogna
tener presente che "the customer is the king",
come ci ha ricordato Manlio Castronuovo. Occorrono servizi pre e post
vendita: un investimento duraturo nel tempo. Un cliente soddisfatto è un cliente
fedele che diffonde un'immagine positiva della nostra marca. Da non dimenticare
che vendere a un cliente fedele costa meno e rende di più che vendere a un nuovo
cliente. La discussione è stata ancora più interessante perché vi ha partecipato
Jole Rotello che ha voluto misurarsi con noi sul modello di business che sta
seguendo per lanciare la nuova realtà radiofonica web based di Radio Volere
Volare.
Il seguito Il seguito della giornata del 25 febbraio è già una realtà con una
bella
recensione scritta da Sergio Casiraghi. Ma anche con questo post e con altri
ancora che seguiranno. Nei prossimi giorni, poi, lancerò un follow up a cui
siete tutti invitati per dire la vostra sulla giornata e su come ciò che è stato
seminato può essere al meglio coltivato. Ma per questo vi invito ad utilizzare
già adesso lo spazio dei commenti qui sotto. Ho già in mente dei prossimi
eventi, ma prima esprimi i tuoi dubbi, le tue idee, le tue richieste. Partecipa
anche con un breve commento a questo progetto collettivo. E intanto è in
preparazione una breve
guida gratuita sulla gestione dei problemi.