Ti do il benvenuto nel blog di Giuseppe Vitale: un blog per coltivare un po' di vita online, perché l'internet è una pianta e ha bisogno di linfa... vitale :-)
Dopo la quarta dimensione, la quarta marcia, la quarta parte di un tutto, il caffé quarta, la quarta misura di reggiseno, la quarta parete a teatro... la QUARTA IMPROVVISAZIONE: l'improvvisazione teatrale a Quarto Canale Radio. Oggi, Mercoledì 20 gennaio, dalle 19 e 40 alle 20 circa può succedere di tutto nella trasmissione "Radio Sera" di Quarto Canale Radio ascoltabile online sul sito web www.quartocanaleradio.it. L'attore-improvvisatore Giuseppe Vitale improvviserà, infatti, poesie, monologhi, storie, blues, brevissimi radio drammi e quant'altro la fantasia suggerirà sul momento. La conduttrice Maria Angelotti farà da maestra di cerimonia dello speciale dal titolo La Quarta Improvvisazione nello scegliere le categorie (i generi) all'attore Vitale mentre il pubblico da casa già dal pomeriggio potrà suggerire i temi o i titoli o le parole o gli aggettivi su cui improvvisare. Basta telefonare allo 0831 - 844559 o scrivere all'email info@quartocanaleradio.it o ancora intervenire attraverso la chat di facebook e skype agli indirizzi che saranno forniti prima e durante la trasmissione. Si possono fornire titoli di storie mai sentite, titoli di poesie mai scritte, titoli di film mai visti, titoli di giornali mai letti ecc. ecc. Anche alla fantasia dei radioascoltatori non c'è limite. Sulla base di tutto questo in diretta Giuseppe Vitale realizzerà le sue improvvisazioni radiofoniche. Che aspetti, gioca già da subito con noi. Chiama al numero fornito o all'email scritta su e comincia a dare i tuoi suggerimenti! Gioca con noi! Buon divertimento.
Cari amici e lettori del Vitale's Blog non perdete domattina, 12 gennaio alle ore 10, la diretta da Studio 100 sul Teatro del Sì e sull'improvvisazione teatrale. Si parlerà infatti del Corso d'improvvisazione teatrale presso l'Arci di Francavilla Fontana che inizierà giovedì 14 gennaio 2009 alle ore 19. Sarà preceduto da una conferenza stampa il giorno prima, 13 gennaio, alle ore 10:30. Si profilano, insomma, due buone occasioni per capire che cos'è il Teatro del Sì, di quale improvvisazione teatrale parliamo, chi siamo e che cosa vogliamo fare nel 2010 e nel futuro. Non mancate perché poi voglio i vostri commenti :)
Di Giuseppe (del 31/12/2009 @ 10:56:52, in Spettacoli, linkato 158 volte)
Il 2 gennaio tutti a Oria (Br) per La notte dei Messapi. Per l'occasione presenterò uno stettacolo di ImproCabaret: a metà strada tra improvvisazione teatrale e cabaret. Presenterò una scaletta di scene, monologhi, poesie, giochi di improvvisazioni realizzati con i suggerimenti del pubblico raccolti sul momento. Ma non solo. Chiamerò alcuni volontari tra il pubblico che si esibiranno in alcuni dei pezzi e dei giochi sotto la mia guida. Da non trascurare poi il ricco programma della serata con numerosi gruppi musicali e artisti, tra cui segnalo Nadia Martina e i Rinoplastici, Radionorba e per finire i Mudu. Per quanto mi riguarda realizzerò uno spettacolo in 5 tappe: I) Ore 20:00, Piazza Manfredi. II) Ore 21:00, via Francesco Milizia. III) Ore 22:00, Corso Umberto I. IV) Ore 22:30, piazza Lama. Mi scuso sin da ora se gli orari dovessero slittare o se qualcuna delle tappe dovesse saltare. Si tratta di una serata all'insegna di tanti eventi e con un afflusso notevolissimo di persone che sono previste. Perciò abbiate pazienza e pensate a divertirvi e visitare Oria :)
Di Giuseppe (del 17/12/2009 @ 12:48:25, in Recensioni, linkato 274 volte)
Sergio Rubini ha rifatto Pinocchio. A suo modo, è ovvio, ma lo ha rifatto. E' questa l'impressione che ho del suo nuovo film L'uomo nero. E' da qualche tempo che guardo alcune sue foto, non pubbliche, e penso a Rubini come un novello Pinocchio. Mi sembra evidente che anche lui ci pensa da diverso tempo e che magari prima o poi ci regali una pellicola dedicata proprio al capolavoro di Collodi, dopo che ci ha provato Roberto Benigni non con risultati eccelsi però. Anzi c'è di più. Carla Cavalluzzi sua compagna nella vita (che fa anche una figurazione speciale nel film) e co-sceneggiatrice del film lo dice con chiarezza: "per me è un pinocchio moderno". Ne parla anche l'autore della recensione su cinetvmania definendo il piccolo Guido Giaquinto come un Pinocchio. Mi sembra proprio il caso di indagare la relazione tra l'ultimo lavoro di Rubini e le avventure del celebre burattino che voleva diventare un bambino.
"La menzogna è fondamentale per uno che racconta. Per raccontarti davvero devi mentire" afferma il regista pugliese in un'intervista a Trovacinema. E questo, io credo, non è solo perché ogni autore romanza la realtà e quindi mente. C'è un rapporto più profondo tra menzogna e racconto come sapeva bene Omero che nell'Illiade ci narra di Ulisse che attraverso l'espediente del cavallo di Troia riesce ad entrare nella città, dopo averla assediata per tanto tempo. Lo sapevano bene gli attori dell'antica Grecia che usavano le maschere non solo come mezzo di amplificazione della voce ma anche come strumento per rivelare l'anima dell'attore, non per nasconderla come i più credono. Le maschere non servono a mascherare, ce lo fa notare anche Dario Fo nel suo Manuale minimo dell'attore (Einaudi). Per Collodi la bugia diventa espediente narrativo che fa procedere la storia con esiti spesso sorprendenti. L'operazione che fa Rubini è: parto da premesse vere che sono la mia famiglia, il mio tempo, la mia visione del mondo da bambino però poi faccio procedere tutto verso direzioni che in realtà non si sono verificate. Vi racconto una delle tante storie che si sarebbero potute realizzare, non quella vera. E vi racconto una bugia perché rivela molto più della verità. D'altronde un film non è mai un'operazione di verità come il grande Fellini ci ha fatto capire: è sempre una selezione dei momenti migliori della vita perché quest'ultima se la racconto per filo e per segno è noiosa.
Che il piccolo Gabriele sia un Pinocchio lo si capisce subito da tanti particolari come:
il suo amore per il luna park mai soddisfatto dal padre Ernesto;
la figura del suo migliore amico che è una sorta di Lucignolo;
il suo accompagnarsi con delle visioni: arlecchino, l'uomo nero (chiaro riferimento a Mangiafuoco), ecc.;
il suo gioco con i burattini.
E i suoi genitori sono l'equivalente di Geppetto e della fatina. Ernesto (Rubini) è un geppetto la cui passione non è lavorare il legno ma dipingere. Sembra addirittura non amare suo figlio, metterlo sempre in secondo piano. Ma in realtà cerca solo di fargli capire chi è un uomo: raggiungere la vetta e non dirlo a nessuno, saper mantenere un segreto pazzesco. La mamma Franca (Valeria Golino) è un'amorevole severa che sa rimanere al suo posto nonostante la gelosia e la follia del marito. Una vera donna del sud.
E allora in questa chiave quasi tutte le scelte che regista e produzione hanno fatto sono le più azzeccate che si potevano fare. A partire dal piccolo protagonista cercato tra migliaia di bambini in ben cinque mesi di casting. Per proseguire con tutto il resto del cast sia artistico (ad eccezione di Anna Falchi secondo me) sia tecnico. In proposito i critici di cinema non sono stati teneri con Nicola Piovani, che ha fatto le musiche. Quasi tutti lo tacciano di aver fatto una colonna sonora troppo simile a quella di La vita è bella di Roberto Benigni. Invece questa somiglianza non solo ci sta tutta ma è addirittura un magnifico pastiche. I critici non hanno capito che la bottega di Benigni è molto simile a quella di Rubini: sia per il film su Pinocchio sia per La vita è bella. In entrambi abbiamo un bimbo e il suo genitore per protagonisti. E le atmosfere, la brillantezza, i profumi sono gli stessi. Molto meno azzeccato è il paragone con Baaria di Giuseppe Tornatore. Non ho ancora visto il film ma non ci vuole molto a capire che il regista siciliano ha fatto un'epopea mentre quello pugliese una storia molto più intima e riservata. Rubini è molto attento alla critica e la usa per capire e migliorarsi. Ma stavolta dal mio piccolo mi sento di dirgli come dice Pinuccio (Riccardo Scamarcio) ne L'uomo nero a Ernesto: "quelli anche se gli porti La gioconda di Giovanni Pascoli anna' disc ch'è na schifezz!" (quelli, i critici, anche se gli porti La gioconda di Giovanni Pascoli devono dire che è una schifezza). A detta di alcuni miei amici attori e filmaker questo film delude perché ci si aspettava di più da Rubini. Io dico: è vero, può fare molti altri capolavori anche superiori a questo ma questo film è un piccolo capolavoro, davvero straordinario. A me è piaciuto tantissimo. Tornerò a rivederlo e magari a riparlarne nel blog. Bravo Sergio e bravi tutti. Fantastica anche la fotografia di Fabio Cianchetti anche se non capisco perché in Puglia si usa quasi sempre solo la piena luce diurna estiva. A quando un bel film pugliese pieno dei nostri straordinari tramonti? Magari ci scappa che lo faccio io, con il sistema di produzione The coproducer. Qualcuno ci sta a lavorare con me? :) Anche perché mi è proprio dispiaciuto non aver potuto più lavorare in questo film. Dovrei serbare delusione e rancore. Invece sono innamoratissimo di questo film. Chi vuole può saperne di più seguendo questa mini mappa qui sotto.
Prosegue in questo mese e fino alla fine di Gennaio il mio impegno per il neonato Teatro del Si, il cui progetto ho già presentato in un precedente post. Ora vi propongo l'intervista che Quarto Canale Radio mi ha rivolto mercoledì scorso. Abbiamo chiacchierato un po’ della storia dell’improvvisazione teatrale, del suo valore e un po’ del corso. Buon ascolto.
Di Giuseppe (del 03/12/2009 @ 07:57:48, in Progetti, linkato 221 volte)
Il no è bloccare. Il si è accettare.
Il no è chiudersi. Il si è aprirsi.
Il no è non capire. Il si è capire.
Il no è non vedere. Il si è aprire gli occhi.
E' per queste e altre ragioni che ho deciso di intitolare "Teatro del Si" il progetto d'improvvisazione teatrale che sto realizzando in Puglia. Le altre ragioni le potete trovare nella pagina del nome. Ho deciso di parlarne in questo mio blog per presentare il progetto ai miei lettori soprattutto pugliesi e a quanti sono interessati all'improvvisazione teatrale della quale mi occupo da qualche anno e di cui ogni tanto scrivo dei post.
“Teatro del Si” è un progetto per portare l’improvvisazione teatrale, intesa come forma di spettacolo e non come preparazione di testi e performance, nella provincia di Brindisi e nella Puglia tutta. E' rivolto a:
attori e attrici per professione o diletto;
studenti universitari e delle scuole superiori;
persone che vogliono migliorare la loro capacità di parlare in pubblico;
tutti coloro che vogliono sperimentare le potenzialità ludiche e sociali dell’improvvisazione teatrale;
chi è alla ricerca di stili di vita e di interazioni con gli altri sotto il segno della nonviolenza.
Altre informazioni sono disponibili nella pagina del progetto. Per realizzarlo mi sono avvalso della collaborazione dell'attore-improvvisatore canadese Ian Algie, allievo del Theatre de Complicié, di Del Close, di Paul Sills, di David Shephard e del Second City Improvisation Theatre di Toronto dove è già stato insegnante di improvvisazione ed allenatore di varie squadre. Con Ian già tra il 2006 e il 2007 avevamo messo in piedi un primo gruppopugliese di attori-improvvisatori che operava per lo più in provincia di Bari. Ora il progetto investe invece la provincia di Brindisi e in particolare Francavilla Fontana presso la locale sede dell'Arci. Ed inizierà con un corso che partirà a gennaio e terminerà agli inizi di giugno. Il corso insegnerà le tecniche di base dell’improvvisazione teatrale intesa come spettacolo ed è aperto sia ad attori sia a coloro che si avvicinano per la prima volta al teatro. Altre informazioni, anche sull'iscrizione, sono disponibili nella pagina del corso.
Chi vuole seguirmi in questa avventura e magari entrare in questo bel mondo e far parte del primo gruppo brindisino di attori-improvvisatori può farlo attraverso il blog, la fan page su facebook, twitter e youtube. Perché dovreste seguirmi in questa follia? Perché vi potrebbe salvare la vita. Non ci credi? Scopri come proprio l'improvvisazione teatrale ha salvato la vitapiù di una volta al grande Robin Williams.