Non è compito dello psicologo capire quello che non capisce. Noi non faremo i ciarlatani e diremo francamente che a questo mondo non si capisce niente. Sanno tutto e capiscono tutto solo gli sciocchi e i ciarlatani… Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbero Socrate e Voltaire.
Alda Merini è una donna del sud. E' vero che è nata a Milano, che non era meridionale ma Alda è come quelle donne "tenere come l’ombre, voraci come bei fiori, le donne del Sud che hanno il cospetto di ocra le mani di una domanda, sanno essere silenziose e presenti" come ha scritto la stessa Alda in Donne del sud. E allora cara Alda voglio rivolgerti i versi della tua stessa poesia: "tu Penelope dolce intessi una tela viola. Ti ho vista alla finestra abbarbicata e leggera come l’edera folta tu sei una donna del Sud". Tra l'altro Alda Merini al sud ci è vissuta tre anni, quando è stata a Taranto tra il 1983 e il 1985. Con questa poesia che ho citato prima mi ha ispirato un omonimo racconto che vi propongo. Narra della prima seria rivolta contro il regime fascista che vide protagoniste un gruppo di donne nell'agosto del 1942 a Monteleone di Puglia. Lo propongo per ricordare Alda che cito nel racconto accanto a Meena Alexander e alle donne pacifiste in Russia e negli USA.