“Amore mio tra noi due ci sono troppi problemi. Scusami. Non cercarmi più”. A volte accade, tra i giovani e i giovanissimi, che si possa ricevere un sms di questo tipo dal proprio partner o comunque che uno dei due riveli all'altro o all'altra che questo o quel problema sia insormontabile. Qualcosa del genere accade anche ad alcune aziende impegnate in delle trattative per una qualche fornitura. Molto spesso queste forniture saltano perché non ci si preoccupa di comunicare i problemi che via via sorgono.
Giusto per fare un esempio è accaduto, di recente, in Puglia che la regione abbia emesso un bando per spendere dei soldi comunitari per la stagione turistica 2008-2009. Alla gara si sono presentati una società americana capeggiata da un valente imprenditore italo-americano e un consorzio di emittenti e giornali locali. Ora, è evidente l'anomalia perché i due soggetti non potevano essere in competizione perché quello americano era un soggetto di pianificazione di campagne pubblicitarie e l'altro un insieme di erogatori di pubblicità su scala regionale quando, tra l'altro, c'era bisogno di fare pubblicità a livello internazionale. Ad ogni modo la Regione all'ultimo momento, passata già l'estate del 2008, assegna la commessa al consorzio regionale. L'operatore americano ne rimane escluso perché a dire dell'ente regionale non avrebbe presentato tutta la documentazione necessaria. Il risultato di tutto questo è che quei soldi che dovevano essere spesi molto prima dell'estate del 2008 nell'autunno dello stesso anno risultano ancora inutilizzati. Ma soprattutto si è escluso un valente operatore che costituiva una grande opportunità di pianificazione professionale della comunicazione. Sarebbe stato sufficiente che la Regione avesse comunicato per tempo al pretendente internazionale le mancanze e gli eventuali problemi sorti per portare la gara su di un piano con maggiori e più completi criteri di selezione.
Gli enti pubblici, si dirà, spesso adottano criteri che nulla hanno a che vedere con il mercato. Ma anche le aziende hanno atteggiamenti simili. Molto spesso, cioè, non comunicano all'esterno i problemi e quando lo fanno o è troppo tardi o non lo fanno in modo efficace. Umberto Santucci nel suo libro Fai luce sulla chiave (L'Airone) riferisce la tendenza a raccontare cosa si sia fatto di valido, i successi. Sarebbe molto più efficace per chi scrive e per chi legge sapere quali sono i problemi, come intendono risolverli e come potrebbero aiutare i loro clienti a risolverli. Ciò renderebbe molto interessante ad esempio le newsletter, i blog, le pagine web, l'house organ di un'azienda. Pensiamo per un attimo a qualche nostro problema e alla straordinaria possibilità di trovare articoli, post e discussioni che riguardano proprio il mostro problema o un problema simile. Leggeremmo tutti i contenuti con la massima attenzione, prenderemmo appunti, ci verrebbero in mente degli spunti, cercheremmo di metterli in pratica e i risultati li metteremmo a disposizione anche noi degli altri. In altri termini le informazioni ci aiuterebbero a crescere e noi stessi avremmo informazioni per la crescita degli altri. Purtroppo tanti forum, tante pagine web, tanti post e tante discussioni sono, invece, avvilenti e quindi noiosi perché la maggioranza delle persone che vi scrive e vi partecipa sta lì per offrire soluzioni senza neanche percepire e definire i problemi.
Con questo post inauguro una serie di post dedicati alla comunicazione dei problemi, a come monitorarli e metterli in agenda. Nel prossimo post, entro una settimana, parlerò del fattore "A.P.O" (a portata d'occhio).