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 Eccomi qui : - )... di Giuseppe
 
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Non è compito dello psicologo capire quello che non capisce. Noi non faremo i ciarlatani e diremo francamente che a questo mondo non si capisce niente. Sanno tutto e capiscono tutto solo gli sciocchi e i ciarlatani… Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbero Socrate e Voltaire.

Anton Checov
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\\ Blog : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Giuseppe (del 29/04/2008 @ 09:56:32, in Arte dell'attore, linkato 601 volte)
"La spontaneità opera nel presente, nel qui ed ora; essa stimola l'individuo verso una risposta adeguata ad una situazione nuova o a una risposta nuova ad una situazione già conosciuta". Inizia con questa citazione un bel post sulla spontaneità.La citazione è di Jacob Levy Moreno, fondatore della psicodramma.

Il post che ho segnalato prosegue poi parlando del rapporto tra spontaneità e creatività: "L'atto privo di spontaneità è l'atto meccanico, ripetitivo, riflesso, stereotipo; atti di questo genere sono propri della macchina, del robot, del computer. La spontaneità coinvolge, con ritmi diversi, tutti gli esseri viventi ed è l'elemento che ha permesso l'evoluzione della vita dalle forme primordiali a quelle più evolute".
Ora, però, della spontaneità sappiamo poco, costretti come siamo dal sistema scolastico a reprimerla. Uno che la conosce bene è Keith Johnstone, autorità internazionale nel campo dell'improvvisazione.

Nel suo libro, Impro (Dino Audino Editore) dice in proposito: "E' possibile trasformare le persone prive di immaginazione in persone immaginative in un solo attimo". Occorre che possiamo divertirci, non preoccuparci e non sentirci giudicati. E' la situazione del gioco, in cui le inibizioni sociali vengono meno. Impariamo, quindi, prima di tutto a giocare prima di affermare di non avere immaginazione. E' in questo modo che si liberano le energie creative dal torpore della quotidianità.
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Di Giuseppe (del 19/04/2008 @ 15:04:36, in Segnalazioni, linkato 911 volte)
Domani, 20 aprile 2008, si terrà a Ribolla, in Toscana, la festa della poesia estemporanea, improvvisata. I migliori Poeti Improvvisatori della Toscana e del Lazio si sfideranno in contrasti, stornelli e sonetti tutti improvvisati, con temi dati al momento. E' il secondo anno che vado ad assistere a questa festa popolare. Decine di poeti, spesso analfabeti, tirano fuori dei versi in ottava rima di una bellezza autentica, straordinaria. Ho scoperto l'esistenza di questa incredibile arte esattamente un anno fa, quando sono andato per la prima volta a Ribolla, insieme al mio amico e presidente dell'associazione con cui lavoro, Francesco Burroni. Da allora è nato il mio interesse e la collaborazione con Sonetto.org (qui tutte le info sulla manifestazione) di cui sono webmaster e redattore dei contenuti. Domani, infatti, conto di registrare con il mio lettore mp3 delle poesie, di fare delle foto e se ne avrò la possibilità anche delle riprese. Burroni, poi, da qualche tempo ha messo in piedi un intero spettacolo sulle poesie improvvisate: Versi controversi.

Ricordo con piacere l'anno scorso il mio arrivo nel piccolo paese di Ribolla, la gente che accorreva numerosa presso la palestra-auditorio dove si tiene l'evento e il vino e il cibo squisito preparato dalla gente stessa che vi partecipava. In quella zona in pratica quasi tutti sono poeti, quasi tutti maschi ma ci sono alcune donne, e riescono a improvvisare su due piedi le loro poesie. Vi ritorno con piacere per assaporare meglio questa ricchezza dell'oralità contadina che è rimasta viva nei giorni nostri.
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Di Giuseppe (del 15/04/2008 @ 16:27:16, in Teatro in azienda, linkato 707 volte)

 

In questo video viene illustrato il Team Bulding in tre semplice fasi essenziali e chiare:

1)   Il linguaggio del gruppo che i membri apprendono e utilizzano insieme;
2)   La fluida espressione dello stesso linguaggio attraverso l'esercizio dello stesso;
3)    Il raggiungimento dell'armonia tra i membri che rende ancora più forte e unico il linguaggio del gruppo.

Gli ottimi effetti del lavoro si sentono, poi, sul corpo e sulla psiche dei partecipanti, che com'è noto, sono molto interlacciati. Se il lavoro è stato buono lo stesso gruppo avrà un solo corpo e una sola psiche, pur nelle diversità individuali. Ma in questo caso bisogna esser bravi a togliere in ciascuno il tanto superfluo che c'è. Grande giovamento ne traggono quindi tutte le relazioni sociali tra i membri che a questo punto non fanno fatica ad interagire tra di loro.
Ecco riassunto il senso di questo lavoro con una mappa mentale:



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Di Giuseppe (del 15/04/2008 @ 10:02:13, in Segnalazioni, linkato 484 volte)
Roma, 14 apr. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Samuel Beckett non finisce mai di affascinare gli appassionati non solo di teatro, ma di letteratura in generale, offrendo in continuazione spunti nuovi e punti di vista differenti. La sua sperimentazione del linguaggio e la sua nuova percezione della drammaturgia, che hanno rivoluzionato l'idea di teatro, saranno al centro del convegno internazionale "Beckett in Rome", il 17, 18 e 19 aprile all'auditorium "Ennio Morricone" dell'Universita' di Tor Vergata.
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Di Giuseppe (del 10/04/2008 @ 16:25:27, in Spettacoli, linkato 908 volte)
Sarò il Maestro di cerimonia al Trofeo città di Roma dei Match d'improvvisazione teatrale che comincia stasera al Classico Village, un locale molto conosciuto dai giovani nella zona San Paolo. Mi è già accaduto di essere arbitro dei Match quest'anno a Pesaro e di nuovo maestro di cerimonia a Casarano (Lecce).

Questo campionato segna i venti anni dei Match d'improvvisazione teatrale in Italia da quando, nel 1988, Francesco Burroni li importò dal Canada, loro terra natìa, dove sono nati nel 1977. I match d'improvvisazione non sono un incontro aperto, una jam session di attori provenienti dalle più svariate esperienze. Non sono nemmeno una corrida di dilettanti allo sbaraglio o una "macchina di gag". Il match è uno spettacolo improvvisato dove non ci sono testi né regia né personaggi, nulla di preparato insioma. E si svolge all'interno della cornice sportiva che prende ispirazione dall'hockey su ghiaccio, sport nazionale canadese. Si tratta di una formula ben collaudata che in molti hanno cercato di copiare ma non con lo stesso successo. Ci vogliono degli attori professionisti ben formati ed esperti per giocare in questo tipo di spettacolo che è diffuso in molti paesi del mondo come Canada, Francia, Brasile, Svizzera e tanti altri. Per questo ritengo che Ale e Franz in Buona la prima non siano all'altezza.

Lo spettacolo si svolge tra due squadre che si affrontano con un arbitro che fornisce i temi, i tempi e le categorie delle improvvisazioni. L'arbitro è sempre pronto a fischiare dei falli se le regole non vengono rispettate come, ad esempio, il fallo di fuori tema che viene dato quando il tema non viene rispettato. Spesso i temi sono prelevati dal pubblico che li suggerisce attraverso dei foglietti o a volte anche a voce. Alla fine di ogni improvvisazione, poi, il pubblico assegna il punto con il voto alla squadra vincente.

L'obiettivo di tutto questo è di raccontare delle storie, storie che nascono nel momento e dal momento, dal grande ascolto tra gli attori in scena, dalla loro auto-regia e dall'offerta di situazioni e accidenti che tutti gli attori invocano dagli dei dello spettacolo.
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Di Giuseppe (del 04/04/2008 @ 10:59:34, in Cinema, linkato 720 volte)
Sembrerebbe che il cinema italiano sia in ripresa grazie ad una programmazione più vicina ai gusti del pubblico. Anche se, per la verità, siamo lontani dalla necessaria Rivoluzione del nostro cinema.
clipped from news.cinecitta.com
Anche nei primi due mesi del 2008 il cinema italiano, con una quota di mercato in sala superiore al 36%, conferma la nuova primavera che sta vivendo dallo scorso anno, dopo che tale quota era stata per un lungo periodo intorno al 20%. Naturale allora domandarsi se questa rinascita continuerà e se è tutto oro quel che luccica. Prova a rispondere al quesito il convegno "Dove va il cinema italiano?" - promosso dall'Osservatorio Cinema diretto dal regista Roberto Faenza e tenutosi a Roma presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza.
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