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Di Giuseppe (del 25/08/2008 @ 10:52:43, in Mind mapping, linkato 455 volte)

“L'oscilloscopio ha portato all'invenzione della televisione e, allo stesso modo nel campo delle scienze dell'educazione, le mappe concettuali possono assumere un'importanza fondamentale nell'aiutare gli studenti a imparare e a creare nuove conoscenze”(p. 115, Joseph Novak, L'apprendimento significativo, Erickson).

 

Le mappe concettuali sono dunque quello che l'oscilloscopio è stato per la televisione: una tappa tecnologica intermedia per giungere ad un uso pratico e diffuso di una tecnologia. Come tali sono uno strumento suscettibile di portare a nuovi e più specifici strumenti. Sono suscettibili di miglioramenti che, è ovvio, dipendono da cosa vogliamo farne noi utilizzatori. Come sempre le aziende saranno capofila in questo, costrette come sono a risolvere problemi. Saranno loro, con le loro necessità, a pervenire a nuovi sviluppi delle mappe concettuali. Di sicuro hanno bisogno di metodi di apprendimento e di creazione di nuove conoscenze. L'augurio è che la scuola, una volta tanto, ascolti questi bisogni che vengono dai creatori di conoscenza che sono le imprese.  La scuola, da parte sua, fornisce strumenti e metodi, ma purtroppo spesso lo fa in modo avulso dalle necessità e dai bisogni di ogni giorno. Nella direzione dello sviluppo dell'apprendimento vanno le mappe concettuali i cui concetti sono reperibili nei motori di ricerca oppure il loro utilizzo nei programmi di Intelligenza Artificiale. Innovazioni importanti potrebbero venire dalla sezione “Sistemi di conoscenza” della NASA, il cui direttore Kenneth Ford, ha collaborato con Joseph Novak, il creatore delle mappe concettuali, all'università del West Florida.

 

Ma non sono da trascurare possibili innovazioni dal cosiddetto “garagismo” come l'home computer di Steve Jobs. Può darsi che qualche ricercatore o insegnante o formatore presto tiri fuori un nuovo strumento che applicherà ancora di più e meglio l'apprendimento significativo che è alla base delle mappe concettuali. Qualcosa di analogo sta avvenendo con la proposta di Alberto Scocco delle Solution Map, un'applicazione che rappresenta un'evoluzione di mappe sia mentali sia concettuali. Tutto dipenderà da cosa vogliamo ottenere e da quanto ci investiremo. Il punto, come sempre, è cosa stiamo cercando. E può darsi che una piccola e all'inizio insignificante invenzione diventi determinante.

 

L'esigenza fondamentale oggi è “imparare ad imparare”, l'apprendimento continuo che se applicato a suo tempo sul finire degli anni '80 avrebbe evitato la chiusura di molte aziende e l'ondata di disoccupazione che ci fu. In questo le mappe concettuali sono lo strumento migliore. Sono quelle che, quasi alla lettera, ci cambiano la testa: ci consentono di immagazzinare le informazioni nella profondità della nostra struttura cognitiva. Immagazzinare, richiamare le informazioni e associarle a quelle nuove in arrivo: sono queste le operazioni fondamentali in tutte le attività umane, anche in quelle che sembrano richiedere solo lo sviluppo delle conoscenze psicomotorie come negli sport o nelle abilità manuali, fisiche, ecc. Ecco perché l'internet e l'Intelligenza Artificiale, che vivono di informazioni, sono i due campi meglio deputati all'uso delle mappe concettuali. Quindi il percorso da seguire è la loro interazione con il cervello umano. Si tratta di qualcosa di analogo alla mediazione eseguita dai concetti assimilatori che richiamano i neuroni che contengono le informazioni simili a quelle che abbiamo selezionato perché necessarie al nostro processo di apprendimento.

 

Di recente alcuni ricercatori hanno impiantato le cellule cerebrali del cervello di un topo in un robot. Questo esperimento la dice lunga sulla necessità dell'Intelligenza Artificiale di far tesoro dei processi di conoscenza da parte dei neuroni, ancora insostituibili. Si tratta di esperimenti e come tali sono degli eventi creati dai ricercatori per confermare o correggere delle teorie. E' probabile che porteranno ad una più stretta e rivoluzionaria integrazione tra uomo e macchine. Ma il vero tesoro della conoscenza ce l'abbiamo in testa ed è il nostro cervello nel quale più che l'intelligenza conta l'integrazione tra sentimenti (ed emozioni), pensieri ed azioni. Finché non ci sarà una macchina in grado di sentire l'apprendimento resterà il grande privilegio e la grande responsabilità degli esseri umani. E' questa la chiave di tutto l'apprendimento perché capace di farci accrescere conoscenza e potere o di distruggerci. Gli artisti e gli atleti più di tutti hanno bisogno di integrare emozioni, pensieri ed azioni, di tenerli sotto controllo e di esprimere attraverso di essi il sotto-testo delle loro partiture fisiche ed artistiche. Novak ha provato come le mappe concettuali aiutino questo processo perché rendono esplicite le componenti in gioco e la loro interazione. Quindi oltre all'utilizzo delle mappe concettuali è evidente la necessità dello sviluppo delle capacità psicomotorie che sono quelle che richiedono e rendono possibile questa integrazione. Ecco perché anche coloro che fanno vita di ufficio hanno bisogno di sviluppare il corpo oltre che la mente. E oggigiorno c'è la fortuna di poter fare molta attività fisica all'aperto o nelle palestre. Nelle aziende stesse ha fatto ingresso con successo il teatro d'impresa che è la disciplina principe in questo percorso. Ed allora la mente che apprende con le mappe concettuali e con le tecniche del teatro d'impresa è quella più pronta ad “imparare ad imparare”. Lo è perché non apprende le nuove informazioni in modo meccanico o approssimativo, le fa sue, le lega a ciò che sapeva già. E' lo stesso atteggiamento dell'allievo descritto da Eugenio Barba ne L'arte segreta dell'attore (Argo) che dell'esperienza fatta con i maestri sa cogliere la qualità fondamentale che deve conservare un certo grado di complessità tale che non determina il sacrificio dei due poli così importanti nella vita dell'attore come Animus e Anima che lo stesso Barba definisce la “doppia e affilata natura dell'energia individuale”. “La qualità di energia di Chaplin” ad esempio sempre per Barba “è morbida, tipicamente anima(...) In Anna Magnani prevale invece la qualità animus.” In definitiva “Animus e Anima (...) indicano i due piatti di una bilancia, una concordia discors, una interazione fra opposti, che fa pensare ai poli di un campo magnetico, alla tensione fra corpo e ombra” da non connotare con la distinzione tra uomo e donna.

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Di Giuseppe (del 09/08/2008 @ 11:05:10, in Diario, linkato 424 volte)

Chi ha visto la cerimonia delle aperture delle Olimpiadi di ieri, 8 agosto, ha avuto un bell'aggiornamento dei popoli e dei paesi della terra. in fondo occasioni come questa ci danno anche questa possibilità no? E' anche una grande posibilità di veder sfilare le bandiere del mondo. Ed allora ti accorgi della vastità e della varietà del nostro bel pianeta che è proprio un gran bel macrocosmo.

Anche io ero quindi fra i tanti telespettatori di quello che è stato un grande spettacolo televisivo. Non è tenendo spento il televisore che si può affrontare la questione dei diritti in Cina. Dal mio microcosmo osservavo volti, genti e popoli della Terra. Poi ho spento la televisione e la sera sono andato in campagna, vicino al posto di questa foto qui in alto (dall'album di Blaster): uno scorcio della villa Carissimo a san Cosimo alla Macchia (Oria, Brindisi). E ho ripensato alla storia millenaria della Cina rappresentata a spezzoni. Ed è nel raggio di 2-3 km da questo posto che trascorrerò il resto dei giorni di agosto. Lontano dal mondo? Fuori da tutto?

Nel mio microcosmo mi sento invece più che mai dentro al mondo, dentro le sue questioni, i suoi drammi e le sue tensioni. Ma anche in mezzo alle sue meravigliose ricchezze. Mi sento in vacanza al centro del mondo, memore di quello che dice il Tao: anche sulla soglia della porta di casa puoi conoscere tutto il mondo (cito a memoria). Quando a settembre tornerò in quell'altro macrocosmo che è Roma, dove ora vivo, avrò nuove conoscenze e chiavi per aprire nuove porte. E chissà forse anche io un giorno come Marco Paolini potrò fare uno spettacolo sul macro e microcosmo.

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