Non è compito dello psicologo capire quello che non capisce. Noi non faremo i ciarlatani e diremo francamente che a questo mondo non si capisce niente. Sanno tutto e capiscono tutto solo gli sciocchi e i ciarlatani… Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbero Socrate e Voltaire.
Di Giuseppe (del 28/02/2009 @ 17:51:52, in Eventi, linkato 566 volte)
Può una piccola idea, nata un paio di
settimane prima del proprio compleanno diventare un evento in rete, coinvolgere
altre persone e soprattutto diventare un punto di riferimento per idee e
progetti per il futuro?
L'idea L'idea è nata dai messaggi di auguri che in tanti usano scrivere nelle
bacheche del festeggiato di turno, specie in Facebook che ricorda ogni giorno i
compleanni dei propri contatti. Ma è nata anche da una considerazione sui tempi
che stiamo vivendo, tempi di crisi e di licenziamenti e di
duro
lavoro per chi resta. Così un lavoro bisogna reinventarselo spesso. E' tempo
di progetti, insomma. Così, perché non dedicare il proprio compleanno allo
sviluppo di idee, progetti e relazioni, ho pensato? Perché non sfruttare questa
occasione?
Che cos'è Non Auguri Ma Progetti è stata una giornata, il 25, febbraio in cui delle
persone si sono incontrate in rete e hanno condiviso delle
risorse. E
poi hanno discusso insieme nella
chat pubblica del sito web. Queste persone si sono incontrate per:
un'idea nuova da scambiarsi;
una proposta di collaborazione;
un progetto nuovo da realizzare insieme;
un consiglio;
un approfondimento delle reciproche
attività;
contatti da scambiarsi
.
ed altro ancora. Grazie a questa giornata
ora è un progetto embrionale. Ha infatti suscitato entusiasmo, voglia di
rivedersi e di organizzare altre eventi non solo online ma anche offline.
I temi Il primo tema della giornata, nel programma, è stato l'apprendimento
significativo. Mi è sembrato infatti necessario ancor prima di cominciare a
pensare a qualsiasi nuovo progetto rivedere il proprio approccio nei confronti
dell'apprendimento. Spesso non riusciamo ad orientarci nelle scelte di vita e/o
professionali perché ci mancano gli strumenti per "apprendere ad apprendere".
E con una preparazione scolastica, mnemonica pretendiamo di affrontare i
problemi più o meno grandi che ci si presentano d'avanti. Proprio alla gestione
dei problemi ho deciso di dedicare un secondo tema. Il problem solving è dunque
stato il secondo tema della giornata. Ed esso si lega all'apprendimento
significativo nella misura in cui il sapere recupera quanto è stato proposto e
quanto sappiamo di un argomento e lo valorizziamo con delle mappe del pensiero
ai cui rami a cui via via leghiamo le nuove conoscenze. Le mappe del pensiero,
quindi, come terzo elemento della nostra giornata nell'ottica dell'impiego di
tutte le risorse che un essere umano utilizza nell'acquisire e usare le
informazioni: sentimenti, esperienze, stati d'essere, percezioni ecc.
Diventa allora importante la piena soddisfazione delle persone nelle nostre
relazioni con loro. Ecco perché la quarta discussione della giornata l'ho voluta
dedicare alla customer satisfaction, la soddisfazione dei clienti.
Gli argomenti La giornata si è aperta con una sorpresa per tutti i partecipanti alla chat
pubblica: Knol, ovverossia l'unita di conoscenza. E' un
progetto di Google per
la realizzazione di articoli individuali ma non anonimi come succede in
Wikipedia. E' in beta dal luglio 2008 e consente di creare e gestire in maniera
semplice i propri articoli.
Sergio Casiraghi, un illuminato insegnante di
Sondrio,
ne ha dedicato uno proprio alla nostra giornata. Così appena è arrivato
in chat la mattina ha incuriosito tutti. E ha introdotto la chiacchierata che ci
siamo fatti con Alberto Scocco, l'autore di un
ottimo manuale sulle
mappe del
pensiero. La discussione è passata, infatti, ad accennare alle varie tipologie
di mappe e alla loro interazione con i database. In effetti il ponte tra questi
ultimi e le mappe del pensiero sono gli
ERM (Entity-relationship
model). Roba da ingegneri informatici, comincerà a pensare qualcuno ora. E
invece no, stiamo sempre nel campo dell'Humanistic
Management: i campi umanistici verso i quali il mondo dell'economia e delle
imprese si apre ma anche l'acquisizione di conoscenze informatiche ed economiche
da parte dei "letterati". Un manager umanistico che usa diverse discipline e le combina insieme nell'arte
del problem setting, di cui è maestro, è
Umberto Santucci che ha partecipato
alla giornata. E' stata una buona occasione per una lezione interattiva sul
problem solving strategico: un metodo di soluzione dei problemi che proviene
dalle psicoterapie brevi strategiche. Ne parla anche nel suo libro Fai luce
sulla chiave (L'Airone). Il suo nucleo sono le tentate soluzioni disfunzionali
che Santucci definisce come "tutto ciò che finora si è fatto o non fatto e che,
invece di risolvere il problema, lo mantiene e lo aggrava". Il metodo esamina
"il problema come processo percettivo/reattivo di sé, degli altri, del mondo, e
cerca di cambiare questo processo in senso costruttivista, ovvero portando il
cliente a costruire una realtà più vantaggiosa, cambiando il suo punto di
vista". C'era aria di capire come pensare a un nuovo progetto, si respirava
un clima di
cambiamento. E si è quindi tornati sulle mappe sia fisiche sia mentali con
un link commentato da
Roberta Buzzacchino a proposito di quanto in rete gira di
nuovo su questo argomento. In particolare Roberta ha segnalato anche lo
screebing: il
prendere appunti in maniera grafica. E' uno dei cavalli di
battaglia di Roberta che non a casa realizza le sue mappe mentali solo con
pennarelli e carta, non in modo digitale quindi. Solo in un secondo momento le
passa sotto lo scanner. Prima di intervenire ne ha realizzata una speciale per
la giornata. Anche con lei si respirava aria nuova nella maniera in cui con i
suoi laboratori gli allievi passano dal pensiero testuale al pensiero visivo che
rende molto di più e permette de gestire molto meglio il sapere. Ed allora
cerchiamo di essere visivi anche noi inserendo qui sotto la sua bella mappa.
Come abbiamo visto a proposito dei
temi, una mappa mentale coinvolge tutte le facoltà e tutti
i talenti delle persone. Ne coinvolge quindi l'emotività e la percezione della
realtà. Nell'erogazione di prodotti e servizi e corsi di formazione bisogna
tener presente che "the customer is the king",
come ci ha ricordato Manlio Castronuovo. Occorrono servizi pre e post
vendita: un investimento duraturo nel tempo. Un cliente soddisfatto è un cliente
fedele che diffonde un'immagine positiva della nostra marca. Da non dimenticare
che vendere a un cliente fedele costa meno e rende di più che vendere a un nuovo
cliente. La discussione è stata ancora più interessante perché vi ha partecipato
Jole Rotello che ha voluto misurarsi con noi sul modello di business che sta
seguendo per lanciare la nuova realtà radiofonica web based di Radio Volere
Volare.
Il seguito Il seguito della giornata del 25 febbraio è già una realtà con una
bella
recensione scritta da Sergio Casiraghi. Ma anche con questo post e con altri
ancora che seguiranno. Nei prossimi giorni, poi, lancerò un follow up a cui
siete tutti invitati per dire la vostra sulla giornata e su come ciò che è stato
seminato può essere al meglio coltivato. Ma per questo vi invito ad utilizzare
già adesso lo spazio dei commenti qui sotto. Ho già in mente dei prossimi
eventi, ma prima esprimi i tuoi dubbi, le tue idee, le tue richieste. Partecipa
anche con un breve commento a questo progetto collettivo. E intanto è in
preparazione una breve
guida gratuita sulla gestione dei problemi.
Di Giuseppe (del 28/02/2009 @ 09:36:39, in Mondo, linkato 658 volte)
Non
contenti di avere da tempo la bronchite cronica ora ci becchiamo anche la
polmonite. E’ normale che ci sentiamo soffocare, non riusciamo più a respirare,
non abbiamo più aria, i vasi sanguigni non hanno più ossigeno e in breve tempo
moriamo. Su un fisico già malato e indebolito si viene a innestare un nuovo
attacco batterico che può essere fatale, come quando degli anziani con altre
patologie si beccano un’influenza che peggiora il quadro clinico e rischia di
farli morire. E’ quello che sta accadendo al tessuto imprenditoriale italiano,
specie ai distretti industriali. Prendiamo ad esempio i distretti della sedia e
del salotto, di cui ha parlato
Presadiretta di
Riccardo Iacona nella
puntata del 15 Febbraio. Entrambi sono in una situazione difficile da anni con calo delle
commesse e quindi dei fatturati con le conseguenze della cassa integrazione e
dei licenziamenti. La loro situazione ha messo in seria difficoltà i contoterzisti che spesso ricorrono al cottimo, al lavoro in nero e alla truffa
dei lavoratori ufficialmente in cassa integrazione ma in realtà richiamati a
lavorare. Su questa situazione si è innestata l’attuale crisi finanziaria
internazionale. Questi distretti hanno perso molte commesse internazionali e ora
tante aziende hanno chiuso, molte rischiano di chiudere e altre ancora hanno
gravi difficoltà. I pianti di alcuni imprenditori che provano a resistere non
sono generiche lamentele di circostanza ma sono veri. Molti di loro stanno per
rimettere tutte le loro proprietà perché esposti nei confronti delle banche che
hanno reagito alla crisi erogando ancora minor crediti di quanto facevano in
passato. Non meraviglia, quindi, che in tanti ricorrono e continueranno ancora
di più a ricorrere all’usura. La grande impresa della criminalità organizzata
prolifica ancora di più in situazioni di questo genere. Ma è come se il nostro
malato cronico che sta soffocando per la contemporanea bronchite e polmonite si
tagliasse la gola per far entrare aria nell’organismo. Lascio immaginare quali
sono le conseguenze.
La classe operaia torna in paradiso quindi. Cosa vuol dire questo titolo? Quando
mai la classe operaia è stata in paradiso? Piuttosto non è stata all’inferno? E
poi non è ormai anacronistico parlare di classe operaia dopo che ormai il
comunismo è stato pressoché abbandonato nel mondo? Il paradiso della classe
operaia era il sogno di Gian Maria Volonté nei panni di un operaio nel film
La
classe operaia va in paradiso. Questo sogno che racconta alla fine del film
è l’ultima disperata consolazione rispetto alla condizione di lavoratori a
cottimo, specie dopo le tante lotte per combatterlo andate fallite. Fin
dall’inizio del film si vedono gli operai di una fabbrica, che forse fabbrica
armi ma nessuno lo sa, che lavorano con ritmi produttivi molto intensi e che
spesso vengono ridotti ancora di più dalla produzione. In particolare c’è un
operaio di gran lunga più svelto di tutti presso qualsiasi macchinario che viene
preso come metro di misura per il cronometraggio della produzione dei vari
pezzi. Gli altri operai devono produrre un singolo pezzo secondo il ritmo
stabilito dallo stakanovista. Ed allora li si vede lavorare ai macchinari con
tempi molto alti, inumani.
Oggi quel poco che resta della classe
operaia torna in paradiso nel senso che è costretta a fare il lavoro di tutti
quelli che sono a casa licenziati o in cassa integrazione. In molte fabbriche
negli ultimi tempi c’è stata una drastica riduzione del personale. E’ vero che
la quantità di prodotti da realizzare è diminuita ma è anche vero che quelli che
restano devono produrre quattro, cinque volte di più di quello che dovevano
produrre prima. Quindi lavorano molto più in fretta, non fanno pause, si
affaticano e quindi si usurano e si ammalano di più che in passato. E spesso si
infortunano più di prima fino ad arrivare agli infortuni mortali. E’ noto come
questi ultimi stiano aumentando di molto negli ultimi tempi nonostante le
sbandierate politiche sulla sicurezza nei posti di lavoro. Ma questi infortuni
sono spesso il frutto proprio di questi ritmi non umani, dello stress che ne
consegue, quando non sono anche il frutto di un “risparmio” sulle dotazioni di
sicurezza e sulle condizioni di lavoro. Non meraviglia il fatto che la gran
parte di questi morti bianche provenga dal settore dell’edilizia, uno dei
settori che è più in crisi in questo periodo. Ora in questi cantieri si sta
investendo nell’adeguamento alle norme e nella formazione del personale per
prevenire gli incidenti. Ma la realtà è che il personale è diminuito e quindi
occorre produrre di più nell’arco della giornata e quindi fare più velocemente
una serie di operazioni che invece richiederebbero maggiore attenzione per non
esporsi a situazioni di pericolo.
Di Giuseppe (del 26/02/2009 @ 09:45:08, in Eventi, linkato 459 volte)
Ieri c'è stato l'online meeting
Non Auguri Ma
Progetti. E' stata una gran bella giornata. Prima di tutto perché sono stato
in compagnia di amici cari, vecchi e nuovi. Sono grato a tutti quelli che
sono venuti nella chat pubblica dell'evento. Ma anche a coloro che pur non
potendo esserci hanno scambiato comunque con me nei giorni precedenti idee,
progetti e messaggi. L'evento ha portato dei frutti che metterò a disposizione
di tutti un po' alla volta nei prossimi giorni. Presto, nel week end, scriverò
un articolo per parlare dei contenuti e delle idee che sono venute fuori. Ci
sarà anche un Follow Up dell'evento. Vi comunicherò la data, siete tutti già
invitati. Per oggi, intanto, voglio pubblicare un bell'articolo di
Sergio
Casiraghi che rende bene l'obiettivo e lo spirito della giornata. Spero mi
scuserà se mi sono permesso qualche grassetto qua e là. L'immagine che vedete
qui sopra è una videata del suo
quaderno di informatica realizzato con Knol. Si vedono in primo piano il
logo dell'evento e la bella mappa realizzata per l'occasione da Roberta
Buzzacchino.
«Non
auguri, ma progetti per il futuro!»
Ho pensato a questo come miglior regalo per il compleanno di mia moglie. In
questo mese, che oggi termina, c’è stato il compleanno di diverse persone a cui
tengo molto, ed anche quello di altre che prima non conoscevo, come
Giuseppe Vitale che sa recuperare
alla narrazione problemi buoni ed
interessanti. Un compleanno è sempre una festa come tante, che volete che
sia. E invece no. Questa data può risultare molto importante per il festeggiato
e potrebbe esserlo anche per te che leggi e per tutti coloro che, oltre al
piacere di ricevere auguri, vogliono dedicare la giornata del proprio compleanno
a raccogliere idee, spunti, progetti e proposte. Grazie ai calendari dei
social network (vedi Facebook), dove si tengono i contatti con gli amici, in
tanti lasciano messaggi di auguri nelle bacheche del festeggiato di turno.
L'idea di sviluppare questo evento, che potrete anche voi copiare e migliorare,
è quella di chiedere magari un'idea nuova (non costa niente, ma può cambiare la
vita), una proposta di collaborazione, un progetto nuovo da realizzare insieme,
un consiglio, un approfondimento sulle reciproche attività in corso, contatti da
scambiarsi, … e molto altro ancora. Avete mai sentito qualcuno che non ha
problemi? Sentir parlare di problemi o peggio andar in giro a raccontarli, così
come fa il “problem teller” Giuseppe Vitale, può sembrare una pura perdita di
tempo. Eppure, se vogliamo, insieme possiamo impegnarci a risolverli
condividendoli, sollevandoci dal fastidio il prima possibile.
L’idea è che siamo tutti sulla stessa
barca. Un po' di esperienza, crescendo, è probabile che uno se la sia fatta e
quel che più importa è che abbia imparato ad apprendere dall'esperienza, nel
senso che sappia recuperare ciò che ha fatto maturando la capacità di farne
tesoro. Si può “imparare ad apprendere" come anche l'apprendimento
significativo insegna a fare. Così Giuseppe Vitale ha programmato per il suo
compleanno, in orari concordati, chat pubbliche con
Alberto Scocco, esperto di Mind
Mapping, dalle ore 11; con Umberto
Santucci, esperto di problem solving strategico;
Manlio Castronuovo, esperto di sviluppo
competitivo delle piccole e medie imprese; con
Roberta Buzzacchino, ,
esperta di mappe mentali e pensiero radiale, dalle ore 15; ed altri delle
comunità XING e
Facebook. Tutte
persone vere, molte sconosciute, che attraverso la rete hanno pensato ad
un regalo di buon compleanno diverso.
Chi l’avrebbe mai detto, più di 50 anni fa,
quando Internet era ancora in embrione che oggi avremmo dovuto confrontarci con
la libertà di espressione passando per la rete? Dietro l’angolo si vede
la minaccia ai netizen, con i provider pronti a seguire il crinale che divide la
libertà di espressione e il reato di opinione anche in Italia come già avviene
in Cina, dove Internet è diffusa col filtro. Provate anche voi la censura
installando il China Channel.
Di Giuseppe (del 25/02/2009 @ 09:30:30, in Eventi, linkato 314 volte)
Oggi si svolge l'online meeting
Non Auguri Ma
Progetti, la "cassa depositi e prestiti delle idee". E' un'intera giornata,
dalle 10:30 alle 18:00 dedicata a questi temi:
come apprendere dall'esperienza;
come "imparare ad imparare";
il problem solving strategico;
le mappe del pensiero.
Il programma completo è disponibile in un
articolo.
In questo post, poco prima di cominciare, voglio dare cinque motivi per cui è
importante esserci:
perché ci saranno tutti insieme
esperti di mappe del pensiero, di problem solving e di sviluppo
competitivo delle imprese;
per cominciare a costruire insieme la
prima project community;
perché simili occasioni di
incontro a distanza e con tante risorse non capitano tutti i giorni;
perché anche tu puoi portare:
i propri problemi;
i propri progetti;
i propri dubbi;
la propria curiosità.
per iniziare a imparare a pianificare
le proprie risorse.
Due che hanno compreso tutto questo sono
Sergio Casiraghi, insegnante di Sondrio, che ha dedicato
un bel knol alla giornata. E Roberta Buzzacchino, ospite che intervisteremo
alle 15, che ha realizzato la
mappa
della giornata e
ne ha parlato nel suo blog.
Di Giuseppe (del 24/02/2009 @ 12:29:31, in Management, linkato 653 volte)
Che cos'è la soddisfazione del cliente? Perché è
importante? Come si misura? Ne parlerà domani,
Manlio Castronuovo che da venti anni si occupa di marketing e di sviluppo
competitivo delle imprese. E' ora di capire che la soddisfazione del cliente è
un investimento duraturo nel tempo, un buon affare per oggi e domani.
L'appuntamento è per domani alle ore 14 nella chat pubblica di
Non Auguri Ma
Progetti. Per preparare la chiacchierata che faremo con lui e durante la
quale potremo rivolgergli tutte le domande che vogliamo Manlio ha preparato una
breve introduzione che si può ascoltare qui di seguito e che dura 10 minuti. Gli
iscritti a Facebook possono ascoltarla
collegandosi al post.
Il
senso comune dice che un problema è una specie di disavventura, di sfortuna, di
catastrofe quasi. Quando qualcuno dice che c'è un problema la prendiamo come
qualcosa che non doveva esserci, tutto doveva filare liscio. Per il senso comune
in pratica è
qualcosa
che va storto. E' come se stiamo infilando un cassetto nell'armadio e un
chiodino o qualsiasi altra cosa ci impedisce di farlo. E' come se stiamo
realizzando un vaso al tornio e il nostro vaso ne esce deforme. Eppure qualche
volta sentiamo parlare dei problemi di chi ha tanto denaro, ad esempio, o di chi
ha una vita felice in coppia: i problemi di quando le cose vanno bene. Ed in
quest'altra occasione esclamiamo: vorrei averli io quei problemi! Qui
entra in gioco un'altra accezione del problema come conseguenza di uno
stato o di una condizione o di un'azione. Il problema cessa di diventare un
blocco, qualcosa che ottura la pompa dell'acqua quando annaffiamo le piante e
diventa qualcosa da tenersi o da affrontare, arrivati in una certa situazione.
Se devo andare ad incassare una grossa somma di denaro il trasportarla con
sicurezza sarà il mio problema che, però, a differenza di prima accetto
volentieri.
Ma il problema è ancora di più. E' qualcosa
di ancora più positivo. Quello che spesso vediamo di un problema è solo la punta
dell'iceberg. Il problema è in realtà un'opportunità travestita, come
dice Paul Hawken.
Pensiamo, ad esempio, alle grandi crisi finanziarie come quella del 2008-2009 e
come quelle del passato: la crisi petrolifera del 1973 ad esempio o la Grande
Depressione del 1929. Queste crisi come altre ancora rappresentano
un'opportunità perché consentono di abbandonare abitudini e meccanismi sbagliati
e perversi e di fare delle scelte più mirate e adeguate ai tempi e alla
situazione. “Il problema è qualcosa che prima o puoi può essere risolto” scrive
Umberto Santucci. E ancora: “il
problema è una struttura euristica che istruisce un processo di ricerca
con lo scopo di arrivare ad una soluzione”. E quindi, fatto il problema, trovata
la soluzione potremmo dire. Un vero problema è sempre qualcosa che contiene in
sé la soluzione. Con Aristotele potremmo dire che il problema è la soluzione in
potenza e la soluzione è il problema in atto. Ogni problema contiene dentro di
sé la soluzione, come i blocchi di marmo per Michelangelo contenevano già la
statua che lui tirava fuori, liberava. I problemi sono i nostri bei blocchi di
marmo di Carrara che aspettano là davanti a noi che li trattiamo con la nostra
arte. Siamo noi che affrontiamo i problemi i veri artisti di oggi!
Proprio Umberto Santucci sarà
ospite di "Non
Auguri Ma Progetti", l'evento online del 25 febbraio dedicato al
Problem Telling, oltre che alle
mappe del pensiero. E' un'occasione aperta a tutti per capire più da vicino
che cos'è e come funziona il problem solving strategico.
Di Giuseppe (del 21/02/2009 @ 18:28:52, in Progetti, linkato 705 volte)
Mercoledì prossimo, 25 Febbraio, presenzierò Non Auguri Ma
Progetti: l'evento online di cui sono organizzatore e amministratore. E'
un'intera giornata, dalle 10:30 alle 18:00 dedicata a questi temi:
Ci sarà a disposizione una
chat pubblica a cui
parteciperanno alcuni ospiti, professionisti di successo, a cui potremo fare
tutte le domande che vorremo. Ecco il programma:
L'evento si segnala come una "cassa
depositi e prestiti delle idee" e vuole essere un modo alternativo per
festeggiare un compleanno. Oltre alla chat ci sono altre risorse ed attività in
programma per la giornata:
Prepara perciò la tua
curiosità, metti in programma le tue idee, metti in cantiere i tuoi
progetti. Se lo farai il 25 febbraio dalle 10:30 alle 18:00 sarai
protagonista anche tu di
Non Auguri Ma Progetti.
Di Giuseppe (del 20/02/2009 @ 11:53:51, in Storie, linkato 249 volte)
Leader cercasi. Il leader è morto, ci serve un altro leader. Quello che avevamo è morto non perché era malato ma perché era mal consigliato e avido. A chi state pensando? A Veltroni? Giusto. A Berlusconi? Ancora più giusto. Ma non è morto però, è ancora vivo e vegeto e in piedi. Per ora, aggiungo io. Leader con minor culto della personalità di Berlusconi hanno fatto una brutta fine. Figuriamoci il megalomane Berlusconi. La sa caduta sarà la più rovinosa di tutte.
Di Giuseppe (del 18/02/2009 @ 18:41:23, in Diario, linkato 273 volte)
L'inverno per i contadini fino a venti o trent'anni fa, o
per quelli che sono rimasti a coltivare la terra, era ed è il tempo per la
semina e, quando pioveva, di piccoli lavori di manutenzione in casa o,
casomai, di attesa. Intanto sottoterra i semi che sono stati seminati sul finire
dell'autunno iniziano a germogliare. Poi pian piano il germoglio inizierà a
cercarsi ciò che lo alimenterà con la radici e la luce in superficie. Per le
strutture turistiche e ricettive l'inverno è il tempo per eseguire una serie di
lavori in modo da esser pronti ad offrire ospitalità ed accoglienza a partire
dalla primavera. Molti operai sono all'opera per riparare soffitti, controsoffitti, pavimenti, impianti ecc. Nell'apparente immobilità d'inverno c'è
un lavorìo, un certo fermento, la natura e l'economia che continuano il loro
corso per vestirsi a primavera di nuovi colori. E questo anche quest'anno, il
2009. Nonostante la crisi. Anzi questa crisi se da una parte ha fermato i soliti
traffici e ha fatto chiuder bottega a tante persone, dall'altra sta generando un
nuovo rimescolamento. Questo provoca da una parte inquietudine ed agitazione ma
dall'altra mette in moto nuovi progetti, nuove idee. Subito dopo la tempesta c'è
una strana calma. Poi si fa la stima dei danni. E poi ancora si sentono i
muratori che inchiodano gli assi per nuove costruzioni. Così è sempre stato e
così sempre sarà. C'è un tempo per le lacrime, che ci stiamo lasciando alle
spalle, e c'è un tempo per rimboccarsi le maniche.
Era solo ieri che il paese si
divideva tra i favorevoli al distacco dell'alimentazione forzata a
Eluana
Englaro e i contrari. Ora il suo corpo è in pace sotto la neve, sottoterra. Ma
non è lì per rimanervi per sempre. La vita rinasce. Questa è la speranza non
solo dei credenti nella risurrezione. Tutti condividiamo la fiducia nella vita
che continua e siamo ottimisti nonostante la ragione ci dica con chiarezza che
viviamo tempi piuttosto duri. Ci sarà occasione di tornare su questo argomento
sul quale sto scrivendo qualcosa che metterò all'attenzione dei miei lettori
presto. E' un tempo di fermento anche per me che scrivo, di lavorìo, di
cambiamenti e di progetti che sono germogliati e che vedremo sbucare dalla terra
in primavera. E' il tempo della buona macerazione dentro la mia testa, il mio
cuore, il mio stomaco, il mio corpo tutto. E' il tempo della pesantezza che
diverrà man mano quella leggerezza con cui Guido Cavalcanti spicca il suo salto
raccontato da Italo Calvino nelle Lezioni Americane. Mi fa specie che
proprio ieri la leggerezza di Calvino sia stata profanata da un presentatore "televisivistico"
per introdurre Roberto Benigni. Mai presentazione è stata più infelice. C'era
una volta un ometto tutta grinta e comicità e conoscenza dell'Orlando Furioso
a memoria che rivoluzionò la storia della televisione. C'era una volta un
giullare. Quel che rimane di lui è un buffone che è quello che ci fa ridere del
re ma non difende i deboli. Benigni ci ha fatto molto ridere di Berlusconi. Ma
nessun cenno al processo Mills. Molto meglio Maurizio Crozza, un giullare ieri e
non un buffone, che poco prima a Ballarò ha ricordato che il co-imputato nello
stesso processo era Silvio Berlusconi, almeno fino al lodo Alfano che sospende
ogni processo per le alte cariche dello Stato. Ed allora il trionfante
Berlusconi per l'esito elettorale della Sardegna in realtà sarebbe dovuto
apparire in un tribunale che certamente lo avrebbe condannato: Mills è stato
condannato perché corrotto da Berlusconi appunto. Gli amici di Berlusconi lo
osannano quale grande leader e perché riesce spesso ad avere una montagna di
consensi. Gli italiani, dicono, non ne vogliono più sentir parlare di
anti-berlusconismo. E ostentano grande sicurezza. Ma scusate, come si fa
chiudere gli occhi davanti ad un fenomeno più grande di Berlusconi:
l'astensionismo che sta crescendo di elezione in elezione. E' questa la vera
grande novità dell'attuale stagione politica. Il vero tema non è il Berlusconi
si o Berlusconi no o le dimissioni di Veltroni o il ruolo di Di Pietro... tutte
sciocchezze. Gli italiani sono stanchi della casta dei politici e stanno
rimboccandosi le maniche lavorando da soli e imparando di non poter contare
sulla politica. Punto.
Ed eccoli allora all'opera come possono, come riescono, come sono abituati a
fare. Risistemano i loro punti vendita, le loro fabbrichette, tutte le loro
attività. Alcuni con la morte nel cuore perché hanno perso tutte le commesse che
avevano e che hanno permesso loro di realizzare tanto in passato. Ma tutti hanno
la determinazione in questo immenso cantiere d'inverno di avere almeno un
raccolto in estate. Io mi sento uno di loro con il mio cantiere d'inverno, con
le mie iniziative, tra cui Non Auguri Ma Progetti, la cassa depositi e
prestiti delle idee che si terrà tra pochi giorni il 25 febbraio 2009. Ed allora
questa volta vi voglio salutare con una foto a voi dedicata dalle colonne
terminali della Via Appia a Brindisi, un posto speciale, che ricorda i traffici
di grano tra il tavoliere e Roma, dei tempi antichi. Con l'augurio che tanto
raccolto, tanti buoni traffici si realizzino presto.
l'aspetto giuridico: il papa e il governo devono rispettare le leggi e la Corte Costituzionale;
l'aspetto teologico: nessun essere umano può essere forzato a rimanere in vita con mezzi eccezionali.
"Mezzi eccezionali", dice bene il teologo tedesco
Hans Kung che ha espresso oggi questa sua posizione durante l'intervista rilasciata a Lucia Annunziata in onda su Rai Tre
domenica scorsa. Vi ripropongo l'mp3 dell'intervista che potete ascoltare alla fine di questo post. Il teologo non parla di accanimento terapeutico. Su Eluana, infatti, non c'è
stato accanimento ma, di fatto, è stata tenuta in vita con un sondino naso-gastrico da dove passava l'alimentazione e l'acqua. Il papà
poteva decidere di staccarlo. Kung è stato chiarissimo su questo. E si è espresso contro
le pressioni che papa Benedetto XVI
ha esercitato per determinare l'esito della vicenda.
Joseph Ratzinger è stato compagno di studi e suo collega durante il Concilio Vaticano II. Kung lo definisce
un papa medievale. Per esempio ha studiato a lungo Agostino d'Ippona, fautore della teoria del "popolo testimone" che ha alimentato per secoli l'antigiudaismo. Ed è proprio la posizione vicina all'antisemitismo che Ratzinger condivide con i seguaci di Marcel Lefebvre, riammessi in seno al cattolicesimo.
Kung alla fine dell'intervista delinea un altro papato, un'altra chiesa. Il verbo che sceglie è "change", cambiamento. Suggerisce di guardare a Obama e al suo messaggio di "speranza concreta". Mi associo al suo appello e da
problem teller suggerisco ai cardinali della curia romana di guardare il mondo, di vedere i problemi che ha e di non pensare solo alle dottrine. Un po' di sano problem setting, miei cari, non vi farebbe male. E anche un po' di problem telling: imparate a essere narratori di buoni problemi come lo fu quel tale che dite aver fondato la vostra chiesa.