Vitale's Blog
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 Eccomi qui : - )... di Giuseppe
 
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Non è compito dello psicologo capire quello che non capisce. Noi non faremo i ciarlatani e diremo francamente che a questo mondo non si capisce niente. Sanno tutto e capiscono tutto solo gli sciocchi e i ciarlatani… Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbero Socrate e Voltaire.

Anton Checov
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\\ Blog : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Giuseppe (del 28/02/2009 @ 17:51:52, in Eventi, linkato 566 volte)

Può una piccola idea, nata un paio di settimane prima del proprio compleanno diventare un evento in rete, coinvolgere altre persone e soprattutto diventare un punto di riferimento per idee e progetti per il futuro?

La risposta è si e questa qui sotto è un'immagine della mappa mentale di bilancio dell'evento: Non Auguri Ma Progetti. Per guardarla più in grande e seguirne i link basta cliccarci sopra.

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L'idea
Che cos'è
I temi
Gli argomenti
La mappa della giornata
Il seguito

L'idea
L'idea è nata dai messaggi di auguri che in tanti usano scrivere nelle bacheche del festeggiato di turno, specie in Facebook che ricorda ogni giorno i compleanni dei propri contatti. Ma è nata anche da una considerazione sui tempi che stiamo vivendo, tempi di crisi e di licenziamenti e di duro lavoro per chi resta. Così un lavoro bisogna reinventarselo spesso. E' tempo di progetti, insomma. Così, perché non dedicare il proprio compleanno allo sviluppo di idee, progetti e relazioni, ho pensato? Perché non sfruttare questa occasione?

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Che cos'è
Non Auguri Ma Progetti è stata una giornata, il 25, febbraio in cui delle persone si sono incontrate in rete e hanno condiviso delle risorse. E poi hanno discusso insieme nella chat pubblica del sito web. Queste persone si sono incontrate per:

  • un'idea nuova da scambiarsi;

  • una proposta di collaborazione;

  • un progetto nuovo da realizzare insieme;

  • un consiglio;

  • un approfondimento delle reciproche attività;

  • contatti da scambiarsi

  • .

ed altro ancora. Grazie a questa giornata ora è un progetto embrionale. Ha infatti suscitato entusiasmo, voglia di rivedersi e di organizzare altre eventi non solo online ma anche offline.

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I temi
Il primo tema della giornata, nel programma, è stato l'apprendimento significativo. Mi è sembrato infatti necessario ancor prima di cominciare a pensare a qualsiasi nuovo progetto rivedere il proprio approccio nei confronti dell'apprendimento. Spesso non riusciamo ad orientarci nelle scelte di vita e/o professionali perché ci mancano gli strumenti per "apprendere ad apprendere".  E con una preparazione scolastica, mnemonica pretendiamo di affrontare i problemi più o meno grandi che ci si presentano d'avanti. Proprio alla gestione dei problemi ho deciso di dedicare un secondo tema. Il problem solving è dunque stato il secondo tema della giornata. Ed esso si lega all'apprendimento significativo nella misura in cui il sapere recupera quanto è stato proposto e quanto sappiamo di un argomento e lo valorizziamo con delle mappe del pensiero ai cui rami a cui via via leghiamo le nuove conoscenze. Le mappe del pensiero, quindi, come terzo elemento della nostra giornata nell'ottica dell'impiego di tutte le risorse che un essere umano utilizza nell'acquisire e usare le informazioni: sentimenti, esperienze, stati d'essere, percezioni ecc.  Diventa allora importante la piena soddisfazione delle persone nelle nostre relazioni con loro. Ecco perché la quarta discussione della giornata l'ho voluta dedicare alla customer satisfaction, la soddisfazione dei clienti.

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Gli argomenti
La giornata si è aperta con una sorpresa per tutti i partecipanti alla chat pubblica: Knol, ovverossia l'unita di conoscenza. E' un progetto di Google per la realizzazione di articoli individuali ma non anonimi come succede in Wikipedia. E' in beta dal luglio 2008 e consente di creare e gestire in maniera semplice i propri articoli. Sergio Casiraghi, un illuminato insegnante di Sondrio, ne ha dedicato uno proprio alla nostra giornata. Così appena è arrivato in chat la mattina ha incuriosito tutti. E ha introdotto la chiacchierata che ci siamo fatti con Alberto Scocco, l'autore di un ottimo manuale sulle mappe del pensiero. La discussione è passata, infatti, ad accennare alle varie tipologie di mappe e alla loro interazione con i database. In effetti il ponte tra questi ultimi e le mappe del pensiero sono gli ERM (Entity-relationship model). Roba da ingegneri informatici, comincerà a pensare qualcuno ora. E invece no, stiamo sempre nel campo dell'Humanistic Management: i campi umanistici verso i quali il mondo dell'economia e delle imprese si apre ma anche l'acquisizione di conoscenze informatiche ed economiche da parte dei "letterati".
Un manager umanistico che usa diverse discipline e le combina insieme nell'arte del problem setting, di cui è maestro, è Umberto Santucci che ha partecipato alla giornata. E' stata una buona occasione per una lezione interattiva sul problem solving strategico: un metodo di soluzione dei problemi che proviene dalle psicoterapie brevi strategiche. Ne parla anche nel suo libro Fai luce sulla chiave (L'Airone). Il suo nucleo sono le tentate soluzioni disfunzionali che Santucci definisce come "tutto ciò che finora si è fatto o non fatto e che, invece di risolvere il problema, lo mantiene e lo aggrava". Il metodo esamina "il problema come processo percettivo/reattivo di sé, degli altri, del mondo, e cerca di cambiare questo processo in senso costruttivista, ovvero portando il cliente a costruire una realtà più vantaggiosa, cambiando il suo punto di vista".
C'era aria di capire come pensare a un nuovo progetto, si respirava un clima di cambiamento. E si è quindi tornati sulle mappe sia fisiche sia mentali con un link commentato da Roberta Buzzacchino a proposito di quanto in rete gira di nuovo su questo argomento. In particolare Roberta ha segnalato anche lo screebing: il prendere appunti in maniera grafica. E' uno dei cavalli di battaglia di Roberta che non a casa realizza le sue mappe mentali solo con pennarelli e carta, non in modo digitale quindi. Solo in un secondo momento le passa sotto lo scanner. Prima di intervenire ne ha realizzata una speciale per la giornata. Anche con lei si respirava aria nuova nella maniera in cui con i suoi laboratori gli allievi passano dal pensiero testuale al pensiero visivo che rende molto di più e permette de gestire molto meglio il sapere. Ed allora  cerchiamo di essere visivi anche noi inserendo qui sotto la sua bella mappa.

 

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Come abbiamo visto a proposito dei temi, una mappa mentale coinvolge tutte le facoltà e tutti i talenti delle persone. Ne coinvolge quindi l'emotività e la percezione della realtà. Nell'erogazione di prodotti e servizi e corsi di formazione bisogna tener presente che "the customer is the king", come ci ha ricordato Manlio Castronuovo. Occorrono servizi pre e post vendita: un investimento duraturo nel tempo. Un cliente soddisfatto è un cliente fedele che diffonde un'immagine positiva della nostra marca. Da non dimenticare che vendere a un cliente fedele costa meno e rende di più che vendere a un nuovo cliente. La discussione è stata ancora più interessante perché vi ha partecipato Jole Rotello che ha voluto misurarsi con noi sul modello di business che sta seguendo per lanciare la nuova realtà radiofonica web based di Radio Volere Volare.

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Il seguito
Il seguito della giornata del 25 febbraio è già una realtà con una bella recensione scritta da Sergio Casiraghi. Ma anche con questo post e con altri ancora che seguiranno. Nei prossimi giorni, poi, lancerò un follow up a cui siete tutti invitati per dire la vostra sulla giornata e su come ciò che è stato seminato può essere al meglio coltivato. Ma per questo vi invito ad utilizzare già adesso lo spazio dei commenti qui sotto. Ho già in mente dei prossimi eventi, ma prima esprimi i tuoi dubbi, le tue idee, le tue richieste. Partecipa anche con un breve commento a questo progetto collettivo. E intanto è in preparazione una breve guida gratuita sulla gestione dei problemi.

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Di Giuseppe (del 28/02/2009 @ 09:36:39, in Mondo, linkato 658 volte)

Non contenti di avere da tempo la bronchite cronica ora ci becchiamo anche la polmonite. E’ normale che ci sentiamo soffocare, non riusciamo più a respirare, non abbiamo più aria, i vasi sanguigni non hanno più ossigeno e in breve tempo moriamo. Su un fisico già malato e indebolito si viene a innestare un nuovo attacco batterico che può essere fatale, come quando degli anziani con altre patologie si beccano un’influenza che peggiora il quadro clinico e rischia di farli morire. E’ quello che sta accadendo al tessuto imprenditoriale italiano, specie ai distretti industriali. Prendiamo ad esempio i distretti della sedia e del salotto, di cui ha parlato Presadiretta di Riccardo Iacona nella puntata del 15 Febbraio. Entrambi sono in una situazione difficile da anni con calo delle commesse e quindi dei fatturati con le conseguenze della cassa integrazione e dei licenziamenti. La loro situazione ha messo in seria difficoltà i contoterzisti che spesso ricorrono al cottimo, al lavoro in nero e alla truffa dei lavoratori ufficialmente in cassa integrazione ma in realtà richiamati a lavorare. Su questa situazione si è innestata l’attuale crisi finanziaria internazionale. Questi distretti hanno perso molte commesse internazionali e ora tante aziende hanno chiuso, molte rischiano di chiudere e altre ancora hanno gravi difficoltà. I pianti di alcuni imprenditori che provano a resistere non sono generiche lamentele di circostanza ma sono veri. Molti di loro stanno per rimettere tutte le loro proprietà perché esposti nei confronti delle banche che hanno reagito alla crisi erogando ancora minor crediti di quanto facevano in passato. Non meraviglia, quindi, che in tanti ricorrono e continueranno ancora di più a ricorrere all’usura. La grande impresa della criminalità organizzata prolifica ancora di più in situazioni di questo genere. Ma è come se il nostro malato cronico che sta soffocando per la contemporanea bronchite e polmonite si tagliasse la gola per far entrare aria nell’organismo. Lascio immaginare quali sono le conseguenze.

La classe operaia torna in paradiso quindi. Cosa vuol dire questo titolo? Quando mai la classe operaia è stata in paradiso? Piuttosto non è stata all’inferno? E poi non è ormai anacronistico parlare di classe operaia dopo che ormai il comunismo è stato pressoché abbandonato nel mondo? Il paradiso della classe operaia era il sogno di Gian Maria Volonté nei panni di un operaio nel film La classe operaia va in paradiso. Questo sogno che racconta alla fine del film è l’ultima disperata consolazione rispetto alla condizione di lavoratori a cottimo, specie dopo le tante lotte per combatterlo andate fallite. Fin dall’inizio del film si vedono gli operai di una fabbrica, che forse fabbrica armi ma nessuno lo sa, che lavorano con ritmi produttivi molto intensi e che spesso vengono ridotti ancora di più dalla produzione. In particolare c’è un operaio di gran lunga più svelto di tutti presso qualsiasi macchinario che viene preso come metro di misura per il cronometraggio della produzione dei vari pezzi. Gli altri operai devono produrre un singolo pezzo secondo il ritmo stabilito dallo stakanovista. Ed allora li si vede lavorare ai macchinari con tempi molto alti, inumani.

Oggi quel poco che resta della classe operaia torna in paradiso nel senso che è costretta a fare il lavoro di tutti quelli che sono a casa licenziati o in cassa integrazione. In molte fabbriche negli ultimi tempi c’è stata una drastica riduzione del personale. E’ vero che la quantità di prodotti da realizzare è diminuita ma è anche vero che quelli che restano devono produrre quattro, cinque volte di più di quello che dovevano produrre prima. Quindi lavorano molto più in fretta, non fanno pause, si affaticano e quindi si usurano e si ammalano di più che in passato. E spesso si infortunano più di prima fino ad arrivare agli infortuni mortali. E’ noto come questi ultimi stiano aumentando di molto negli ultimi tempi nonostante le sbandierate politiche sulla sicurezza nei posti di lavoro. Ma questi infortuni sono spesso il frutto proprio di questi ritmi non umani, dello stress che ne consegue, quando non sono anche il frutto di un “risparmio” sulle dotazioni di sicurezza e sulle condizioni di lavoro. Non meraviglia il fatto che la gran parte di questi morti bianche provenga dal settore dell’edilizia, uno dei settori che è più in crisi in questo periodo. Ora in questi cantieri si sta investendo nell’adeguamento alle norme e nella formazione del personale per prevenire gli incidenti. Ma la realtà è che il personale è diminuito e quindi occorre produrre di più nell’arco della giornata e quindi fare più velocemente una serie di operazioni che invece richiederebbero maggiore attenzione per non esporsi a situazioni di pericolo.

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Di Giuseppe (del 26/02/2009 @ 09:45:08, in Eventi, linkato 459 volte)

Ieri c'è stato l'online meeting Non Auguri Ma Progetti. E' stata una gran bella giornata. Prima di tutto perché sono stato in compagnia di amici cari, vecchi e nuovi. Sono grato a tutti quelli che sono venuti nella chat pubblica dell'evento. Ma anche a coloro che pur non potendo esserci hanno scambiato comunque con me nei giorni precedenti idee, progetti e messaggi. L'evento ha portato dei frutti che metterò a disposizione di tutti un po' alla volta nei prossimi giorni. Presto, nel week end, scriverò un articolo per parlare dei contenuti e delle idee che sono venute fuori. Ci sarà anche un Follow Up dell'evento. Vi comunicherò la data, siete tutti già invitati. Per oggi, intanto, voglio pubblicare un bell'articolo di Sergio Casiraghi che rende bene l'obiettivo e lo spirito della giornata. Spero mi scuserà se mi sono permesso qualche grassetto qua e là. L'immagine che vedete qui sopra è una videata del suo quaderno di informatica realizzato con Knol. Si vedono in primo piano il logo dell'evento e la bella mappa realizzata per l'occasione da Roberta Buzzacchino.

«Non auguri, ma progetti per il futuro!» Ho pensato a questo come miglior regalo per il compleanno di mia moglie. In questo mese, che oggi termina, c’è stato il compleanno di diverse persone a cui tengo molto, ed anche quello di altre che prima non conoscevo, come Giuseppe Vitale che sa recuperare alla narrazione problemi buoni ed interessanti. Un compleanno è sempre una festa come tante, che volete che sia. E invece no. Questa data può risultare molto importante per il festeggiato e potrebbe esserlo anche per te che leggi e per tutti coloro che, oltre al piacere di ricevere auguri, vogliono dedicare la giornata del proprio compleanno a raccogliere idee, spunti, progetti e proposte. Grazie ai calendari dei social network (vedi Facebook), dove si tengono i contatti con gli amici, in tanti lasciano messaggi di auguri nelle bacheche del festeggiato di turno. L'idea di sviluppare questo evento, che potrete anche voi copiare e migliorare, è quella di chiedere magari un'idea nuova (non costa niente, ma può cambiare la vita), una proposta di collaborazione, un progetto nuovo da realizzare insieme, un consiglio, un approfondimento sulle reciproche attività in corso, contatti da scambiarsi, … e molto altro ancora. Avete mai sentito qualcuno che non ha problemi? Sentir parlare di problemi o peggio andar in giro a raccontarli, così come fa il “problem teller” Giuseppe Vitale, può sembrare una pura perdita di tempo. Eppure, se vogliamo, insieme possiamo impegnarci a risolverli condividendoli, sollevandoci dal fastidio il prima possibile.

L’idea è che siamo tutti sulla stessa barca. Un po' di esperienza, crescendo, è probabile che uno se la sia fatta e quel che più importa è che abbia imparato ad apprendere dall'esperienza, nel senso che sappia recuperare ciò che ha fatto maturando la capacità di farne tesoro. Si può “imparare ad apprendere" come anche l'apprendimento significativo insegna a fare. Così Giuseppe Vitale ha programmato per il suo compleanno, in orari concordati, chat pubbliche con Alberto Scocco, esperto di Mind Mapping, dalle ore 11; con Umberto Santucci, esperto di problem solving strategico; Manlio Castronuovo, esperto di sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese; con Roberta Buzzacchino, , esperta di mappe mentali e pensiero radiale, dalle ore 15; ed altri delle comunità XING e Facebook. Tutte persone vere, molte sconosciute, che attraverso la rete hanno pensato ad un regalo di buon compleanno diverso.

Chi l’avrebbe mai detto, più di 50 anni fa, quando Internet era ancora in embrione che oggi avremmo dovuto confrontarci con la libertà di espressione passando per la rete? Dietro l’angolo si vede la minaccia ai netizen, con i provider pronti a seguire il crinale che divide la libertà di espressione e il reato di opinione anche in Italia come già avviene in Cina, dove Internet è diffusa col filtro. Provate anche voi la censura installando il China Channel.

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Di Giuseppe (del 25/02/2009 @ 09:30:30, in Eventi, linkato 314 volte)

Oggi si svolge l'online meeting Non Auguri Ma Progetti, la "cassa depositi e prestiti delle idee". E' un'intera giornata, dalle 10:30 alle 18:00 dedicata a questi temi:

  • come apprendere dall'esperienza;

  • come "imparare ad imparare";

  • il problem solving strategico;

  • le mappe del pensiero.

Il programma completo è disponibile in un articolo. In questo post, poco prima di cominciare, voglio dare cinque motivi per cui è importante esserci:

  1. perché ci saranno tutti insieme esperti di mappe del pensiero, di problem solving e di sviluppo competitivo delle imprese;

  2. per cominciare a costruire insieme la prima project community;

  3. perché simili occasioni di incontro a distanza e con tante risorse non capitano tutti i giorni;

  4. perché anche tu puoi portare:

    • i propri problemi;

    • i propri progetti;

    • i propri dubbi;

    • la propria curiosità.

  5. per iniziare a imparare a pianificare le proprie risorse.

Due che hanno compreso tutto questo sono Sergio Casiraghi, insegnante di Sondrio, che ha dedicato un bel knol alla giornata. E Roberta Buzzacchino, ospite che intervisteremo alle 15, che ha realizzato la mappa della giornata e ne ha parlato nel suo blog.

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Di Giuseppe (del 24/02/2009 @ 12:29:31, in Management, linkato 653 volte)

Che cos'è la soddisfazione del cliente? Perché è importante? Come si misura? Ne parlerà domani, Manlio Castronuovo che da venti anni si occupa di marketing e di sviluppo competitivo delle imprese. E' ora di capire che la soddisfazione del cliente è un investimento duraturo nel tempo, un buon affare per oggi e domani. L'appuntamento è per domani alle ore 14 nella chat pubblica di Non Auguri Ma Progetti. Per preparare la chiacchierata che faremo con lui e durante la quale potremo rivolgergli tutte le domande che vogliamo Manlio ha preparato una breve introduzione che si può ascoltare qui di seguito e che dura 10 minuti. Gli iscritti a Facebook possono ascoltarla collegandosi al post.

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Di Giuseppe (del 23/02/2009 @ 11:41:59, in Problem Telling, linkato 326 volte)

Il senso comune dice che un problema è una specie di disavventura, di sfortuna, di catastrofe quasi. Quando qualcuno dice che c'è un problema la prendiamo come qualcosa che non doveva esserci, tutto doveva filare liscio. Per il senso comune in pratica è qualcosa che va storto. E' come se stiamo infilando un cassetto nell'armadio e un chiodino o qualsiasi altra cosa ci impedisce di farlo. E' come se stiamo realizzando un vaso al tornio e il nostro vaso ne esce deforme. Eppure qualche volta sentiamo parlare dei problemi di chi ha tanto denaro, ad esempio, o di chi ha una vita felice in coppia: i problemi di quando le cose vanno bene. Ed in quest'altra occasione esclamiamo: vorrei averli io quei problemi! Qui entra in gioco un'altra accezione del problema come conseguenza di uno stato o di una condizione o di un'azione. Il problema cessa di diventare un blocco, qualcosa che ottura la pompa dell'acqua quando annaffiamo le piante e diventa qualcosa da tenersi o da affrontare, arrivati in una certa situazione. Se devo andare ad incassare una grossa somma di denaro il trasportarla con sicurezza sarà il mio problema che, però, a differenza di prima accetto volentieri.

Ma il problema è ancora di più. E' qualcosa di ancora più positivo. Quello che spesso vediamo di un problema è solo la punta dell'iceberg. Il problema è in realtà un'opportunità travestita, come dice Paul Hawken. Pensiamo, ad esempio, alle grandi crisi finanziarie come quella del 2008-2009 e come quelle del passato: la crisi petrolifera del 1973 ad esempio o la Grande Depressione del 1929. Queste crisi come altre ancora rappresentano un'opportunità perché consentono di abbandonare abitudini e meccanismi sbagliati e perversi e di fare delle scelte più mirate e adeguate ai tempi e alla situazione. “Il problema è qualcosa che prima o puoi può essere risolto” scrive Umberto Santucci. E ancora: “il problema è una struttura euristica che istruisce un processo di ricerca con lo scopo di arrivare ad una soluzione”. E quindi, fatto il problema, trovata la soluzione potremmo dire. Un vero problema è sempre qualcosa che contiene in sé la soluzione. Con Aristotele potremmo dire che il problema è la soluzione in potenza e la soluzione è il problema in atto. Ogni problema contiene dentro di sé la soluzione, come i blocchi di marmo per Michelangelo contenevano già la statua che lui tirava fuori, liberava. I problemi sono i nostri bei blocchi di marmo di Carrara che aspettano là davanti a noi che li trattiamo con la nostra arte. Siamo noi che affrontiamo i problemi i veri artisti di oggi!

Proprio Umberto Santucci sarà ospite di "Non Auguri Ma Progetti", l'evento online del 25 febbraio dedicato al Problem Telling, oltre che alle mappe del pensiero. E' un'occasione aperta a tutti per capire più da vicino che cos'è e come funziona il problem solving strategico.

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Di Giuseppe (del 21/02/2009 @ 18:28:52, in Progetti, linkato 705 volte)

Mercoledì prossimo, 25 Febbraio, presenzierò Non Auguri Ma Progetti: l'evento online di cui sono organizzatore e amministratore. E' un'intera giornata, dalle 10:30 alle 18:00 dedicata a questi temi:

  • come apprendere dall'esperienza;

  • come "imparare ad imparare";

  • il problem solving strategico:

  • le mappe del pensiero.

Ci sarà a disposizione una chat pubblica a cui parteciperanno alcuni ospiti, professionisti di successo, a cui potremo fare tutte le domande che vorremo. Ecco il programma:

L'evento si segnala come una "cassa depositi e prestiti delle idee" e vuole essere un modo alternativo per festeggiare un compleanno. Oltre alla chat ci sono altre risorse ed attività in programma per la giornata:

Prepara perciò la tua curiosità, metti in programma le tue idee, metti in cantiere i tuoi progetti. Se lo farai il 25 febbraio dalle 10:30 alle 18:00 sarai protagonista anche tu di Non Auguri Ma Progetti.

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Di Giuseppe (del 20/02/2009 @ 11:53:51, in Storie, linkato 249 volte)

Leader cercasi. Il leader è morto, ci serve un altro leader. Quello che avevamo è morto non perché era malato ma perché era mal consigliato e avido. A chi state pensando? A Veltroni? Giusto. A Berlusconi? Ancora più giusto. Ma non è morto però, è ancora vivo e vegeto e in piedi. Per ora, aggiungo io. Leader con minor culto della personalità di Berlusconi hanno fatto una brutta fine. Figuriamoci il megalomane Berlusconi. La sa caduta sarà la più rovinosa di tutte.

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Di Giuseppe (del 18/02/2009 @ 18:41:23, in Diario, linkato 273 volte)

    L'inverno per i contadini fino a venti o trent'anni fa, o per quelli che sono rimasti a coltivare la terra, era ed è il tempo per la semina e, quando  pioveva, di piccoli lavori di manutenzione in casa o, casomai, di attesa. Intanto sottoterra i semi che sono stati seminati sul finire dell'autunno iniziano a germogliare. Poi pian piano il germoglio inizierà a cercarsi ciò che lo alimenterà con la radici e la luce in superficie. Per le strutture turistiche e ricettive l'inverno è il tempo per eseguire una serie di lavori in modo da esser pronti ad offrire ospitalità ed accoglienza a partire dalla primavera. Molti operai sono all'opera per riparare soffitti, controsoffitti, pavimenti, impianti ecc. Nell'apparente immobilità d'inverno c'è un lavorìo, un certo fermento, la natura e l'economia che continuano il loro corso per vestirsi a primavera di nuovi colori. E questo anche quest'anno, il 2009. Nonostante la crisi. Anzi questa crisi se da una parte ha fermato i soliti traffici e ha fatto chiuder bottega a tante persone, dall'altra sta generando un nuovo rimescolamento. Questo provoca da una parte inquietudine ed agitazione ma dall'altra mette in moto nuovi progetti, nuove idee. Subito dopo la tempesta c'è una strana calma. Poi si fa la stima dei danni. E poi ancora si sentono i muratori che inchiodano gli assi per nuove costruzioni. Così è sempre stato e così sempre sarà. C'è un tempo per le lacrime, che ci stiamo lasciando alle spalle, e c'è un tempo per rimboccarsi le maniche.

    Era solo ieri che il paese si divideva tra i favorevoli al distacco dell'alimentazione forzata a Eluana Englaro e i contrari. Ora il suo corpo è in pace sotto la neve, sottoterra. Ma non è lì per rimanervi per sempre. La vita rinasce. Questa è la speranza non solo dei credenti nella risurrezione. Tutti condividiamo la fiducia nella vita che continua e siamo ottimisti nonostante la ragione ci dica con chiarezza che viviamo tempi piuttosto duri. Ci sarà occasione di tornare su questo argomento sul quale sto scrivendo qualcosa che metterò all'attenzione dei miei lettori presto. E' un tempo di fermento anche per me che scrivo, di lavorìo, di cambiamenti e di progetti che sono germogliati e che vedremo sbucare dalla terra in primavera. E' il tempo della buona macerazione dentro la mia testa, il mio cuore, il mio stomaco, il mio corpo tutto. E' il tempo della pesantezza che diverrà man mano quella leggerezza con cui Guido Cavalcanti spicca il suo salto raccontato da Italo Calvino nelle Lezioni Americane. Mi fa specie che proprio ieri la leggerezza di Calvino sia stata profanata da un presentatore "televisivistico" per introdurre Roberto Benigni. Mai presentazione è stata più infelice. C'era una volta un ometto tutta grinta e comicità e conoscenza dell'Orlando Furioso a memoria che rivoluzionò la storia della televisione. C'era una volta un giullare. Quel che rimane di lui è un buffone che è quello che ci fa ridere del re ma non difende i deboli. Benigni ci ha fatto molto ridere di Berlusconi. Ma nessun cenno al processo Mills. Molto meglio Maurizio Crozza, un giullare ieri e non un buffone, che poco prima a Ballarò ha ricordato che il co-imputato nello stesso processo era Silvio Berlusconi, almeno fino al lodo Alfano che sospende ogni processo per le alte cariche dello Stato. Ed allora il trionfante Berlusconi per l'esito elettorale della Sardegna in realtà sarebbe dovuto apparire in un tribunale che certamente lo avrebbe condannato: Mills è stato condannato perché corrotto da Berlusconi appunto. Gli amici di Berlusconi lo osannano quale grande leader e perché riesce spesso ad avere una montagna di consensi. Gli italiani, dicono, non ne vogliono più sentir parlare di anti-berlusconismo. E ostentano grande sicurezza. Ma scusate, come si fa chiudere gli occhi davanti ad un fenomeno più grande di Berlusconi: l'astensionismo che sta crescendo di elezione in elezione. E' questa la vera grande novità dell'attuale stagione politica. Il vero tema non è il Berlusconi si o Berlusconi no o le dimissioni di Veltroni o il ruolo di Di Pietro... tutte sciocchezze. Gli italiani sono stanchi della casta dei politici e stanno rimboccandosi le maniche lavorando da soli e imparando di non poter contare sulla politica. Punto.

    Ed eccoli allora all'opera come possono, come riescono, come sono abituati a fare. Risistemano i loro punti vendita, le loro fabbrichette, tutte le loro attività. Alcuni con la morte nel cuore perché hanno perso tutte le commesse che avevano e che hanno permesso loro di realizzare tanto in passato. Ma tutti hanno la determinazione in questo immenso cantiere d'inverno di avere almeno un raccolto in estate. Io mi sento uno di loro con il mio cantiere d'inverno, con le mie iniziative, tra cui Non Auguri Ma Progetti, la cassa depositi e prestiti delle idee che si terrà tra pochi giorni il 25 febbraio 2009. Ed allora questa volta vi voglio salutare con una foto a voi dedicata dalle colonne terminali della Via Appia a Brindisi, un posto speciale, che ricorda i traffici di grano tra il tavoliere e Roma, dei tempi antichi. Con l'augurio che tanto raccolto, tanti buoni traffici si realizzino presto.

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Di Giuseppe (del 11/02/2009 @ 16:18:13, in Mondo, linkato 944 volte)
Il telogo Hans Kung

Nel caso di Eluana Englaro ci sono due aspetti:
  1. l'aspetto giuridico: il papa e il governo devono rispettare le leggi e la Corte Costituzionale;
  2. l'aspetto teologico: nessun essere umano può essere forzato a rimanere in vita con mezzi eccezionali.
"Mezzi eccezionali", dice bene il teologo tedesco Hans Kung che ha espresso oggi questa sua posizione durante l'intervista rilasciata a Lucia Annunziata in onda su Rai Tre domenica scorsa. Vi ripropongo l'mp3 dell'intervista che potete ascoltare alla fine di questo post. Il teologo non parla di accanimento terapeutico. Su Eluana, infatti, non c'è stato accanimento ma, di fatto, è stata tenuta in vita con un sondino naso-gastrico da dove passava l'alimentazione e l'acqua. Il papà poteva decidere di staccarlo. Kung è stato chiarissimo su questo. E si è espresso contro le pressioni che papa Benedetto XVI ha esercitato per determinare l'esito della vicenda.

Joseph Ratzinger è stato compagno di studi e suo collega durante il Concilio Vaticano II. Kung lo definisce un papa medievale. Per esempio ha studiato a lungo Agostino d'Ippona, fautore della teoria del "popolo testimone" che ha alimentato per secoli l'antigiudaismo. Ed è proprio la posizione vicina all'antisemitismo che Ratzinger condivide con i seguaci di Marcel Lefebvre, riammessi in seno al cattolicesimo.

Kung alla fine dell'intervista delinea un altro papato, un'altra chiesa. Il verbo che sceglie è "change", cambiamento. Suggerisce di guardare a Obama e al suo messaggio di "speranza concreta". Mi associo al suo appello e da problem teller suggerisco ai cardinali della curia romana di guardare il mondo, di vedere i problemi che ha e di non pensare solo alle dottrine. Un po' di sano problem setting, miei cari, non vi farebbe male. E anche un po' di problem telling: imparate a essere narratori di buoni problemi come lo fu quel tale che dite aver fondato la vostra chiesa.
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