Vitale's Blog
Immagine
 Eccomi qui : - )... di Giuseppe
 
"
Il vero artista arde con ciò che gli succede intorno, è attratto dalla vita che è divenuta oggetto del suo studio e della sua passione, si pasce avidamente di ciò che vede, si sforza di marcare tutto quanto riceve dall'esterno.

Konstantin Stanivslaskji
"
 
\\ Blog : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Giuseppe (del 29/03/2009 @ 09:38:19, in Pensieri Leggeri, linkato 554 volte)

filo d'erba al vento
credit foto: max - iogenovese

"Alla nascita un uomo è tenero e flessibile,
alla morte è duro e rigido.
Tutti gli esseri, l'erba e gli alberi
da vivi sono teneri e flessibili,
da morti sono duri e rigidi".
(Lao Tzu, Tao The Ching, traduzione italiana di Claudio Lamparelli, Oscar Mondadori).

La flessibilità di cui ci parla il Tao non è quella flessibilità che sconfina nel precariato o nella mancanza di lavoro. La flessibilità non è infatti sinonimo di sottomissione ma è semmai un piegarsi a certe condizioni per un limitato lasso di tempo. Dopodiché ci sarà una reazione (con una cotrospinta per riavere l'equilibrio, come nelle molle) o una crescita in altra direzione qualora, ad esempio, un filo d'erba sia impedito nella crescita da un ostacolo. Ci può essere adattamento ma mai sottomissione, mail il sottostare a imposizioni. Che cos'è quindi il "diritto-dovere" di governare di cui parla spesso Gianfranco Fini che negli ultimi tempi ha la sua incarnazione nel frequente ricorso ai decreti della presidenza del consiglio di Berlusconi? Che cos'è se non un'interpretazione rigida del mandato degli elettori? Dov'è finita l'ottica del servizio nella politica di cui i padri costituenti si sono fatti incarnazione? Non ha forse ragione Beppe Grillo quando chiama con il termine di "dipendenti" i membri di senato e parlamento?

Tenerezza e flessibilità in questo momento sono lontani da chi ha la responsabilità della cosa pubblica come della guida della chiesa cattolica. Gli out-out di papa Ratzinger rispondono a un'ottica di flessibilità o di rigidità? E il messaggio evangelico è fatto di tenerezza o di durezza? La regola (dei benedettini o di altri ordini religiosi o i 10 comandamenti) è al servizio della vita o la vita deve sottostare alle regole? Si può guarire un uomo dalla mano inaridita, come fece Gesù, anche in giorno di Sabato considerato sacro e quindi privo di attività come è per i Farisei? Gli africani possono o no utilizzare il preservativo? Dobbiamo guardare a ciò che si deve e ciò che non si deve fare o al cuore?

Rigidità e durezza rispondono a quella cultura della morte, più volte denunciata da Giovanni Paolo II, di cui è pervaso tutto il paneta. Come interpretare lo sfruttamento delle risorse del suolo e del sottosuolo a cui assistiamo a partire dall'età industriale? Serve davvero a sfamare la popolazione mondiale o risponde invece a logiche di accumulo di risorse solo nelle mani di pochi? L'aumento della povertà del mondo e la concentrazione di ricchezze nelle mani di pochi la dice lunga su questo. Come anche le inondazioni di città come  New Orleans, la desertificazione di vaste aree del pianeta, il surriscaldamento del pianeta. "Le catastrofi ecologiche (...) possono essere esaminate non solo cercandone la soluzione esterna e istituzionale, come dobbiamo assolutamente fare perché si passi dalla eco-nomia, con cui l'uomo detta i suoi principi e le sue leggi (nomoi) alla natura, alla eco-logia, in cui uomo e natura ritrovino il dialogo (logos), ma anche attraverso un impegno personale nella vita quotidiana, nei consumi quotidiani finalmente più consapevoli e meno selvaggi, con un'applicazione delle 6 R: resistere, rinunciare, ridurre, riparare, riusare, riciclare" (Giuliana Martirani, La danza della pace, Paoline).

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 25/03/2009 @ 19:12:34, in Mind mapping, linkato 902 volte)

potatura a BrindisiLunedì scorso, 23 marzo, ho avuto una straordinaria occasione di benefica potatura dei pensieri. E che proprio di potatura dovesse trattarsi mi è apparso non appena sono sceso dal treno che mi ha po(r)tato a Brindisi nel piazzale della stazione. Era in corso infatti la potatura degli alberi del piazzale. Per me la lezione che dovevo tenere nell'aula dell'Ecipa era là davanti a me a disposizione. Avrei dovuto chiamare gli amici che mi aspettavano a qualche chilometro di distanza e farli venire su quel piazzale. Chi progetta la formazione, infatti, ha come compito quello di agevolare l'acquisizione di conoscenze ed informazioni da parte dei discenti. Quindi sembrerebbe che il suo compito sia quello di far aggiungere contenuti nuovi a chi ne fa richiesta per imparare questo o quel know how. E se invece che di aggiungere si trattasse di togliere? E se invece di immagazzinare in realtà si trattasse di levare qualcosa?

"Chi cerca l'erudizione
ogni giorno aggiunge qualcosa.
Chi cerca il Tao,
ogni giorno toglie qualcosa"

dice il Tao The Ching nella traduzione italiana di Claudio Lamparelli (Oscar Mondadori). E' nota infatti la pesantezza degli eruditi ai quali non mancano certo le conoscenze. Ma è come se ne fossero prigionieri piuttosto che padroni. E' come se fossero Paperon de' Paperoni attaccati ai loro depositi di immense quantità di nozioni. Un buon artigiano, come quelli che l'Ecipa vuole formare, sa bene, invece, che per ottenere un buon manufatto deve solo mettere insieme alcune fondamentali conoscenze, non deve complicarsi la vita. E' questo il segreto della creatività del più grande tra di loro: Michelangelo. Lui vedeva già nel blocco di marmo la statua che vi era "imprigionata" dentro. Quindi tutto ciò che doveva fare era soltanto togliere ciò che di inutile la appesantiva. "Take it easy" potremmo dire con una espressione inglese. E proprio dalla semplicità e dall'Inghilterra abbiamo aperto il nostro incontro. Lo ha reso possibile la storia di Alberto Edward Foreman, un sagrestano londinese.

La storia di Albert ci ha fatto capire il valore dell'osservazione paziente. E' l'ascolto delle altrui esigenze che ci può davvero guidare nel mettere insieme le persone, gli strumenti e le risorse per progettare l'apprendimento. E laddove ci sono delle persone ci sono dei bisogni. Quali bisogni? Bisogni formativi dice il metodo Ecipa. Senz'altro. Ma prima di essi ci sono i bisogni emotivi. "Il prendersi cura, la simpatia, l'interesse, la responsabilità e l'impegno non solo sono il risultato dello schiudersi del nostro patrimonio genetico nel corso dello sviluppo: sono tratti che vanno appresi ed esercitati mediante apprendimento ed esercizio continuo, per l'intero arco dell'esistenza" scrive Joseph Novak in L'apprendimento significativo (Erickson). Vale allora la pena dare un'occhiata ad una mappa concettuale sul contesto emotivo.

mappa concettuale sul contesto emotivo

Sapere Sognare Volare 'I Care'Modello di questo "prendersi cura" degli altri è una mamma che alleva il suo bambino. "Ella nota certi cambiamenti fisici o d'umore, ancor prima che siano espressi. Si sveglia per il pianto del bambino, mentre un altro rumore, molto più forte, non la sveglierebbe. Tutto ciò significa che è sensibile alle manifestazioni di vita del suo bambino; non è né ansiosa né preoccupata, ma in stato di vigile equilibrio ricettivo ad ogni significativa comunicazione proveniente dal bambino" scrive Erich Fromm ne L'arte di amare. Non solo gli artigiani e gli artisti hanno a che fare con le arti ma chiunque ha relazioni con le persone in realtà coltiva un'arte, l'arte di prendersi cura degli altri, dei loro bisogni emotivi, di crescita e sviluppo umano e professionale. Sapere e prendersi cura, conoscenza e "I Care" (il motto di Lorenzo Milani), sono molto legati. Basti guardare questa figura qui a sinistra. Poter contare su qualcuno, sapere cosa conoscere e come mettere insieme le conoscenze, sapersele portare dietro, nei propri sogni e desideri ci permette di compiere grandi imprese. Anche in questo periodo di "crisi". Se si nota ai piedi della ragazza che vola c'è una figura che un po' ricorda le mappe mentali e un po' quegli alberi da potare di cui abbiamo parlato all'inizio di questo post. Proprio le mappe mentali sono state uno degli argomenti dell'incontro e sulle quali all'Ecipa avevo tenuto una precedente lezione. In quella occasione avevamo gettato nuova luce sull'apprendimento. Avevo infatti introdotto la mappa mentale come lo strumento per il pensiero che pensa, che immagina, che crea. Non è stato quindi difficile utilizzare una mappa mentale per tener traccia del nostro percorso e delle diverse discussioni che ne sono scaturite. E man mano che proseguivamo la disegnavamo con del semplice gesso bianco (lasciando da parte le raccomandazioni sui colori di Tony Buzan) su una lavagna. Ed ecco qui sotto la nostra mappa.

 

mappa mentale della lezione

Nella parte destra della mappa, nei rami "pieni", si trova tutto ciò che per la lezione avevo preparato da casa. Nella parte sinistra, invece, le discussioni così come si sono presentate. Dopo aver riflettuto sulla storia del sagrestano abbiamo messo a fuoco il metodo dell'Ecipa. Abbiamo quindi richiamato con un ramo la precedente lezione. Poi abbiamo parlato dei bisogni emotivi e dei bisogni formativi. Non abbiamo trascurato di focalizzare nella fase successiva la nostra attenzione sui due strumenti che ci consentono l'apprendimento significativo: le mappe concettuali e le mappe mentali. Due strumenti che gli amici presenti in aula iniziano a conoscere. Cominciano allora a rendersi conto di cosa voglia dire, ad esempio, usare una mappa concettuale al posto di un test per realizzare le valutazioni di fine-corso. Mi hanno ricordato che prima di tutto non è possibile per regole imposte dal ministero dell'istruzione. Ma la principale difficoltà, mi hanno riferito, è riuscire a realizzarla la formazione. Pensiamo ai lavoratori nell'edilizia che sono restii alla formazione sulla sicurezza o ritengono di conoscerla meglio di chi la volesse loro illustrare. Quindi il problema in questo caso non è l'introduzione o meno delle mappe per la valutazione ma la realizzazione stessa della formazione, le modalità con cui è pensata ed erogata a partire dalle emozioni anche negative che si possono manifestare. Sarebbe interessante sottoporre quindi questa situazione al problem setting. Ma l'errore più grande che si fa è non considerare la natura molto soggettiva del processo attraverso il quale gli item delle prove oggettive vengono costruiti. Ma credo che questi due ultimi argomenti siano buona materia per prossimi articoli. Stay tuned... ; - ) Intanto se vi volete divertire tutto questo lungo articolo l'ho riassunto in una mappa mentale.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 20/03/2009 @ 13:01:34, in Politica, linkato 528 volte)

Quando Bettino Craxi fu sommerso nel 1993 da insulti, sputi e monetine davanti all'Hotel Raphael io stavo dalla sua parte. Con Tangentopoli abbiamo avuto prove su quel che tutti sapevamo: la politica e l'economia si reggevano su un sistema in cui tutti rubavano. Un sistema di un equilibrio meraviglioso, straordinario. Bastava rubarsi a vicenda per stare bene. Finché non arrivarono quei rompiscatole di Di Pietro e del pool di Mani Pulite che hanno messo in subbuglio quell'armonia per oltre dieci anni. Ma poi Berlusconi pensò bene di ripristinarla. E oggi più nessuno osa contestarla. E chi lo fa come Luigi De Magistris a un certo punto trova più naturale lasciare la toga per il partito, come è già successo con Antonio Di Pietro. Perciò oggi, oltre al racconto La pecora nera,  vi propongo una lettera che ho ricevuto e che volentieri pubblico.

"Cari signori onesti,
dovete capire che con il vostro comportamento rovinate la società. La costringete a degli squilibri che voi stessi combattete. Infatti è per causa vostra che si creano gli squilibri tra ricchi e poveri. Volete capirlo? L'onestà non paga, anzi a dirla tutta l'onestà è disonesta. Lascia i ricchi diventare più ricchi e i poveri sempre più poveri. E voi diventate più poveri dei poveri e finisce che non potete sopravvivere. Perciò imparate a rubare anche voi. Non c'è niente di male, sapete? Rubare è un'arte nobile e antica. E' grazie al ladrocinio che voi stessi mangiate: perché sputare nel piatto in cui vi cibate? Non sta bene. I vostri padri e i vostri nonni e i vostri antenati tutti hanno sempre rubato. Anche i vostri figli ruberanno. Solo voi volete fare resistenza. Ora, sappiate che se volete mettere i bastoni fra le ruote per qualche tempo forse ci riuscirete. Darete un po' di fastidio. Ma poi la ruota tornerà a girare e i vostri bastoni saranno spezzati.

Il ladro dei ladri
Silvio il ladrone".

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 19/03/2009 @ 11:24:17, in Pensieri Leggeri, linkato 936 volte)

Georges de la Tour, Il sogno di San Giuseppe, 1635
"Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me(...). Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero" (Mt 11,28-30). Questo dice Gesù a chi lo vuol seguire. Invita a prendere su di sé quello strumento di legno che serve a tenere insieme i buoi per farli procedere insieme quando si ara la terra che è il giogo appunto. A differenza di quel giogo però il suo è leggero. Non è pesante. Questo e altri insegnamenti Gesù apprese da suo padre Giuseppe. Giuseppe è il profeta della leggerezza. Leggero è il suo mestiere. Di lavoro, infatti, faceva il "téktón" che non si traduce con falegname ma con un mestiere legato all'edilizia, forse uno scalpellino come mi piace pensare. Lavorava comunque nell'edilizia, che duemila anni fa in Palestina aveva a che fare con il legno come materiale da costruzione. Quando allora Gesù raccomanda di costruire la propria casa sulla solida roccia (Mt 7, 24-27) parla per testimonianza diretta: chissà quante volte è stato sul cantiere a guardare il padre e a lavorare con lui. Per Gesù Giuseppe è un vero e proprio modello. Infatti quando parla di Dio lo definisce "padre", sebbene abbia ragione anche Giovanni Paolo I che ebbe a definire Dio come una grande madre.

Che Giuseppe sia l'uomo della leggerezza lo confermano anche i sogni che fa. E' grazie a un sogno che decide di sposare Maria. E' per un sogno che salva Gesù dalla strage degli innocenti di Erode. Essere uomini di leggerezza non vuol dire certo che prendeva le cose alla leggera o che fosse spensierato. Tutt'altro. Fare il muratore-carpentiere all'epoca doveva essere un lavoro molto pesante e pericoloso. Avrà senz'altro imparato a trattare il legno, le pietre, gli arnesi che adoperava con i ritmi e i movimenti giusti. Perciò usò la leggerezza come metodo di lavoro ma anche come filosofia di vita. Imparò a non essere schiavo del lavoro. Altrimenti come faceva Gesù ad imparare ad insegnare a non essere schiavi né delle regole né di nessuno?

Ma fu uomo di leggerezza perché amò Maria, con la quale ebbe dei rapporti sessuali. E non fu il padre adottivo di Gesù, ma il suo vero padre. E' vero che si legge nei Vangeli che Maria concepì Gesù per opera dello spirito santo. Ma lo spirito santo forse disdegna l'opera di spermatozoi e di ovuli? Gesù non può essere il figlio di Dio perché viene concepito da una coppia che si ama? Perché per farsi uomo deve uscire dall'utero di Maria e non essere prima stato nei testicoli di Giuseppe?

Mi sento molto legato  a lui. Sono convinto che quelle capacità narrative di raccontare parabole e di saper così bene parlare in pubblico che aveva Gesù le avesse ereditate dal padre. Chissà quante volte Giuseppe avrà raccontato delle storie a lui e ai suoi colleghi di lavoro. Chissà quante volte si sarà fermato mentre lavorava per fare una passeggiata con suo figlio, per andare a fare l'amore con Maria, per onorare le feste e credo qualche volta (ma molto poche) andare a pregare. Credo non sopportasse i religiosi dell'epoca. Gesù eredita da lui anche questo. Mi sento molto legato al nome Giuseppe e non ho mai accettato vezzeggiativi e diminuitivi per il mio nome. E la ragione è che mia madre ancora sotto l'effetto dell'anestesia, dopo il parto cesareo, lo pronunciò per esteso "GGGGGGGiiiiiiiiiiiiiiiiuuuuuuuuuuusssssssssssseeeeeeeeeepppppppeeeeeeee" all'infermiera che glielo chiedeva.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 19/03/2009 @ 09:42:17, in Pensieri Leggeri, linkato 559 volte)

ragazzi che si tuffano al tramonto

"Tra la nascita e la morte,
tre su dieci sono attaccati alla vita,
tre su dieci sono attaccati alla morte,
tre su dieci si agitano oziosamente.
Soltanto uno sa come morire
continuando tuttavia a vivere."
(Lao Tzu, Tao The Ching, traduzione italiana di Claudio Lamparelli, Oscar Mondadori, 50)

C'è chi cerca di conservare tutto ciò che ha, con la paura di perdere il suo status, le sue ricchezze, tutto ciò che ha. C'è poi chi ha il culto della morte o ne subisce il fascino o appartiene alle culture di morte come la guerra. C'è chi poi nel suo quotidiano non pensa né alla vita né alla morte perché ha il suo lavoro, la sua famiglia, le sue urgenze.

Soltanto uno ha capito che si deve morire. E perciò vive ogni giorno. Sa come morire perché immagina ogni giorno la sua fine. E desidera esser sereno in quel giorno. Perciò non trascura niente in ogni minuto. Succhia il midollo della vita, la vive appieno. Vive insomma ogni giorno come se fosse l'ultimo. E' la grande lezione, tra gli altri, di Steve Jobs.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 18/03/2009 @ 07:48:19, in Pensieri Leggeri, linkato 357 volte)


foto credit: Giorgio Ghezzi

"Ciò che è equilibrato si mantiene facilmente.
Ciò che non è incominciato si prevede facilmente.

Ciò che è fragile si rompe facilmente.
Ciò che è piccolo si disperde facilmente.

Previeni i problemi prima che sorgano.
Coltiva l'ordine prima che nasca il disordine".

Sono parole del Tao The Ching nella traduzione italiana di Claudio Lamparelli (Oscar Mondadori). Con esse proseguo stamattina la nuova rubrica Pensieri Leggeri. E i pensieri sono leggeri e semplici quando iniziano. Come i problemi. Prevenirli prima che sorgano fa la differenza. E' il segreto del problem setting, che è l'arte di definire i problemi prima di risolverli. Ne parla Umberto Santucci nel suo libro Fai Luce sulla chiave (L'Airone). Del resto questa impostazione non è lontana dall'adagio che dice "Chi ben comincia è a metà dell'opera" o da quell'altro che recita "Prevenire anziché curare". Questo i contadini e i giardinieri lo sanno molto bene quando curano le loro piante. La cultura popolare, poi, ci spinge a raddrizzare ciò che è ancora verde finché si è in tempo. Altrimenti si può verificare ciò che dice il proverbio "Il lupo perde il pelo ma non il vizio": si possono acquisire dei vizi in gioventù che poi ti portano alla tomba, spesso prima del tempo : - )

"Coltiva l'ordine prima che nasca il disordine" dunque. Perché, statene certi, il disordine arriva. Posso sistemare finché voglio i laccetti delle mie scarpette, la mia casacca dentro o fuori i pantaloncini negli spogliatoi e quando inizio a giocare posso fare tutti i passaggi secondo gli schemi dell'allenatore. Ma se sono un giocatore so che a un certo punto tutti correranno, forse gli avversari saranno più forti, forse salteranno gli schemi. Sarà il caos con i compagni che gridano, l'allenatore che urla, lo stadio in tumulto. Ma se non ho coltivato per un minuto almeno il mio ordine interiore sarò subito in balia di tutto questo.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 17/03/2009 @ 11:19:19, in Progetti, linkato 537 volte)


credit foto: eskimo82

"Aiuto, sono senza lavoro e ne sto cercando uno. Non so che fare. Sono anche laureata e ho mandato centinaia di curriculum ma nessuna azienda mi ha risposto. Sono disperata, ho pure un bambino da mantenere". Chissà quante donne in questi giorni si ritrovano più o meno in questo tipo di annunci. La disoccupazione è l'unico fenomeno che sta crescendo sempre a livello mondiale negli ultimi anni e l'ultima crisi finanziaria ha aggravato la situazione. La disoccupazione degli uomini è a livelli mai visti prima sia negli Stati Uniti sia in altre parti del mondo. Proprio ieri ci sono stati gli ennesimi tafferugli tra disoccupati e polizia a Napoli. Ma la situazione delle donne, credo, è ancora peggiore visto il permanere di una certa discriminazione nei loro confronti. Una disperazione nella disperazione, insomma. Così capita di incontrare una donna con una bambina con incredibili capacità artistiche cercare lavoro in un call center outbound: quello dove si telefona a casa delle persone per proporre l'ultima offerta telefonica, l'ultima enciclopedia, l'ultimo aspirapolvere. Questa donna qualche mese fa mi aveva chiesto dei consigli. Visto che aveva grandi doti artistiche le consigliai di cominciare a metterle in pratica iniziando da amiche, conoscenti, persone che man mano poteva conoscere realizzando piccole produzioni per loro, magari all'inizio regalandone qualcuna per farsi conoscere. Le consigliai anche di iniziare a tenere dei corsi. Sa dipingere cose bellissime su tutti i tipi di supporti e con qualsiasi tecnica. Poteva mettere in piedi una bella attività: aveva anche un locale a disposizione in una bella città del sud come Lecce in cui il buon gusto e le produzioni artigianali sono ben considerate. Lei non mi diede retta e partì per insegnare in una scuola del nord: con lo stipendio che prende deve anche pagarsi un affitto carissimo e mantenere se stessa e la bambina. Spero ce la faccia. Ma secondo me avrebbe potuto tentare di sfruttare meglio le sue possibilità.

Capita anche di incontrare donne vicine alla quarantina che non hanno mai lavorato o che il lavoro lo hanno perso e che ora non sanno cosa fare. Alcune di loro hanno dato un'occhiata a questo discorso che sto portando avanti dei problemi interessanti e irresistibili che possono e devono sostituire i problemi noiosi e che nessuno vuol condividere con noi. Ma come tradurlo in pratica? Prendo spunto da alcuni consigli che oggi Jacopo Fo ha dato a Mirella, una donna che ha cercato aiuto a lui. Leggete il suo post per gli interessanti consigli che Jacopo le ha dato. Per parte mia vorrei dar conto di quella conversazione copiando e incollando una sintesi del mio commento.

"Cosa dovrebbe fare una persona come Mirella che ha deciso di scrivere a Jacopo? Penso che qualcosa l'abbia già fatta. Ha capito che Jacopo è una persona pratica e creativa nello stesso momento. E quindi credo che si renda conto che una buona dose di creatività sia necessaria. Un lavoro tutto da inventare insomma. E nel quale non sono necessarie grosse risorse finanziarie. Consiglio a Mirella e a chi vuol tentare un percorso di questo tipo un libricino scritto da una persona seria che è diventata un uomo d'affari e ambientalista come Paul Hawken: Come scegliersi un'attività e farne un business. Chi legge questo libro si rende conto che chi vuol davvero un lavoro comincia con  ciò di cui dispone, con un'idea che viene dalle cose che ha dentro casa, nel proprio garage.
Mettici tutte le energie che hai Mirella, ingegnati, cerca di essere creativa al massimo. Non ti conosco, mi sarebbe piaciuto leggere almeno una parte del tuo messaggio a Jacopo. Ma non ce la puoi fare da sola. Hai già chiesto aiuto a Jacopo e hai fatto bene e lui ti ha ricambiata con generosità. Ma cerca altri consigli a persone creative e che ritieni possano essere tuoi punti di riferimento. Puoi anche cercare di organizzare qualche piccolo evento on e off-line per cercarti lavoro. Per farti un esempio lo scorso 25 febbraio io ho organizzato per il mio compleanno Non Auguri Ma Progetti: un evento in cui invece di ricevere i soliti auguri e i soliti regali per il proprio compleanno ci si organizza per concepire e attuare dei progetti assieme agli amici che vi partecipano.
Facci sapere Mirella come vanno le tue ricerche e i tuoi tentativi. Sarebbe interessante farne un percorso condiviso, che possa essere utile anche agli altri su come passare da una richiesta di aiuto in cui si espone la propria situazione all'ideazione di un piano di azione e alla sua attuazione e ai problemi che comporta. Perché tutti scrivono nei loro siti e nei loro blog che sono bravi a far questo o quell'altro. Nessuno scrive invece i problemi che ha avuto e che ha e come sta cercando di risolverli. E invece è interessantissimo. Perciò ti consiglio di raccontarli i tuoi problemi, certo rendendoli però man mano interessanti".

Estendo questo invito a tutte le donne e a tutti coloro che condividono questo tipo di percorsi. Scrivetemi così magari insieme qualcosa si mette in piedi. O dite la vostra nello spazio dei commenti. Concludo il post con una nota positiva di cui ho parlato alcuni giorni fa: la rete è femmina.

Non Auguri Ma Progetti!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 17/03/2009 @ 10:25:50, in Marketing e comunicazione, linkato 422 volte)

A volte quando si pensa ad un piano di marketing si pensa a chissà quali investimenti e a chissà quali piani complicati ed elaborati. Spesso, purtroppo, è così. Con risultati, però, non assicurati. E può succedere di spendere ingenti somme per prodotti e/o servizi che non funzionano, nonostante grandi piani di marketing. Per quanto evoluto sia il marketing resta un'arte e i gusti delle persone e i loro comportamenti restano imprevedibili. Perciò si è cercato di affinarlo. Ecco perché con il tempo sono sorte varie forme di marketing: il marketing territoriale, il direct marketing, il marketing virale, il guerrilla marketing ecc. Oggi vi presento il Nothing Marketing: il marketing fatto con il niente : - ) Guardando l'azione di guerrilla marketing trovata su Viralmente mi ha colpito la parte del messaggio che dice: "Quando vedi niente vedi tutto". Insomma, anche con il niente si può fare marketing e comunicazione. Proprio in questi giorni il comune di Bari sta vietando i volantini nella cassette condominiali esposte all'esterno dei condomini. Ora chi porta i volantini di casa in casa è costretto a suonare al citofono, farsi aprire e lasciare i volantini all'interno del condominio. In quanti, però, sentendo che si tratta di loro saranno propensi ad aprire? La pubblicità che ti rompe le scatole al telefono, in televisione, nell'internet è fallimentare. Se guardate questo video che vi ho proposto invece vi divertite. E questo succede con quel niente che è l'oggetto stesso dell'azione: quasi uno spettacolo da clown. Addirittura si vede anche qualche passante che si inserisce nella performance e partecipa in modo attivo. Quando mai succede che qualcuno sia così interessato alla nostra comunicazione? Il punto è che le persone vogliono divertirsi e vogliono interagire. E il segreto è dar loro la possibilità, gli strumenti e le persone giuste per farlo: attori preparati e bravi ad improvvisare, come quelli da anni specializzati nell'improvvisazione teatrale anche per il business.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 13/03/2009 @ 09:06:07, in Pensieri Leggeri, linkato 287 volte)

bambino che salta il muro
credit foto: jasonnaylorx's

"Quando il governo è rilassato e tranquillo,
il popolo è sano e bonario.
Quando il governo è duro ed esigente,
il popolo è intrigante e meschino.
(...)
Nel governare il popolo e nel servire il cielo
niente è meglio della moderazione".

Sono passaggi del Tao Te Ching che cito dalla traduzione italiana di Claudio Lamparelli (Oscar Mondadori). Non credo ci voglia molto a coglierne il senso. E penso che il parallelo con il governo italiano venga subito in mente. In particolar modo penso alla durezza con cui in Italia sono trattate le minoranze e gli immigrati. Ma penso anche ai militari sparsi sul territorio nazionale e a tutta la propaganda sul tema della sicurezza dei cittadini. A tutto sono ispirate le azioni del governo e del parlamento (se e quando lo si lascia lavorare) tranne che alla moderazione. Tutta l'insistenza da parte dei telegiornali italiani su questo tema, ad esempio, non  non è la risposta ad una vera emergenza. Sembrerebbe che i reati in Italia siano in aumento e che soprattutto gli immigrati irregolari siano propensi a delinquere. Invece gli immigrati criminali sono in percentuale uguale agli italiani. Le violenze sulle donne, poi, sono in aumento ma non da parte di immigrati o di sconosciuti: sono in  aumento tra le mura domestiche. Basta dare un'occhiata all'ultimo Rapporto sulla criminalità in Italia.

Tutti sappiamo perché c'è tutta questa propaganda in corso contro gli immigrati. Sappiamo benissimo che è una propaganda strumentale. E a dire il vero la maggioranza tratta da criminali tutti gli immigrati solo per sfruttarli meglio. La legge Bossi-Fini prevede infatti il rimpatrio degli irregolari ma di fatto è piuttosto difficile che venga fatto rispettare. Del resto in molti preferiscono avere la colf o la badante in nero e sotto la minaccia di farla rimpatriare. Il popolo italiano è intrigante e meschino come il suo attuale presidente del consiglio. Ci sono delle eccezioni, ci mancherebbe, ma ora il popolo italiano è così perché educato a dovere da decenni di diseducazione televisiva. Inutile che tu che leggi vieni a dirmi che tanto tu  non ti fai influenzare da Mediaset o dalla televisione in generale. Se affermi questo è la prova più evidente che sei condizionato perché non hai capito la potenza devastante dell'agenda setting.

E che dire poi di tutta quella "leggerezza" televisiva che ci vuol far distrarre e che ci vuol dare innocenti evasioni. "La gente ha bisogno di evadere dalla dura realtà quotidiana" è il ritornello di tanti tristi conduttori. E ci propinano la loro leggerezza. Che facciano, che propongano. Io preferisco un'altra leggerezza: la leggerezza del "salto del muro", del salto di tutte le chiacchiere, le stupidaggini, le insulsaggini. Preferisco la leggerezza di Italo Calvino: "Se volessi scegliere un simbolo augurale per l'affacciarsi del nuovo millennio, sceglierei questo: l'agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva  sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti credono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e romboante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d'automobili arrugginite" (Italo Calvino, Lezioni Americane, Oscar Mondadori).

Inauguro con questo post una nuova categoria per il blog che ho chiamato Pensieri Leggeri: sono pensieri soprattutto mattutini che riprenderanno citazioni da testi esemplari come la Bibbia, il Tao e altri. E saranno brevi, lapidari e quasi quotidiani, promesso. Questo era più lungo perché non ho avuto il tempo per farlo diventare più breve ; - )

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Giuseppe (del 12/03/2009 @ 14:36:20, in Progetti, linkato 287 volte)

Logo di Non Auguri Ma Progetti Follo UpCome nasce un progetto? Come si inizia a pensarlo? Come si affrontano i problemi che ne nascono? A questi e ad altri interrogativi risponde Non Auguri Ma Progetti. Si tratta di un cantiere che sviluppa idee, iniziative e progetti a partire da persone volitive, creative e positive. Un compleanno, come il mio, è diventato una scusa per mettere insieme degli amici che si intendono di problem solving, di come organizzare il pensiero con le mappe concettuali e mentali, di come tener conto delle opinioni e dei gusti di coloro che possono esser clienti di un prodotto o un servizio, di artisti che mettono a frutto la loro creatività. In molti  hanno risposto all'appello e si è tenuta una prima giornata evento della quale puoi leggere il diario. L'idea è nata dai messaggi di auguri che in tanti usano scrivere nelle bacheche del festeggiato di turno, specie nel facebook che ricorda ogni giorno i compleanni dei propri contatti. Ma è nata anche da una considerazione sui tempi che stiamo vivendo, tempi di crisi e di licenziamenti e di duro lavoro per chi resta. Così un lavoro bisogna reinventarselo spesso. E' tempo di progetti, insomma. Così, perché non dedicare il proprio compleanno allo sviluppo di idee, progetti e relazioni, ho pensato? Perché non sfruttare questa occasione? E dopo il primo evento sono in cantiere nuovi eventi e nuove iniziative.

Prima di tutto però ho deciso di mettere a disposizione un sondaggio. Chiedo un'opinione a chi ha partecipato o a chi ha sentito parlare di Non Auguri Ma Progetti o a chi ancora non lo conosce ma può trovarvi o introdurvi qualche suo interesse. Un piccolo reciproco atto di cortesia per mettere a suo agio ciascuno di voi e intavolare una relazione sugli interessi e le idee che abbiamo in comune. Ma anche per far emergere i dubbi, le perplessità e gli elementi che non dovessero esser chiari. Alcune sorprese vi attendono appena avrete compilato il modulo online.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3

Ci sono 5 persone collegate


Newsletter

Cerca per parola chiave
 


Titolo
Diario (5)
Fotografie (1)
Idee (3)
Me stesso (2)
Progetti (5)
Spettacoli (4)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Ti piace questo blog?

 Fantastico!
 Carino...
 Così e così
 Bleah!

Titolo



Titolo
L'improvvisazione teatrale: il teatro del sì
Sito della piattaforma: dBlog.it Open Source
Il mio lavoro: il Problem Telling
Problem Telling - il blog
profilo facebook
I miei link su delicious
Il blog di Jacopo Fo
Umberto Santucci, Problem Setter: sito personale

Il blog delle mappe mentali: Roberta Buzzacchino
Le notizie del mondo del teatro: Teatro.org


 

Vitale's News.
Per ricevere gli articoli via email inserisci il tuo indirizzo email

Newsletter gestita con FeedBurner


10/09/2010 @ 22.37.12
script eseguito in 406 ms


BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

http://www.wikio.it