L'ideale, per l'intelletto umano, sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo è bene accolto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e l'intruso.
Nell'excursus di "Soccorso Vitale", sabato abbiamo dato uno sguardo alle mappe del pensiero. In quell'occasione abbiamo visto che a proposito di abulimia e anoressia Joseph Novak scoprì che i soggetti che ne sono interessati utilizzano delle strategie basate sull'apprendimento meccanico e si sentono impotenti riguardo al loro apprendimento. In altre parole tendono ad avere un apprendimento basato solo sull'imparare con il solo uso della memoria. Questo perché situazioni e sentimenti negativi condizionano il più proficuo e naturale apprendimento significativo. Quest'ultimo richiede:
il mettere in relazione le conoscenze precedenti con quelle nuove;
materiale significativo;
che il discente scelga di apprendere in modo significativo.
Spesso però accade che i sentimenti e le esperienze negative influenzino le nostre conoscenze e limitino lo sviluppo delle abilità psicomotorie. Perché ciò non accada occorre eliminare la negatività, non permetterle di influire su noi stessi. Spesso ci condiziona così tanto che crediamo che dei nostri progetti e dei nostri desideri non si possa realizzare nulla. Ma c'è di più: ci può far vivere una vita da inferno. Le nostre relazioni con il mondo ne risentono parecchio e finiamo con il vedere il mondo con tinte da incubo. Persino il nostro modo di muoverci e di camminare e come ci prendiamo cura del nostro corpo può essere compromesso. Allora, in che modo liberarci della negatività? Ho provato a suddividere questa liberazione nei seguenti sette passi che cercano di rendere questo difficile compito un po' più facile.
Il primo passo è di prendere atto dei suoi effetti nefasti e spesso devastanti.
Il secondo passo è togliere quel sottobosco di sfiducia e scoraggiamenti che la alimentano.
Se non possiamo andare subito al cuore del problema allora occorre affrontarl nei suoi aspetti periferici, prima che li faccia suoi: non permetterle di distruggere ciò che di positivo è rimasto in noi.
Occorre, quindi, mantenere un presidio che rafforzi e potenzi ciò che di positivo abbiamo.
Da qui trovare la forza per iniziare a fronteggiare il sopravanzare della negatività.
Una volta ottenuti i primi incoraggianti segnali occorre passare all'azione e iniziare a spegnere la negatività: è il momento di andare al cuore del problema.
Una volta che la negatività è limitata e magari spenta occorre fare in modo che non torni di nuovo. Occorre instaurare un presidio di fiducia, delle gratificazioni continue.
Avevi mai pensato quanto la negatività condizioni la qualità della tua vita e alla sua relazione con l'apprendimento? Cosa si può fare secondo te per non farci condizionare da essa? Dì la tua nei commenti o vieni a parlarcene nella bacheca in Facebook.