Non è compito dello psicologo capire quello che non capisce. Noi non faremo i ciarlatani e diremo francamente che a questo mondo non si capisce niente. Sanno tutto e capiscono tutto solo gli sciocchi e i ciarlatani… Coloro che scrivono, e gli artisti in particolare, dovrebbero ormai riconoscere che a questo mondo non si capisce nulla, come a suo tempo lo riconobbero Socrate e Voltaire.
Dopo la quarta dimensione, la quarta marcia, la quarta parte di un tutto, il caffé quarta, la quarta misura di reggiseno, la quarta parete a teatro... la QUARTA IMPROVVISAZIONE: l'improvvisazione teatrale a Quarto Canale Radio. Oggi, Mercoledì 20 gennaio, dalle 19 e 40 alle 20 circa può succedere di tutto nella trasmissione "Radio Sera" di Quarto Canale Radio ascoltabile online sul sito web www.quartocanaleradio.it. L'attore-improvvisatore Giuseppe Vitale improvviserà, infatti, poesie, monologhi, storie, blues, brevissimi radio drammi e quant'altro la fantasia suggerirà sul momento. La conduttrice Maria Angelotti farà da maestra di cerimonia dello speciale dal titolo La Quarta Improvvisazione nello scegliere le categorie (i generi) all'attore Vitale mentre il pubblico da casa già dal pomeriggio potrà suggerire i temi o i titoli o le parole o gli aggettivi su cui improvvisare. Basta telefonare allo 0831 - 844559 o scrivere all'email info@quartocanaleradio.it o ancora intervenire attraverso la chat di facebook e skype agli indirizzi che saranno forniti prima e durante la trasmissione. Si possono fornire titoli di storie mai sentite, titoli di poesie mai scritte, titoli di film mai visti, titoli di giornali mai letti ecc. ecc. Anche alla fantasia dei radioascoltatori non c'è limite. Sulla base di tutto questo in diretta Giuseppe Vitale realizzerà le sue improvvisazioni radiofoniche. Che aspetti, gioca già da subito con noi. Chiama al numero fornito o all'email scritta su e comincia a dare i tuoi suggerimenti! Gioca con noi! Buon divertimento.
Cari amici e lettori del Vitale's Blog non perdete domattina, 12 gennaio alle ore 10, la diretta da Studio 100 sul Teatro del Sì e sull'improvvisazione teatrale. Si parlerà infatti del Corso d'improvvisazione teatrale presso l'Arci di Francavilla Fontana che inizierà giovedì 14 gennaio 2009 alle ore 19. Sarà preceduto da una conferenza stampa il giorno prima, 13 gennaio, alle ore 10:30. Si profilano, insomma, due buone occasioni per capire che cos'è il Teatro del Sì, di quale improvvisazione teatrale parliamo, chi siamo e che cosa vogliamo fare nel 2010 e nel futuro. Non mancate perché poi voglio i vostri commenti :)
Prosegue in questo mese e fino alla fine di Gennaio il mio impegno per il neonato Teatro del Si, il cui progetto ho già presentato in un precedente post. Ora vi propongo l'intervista che Quarto Canale Radio mi ha rivolto mercoledì scorso. Abbiamo chiacchierato un po’ della storia dell’improvvisazione teatrale, del suo valore e un po’ del corso. Buon ascolto.
Non so voi ma in questo momento vorrei essere in un altro paese. Sarà che non mi sento italiano, come diceva Gaber. Sarà che non mi sento rappresentato da Berlusconi. Sarà che ho voglia di un altro mondo, come Alice. In questo altro paese non teniamo la cetra appesa ai salici piangenti ma la suoniamo. In un altro paese facciam festa due, tre volte al giorno. In un altro paese abbiamo tutti quanti un posto al mare. Sarà per questo che ieri ho mixato un po' di tracce musicali e ci ho improvvisato un testo che potete ascoltare in coda al post. Buon ascolto.
Stai per uscire di casa per un appuntamento importante, irrinunciabile e all'improvviso ti piomba un vecchio amico che non vedevi da 10 anni e che dice che vuol passare tutta la giornata con te. Hai la casa libera e dai appuntamento al tuo partner per una frizzante seratina ma all'improvviso suona al tuo citofono tua madre che dice di voler passare un po' di tempo con te. Hai sfornato il tuo ultimo software e stai dimostrando al tuo cliente come funziona quando all'improvviso va in crash rischiando di farti fare brutta figura. Sono alcuni esempi dei tantissimi imprevisti in cui incappiamo spesso anche se siamo degli abili ed incalliti pianificatori e pensiamo sempre a tutto o quasi. L'imprevisto è dietro l'angolo e spunta quando meno te l'aspetti appunto. Sembra addirittura che si diverta alla tue spalle, che abbia ordito un complotto contro di te. C'è chi allora la prende con filosofia e chi invece si arrabbia, chi è paziente e chi cede alll'ira. Gli attori, soprattutto di teatro, sanno bene quanto gli imprevisti siano sempre all'erta e pericolosi. Perciò quando arrivano cercano di minimizzarli o, meglio ancora, farne tesoro inglobandoli nella trama dello spettacolo.
E se invece che temerli gli imprevisti o metterli da parte diventano la base della drammaturgia stessa, diventano essi stesso spettacolo? E se l'improvvisazione non fosse utilizzata solo per preparare degli spettacoli ma divenisse essa stessa spettacolo? Queste riflessioni ed altre analoghe fecero negli anni '70 Keith Johnstone da un lato e Robert Gravel e Ivon Leduc in Canada. Il primo diede vita ai Theatresports e gli altri due ai Match d'improvvisazione teatrale. Da allora l'improvvisazione teatrale è la forma di spettacolo più rappresentata al mondo perché sempre viva, sempre attuale, sempre capace di tenere l'attenzione degli spettatori. Più in generale l'improvvisazione per gli artisti, praticata soprattutto nella musica e nella pittura, è la cifra stessa della relazione tra ispirazione e regola, tra educazione e spontaneità.
L'improvvisazione teatrale come forma di spettacolo diventa allora stretta parente del problem solving laddove c'è un procedere appunto "problema per problema". "Il problem-solving svolge la stessa funzione del gioco nel creare unità organica e libertà d'azione e, mettendo costantemente in dubbio i procedimenti adottati quando compare una crisi, genera una grande emozione: cosicché tutti i partecipanti restano aperti all'esperienza". (Viola Spolin, Esercizi e improvvisazioni per il teatro, Dino Audino Editore). Non è un caso che l'improvvisazione venga utilizzata nel team building e nella formazione.
Con il suo rifiuto del grande "no" alle proposte altrui e con il fondamentale accorgimento dell'accoglienza e della valorizzazione di queste ultime l'improvvisazione teatrale si propone come stile di vita, come capacità di dire molti più "si" di quelli che in genere siamo abituati a dire, come scoperta del valore degli altri e di quanto sia importante il loro ascolto. Non c'è disciplina al mondo che abitui di più all'ascolto. Da questo nascono tutti gli utilizzi nel sociale dell'improvvisazione teatrale come ad esempio nella integrazione e nello scongiurare il razzismo.
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Si sollevarono parecchie unghie nel pomeriggio inanellato dall’esercito partigiano che si schierava come un fiore infornato insieme alla tastiera del computer. Nessuno protestò. Il prete guardò la prostituta e questa saltò sulla mina del cinema paradiso. Allora fischiarono nel cinema. E quindi l’usciere batte’ cassa. Così nessuno pote’ dimenticare il sogno di Domenico Modugno. Nemmeno la mela di Adamo ed Eva voleva imbarcarsi per un dove senza domani.
La terza ed ultima parte del podcast della puntata di Notte in rete del 5 maggio scorso a Radio Imago e che pubblico in fondo a questo post inizia con un'improvvisazione dal titolo Il doppio gioco della badante Irina. Grazie all'ascoltatore Giovanni per il tema che ci ha dato in diretta.
Prosegue poi la chiacchierata sui Match d'improvvisazione teatrale a proposito di due figure centrali ed indispensabili: il pubblico e l'arbitro. Il pubblico in questo genere di teatro-sport è davvero importante perché con il suo voto decide quale improvvisazione premiare e quale no; con la pantofola che gli viene fornita all'ingresso sottolinea, lanciandola verso gli attori, i passaggi non graditi; con i temi che fornisce all'arbitro decide tutti i titoli delle improvvisazioni. Il pubblico è dunque parte attiva in questi spettacoli, è partecipe di un'esperienza. L'arbitro, poi, è il vero e proprio regista in campo perché decide lui i tempi di ogni improvvisazione.
La penultima improvvisazione gioca, poi, di nuovo su uno dei temi della serata del 5 maggio: le mappe mentali. Già nel post di ieri ne avevo parlato. Qui Attilio Torrone, conduttore della trasmissione, decide che il titolo dell'improvvisazione sarà La mappa non è un territorio e noi ci giochiamo su, facciamo partire una serie di spunti, modi di dire e suggestioni attorno a questo tema.
Chiudono la trasmissione tre brevi improvvisazioni da parte di Julio Solinas alla maniera della poesia romanesca, di me con un monologo e di Daniela Amato con un "fuoco d'artificio": un monologo-lampo.
Spero che Dario Fo non ci fulmini se abbiamo giocato con il Grammelot, il linguaggio che giullari, attori itineranti e compagnie di comici dell'arte usavano per farsi capire nel Medio Evo e nel Rinascimento quando avevano un pubblico straniero. E tra l'altro il tema che ci ha dato il conduttore Attilio Torrone ricorda in modo impietoso un classico di Dario Fo, la fame dello zanni. Sto parlando della seconda delle tre parti del podcast di Notte in rete del 5 maggio, puntata che Radio Imago ha dedicato all'improvvisazione teatrale e nella quale sono stato ospite assieme a Julio Solinas e Daniela Amato. Ieri ho pubblicato la prima parte del programma. Oggi metto a disposizione il secondo file mp3 qui di seguito.
Dopo l'improvvisazione con questo strano linguaggio che è il grammelot troverete una domanda a Daniela: "L'improvvisazione teatrale non svilisce gli attori?". Daniela ha risposto che al contrario un attore è valorizzato dall'improvvisazione. "Penso che non soltanto l'improvvisazione è essenziale alla formazione dell'attore ma che tutto l'insegnamento dell'arte drammatica potrebbe essere fondato sull'arte di improvvisare" scriveva nel 1987 Robert Gravel (fondatore dei Match d'improvvisazione teatrale) in Impro. Réflexions et analyses, collection théatre leméac.
Segue poi un'altra improvvisazione teatrale dal titolo Ma che musica maestro alla maniera del Radio Dramma.
Infine parliamo alla straordinaria tecnica delle Mappe Mentali, un approccio rivoluzionario al pensiero, allo studio, all'organizzazione e a tanto altro ancora. Lo spunto ce l'ha dato una mappa mentale che mi sono portato dietro e che potete vedere qui sotto.
Appuntamento a domani con la terza e ultima parte di Notte in rete. Ci sarà l'improvvisazione dal titolo La doppia vita della badante Irina e torneremo sulle mappe con un'improvvisazione dal titolo La mappa non è il territorio.
Il cinque maggio scorso sono stato ospite assieme ad Julio Solinas e a Daniela Amato del programma radiofonico Notte in Rete in onda su Radio Imago, una web radio in onda anche su Second Life. Abbiamo passato due ore spensierate e allegre assieme ai due simpatici conduttori Attilio Torrone e Roberto Marino durante le quali abbiamo parlato di improvvisazione teatrale e dei Match d'improvvisazione teatrale e abbiamo realizzato alcune improvvisazioni radiofoniche anche con l'intervento di alcuni ascoltatori che ci hanno dato dei temi. Qui di seguito ho messo il podcast della prima delle tre parti della trasmissione. In questa prima parte si trovano:
la presentazione dei tre "giocattori";
l'improvvisazione teatrale in ambito manageriale;
la prima improvvisazione della serata dal titolo Ribelli dentro;
i Match d'improvvisazione teatrale, la loro storia e diffusione.
Sorvolo sul primo dei punti in elenco, estemporaneo come tutta la serata, per passare all'utilizzo delle tecniche teatrali in ambito aziendale. Le referenze dell'Ares Teatro, l'associazione con cui collaboro, variano dalla FERRARI auto a RAI 3 e ad altri. L'elenco completo così come la scheda completa sull'argomento la si può trovare sul sito dell'Ares. E dalla teoria siamo passati alla pratica con una piccola iniziale improvvisazione, giusto per riscaldarci. Per poi passare allo spettacolo più rappresentato al mondo: i Match d'improvvisazione teatrale.
Uno speciale ringraziamento va al lavoro in redazione di Claudia Pichini.
Appuntamento a domani con la seconda parte della trasmissione in podcast con l'improvvisazione iniziale dal titolo Questa fame straordinaria in stile Grammelot.
Buona la prima di Ale e Franz, come show, è senz'altro uno dei migliori in circolazione perché spontaneo e fresco. Per chi vede l'improvvisazione teatral-televisiva per la prima volta è un'esperienza sconvolgente. Ma l'improvvisazione era stata già protagonista in televisione con i Match d'improvvisazione teatrale. Qual'è la differenza tra i due spettacoli? Agli spettatori l'ardua sentenza quando e se i Match torneranno in televisione. Intanto si può leggere un articolo su tvblog.it che fa un confronto tra il programma di Mediaset e i Match in quanto alla capacità di raccontare storie. Uno dei problemi di Ale & Franz sono i continui suggerimenti. Ne avevo già parlato un anno fa.