Il vero artista arde con ciò che gli succede intorno, è attratto dalla vita che è divenuta oggetto del suo studio e della sua passione, si pasce avidamente di ciò che vede, si sforza di marcare tutto quanto riceve dall'esterno.
Di Giuseppe (del 03/12/2009 @ 07:57:48, in Progetti, linkato 462 volte)
Il no è bloccare. Il si è accettare.
Il no è chiudersi. Il si è aprirsi.
Il no è non capire. Il si è capire.
Il no è non vedere. Il si è aprire gli occhi.
E' per queste e altre ragioni che ho deciso di intitolare "Teatro del Si" il progetto d'improvvisazione teatrale che sto realizzando in Puglia. Le altre ragioni le potete trovare nella pagina del nome. Ho deciso di parlarne in questo mio blog per presentare il progetto ai miei lettori soprattutto pugliesi e a quanti sono interessati all'improvvisazione teatrale della quale mi occupo da qualche anno e di cui ogni tanto scrivo dei post.
“Teatro del Si” è un progetto per portare l’improvvisazione teatrale, intesa come forma di spettacolo e non come preparazione di testi e performance, nella provincia di Brindisi e nella Puglia tutta. E' rivolto a:
attori e attrici per professione o diletto;
studenti universitari e delle scuole superiori;
persone che vogliono migliorare la loro capacità di parlare in pubblico;
tutti coloro che vogliono sperimentare le potenzialità ludiche e sociali dell’improvvisazione teatrale;
chi è alla ricerca di stili di vita e di interazioni con gli altri sotto il segno della nonviolenza.
Altre informazioni sono disponibili nella pagina del progetto. Per realizzarlo mi sono avvalso della collaborazione dell'attore-improvvisatore canadese Ian Algie, allievo del Theatre de Complicié, di Del Close, di Paul Sills, di David Shephard e del Second City Improvisation Theatre di Toronto dove è già stato insegnante di improvvisazione ed allenatore di varie squadre. Con Ian già tra il 2006 e il 2007 avevamo messo in piedi un primo gruppopugliese di attori-improvvisatori che operava per lo più in provincia di Bari. Ora il progetto investe invece la provincia di Brindisi e in particolare Francavilla Fontana presso la locale sede dell'Arci. Ed inizierà con un corso che partirà a gennaio e terminerà agli inizi di giugno. Il corso insegnerà le tecniche di base dell’improvvisazione teatrale intesa come spettacolo ed è aperto sia ad attori sia a coloro che si avvicinano per la prima volta al teatro. Altre informazioni, anche sull'iscrizione, sono disponibili nella pagina del corso.
Chi vuole seguirmi in questa avventura e magari entrare in questo bel mondo e far parte del primo gruppo brindisino di attori-improvvisatori può farlo attraverso il blog, la fan page su facebook, twitter e youtube. Perché dovreste seguirmi in questa follia? Perché vi potrebbe salvare la vita. Non ci credi? Scopri come proprio l'improvvisazione teatrale ha salvato la vitapiù di una volta al grande Robin Williams.
"Aiuto, sono senza lavoro e ne sto cercando
uno. Non so che fare. Sono anche laureata e ho mandato centinaia di curriculum
ma nessuna azienda mi ha risposto. Sono disperata, ho pure un bambino da
mantenere". Chissà quante donne in questi giorni si ritrovano più o meno in
questo tipo di annunci. La disoccupazione è l'unico fenomeno che sta crescendo
sempre a livello mondiale negli ultimi anni e l'ultima crisi finanziaria ha
aggravato la situazione. La disoccupazione degli uomini è a livelli mai visti
prima sia
negli Stati Uniti sia in altre parti del mondo. Proprio ieri ci sono stati
gli ennesimi
tafferugli tra disoccupati e polizia a Napoli. Ma la situazione delle
donne, credo, è ancora peggiore visto il permanere di una certa
discriminazione nei loro confronti. Una disperazione nella disperazione,
insomma. Così capita di incontrare una donna con una bambina con incredibili
capacità artistiche cercare lavoro in un call center outbound: quello dove si
telefona a casa delle persone per proporre l'ultima offerta telefonica, l'ultima
enciclopedia, l'ultimo aspirapolvere. Questa donna qualche mese fa mi aveva
chiesto dei consigli. Visto che aveva grandi doti artistiche le consigliai di
cominciare a metterle in pratica iniziando da amiche, conoscenti, persone che
man mano poteva conoscere realizzando piccole produzioni per loro, magari
all'inizio regalandone qualcuna per farsi conoscere. Le consigliai anche di
iniziare a tenere dei corsi. Sa dipingere cose bellissime su tutti i tipi di
supporti e con qualsiasi tecnica. Poteva mettere in piedi una bella attività:
aveva anche un locale a disposizione in una bella città del sud come Lecce in
cui il buon gusto e le produzioni artigianali sono ben considerate. Lei non mi
diede retta e partì per insegnare in una scuola del nord: con lo stipendio che
prende deve anche pagarsi un affitto carissimo e mantenere se stessa e la
bambina. Spero ce la faccia. Ma secondo me avrebbe potuto tentare di sfruttare
meglio le sue possibilità.
Capita anche di incontrare donne vicine
alla quarantina che non hanno mai lavorato o che il lavoro lo hanno perso e che
ora non sanno cosa fare. Alcune di loro hanno dato un'occhiata a questo discorso
che sto portando avanti dei problemi
interessanti e irresistibili che possono e devono sostituire i problemi
noiosi e che nessuno vuol condividere con noi. Ma come tradurlo in pratica?
Prendo spunto da alcuni consigli che oggi Jacopo Fo ha dato a Mirella, una donna
che ha cercato aiuto a lui. Leggete
il suo post per gli interessanti consigli che Jacopo le ha dato. Per
parte mia vorrei dar conto di quella conversazione copiando e incollando una
sintesi del
mio commento.
"Cosa dovrebbe fare una persona come Mirella che ha
deciso di scrivere a Jacopo? Penso che qualcosa l'abbia già fatta. Ha capito che
Jacopo è una persona pratica e creativa nello stesso momento. E quindi credo che
si renda conto che una buona dose di creatività sia necessaria.
Un lavoro tutto da inventare insomma. E nel quale non sono necessarie grosse
risorse finanziarie. Consiglio a Mirella e a chi vuol tentare un percorso di
questo tipo un libricino scritto da una persona seria che è diventata un uomo
d'affari e ambientalista come Paul Hawken:
Come
scegliersi un'attività e farne un business. Chi legge questo libro si rende
conto che chi vuol davvero un lavoro comincia con ciò di cui dispone, con
un'idea che viene dalle cose che ha dentro casa, nel proprio garage.
Mettici tutte le energie che hai Mirella, ingegnati, cerca di essere creativa al
massimo. Non ti conosco, mi sarebbe piaciuto leggere almeno una parte del tuo
messaggio a Jacopo. Ma non ce la puoi fare da sola. Hai già chiesto aiuto a
Jacopo e hai fatto bene e lui ti ha ricambiata con generosità. Ma cerca altri
consigli a persone creative e che ritieni possano essere tuoi punti di
riferimento. Puoi anche cercare di organizzare qualche piccolo evento on e
off-line per cercarti lavoro. Per farti un esempio lo scorso 25 febbraio io ho
organizzato per il mio compleanno
Non Auguri Ma
Progetti: un evento in cui invece di ricevere i soliti auguri e i soliti
regali per il proprio compleanno ci si organizza per concepire e attuare
dei progetti assieme agli amici che vi partecipano.
Facci sapere Mirella come vanno le tue ricerche e i tuoi tentativi. Sarebbe
interessante farne un percorso condiviso, che possa essere
utile anche agli altri su come passare da una richiesta di aiuto in cui si
espone la propria situazione all'ideazione di un piano di azione e alla sua
attuazione e ai problemi che comporta. Perché tutti scrivono nei loro siti e nei
loro blog che sono bravi a far questo o quell'altro. Nessuno scrive invece i
problemi che ha avuto e che ha e come sta cercando di risolverli. E invece è
interessantissimo. Perciò ti consiglio di raccontarli i tuoi problemi, certo
rendendoli però man mano interessanti".
Estendo questo invito a tutte le donne e a tutti coloro
che condividono questo tipo di percorsi.
Scrivetemi
così magari insieme qualcosa si mette in piedi. O dite la vostra nello spazio
dei commenti. Concludo il post con una nota positiva di cui ho parlato alcuni
giorni fa:
la rete è
femmina.
Di Giuseppe (del 12/03/2009 @ 14:36:20, in Progetti, linkato 287 volte)
Come
nasce un progetto? Come si inizia a pensarlo? Come si affrontano
i
problemi che ne nascono? A questi e ad altri interrogativi risponde Non Auguri Ma
Progetti. Si tratta di un cantiere che sviluppa idee, iniziative e
progetti a partire da persone volitive, creative e positive. Un compleanno,
come il mio, è diventato una scusa per mettere insieme degli amici che si
intendono di problem solving, di come organizzare il pensiero con le
mappe
concettuali e mentali, di come tener conto delle opinioni e dei gusti di
coloro che possono esser clienti di un prodotto o un servizio, di artisti che
mettono a frutto la loro creatività. In molti hanno risposto all'appello e
si è tenuta una prima giornata evento della quale puoi leggere il
diario.
L'idea è nata dai messaggi di auguri che in tanti usano scrivere nelle
bacheche del festeggiato di turno, specie nel facebook che ricorda ogni giorno i
compleanni dei propri contatti. Ma è nata anche da una considerazione sui tempi
che stiamo vivendo, tempi di crisi e di licenziamenti e di
duro
lavoro per chi resta. Così un lavoro bisogna reinventarselo spesso. E' tempo
di progetti, insomma. Così, perché non dedicare il proprio compleanno allo
sviluppo di idee, progetti e relazioni, ho pensato? Perché non sfruttare questa
occasione? E dopo il primo evento sono in cantiere nuovi eventi e nuove
iniziative.
Prima di tutto però ho deciso di mettere a disposizione un
sondaggio. Chiedo
un'opinione a chi ha partecipato o a chi ha sentito parlare di Non Auguri
Ma Progetti o a chi ancora non lo conosce ma può trovarvi o introdurvi
qualche suo interesse. Un piccolo reciproco atto di cortesia per mettere a suo
agio ciascuno di voi e intavolare una relazione sugli interessi e le idee
che abbiamo in comune. Ma anche per far emergere i dubbi, le perplessità e gli
elementi che non dovessero esser chiari. Alcune sorprese vi attendono appena
avrete compilato il modulo online.
Di Giuseppe (del 21/02/2009 @ 18:28:52, in Progetti, linkato 705 volte)
Mercoledì prossimo, 25 Febbraio, presenzierò Non Auguri Ma
Progetti: l'evento online di cui sono organizzatore e amministratore. E'
un'intera giornata, dalle 10:30 alle 18:00 dedicata a questi temi:
Ci sarà a disposizione una
chat pubblica a cui
parteciperanno alcuni ospiti, professionisti di successo, a cui potremo fare
tutte le domande che vorremo. Ecco il programma:
L'evento si segnala come una "cassa
depositi e prestiti delle idee" e vuole essere un modo alternativo per
festeggiare un compleanno. Oltre alla chat ci sono altre risorse ed attività in
programma per la giornata:
Prepara perciò la tua
curiosità, metti in programma le tue idee, metti in cantiere i tuoi
progetti. Se lo farai il 25 febbraio dalle 10:30 alle 18:00 sarai
protagonista anche tu di
Non Auguri Ma Progetti.
Di Giuseppe (del 10/11/2007 @ 17:22:56, in Progetti, linkato 612 volte)
Questa qui sopra è la clip video tratta dal trailer teatrale scritto dalla cara amica Marzia Pez del Teatro in Libreria. Ho già parlato di questo trailer in questo blog. Nella clip che si vede qui sopra siamo al punto in cui Jey (Marco Reale) e Lio (io) scoprono che coloro ai quali hanno rubato il nano da giardino ora sono sulle loro tracce e hanno provato a cercare il pupazzo in casa loro, inconsapevoli che Lio l'ha già regalato a dei bambini. Decidono, quindi, di scrivere loro una lettera per prendere tempo e fare uno scambio con un nano sostitutivo.
Rappresenteremo di nuovo l'intero trailer (30 minuti circa) il 16 novembre presso la Libreria Rinascita in via delle Botteghe Oscure a Roma alle ore 18. Questa volta faremo le cose in gran stile: saranno disponibili le musiche suonate dal vivo dai musicisti. Chiunque non abbia di meglio da fare e fosse a Roma è dunque invitato a questa presentazione gratuita ma soprattutto, dicono, comica
Di Giuseppe (del 04/06/2007 @ 22:53:02, in Progetti, linkato 540 volte)
Avevo segnalato un video con Gian Maria Volontè quale lapidario esempio di quello che possono fare i "lavoratori dello spettacolo" a favore della verità nelle vicende giudiziarie e politiche. Certe vicende, si sa, sono molto intricate perché vedono la partecipazione di diversi soggetti più o meno occulti a tenere sottochiave tutto. Emblematico, a questo proposito, è il caso del rapimento e dell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro nel 1978. Il 25 maggio scorso è uscito un nuovo libro su questo caso. Si tratta di Vuoto a perdere di Manlio Castronuovo: un affascinante viaggio all'interno dell'affaire Moro. In proposito ho scritto una recensione. Qui voglio invece parlare di un percorso parallelo a questo libro, di genere teatrale, sugli anni '70. Questo percorso comincerà sabato prossimo a Ceglie Messapica (Brindisi) con la presentazione di questo libro da parte dell'autore e con la lettura di tre brani che ho scelto personalmente: L’apnea di via Fani, dal racconto di Valerio Morucci; La Renault rossa (da una memoria di un bambino degli anni '70); Qualcuno era comunista di Giorgio Gaber. Per quanto questo percorso mi sia stato chiesto dallo stesso Manlio da quando ho cominciato a lavorarci sento tutta le centralità di quella vicenda nella storia d'Italia. E mi permette di fare i conti con quella tensione tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana durante tutta la guerra fredda che io ho vissuto sulla mia pelle da ragazzo.
Di Giuseppe (del 26/10/2006 @ 10:41:42, in Progetti, linkato 2243 volte)
Oggi voglio raccontare una novità che mi vede coinvolto con altri tre attori brindisini, di cui due anche musicisti, diretti e coordinati da un attore, clown, regista canadese. Senza copione, senza personaggi, senza scene preparate prima e con i soli suggerimenti, temi, luoghi e mestieri suggeriti dal pubblico cercheremo di imbastire storie, giochi, monologhi. E' da qualche mese che con Ian Algie, attore, formatore, clown e con gli attori Giuseppe Ciciriello, Espedito Chionna, Massimo Zaccaria che mi sto divertendo un mondo a scoprire un tipo di teatro fino a poco tempo fa del tutto sconosciuto per me.
Si tratta di performance del tutto improvvisate: non ci sono cioè copioni né canovacci né trame né costumi e non ci sono neanche personaggi prestabiliti. E' il pubblico che decide situazioni, personaggi e storie.
L'improvvisazione non è mancanza di tecnica o, peggio ancora, superficialità. Nel teatro del 900 l'improvvisazione è diventata sinonimo di creatività, di montaggio di elementi non premeditati e persino una vera e propria tecnica. L'improvvisazione è quindi diventata nel tempo creatività, movimento preciso dell'attore al di là di ogni psicologismo e abilità dell'attore per scegliere ciò che più lo rende libero.Il primo appuntamento è stasera alle 21 al circolo "I sotterranei" di Copertino. Nei prossimo post domani scriverò il resoconto della serata. A presto!