Stamane ho trovato un addon di Firefox che consente di personalizzare la propria firma nelle email con foto, dati, contatti di chat, social network, ultimo feed rss del proprio blog e altro ancora. Ecco qui di seguito come appare la firma. Se vi piace e volete utilizzare l'addon sotto la firma trovate il link per installare l'addon.
Sergio Rubini girerà in estate un nuovo film in Puglia. Il casting director è Francesco Lopez,
che conosco dal 2003, anno del film
L'amore ritorna, che mi ha inviato questa richiesta che volentieri io giro a tutti i miei contatti.
Cerchiamo maggiorenni di qualsiasi età, ambosessi
per piccoli ruoli e comparse del film.
Il numero delle comparse è elevato quindi non avverrà alcuna selezione
ma l''archiviazione dei dati che ci permetterà di richiamare per il film i partecipanti.
Per questo bisogna presentarsi con una fotocopia del documento d'identità e codice fiscale (unico foglio)
e con su riportate le taglie e le misure delle scarpe,
in quanto il film è ambientato negli anni '60.
Inoltre ricerchiamo ancora per la parte dei protagonisti:
un bambino 6/8 anni, pinocchiesco, curioso;
una bambina di 6/8 anni, bionda;
ragazzi di 11/13 per piccoli ruoli;
donna di 50/55 anni popolare, attiva e simpatica.
Per i nuclei familiari consigliamo di venire in gruppo
per poter coinvolgere in blocco i parenti e amici durante il film.
La selezione si terranno:
"Andare a teatro per assistere ad uno
spettacolo nei Quartieri Spagnoli di Napoli è un’esperienza sempre nuova e viva
– come andare a Ponticelli per vedere un film al cinema Pierrot oppure come
andare a sentire la grande musica jazz in piena estate alla villa comunale di
Pomigliano d’Arco – perché in questi luoghi la cultura sembra essere ancora
intrisa dell’elemento popolare. Attraversando i vicoli dei Quartieri Spagnoli si
penetra in un mondo sociale e storico molto teatrale, caratterizzato dalle
scenografie dei panni stesi, dallo sfondo sonoro della musica neomelodica, dal
passaggio violento di motorini pronti allo scippo, dagli odori delle cucine
delle pizzerie tradizionali che si mescolano con quelli provenienti dei bassi
abitati dalle ultime generazioni di immigrati africani ed asiatici, che a loro
volto vivono il quartiere da protagonisti contaminando e contaminandosi con una
fetta di sottoproletariato napoletano".
Stamattina ho trovato questa bella
introduzione ad una
recensione che vi invito a leggere per intero. Tutta Napoli è
teatrale, nel senso migliore del termine, o almeno la gran parte dei suoi
quartieri e dei suoi abitanti lo è. Per esempio io ho trovato molto teatrale il
quartiere dei presepi,
San Gregorio
Armeno. Basta guardare l'incredibile quantità di merce esposta, dai corni ai
tamburelli, dalle statue del presepe ai pupazzi di babbo natale, dagli angeli ai
puliciniell... e poi basta anche osservare l'incredibile fantasia espressa nelle
statuette più improbabili: da Berlusconi a Obama passando per Totò e Massimo
Troisi, da Pavarotti a Valentino Rossi ecc. Qui le due categorie di
"popolare" e "popolaresco", una volte distinte con lucidità da Carmelo Bene,
si uniscono in un mix unico e irripetibile. Non è un caso se i De Filippo, i
Giuffrè, Beppe Barra, Enzo Cannavale, Leo De Berardinis, Eduardo Scarpetta e
tanti altri sono figli di questa città. Vi raccomando l'elenco
completo.
La stessa lingua, i suoi suoni sono
teatrali. Il napoletano è una delle lingue più teatrali del mondo.
Opinione di Dario Fo che, non a caso, adotta spesso il
grammelot
napoletano. La stessa mimica facciale dei napoletani e la loro gestualità un
po' barocca e un po' figlia della necessità sono molto teatrali. Ai napoletani
va senz'altro data la laurea ad honorem in comunicazione.
E poi scusate ma il teatro a Napoli ci sta di casa. Perché è patria di una delle
più belle maschere di tutta la commedia dell'arte come Pulcinella. Perché
sta vivendo, nonostante tutte le sue crisi e i suoi problemi, una rinnovata
stagione del teatro grazie al festival
Napoli Teatro Festival Italia.Perché
esistono diversi gruppi che nei quartieri difficili fanno una grande opera
attraverso il teatro, come quello messo in piedi e diretto da
Mario Martone.
Ma sono sicuro che esistono diversi
altri motivi. Mi aiutate a questo punto voi lettori del blog a trovare tutti
gli altri aspetti sul teatro umano di Napoli? Scrivete la vostra nei commenti.
"La libera Università di Alcatraz risponde
alla crisi economica sfoderando risorse inaspettate.
Il fine settimana del 12-14 dicembre si potrà esser ospitati non in cambio di
denaro ma di quel che hai in casa e che non ti serve: vestiti, libri, cassette,
dvd, elettrodomestici, accessori, attrezzi, armature medioevali, bomboniere kitc
che non hai ancora avuto il coraggio di buttare via. Finalmente troverai qualche
cosa di utile da fare perfino con la bolla di vetro con la neve e la Tour
Heiffel che ti ha regalato zia Teodolinda". Per saperne di più potete leggere il
post
scritto oggi da Jacopo Fo.
Io ci sono stato ad
Alcatraz nel luglio 2003 per un seminario
di Dario Fo. Ho avuto anche occasione di stare a sentire Jacopo, grande comico
ed esperto di energie alternative, biodisel e tanto altro. Ottima la cucina e
splendida la natura dei boschi tutt'attorno. Barattate la vostra vacanza che ne
vale davvero la pena!
L'assassinio di Aldo Moro e l'attentato a
Giovanni Paolo II "hanno in comune un obiettivo di fondo: quello di evitare a
tutti i costi lo scompaginamento dell'equilibrio di Jalta che i circoli più
oltranzisti di Est ed Ovest volevano mantenere il più a lungo possibile". Sono
parole di Rosario Priore che
fa il
punto dell'attentato al papa di 13 anni fa in Piazza San Pietro a Pomezia al
corso promosso dal Polo universitario e dal Ceas (Centro Alti Studi per la lotta
contro il terrorismo). La conferenza di Jalta fu il preludio della divisione del
mondo in due blocchi. Non è un mistero che alle due superpotenze l'operato di
Moro prima e di Woytila dopo non piacesse molto. Entrambi infatti rischiavano di
pendere ora dall'una ora dall'altra parte della bilancia. Aldo Moro soprattutto
propugnava, com'è noto, proprio l'ingresso dei comunisti al governo. Ora,
secondo quanto riporta del rapimento dello statista democristiano Manlio
Castronuovo, tra gli altri, in Vuoto a
perdere comunque Moro sarebbe stato rapito a prescindere dal contesto
internazionale solo per portare il famigerato attacco al cuore dello stato. Ma è
innegabile che i brigatisti resero un favore a russi e americani.
Domani, 20 aprile 2008, si terrà a Ribolla, in Toscana, la festa della poesia estemporanea, improvvisata. I migliori Poeti Improvvisatori della Toscana e del Lazio si sfideranno in contrasti, stornelli e sonetti tutti improvvisati, con temi dati al momento. E' il secondo anno che vado ad assistere a questa festa popolare. Decine di poeti, spesso analfabeti, tirano fuori dei versi in ottava rima di una bellezza autentica, straordinaria. Ho scoperto l'esistenza di questa incredibile arte esattamente un anno fa, quando sono andato per la prima volta a Ribolla, insieme al mio amico e presidente dell'associazione con cui lavoro, Francesco Burroni. Da allora è nato il mio interesse e la collaborazione con Sonetto.org (qui tutte le info sulla manifestazione) di cui sono webmaster e redattore dei contenuti. Domani, infatti, conto di registrare con il mio lettore mp3 delle poesie, di fare delle foto e se ne avrò la possibilità anche delle riprese. Burroni, poi, da qualche tempo ha messo in piedi un intero spettacolo sulle poesie improvvisate: Versi controversi.
Ricordo con piacere l'anno scorso il mio arrivo nel piccolo paese di Ribolla, la gente che accorreva numerosa presso la palestra-auditorio dove si tiene l'evento e il vino e il cibo squisito preparato dalla gente stessa che vi partecipava. In quella zona in pratica quasi tutti sono poeti, quasi tutti maschi ma ci sono alcune donne, e riescono a improvvisare su due piedi le loro poesie. Vi ritorno con piacere per assaporare meglio questa ricchezza dell'oralità contadina che è rimasta viva nei giorni nostri.
Roma, 14 apr. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Samuel Beckett non finisce mai di affascinare gli appassionati non solo di teatro, ma di letteratura in generale, offrendo in continuazione spunti nuovi e punti di vista differenti. La sua sperimentazione del linguaggio e la sua nuova percezione della drammaturgia, che hanno rivoluzionato l'idea di teatro, saranno al centro del convegno internazionale "Beckett in Rome", il 17, 18 e 19 aprile all'auditorium "Ennio Morricone" dell'Universita' di Tor Vergata.
"Il Sergente non è un lavoro di denuncia ma non è nemmeno un medicamento per l’anima perché credo che il teatro non possa essere né terapia né antidoto. Penso alla possibilità di attingere all’esperienza, e che questo serva alla memoria, serva a prepararsi meglio ad affrontare le cose. Un teatro forse come addestramento, come istruzione”.
Bisognerebbe mandare questa dichiarazione di Marco Paolini ai fissati del Teatro-Terapia. Il teatro è terapeutico solo di riflesso. Centrale è l'esperienza, il capire le motivazioni degli esseri umani, il fare nella nuova vita della scena.
Dario Fo torna a teatro con una commedia che aveva già portato in scena nel 1974: "Sotto Paga! Non si paga!". "Si raccontava di donne che nella periferia di Milano, andando a fare la spesa, si ritrovavano con i costi aumentati a dismisura e, furenti, decidevano di pagare metà prezzo rispetto alla cifra imposta": così riporta una scheda su Teatro.org. Il bello è che quando debuttò questo spettacolo dopo qualche mese qualcuno davvero andò a fare la spesa e pretese di pagare la metà del prezzo indicato. Così riferisce un'altra scheda sullo spettacolo. Succederà anche questa volta? Significativo che le date della commedia siano tutte in teatri non situati in grandi città come Roma e Milano. Ancora oggi il premio nobel Fo non trova spazio nei grandi teatri.
Tra allievi e professionisti, quelli che si dedicano ai match e ad altre forme di improvvisazione sono circa 3mila. In venti anni si possono calcolare trentamila italiani che vi si sono dedicati. E' chiaro, non siamo ancora ai livelli del Canada, la patria dei match. Qui, soprattutto nella parte francofona, è un fenomeno di massa, i campionati vanno in tv, ogni associazione, ogni scuola ha la sua squadra di match.
Da noi adesso sta prendendo piede un'altra forma di improvvisazione che ha preso il nome di teatro jazz, ovvero un lavoro di performance tra attori, danzatori e musicisti. L'improvvisazione ha avuto comunque il merito di avvicinare tanta gente al teatro, come attori, ma anche come pubblico. Il 70 per cento degli spettatori poi sono giovani e questo è molto importante".
Così risponde Francesco Burroni ad una recente intervista sull'improvvisazione teatrale. Ci sarà magari un giorno in cui l'attore sarà visto più come un musicista jazz che non come un pezzo da museo.