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	<title>Giuseppe Vitale&#039;s Blog</title>
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	<description>Il blog di Giuseppe Vitale, attore e problem teller.</description>
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		<title>Prendi la vita con souplesse</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri leggeri]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizio con questo post un breve percorso attorno alla souplesse che è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po&#8217; e a capire cos&#8217;è. In seguito impararemo come e perché utilizzarla. Beppe Grillo lo chiama Rigor Montis. Maurizio &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/18/prendi-la-vita-con-souplesse/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="fly test" src="http://farm4.staticflickr.com/3488/3298277825_edaed97a34_n.jpg" alt="fly test" width="320" height="320" /><p class="wp-caption-text">Fly Test 2. Di Rémy Saglier.</p></div>
<p>Inizio con questo post un breve percorso attorno alla <strong>souplesse</strong> che è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po&#8217; e a capire cos&#8217;è. In seguito impararemo come e perché utilizzarla.</p>
<p>Beppe Grillo lo chiama Rigor Montis. Maurizio Crozza lo imita <a title="Vai al video" href="http://www.youtube.com/watch?v=0KmGPWmITvw" target="_blank">facendo il robot</a>. Tutti e due prendono di mira la <strong>rigidità</strong> di Mario Monti, il nostro attuale tecnico presidente del consiglio che ha inaugurato uno stile di comportamento, di comunicazione di sicuro più freddo e rigoroso rispetto al suo predecessore. E&#8217; un po&#8217; come <strong>l&#8217;argine</strong> eretto contro il dilagare tumultuoso della crisi finanziaria in atto. L&#8217;ultimo baluardo prima dello scatafascio. Un economista integerrimo che sta provando a fare ciò che in tanti gli chiedono: <strong>tenere duro</strong>. E&#8217; curioso perché sembra rubare la scena al <a title="Vai al wikizionario" href="http://it.wiktionary.org/wiki/celodurismo" target="_blank">celodurismo</a> di un Umberto Bossi oramai dato per piangente e disperato, dopo le <a title="Vai alla notizia" href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201205170837-ipp-rt10009-bossi_sotto_accusa_sapeva_tutto_renzo_mai_preso_un_euro" target="_blank">ultime notizie</a> su di lui.</p>
<p><span id="more-1632"></span></p>
<p>Ma la rigidità di <strong>vedute</strong>, di <strong>atteggiamenti</strong>, di <strong>decisioni</strong> non riguardano solo questi personaggi politici. Quante volte in una certa situazione o di fronte ad un problema ci siamo mostrati rigidi, inflessibili? Ci è andata bene quando lo abbiamo fatto? Abbiamo sortito gli esiti migliori? Era la cosa più giusta da fare? Ma soprattutto, siamo sicuri che in certi casi ci voglia solo rigidità? Di fronte, ad esempio, ai chili di troppo quante volte ci siamo imposti dei digiuni o delle diete drastiche che non solo falliscono a che ci portano ad una situazione in cui finiamo con il mangiare più di prima?</p>
<p>Esaminiamo la posizione opposta, il contrario della rigidità <strong>la morbidezza</strong>. Immaginiamo una situazione in cui ci sia solo morbidezza, come può essere il caso della <a title="Vai al video" href="http://www.youtube.com/watch?v=ITufeQ4sGfQ" target="_blank">poltrona sacco di Fracchia</a>. In questo caso è un po&#8217; come se ci mancasse la terra sotto i piedi, è come costruire un palazzo senza i pilastri. E&#8217; come contravvenire alla massima evangelica di costruire la propria casa sulla solida roccia, costruendola sulla sabbia.</p>
<p>Torniamo al design, a cui abbiamo accennato prima con la poltrona sacco. Prendiamo un materiale apparentemente rigido come una rete agricola, come quelle che si usano per le recinzioni nelle campagne. Modelliamola con il calore ed essa rivelerà una straordinaria <strong>malleabilità</strong> tanto che possiamo farci quel che meglio ci pare. Lo studio giapponese Nendo è riuscito così a realizzare <a title="Vai al post" href="http://www.artribune.com/2012/04/la-souplesse-di-una-rete/" target="_blank">lampade, vasi, ciotole e tavoli</a>.</p>
<p>E&#8217; stato usato in questo caso la <a title="Vai al vocabolario Treccani" href="http://www.treccani.it/vocabolario/souplesse/" target="_blank">souplesse</a>. Essa è sia la flessibilità, l&#8217;agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell&#8217;atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Se esaminiamo i suoi <a title="Vai al wikizionario" href="http://www.woxikon.it/fra/souplesse.php" target="_blank">sinonimi</a> nelle diverse lingue ci accorgeremo che ne ha di innumerevoli ed interessanti.  Quelli italiani, ad esempio, sono: agilità; elasticità; flessibilità; flessuosità; scioltezza; sveltezza. E&#8217; un termine ricco di significati e dalla grande portata perché ci offre <strong>grandi possibilità</strong>. Nel prossimo post, domani, vi parlerò di come, dove e perché usare la souplesse nelle nostre attività e nella nostra vita.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/?px"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_a.png?x-id=d3e1ebf5-ee2b-4f1e-b8f5-155b5d5fdb49" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>La formazione di un pubblico attivo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che spettatori vorremmo a teatro alle repliche degli spettacoli oppure che tipo di spettatore vogliamo essere? Questo è un paese di spettatori che in mezzo secolo di televisione hanno imparato che lo spettacolo è difeso da un vetro infrangibile. Prima &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/10/la-formazione-di-un-pubblico-attivo/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class=" " title="Spectators" src="http://farm3.staticflickr.com/2658/3925493310_9f81a92224.jpg" alt="Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show" width="400" height="346" /><p class="wp-caption-text">Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show. By State Library of South Australia.</p></div>
<p>Che spettatori vorremmo a teatro alle repliche degli spettacoli oppure che tipo di spettatore vogliamo essere?</p>
<blockquote><p>Questo è un paese di spettatori che in mezzo secolo di televisione hanno imparato che lo spettacolo è difeso da un vetro infrangibile. Prima hanno assaggiato quel vetro nel cinema, dove, però, pur evitando l’interazione con l’attore sul grande schermo.. non si poteva evitare di entrare in relazione con gli altri spettatori. Poi, attraverso la televisione, si sono velocemente trasformati in spettatori di tutto il resto del mondo.</p>
<p><span id="more-1619"></span></p>
<p>Spettatori di notizie e commenti, di sport e pornografia, di tutto e di più. Il vetro del televisore può essere fatto a pezzi, ma non si aprirebbe una breccia per raggiungere il teatro che si rappresenta dietro lo schermo. Così gli spettatori si sono messi l’anima in pace pensando che l’infrangibilità protegga anche loro come protegge il mondo che vedono rappresentato. Niente più insulti contro gli attori in scena, ma neanche coinvolgimento per gli spettatori in sala.</p></blockquote>
<p>Sono parole ispirate di Ascanio Celestini nel suo post di oggi, giovedì 10 maggio 2012, in un suo <a title="Vai al post" href="http://faberblog.ilsole24ore.com/2012/05/chi-si-arrabbia-ancora-a-teatro/" target="_blank">post per Faber Blog</a>. Esse ci interrogano, secondo me, sulla questione della <strong>formazione del pubblico</strong>, sia intesa come passaggio di conoscenze ed esperienze agli spettatori sia come promozione di uno spettacolo verso un determinato tipo di pubblico, piuttosto che un altro.</p>
<p>E&#8217; il caso di chiedersi, a mio avviso: <strong>chi sono gli spettatori</strong> che vengono a teatro? Al di là della profilazione con il questionario che per esempio il Teatro Pubblico Pugliese somministra alla fine di ogni suo spettacolo. Un autore quando scrive ha in mente i lettori che lo leggeranno. Anche un drammaturgo e un regista più o meno hanno presente i loro spettatori, salvo il fatto che spesso questi spettatori o non vengono a teatro o non reagiscono o, meglio, non interagiscono.</p>
<p>Che fare?</p>
<p>Io credo che occorra occuparsi oltre che dell&#8217;allestimento dello spettacolo della formazione di un pubblico: un pubblico che si senta coinvolto e che abbia <strong>gli strumenti</strong> per intervenire. Di solito questo è delegato ai critici ma è chiaro che non è sufficiente se vogliamo arrivare ad un soddisfacente numero di repliche. Questo deve avvenire già a partire dal tema di cui lo spettacolo si occuperà. Quindi è chiaro che sto parlando di uno spettacolo che si costruisce intorno ad un nuovo testo, che ancora non esiste.</p>
<p>Faccio un esempio con una significativa esperienza che mi è capitata di recente. Ho partecipato ad un <a title="Vai all'evento" href="http://allevents.in/Italy/KATER-I-RADES,-un-laboratorio-di-scrittura-e-racconto/172205872877880" target="_blank">laboratorio di scrittura e racconto sulla Kater i Rades</a>, tenuto da Francesco Niccolini e Fabrizio Pugliese.  L&#8217;episodio è ben radicato nella comunità brindisina e in quella albanese sia nella madrepatria sia fuori di essa. Se ne sta anche parlando tanto, basta guardare le <a title="Vai alle notizie" href="https://sites.google.com/site/katerirades/news" target="_blank">notizie in proposito</a>, sia per alcune iniziative del comune di Otranto sia per <a title="Vai alla scheda" href="https://sites.google.com/site/katerirades/la-vicenda/il-naufragio/il-libro" target="_blank">un libro</a> che vi è stato dedicato da Alessandro Leogrande. Sin da subito si è avuta la possibilità di interagire per le ricerche con diverse persone a vario titolo coinvolte. Poi si è avuta la possibilità di fare un <strong>primo movimento</strong>, <a title="Vai alla notizia" href="http://www.brundisium.net/approfondimenti/shownotiziaonline.asp?id=7109" target="_blank">un primo racconto</a> nel giorno della commemorazione delle vittime, il 28 marzo. Gli spettatori, finito il racconto, avevano tanto da chiederci o da segnalarci. Nel frattempo le testate locali hanno parlato molto di questo evento. Anche in rete si è creato un bel dibattito grazie a un semplice <a title="Vai al gruppo" href="https://www.facebook.com/groups/katerirades/?ref=ts" target="_blank">gruppo su Facebook</a>.</p>
<p>Tutto questo crea <strong>un precedente</strong> che è di grande supporto allo spettacolo, al racconto quando prenderà piede. Perché se nasce con queste premesse la <strong>massa critica</strong> si allargherà e darò la possibilità a questo lavoro di compiere la sua missione: dare un senso alle 81 vittime, soprattutto donne e bambini. Immagino il futuro di questo progetto, infatti, come una <strong>rete di gruppi</strong> che interagisce a vario titolo, come sta già avvenendo per altri versi con il libro di Leogrande.</p>
<p>Credo che questo sia l&#8217;esempio di una <strong>drammaturgia partecipata</strong>, una via da tentare per avere lo spettatore che ci sta a cuore, quello non passivo. E&#8217; significativo, infatti, che questo progetto abbia avuto successo con le scuole di San Vito dei Normanni: i ragazzi sono stati molto interattivi. Questa interattività se viene ancora coltivata con opportuni strumenti anche in rete può dar vita, perché no, ad una vera e propria community legata allo spettacolo. Persino un racconto partecipato, un racconto di racconti.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/?px"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_a.png?x-id=64847ea7-cc61-4bbd-b4de-342464ddaa06" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>Sei peccati da commettere nei giorni feriali, se no quando ti passano&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 09:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel post di ieri vi ho lasciati con la promessa che oggi vi avrei suggerito dei peccati da commettere nei giorni feriali perché questi ultimi sono i giorni dei peccatori. Altrimenti la domenica non hai nulla di cui pentirti e &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/08/sei-peccati-da-commettere-nei-giorni-feriali-se-no-quando-ti-passano/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://commons.wikipedia.org/wiki/File:Rocco_Buttiglione.jpg" target="_blank"><img class="zemanta-img-inserted zemanta-img-configured" title="Rocco Buttiglione" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/29/Rocco_Buttiglione.jpg/300px-Rocco_Buttiglione.jpg" alt="Rocco Buttiglione" width="300" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">Rocco Buttiglione (Photo credit: Wikipedia)</p></div>
<p>Nel <a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/07/come-sopravvivere-al-lunedi-ed-evitare-di-suicidarsi/#more-1600">post di ieri</a> vi ho lasciati con la promessa che oggi vi avrei suggerito dei <strong>peccati da commettere</strong> nei giorni feriali perché questi ultimi sono i giorni dei peccatori. Altrimenti la domenica non hai nulla di cui pentirti e non potrai quindi dirti cristiano. Oltretutto peccare è un magnifico modo per <strong>superare la noia</strong> durante tutta la settimana. Eccovi dunque sei bei peccati tutti da commettere, sei belle tentazioni. Può darsi che ne abbiate già commessa qualcuna e questo vi fa bene. Ad ogni modo l&#8217;elenco che segue può essere usato come <strong>esame di coscienza</strong> prima della confessione. Un esercizio spirituale. Ma mi raccomando, prima di farlo peccate bene.</p>
<ol>
<li>Hai contravvenuto al <a title="Vai all'articolo" href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/bagnasco_antipolitica_diseducativa_ma_lo_stato_attui_piani_pi_incisivi/notizie/194281.shtml" target="_blank">diktat di Bagnasco</a> e quindi hai votato per un movimento dell&#8217;<strong>antipolitica</strong>? Ti puoi salvare solo con l&#8217;otto per mille alla chiesa cattolica.</li>
<li>Non hai ancora chiesto niente a loro nonostante <strong>gli spot</strong> in televisione? Vaglielo a chiedere ma se scopri che gli anziani non vogliono stare con le suore ma in una casa di appuntamenti per carità non dirlo a nessuno.</li>
<li>Continui ad usare il <strong>preservativo</strong>? Pentiti! E&#8217; colpa tua se persino il papa ha iniziato a dire che <a title="Vai all'articolo" href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml" target="_blank">in alcuni casi è giustificato</a>. Dove andremo a finire&#8230;</li>
<li>Guardi i <strong>video porno</strong>? Ma allora vuoi diventare cieco. Guardati don Matteo così recuperi la vista.</li>
<li>Sei omosessuale e/o difendi i gay e le lesbiche? Hai una <strong>sessualità</strong> disordinata, deviata. Devi guarirne. Prendi esempio dai sacerdoti, fulgidi esempi di ordinata sessualità.</li>
<li>Anche tu hai preteso che la chiesa paghi l&#8217;<strong>IMU</strong>? Ma allora sei uno scomunicato. Puoi salvarti soltanto votando alle prossime elezioni per Rocco Buttiglione.</li>
</ol>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_a.png?x-id=83339aac-f99d-4f53-9937-13713e17fa4a" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>Come sopravvivere al lunedì ed evitare di suicidarsi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oh San Crispino! E&#8217; di nuovo lunedì! Oh San Procopio, si ricomincia! O San Pacomio ma com&#8217;è che è già passata la domenica? Sento gli echi delle giaculatorie che in uffici, case, auto e persino per strada state gettando sul &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/07/come-sopravvivere-al-lunedi-ed-evitare-di-suicidarsi/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 394px"><img class=" " title="Lunedì..." src="http://farm3.staticflickr.com/2215/2326553130_9257ce4542.jpg" alt="Lunedì..." width="384" height="384" /><p class="wp-caption-text">Lunedì... di Aldo Cavini Benedetti.</p></div>
<p>Oh San Crispino! E&#8217; di nuovo <strong>lunedì</strong>! Oh San Procopio, si ricomincia! O San Pacomio ma com&#8217;è che è già passata la domenica?</p>
<p>Sento gli echi delle <strong>giaculatorie</strong> che in uffici, case, auto e persino per strada state gettando sul giorno più odiato della settimana: il lunedì.  Ma perché lo odiamo così tanto? Perché&#8230;</p>
<p><span id="more-1600"></span></p>
<blockquote><p>Sei costretto ad alzarti alle 5:30, ti spogli e già ti ritrovi nella doccia senza neanche sapere il perché, dopo averci litigato per una mezz&#8217;ora, la convinci a fare scendere l&#8217;acqua a -55°; una volta fatta la doccia, non fai in tempo ad asciugarti che sei già vestito, ti appresti in cucina per procacciarti qualche avanzo della torta di ieri, ma la ritrovi rivoltata su se stessa con scritto &#8220;uccidimi&#8221; al posto di &#8220;Buona Domenica&#8221;</p></blockquote>
<p>come suggerisce <a title="Vai alla voce &quot;Lunedì&quot;." href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Luned%C3%AC" target="_blank">Nonciclopedia</a>? In questo mio post voglio aiutarvi a <strong>sopravvivere</strong> al fatidico lunedì e ad evitare che prendiate a testate il vostro capo. Perciò conosceremo un po&#8217; cos&#8217;è il lunedì, così da non farsi sopraffare ed esamineremo trucchi e suggerimenti per non farvi venire l&#8217;ulcera. Se leggerete tutto il post mi ringrazierete e starete così bene che abbraccerete e coccolerete persino vostra suocera.</p>
<p>La prima cosa da sapere è che il lunedì <strong>non è il primo giorno</strong> della settimana, così sfatiamo subito un mito. Negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Portogallo e in Brasile è il secondo.  Nei paesi musulmani è addirittura il terzo. Perciò potreste prendere in considerazione l&#8217;idea di trasferirvi a New York, Rio de Janeiro o Tunisi, a seconda dei vostri gusti <img src='http://www.giuseppevitale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  E poi non tutti lavorano il lunedì: i barbieri e i parrucchieri riposano proprio il lunedì, anzi continuano a riposare visto che pura la domenica stanno chiusi. Fai ancora in tempo a cambiare lavoro.</p>
<p>Eccoti subito un trucco per non stare male il lunedì: passa male <strong>la domenica</strong>, ma così male che il lunedì ti sembrerà una passeggiata, una liberazione. Per passare mai la domenica puoi:</p>
<ul>
<li>andare da tuo <strong>suocera</strong>;</li>
<li>lasciare che la tua compagna faccia shopping al centro commerciale con <strong>la tua carta di credito</strong>;</li>
<li>partecipare alla <strong>festa in parrocchia </strong>con il parroco che prima celebra la messa con l&#8217;omelia più lunga della messa e poi attacca pure un sermone<span style="color: #000000;"><strong>;</strong></span></li>
<li><span style="color: #000000;">andare in visita o ricevere <strong>parenti</strong> che non vedi da tanto tempo e che appena ti vedono ti dicono che fa loro piacere che hai risolto quel tuo problema con una faccia da Giuda che bacia Gesù da premio oscar<strong>.</strong></span></li>
</ul>
<p>Dopo questo trucco ecco <strong>cosa puoi fare</strong> il lunedì per evitare di sfogarti dando pugni alla macchina del caffé con la scusa che non ti sta dando il resto</p>
<div>
<ul>
<li>evita come la peste <strong>i conti alla rovescia</strong> perché hanno l&#8217;effetto contrario, infatti allungano il tempo invece di restringerlo;</li>
<li>non guardare mai <strong>l&#8217;orologio</strong> perché questo gesto è letale visto che in realtà ferma proprio il tempo;</li>
<li>ricordati che il lunedì è <strong>il giorno dei peccatori</strong>.</li>
</ul>
<p>Ti spiego meglio cosa voglio dire in questo ultimo tempo con questa massima di Thomas Ybarra:</p>
<blockquote>
<div>Dicesi cristiano un tale che si pente la domenica per quello che ha fatto il sabato precedente e per quello che rifarà il lunedì successivo.</div>
</blockquote>
<p>Quindi il lunedì <strong>pecca</strong> tantissimo, ti potresti pentire di non aver peccato. Quali peccati potresti commettere? Te li darò domani con un post sui peccati da commettere nei giorni feriali <img src='http://www.giuseppevitale.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
</div>
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		<title>Le ricerche nel blog tra bufale e pistolino</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 08:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[bufale]]></category>
		<category><![CDATA[enzo toma]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe vitale]]></category>
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		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di raccontarvi un po&#8217; che cosa cercano le persone nel mio blog dando un&#8217;occhiata ai termini di ricerca. Così che posiate farvi un&#8217;idea di cosa si può leggere tra i post che pubblico. Iniziamo subito dalla prima &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/06/le-ricerche-nel-blog-tra-bufale-e-pistolino/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class=" " title="Search Technology Redux" src="http://farm3.staticflickr.com/2800/4464892154_a5b1d55737.jpg" alt="Search Technology Redux" width="350" height="233" /><p class="wp-caption-text">Search Technology Redux. Di J Brew.</p></div>
<p>Oggi ho deciso di raccontarvi un po&#8217; che cosa cercano le persone nel mio blog dando un&#8217;occhiata ai <strong>termini di ricerca</strong>. Così che posiate farvi un&#8217;idea di cosa si può leggere tra i post che pubblico.</p>
<p>Iniziamo subito dalla prima chiave di ricerca che è &#8220;giuseppe vitale&#8221;, il mio <strong>nome e cognome</strong>, com&#8217;è ovvio che sia. Ho scoperto di avere molti omonimi in rete: un altro attore, un poeta siciliano, un bassista, un fotografo, un pittore e scenografo, solo per rimanere nell&#8217;ambito degli artisti.  Ma ci sono anche un frate, un ingegnere, un archeologo e diversi artigiani. Tuttavia il mio blog appare sempre in testa alle ricerche.</p>
<p>Il secondo termine chiave più utilizzato è &#8220;pubblicare link su facebook&#8221;. Il 3 settembre 2011, infatti, <strong>Facebook</strong> ha tolto all&#8217;improvviso il pulsante per la pubblicazione dei link. Allora ho subito scritto un post per spiegare <a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/09/03/come-pubblicare-i-link-su-facebook/">come si pubblicano i link</a> nel popolare social network. Questo post è il più commentato di tutti. Tira più un link su Facebook che mille banner luccicanti!</p>
<p>Seguono poi una serie di chiavi di ricerca dedicate alla <a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/08/25/la-bufala-di-cisternino/">bufala del bambino scomparso a Cisternino</a>. Quest&#8217;ultimo è il post più letto in assoluto di tutto il blog. Infatti è comparsa come <strong>bufala</strong> su Facebook e quasi nessun organo di informazione se n&#8217;è occupato. Invece quasi un migliaio di persone è venuta a cercare informazioni non appena la bufala si è diffusa. Per gli amanti dei grandi numeri di visitatori dico che occuparsi di bufale è una buona dritta.</p>
<p><strong>Enzo Toma</strong>, regista ed attore con cui ho lavorato di recente è tra le prime chiave di ricerca, anche perché nell&#8217;ultimo anno ho parlato spesso di lui. Visto che non ha né un sito né un suo blog è normale che io ne sia diventato la fonte primaria di informazione. Ma fossi in lui, visto il lavoro che fa, non trascurerei la rete.</p>
<p>Ci sono poi delle <strong>chiavi di ricerca di cui sono orgoglioso</strong> come &#8220;<a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/10/04/lapertura-e-la-resistenza-di-francesco-dassisi/">san francesco d&#8217;assisi</a>&#8220;, &#8220;<a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/12/27/la-gioia-di-scrivere-e-leggere-poesia/">la gioia di scrivere poesia</a>&#8220;, &#8220;<a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/09/11/come-liberarci-davvero-dall11-settembre-e-dalle-sue-conseguenze/">conseguenze 11 settembre</a>&#8220;, &#8220;<a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/06/28/achab-la-ferita-e-il-muro/">il capitano achab</a>&#8220;, &#8220;mappa mentale&#8221;. E&#8217; grazie ad argomenti come questi che continuo ad avere il piacere di postare nel mio blog.</p>
<p>Una menzione a parte la merita &#8220;gianfranco rotondi&#8221; anche lui tra le principali chiavi di ricerca. Ha utilizzato, infatti, uno <strong>slogan elettorale</strong> che scimmiottava il già infelice slogan della Galbani: &#8220;Galbani vuol dire fiducia&#8221;. Non potevo a questo punto evitare di dedicargli <a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2011/01/08/fiducia-pilu-o-malizia/">un post</a>.</p>
<p>Infine <strong>non capisco</strong> perché al mio blog continuano in tanti a chiedere: &#8220;jacopo fo ha figli&#8221;? Io so che ne ha una e che è già diventato nonno, contenti? Non avete proprio da cercare altro in rete? Come non capisco quelli che sono venuti a cercare &#8220;foto di cadaveri&#8221;. Ma siete necrofili per caso? Oppure ancora &#8220;il pistolino&#8221;. Pervertiti!</p>
<p>E tu <strong>cosa vorresti trovare</strong> in questo blog? Rispondi al mio <a title="Vai al sondaggio" href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/05/sondaggio-per-i-lettori-del-blog/">sondaggio</a>.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_a.png?x-id=4e7777dd-5d51-42a3-ae31-8ca361649c3d" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>Sondaggio per i lettori del blog</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 10:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[WordPress]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici e lettori più o meno occasionali, ho deciso di ascoltare le vostre opinioni su ciò che vorreste leggere o sentire o vedere in questo blog. Eccovi qui di seguito il sondaggio. Potete rispondere anche con una risposta multipla &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/05/sondaggio-per-i-lettori-del-blog/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class=" " title="Polling Station" src="http://farm4.staticflickr.com/3633/3598534263_aaba5a75c0.jpg" alt="Polling Station" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Polling Station by secretlondon123.</p></div>
<p>Cari amici e lettori più o meno occasionali, ho deciso di ascoltare le vostre opinioni su ciò che vorreste leggere o sentire o vedere in questo blog. Eccovi qui di seguito il sondaggio. Potete rispondere anche con una risposta multipla per un massimo dei 3 risposte.  Avete tempo due mesi, fino al 5 luglio. Dite la vostra, fatevi avanti. Per gli amanti dei plugin di wordpress: ho usato <a title="Vai alla pagina del plugin" href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-polls/" target="_blank">wp-polls</a>.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
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		<title>DallAmericaVitale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei entrare dentro i fili di una radio E volare sopra i tetti delle città Incontrare le espressioni dialettali Mescolarmi con lodore del caffè Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali E con la polvere dei sogni volare &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/05/03/dallamericavitale/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 136px"><a href="http://www.last.fm/music/Lucio%2BDalla" target="_blank"><img class="zemanta-img-inserted zemanta-img-configured" title="Lucio Dalla" src="http://userserve-ak.last.fm/serve/126/473260.jpg" alt="Lucio Dalla" width="126" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Cover of Lucio Dalla</p></div>
<blockquote><p>Vorrei entrare dentro i fili di una radio<br />
E volare sopra i tetti delle città<br />
Incontrare le espressioni dialettali<br />
Mescolarmi con lodore del caffè<br />
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali<br />
E con la polvere dei sogni volare e volare</p></blockquote>
<p>cantava il compianto Lucio Dalla in <a title="Vai al testo della canzone" href="http://angolotesti.leonardo.it/L/testi_canzoni_lucio_dalla_1542/testo_canzone_le_rondini_40833.html" target="_blank">Le Rondini</a>.  Questa sera, 3 maggio 2012, entrerò per l&#8217;appunto dentro i fili di una radio o, meglio, dentro il primo <strong>radiosocialvideo</strong> della rete, <a title="Partecipa anche tu!" href="http://www.tirradeo.com/" target="_blank">Tirradeo.com</a>. E parleremo proprio della polvere dei sogni con la quale volare. Questa polvere si condenserà, come la polvere da cui nascono le galassie, attorno al <a title="Vai su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sogno_americano" target="_blank">sogno americano</a>: la &#8220;speranza, condivisa sia dagli estimatori degli Stati Uniti d&#8217;America sia da parte degli abitanti, che attraverso il duro lavoro, il coraggio, la determinazione sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita e la prosperità economica&#8221;. Però più che agli Stati Uniti D&#8217;America, dove non sono mai stato finora, cercheremo di parlare del proprio <strong>sogno americano</strong>, del proprio sogno fantastico. Una propria america, insomma, che possiamo immaginare con le parole di un&#8217;altra canzone di Lucio Dalla:</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/13639646@N06/3984478510" target="_blank"><img class="zemanta-img-inserted zemanta-img-configured" title="Manhattan I ♥ you" src="http://farm3.static.flickr.com/2453/3984478510_2d6a68cfb7_m.jpg" alt="Manhattan I ♥ you" width="240" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Manhattan I ♥ you (Photo credit: Fabio Ricco)</p></div>
<blockquote><p>Vide le luci in mezzo al mare<br />
pensò alle notti la in America<br />
ma erano solo le lampare<br />
e la bianca scia di un&#8217;elica.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è dunque un sogno americano dentro di noi senza che siamo mai stati negli USA. E&#8217; l&#8217;eldorado desiderato dai migranti. E&#8217; l&#8217;utopia immaginata dagli utopisti. E&#8217; uno spazio che si può comunque abitare, sebbene con l&#8217;<strong>immaginazione</strong>. La mia america da bambino, ad esempio, era il sogno di fare l&#8217;attore in mezzo alle foreste del nord America: è un luogo, mai visitato finora, che non lascerò mai, come mai lascerò gli alberi dove da bambino novello barone rampante son salito e son rimasto.</p>
<p>Allora nella videochat che terremo tra meno di tre ore circa mi piacerebbe sapere qual&#8217;è la vostra america, come la abitate, che ne avete fatto da grandi, quante volte ci tornate con il pensiero e se poi state facendo qualcosa per realizzarla. A tra poco!</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_a.png?x-id=09921b86-561b-4e09-ad04-d96eb65b292a" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>Diario di bordo del viaggio di Short Latitudes</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 14:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima delle tre date di Short Latitudes si è tenuta stamattina, 12 aprile 2012, al cine-teatro Melacca di San Vito dei Normanni per gli alunni dell&#8217;Istituto Professionale Servizi Sociali. Devo ringraziare il prof. Lorenzo Caiolo e i suoi studenti, &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/04/12/diario-di-bordo-del-viaggio-di-short-latitudes/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1501" class="wp-caption alignleft" style="width: 394px"><a href="http://www.giuseppevitale.it/wp-content/uploads/2012/04/Foto3212.jpg"><img class=" wp-image-1501 " title="Sedia a dondolo e cavalluccio a dondolo" src="http://www.giuseppevitale.it/wp-content/uploads/2012/04/Foto3212-1024x768.jpg" alt="Sedia a dondolo e cavalluccio a dondolo" width="384" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Un sedia a dondolo e un cavalluccio a dondolo, utilizzati dagli attori di Maccabeteatro.</p></div>
<p>La prima delle tre date di <a title="Vai alla notizia" href="http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=54441" target="_blank">Short Latitudes</a> si è tenuta stamattina, 12 aprile 2012, al cine-teatro Melacca di San Vito dei Normanni per gli alunni dell&#8217;Istituto Professionale Servizi Sociali. Devo ringraziare il prof. Lorenzo Caiolo e i suoi studenti, che già avevano assistito ad un matinée sulla <a title="Vai al post" href="http://www.giuseppevitale.it/2012/03/20/il-primo-movimento-della-kater-tra-i-due-mari/">Kater i Rades</a>, per l&#8217;interesse e la partecipazione con cui hanno assistito al <strong>reading</strong> di <em><a class="zem_slink" title="Behzti" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Behzti" rel="wikipedia" target="_blank">Behzti</a></em> (Disonore) di <a class="zem_slink" title="Gurpreet Kaur Bhatti" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gurpreet_Kaur_Bhatti" rel="wikipedia" target="_blank">Gurpreet Kaur Bhatti</a>, curato da Maccabeteatro, e alla <strong><em>mise en espace</em></strong> di <em><a class="zem_slink" title="Same Same" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Same_Same" rel="wikipedia" target="_blank">Same Same</a></em> di Shireen Mula, curata dal Crest di Taranto. In tutti e due i lavori è emerso uno spaccato di relazione quotidiana tra <strong>madre e figlia</strong>, in un caso vissuta, nell&#8217;altro negata da un abbandono. E&#8217; quindi all&#8217;insegna del mondo della donna, delle violenze che si consumano in questo mondo e dei tentativi di riscatto che s&#8217;inserisce questa seconda fase del progetto voluto dal Teatro Pubblico Pugliese. Mettendo in scena i testi delle due autrici non solo si è potuto conoscere da vicino qual&#8217;è la realtà della <strong>drammaturgia contemporanea</strong> in Gran Bretagna ma si è avuta anche la possibilità di vedere all&#8217;opera due stili di scrittura diversi che hanno dato vita a due lavori diversi per ambientazione, plot e personaggi. Molto più crudo e intriso di humour nero lo stile di Gurpreet, più intimista ed evocativo quello di Shireen.</p>
<p>Nel dibattito che ne è seguito con gli studenti, nonostante le due ore e mezza (compreso l&#8217;intervallo) dei due lavori in scena, hanno manifestato tutto lo shock provocato, seppure in forma diversa, dalla violenza che si manifesta in entrambe le storie rappresentate. Ma anche l&#8217;ipocrisia di certi ambienti religiosi e di certe relazioni umane. Spesso, infatti, s&#8217;immagina il teatro come un <em>divertissement</em> o un esercizio di stile oppure ancora come un mondo dove le vicissitudini e i linguaggi della quotidianità non hanno dignità di rappresentazione oppure se ne hanno il diritto ciò è possibile solo sotto certe forme e a carte condizioni. In questo caso non solo gli eroi non sono più gli eroi della tragedia antica ma la <strong>cronaca</strong> trova spazio sul palco e si sublima nella poesia e nei gesti sapienti degli attori diretti dai registi Enzo Toma (Maccabeteatro) e Gaetano Colella (Crest).</p>
<p>Questi, insieme ad altri, sono dei <strong>buoni motivi</strong> per venire a vedere questi due spettacoli domani sera <a title="Vai al post" href="http://teatrodelsi.wordpress.com/2012/04/10/la-nuova-scena-inglese-al-comunale-di-torre-santa-susanna/" target="_blank">al comunale di Torre Santa Susanna</a> e dopodomani sera <a title="Vai all'evento" href="http://www.wherevent.com/detail/tata-short-latitudes" target="_blank">al teatro Tatà di Taranto</a>.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Enhanced by Zemanta" href="http://www.zemanta.com/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: none; float: right;" src="http://img.zemanta.com/zemified_e.png?x-id=51362240-cee5-476d-a1ae-4917bd6f6de6" alt="Enhanced by Zemanta" /></a></div>
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		<title>Dieci idee per una pasquetta al chiuso</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 09:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amici]]></category>
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		<category><![CDATA[pasquetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa pasquetta vi ha rovinato la gita? Il maltempo, di oggi, esteso su quasi tutta Italia ha rovinato i vostri programmi? Ho provato, allora, a pensare a dieci alternative, a cose che si possono fare in compagnia al chiuso. Eccovi &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/04/09/dieci-idee-per-una-pasquetta-al-chiuso/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class=" " title="amici castagnata" src="http://farm4.staticflickr.com/3171/2938211213_0edd2eaf43.jpg" alt="amici castagnata" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Amici alla castagnata a casa davidaola.</p></div>
<p>Questa pasquetta vi ha rovinato la gita? Il maltempo, di oggi, esteso su quasi tutta Italia ha rovinato i vostri programmi? Ho provato, allora, a pensare a dieci alternative, a cose che si possono fare in compagnia al chiuso. Eccovi le mie proposte:</p>
<ol>
<li>giocare al <a title="Vai alle istruzioni" href="http://www.managerzen.it/manager_ludens/manager_ludens/il_piu_bel_gioco_di_carte.html" target="_blank">più bel <strong>gioco di carte</strong></a>;</li>
<li>vedere dei film al <strong>cinema</strong> magari ;</li>
<li>tirare fuori i <strong>giochi di società</strong> che più ci piacciono;</li>
<li>chiamare i nonni o chi conosce <strong>storie e cunti</strong> antichi e farseli raccontare;</li>
<li>accendere il <strong>fuoco</strong> nel camino, riunirsi accanto ad esso, sorseggiare del buon vino;</li>
<li>visitare <strong>musei</strong> e luoghi al chiuso;</li>
<li>andare a giocare a <strong>bowling</strong>;</li>
<li>tirare fuori gli strumenti musicali e <strong>suonare</strong> insieme;</li>
<li><strong>ballare</strong>, anche in casa;</li>
<li>mangiare tutti insieme chiacchierando con calma a tavola gli <strong>avanzi</strong> di pasqua.</li>
</ol>
<p>Volendo queste alternative si possono combinare insieme o se ne possono realizzare più di una. Voi come vi state organizzando?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La condizione minima del bene</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 08:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Vitale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>

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		<description><![CDATA[«Chi ci rotolerà via il masso dall&#8217;ingresso del sepolcro?» si chiedono Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome mentre vanno al sepolcro del figlio dell&#8217;uomo con i loro oli aromatici. Ma quando vi arrivano quella grande pietra è stata già &#8230; <a href="http://www.giuseppevitale.it/2012/04/07/la-condizione-minima-del-bene/">Read More <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 343px"><img title="santo sepolcro" src="http://farm6.staticflickr.com/5110/5683882692_4391f7d452.jpg" alt="santo sepolcro" width="333" height="500" /><p class="wp-caption-text">Foto di Fabrizio Comolli.</p></div>
<p>«Chi ci rotolerà via il masso dall&#8217;ingresso del sepolcro?» si chiedono Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome mentre vanno al sepolcro del figlio dell&#8217;uomo con i loro oli aromatici. Ma quando vi arrivano quella grande pietra è stata già posta di lato, rotolata via. Quello che poteva essere un grande ostacolo è superato con facilità, addirittura senza fare nulla, alcuno sforzo. E&#8217; sufficiente il recarsi nel posto che reclamava la loro opera in quel momento. Non occorre altro a queste donne. E&#8217; poco importante chi o cosa abbia rimosso quel masso. Quel che importa davvero è <strong>la condizione minima del bene</strong>. Quante volte ci capita vedere benefattori improvvisati che si agitano e fanno ogni sforzo, con vari gradi d&#8217;esibizione, nei loro maldestri tentativi di fare il bene? Quante volte li vediamo pieni delle <strong>migliori intenzioni</strong> di questo mondo nell&#8217;atto di compiere sforzi immani per poi fallire miseramente? Sia chiaro che nessuno di noi è immune da questo. Può accaderci quando crediamo di essere noi, con le nostre forze, a compiere il bene. E quando crediamo di dover mettere in atto chissà quale grande macchina o esercito del bene. A proposito di esercito, pensiamo per un attimo ai soldati delle missioni di pace che mettono in piedi delle guerre per ottenere la pace. Invece le donne del Vangelo di oggi (Marco 16,1-7), deboli, prive di strumenti addirittura, ottengono con facilità ciò che occorre per compiere la loro opera di pietà. E&#8217; <strong>l&#8217;augurio</strong> che faccio a coloro che per un motivo o un altro passano da questo blog e ai miei amici: possiate conoscere la condizione minima ed essenziale del bene, così da preservarvi dai fallimenti.</p>
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