dic 24

Perché questo Natale…

buttati che è morbidoPerché dell’immagine si dovrebbe farne una quiete. Perché delle fate non se n’è mai vista l’ombra, se non solo sotto l’estasi di un bianco veneto mattutino. Perché in lingue più tirchie, la parola “perché” cambia, se accompagnata a un punto interrogativo?

Comincia così un bel post della mia amica artista Angela Rubino, autrice anche della vignetta, che ha scritto nel suo profilo Facebook e nel quale ha avuto la bontà di citarmi. Infatti più volte mi ha sollecitato ad usare un suo testo comico o a fare qualcosa con lei visto e considerato che l’ho conosciuta anche come valente attrice-improvvisatrice. Ve lo propongo perché con diletto, divertendoci, Angela ci parla di molti perché che sarebbe meglio non evitare in questo Natale.

Ma soprattutto perché mi fate gli auguri per il 25 dicembre? Non sono stata incoronata regina con Carlo Magno, tantomeno ho partorito essendo vergine, ma solo avendo un Vergine accanto (suo marito fa Vergine di cognome n.d..r.) e ricordo che quel giorno faceva un grande caldo, era luglio e tra le corsie dell’ospedale si sentivano televisorini echeggiare parate di mondiali di calcio così indimenticabili da far rabbrividire i mercanti sferici di palle lanciate dalle bocche durante i dopo partita. Perché dopo un estenuante tour di regali per convenzione, perché mi sento esausta? Perché la commessa della profumeria dopo che le ho precisato di non avere più polsi disponibili, continuava a spruzzarmi essenze alcoliche fino a rendermi simile a una zoccola di un saloon appena uscita da uno spaghetti western. Perché Giuseppe Vitale non considera questo? Perché questo crescendo teatrale potrebbe essere uno spunto per farne una sua interpretazione comica. Succede perché non si trova più neanche un barattolo di miele di acacia o di castagne il giorno della vigilia di Natale e tocca caramellare le cartellate col millefiori. Perché se al salumiere chiedo di fare un panino per il ragazzo senegalese che sta fuori dal supermercato, mi sento attorniata da sguardi increduli, non tanto per l’acquisto, ma per il fatto che abbia fatto la fila al bancone per questo. Ma soprattutto, perché il salumiere gli ha messo il prosciutto nel panino? “Mi scusi, mettiamo che è musulmano”. “Ormai l’ho fatto signò, perché?” Niente, non dico niente, perché nel frattempo uno accanto mi dice: “Se stanno qua, si devono adeguare”, ancora, “Perché se hanno fame, non devono pensare alla religione”. Buon non so perché.

Su questo stesso argomento potete leggere anche:

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dic 24

L’alma madre di un Dio fattosi quotidiano

Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji

Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji

E’ possibile essere credenti in Dio ma non accettare l’Immacolata Concezione di Maria? Bisogna per forza accettare il dogma o è possibile un’altra lettura del Natale? Io dico che non solo Maria non era vergine ma che anzi la potenza di Dio passa per il corpo della donna e dell’uomo e dei loro atti. Maria è l’Alma madre proprio in virtù di questo.

Oggi, 24 dicembre 2011 e vigilia di natale, ho riletto, infatti, il primo capitolo del Vangelo di Matteo dove si narra di come Giuseppe assume la paternità legale di Gesù e cioè tra i versetti 18 e 25.  E mi sono soffermato su alcuni versetti che voglio commentare con brevità.

Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo

recita il versetto 18.  La domanda è: come opera lo Spirito Santo? E prima ancora: cosa o chi è lo Spirito Santo? La parola spirito in ebraico significa soffio, vento. Quindi è qualcosa di fisico, qualcosa di tangibile. Lo Spirito Santo è appunto la stessa azione di Dio. Di quest’ultimo sappiamo che le vie sono infinite, che nulla gli è impossibile.  Perciò lo Spirito Santo non è qualcosa di separato dalla vita di tutti i giorni e quindi non dovrebbe disdegnare le vie quotidiane ed ordinarie d’agire, quelle che usiamo tutti noi. Perciò tutte le donne, o quasi, sono incinta per opera sua se ci pensiamo. Perché protendere per una via a tutti i costi miracolistica e soprannaturale? Non è forse la vita stessa e il suo perpetuarsi un miracolo sufficiente?

Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Giuseppe insomma non applica la legge prevista in questi casi, quindi non espone alla diffamazione con il ripudio legale la sua promessa sposa. Ma chi ha reso incinta Maria? Dio risponderanno i cattolici ed hanno ragione, nella stessa misura in cui tutte le nostre madri sono rese incinte da Dio perché tutti siamo figli di Dio. Noi siamo figli indiretti si potrebbe ribadire mentre Gesù è il figlio diretto di Dio, perché attraverso di lui si compisse l’opera della salvezza la quale prevede che Dio stesso si faccia uomo. Quindi Gesù è Dio stesso e non può quindi essere figlio di un uomo. Ora il punto è: se non può essere figlio di un uomo come fa Dio a farsi uomo? Oppure ha solo preso le apparenze di un uomo? Ma su questo la chiesa cattolica non ha dubbi: Gesù fu vero uomo.  D’altronde spesso nel Nuovo Testamento compare l’espressione “il figlio dell’uomo” a proposito di Gesù. Quindi non credo che sia contraria alla fede in Dio il ritenere che Maria fosse incinta di un altro uomo. So che qui scateno le ire di chi difende il dogma dell’Immacolata concezione. Però invito tutti a riflettere su quello che succede ad Agar, schiava di Abramo e di sua moglie Sarai di cui si narra nel sedicesimo capitolo della Genesi. Lei non poteva dargli dei figli perciò lo invita ad unirsi con la schiava. Dal parto di Agar, i discendenti di Ismaele, verranno fuori gli arabi del deserto. Ora è vero che dopo Sarai diede alla luce Isacco, dal quale nacque la stirpe davidica che porterà fino a Gesù, però in un primo momento questa schiava fu ripudiata. Tanto che l’angelo del Signore la richiama indietro dicendole

Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine.

Ora se la discendenza di Agar deriva da una unione carnale con Abramo perché Gesù dovrebbe essere esente da essa? Perché non pensare che Maria abbia vissuto una sorte simile a quella della schiava? Impossibile perché Maria era vergine si dirà, citando Isaia 7,14:

Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele.

Ora però la traduzione greca, dalla quale derivano la gran parte dei testi biblici che conosciamo, traduce con “la vergine” il termine ebraico ‘almah che designa sia una giovane sia una donna appena sposata. Invece il termine ebraico per “vergine” è bethulah. La questione è origine di una controversia. C’è chi ha confrontato la versione della Bibbia della C.E.I. con quella della Società Biblica di Givevra e ha rilevato che spesso nella prima si prende a pretesto la tradizione quando un qualche termine si discosta dalle dottrine cattolico-romane.  La Bibbia di Gerusalemme, che ho consultato io e dalla quale ho preso le citazioni che leggete su, su questo punto dice che siccome la Septuaginta (la versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione vuole tradotta direttamente dall’ebraico da settanta saggi ad Alessandria d’Egitto) propende per la verginità allora la traduzione consacrata nei vangeli è quella che parla di verginità di maria. Che è come dire: siccome questo errore ci è comodo lo perpetuiamo. Ma è un grande peccato perché invece di portarci sulla strada della sacralità del grembo di Maria ce ne distoglie. Perché è probabile che quel concepimento fosse avvenuto per una violenza, per esempio, magari ad opera dei soldati romani. So che qui invento, che non ci sono testi che avvalorano un evento simile ma Matteo ci narra il Natale dal punto di vista di Giuseppe che si trova questa donna in uno stato tale in cui avrebbe dovuto metterla alla gogna, magari senza che lei ne avesse colpa. Ed è qui lo scarto che restituisce il senso di un intervento divino: divino è quell’amore di Maria che porta avanti la sua gravidanza e non la nasconde al promesso sposo e divino è l’amore di quest’ultimo che accetta e ama un figlio non suo. Insistere, invece, sull’immacolata concezione lo trovo un facile rifugio per i pigri della fede, per coloro che non si vogliono sforzare di leggere i segni di Dio nella storia e che hanno bisogno di magie e miracoli.

Un Dio fattosi bambino lo trovo il più grande atto di profezia fatta da Dio. E’ la Parola stessa, il Verbo che si fa carne, come dice il prologo del Vangelo di Giovanni. Per fare questo è necessario passare da quello stretto passaggio che sono le parti basse dell’uomo, la sua pancia e ciò che vi sta ancora più sotto perché è proprio il bacino il centro di quella meraviglia dell’universo che è il corpo umano. Perciò non vi è nulla di più mistico del fare l’amore. Non c’è bisogno di rendersi eunuchi per entrare nel regno dei cieli. Gesù Bambino sia ancora una volta il simbolo di coloro che, credenti o no, sono alla ricerca dei segni di un Dio fattosi quotidiano ed ordinario.

Maria diventa allora l’Alma madre in virtù del suo amore, un amore che Dio riversa su di lei come riversa su tutte le madri del mondo. La sua anima è grande in virtù della sua gioventù, non della sua verginità.

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dic 23

Un Natale impossibile

La stella cometa

La stella cometa. Paolo Del Signore.

In questo 2011 tutti noi, o quasi, avremo un natale impossibile. Chi l’avrebbe mai detto: l’impossibile, ciò che nemmeno speravamo o sognavamo sta accadendo. E la buona notizia è che ciascuno di noi può avere la sua buona fetta di impossibilità.

“Sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta” recita lo spot dell’amaro Montenegro. Quante volte accade, infatti, che l’impossibile si realizza? L’altra buona notizia è che è normale che sia così, che è la nostra vocazione, perché tutti noi siamo “cercatori di impossibile” secondo una formula di cui parla Jacopo Fo in un suo recente post. In esso ci parla del fatto che la stessa vita, in fondo, è un evento che era improbabile, se non impossibile, ai suoi albori eppure eccoci qui, il pianeta è rigoglioso di vita nonostante che la stiamo mettendo a repentaglio. La storia stessa dell’evoluzione procede per balzi impossibili scrive Jacopo ed una volta esaurite tutte le possibilità a disposizione ecco che l’impossibilità sorge come l’alba a rischiarare l’orizzonte degli eventi. Perciò non ci resta che rispondere a questa grande chiamata alla nostra Mission Impossible.

I cristiani, in particolare, hanno un rapporto molto stretto, intimo, carnale con l’impossibilità dal momento che sanno che “Nulla è impossibile a Dio” come afferma Maria dopo l’annuncio di Gabriele. Il Natale è appunto ciò che nelle altre religioni viene dichiarato impossibile, come nell’Islam, o non contemplato: Dio diventa uomo, si fa carne. D’altronde la Bibbia è un costante percorso all’interno dell’impossibilità. Si pensi, ad esempio, all’esodo degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto e al loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Con questo mio post voglio augurare ai miei lettori, agli amici, ai fan, a chiunque capiti anche per caso qui un Natale impossibile: quel Natale che non immaginavamo di poter avere. “Un altro mondo è possibile” ci siamo sentiti dire per anni da quei movimenti della società civile che salirono alla ribalta della storia durante il G8 di Genova. Quei movimenti ci volevano dire che è impossibile andare avanti con un’idea di sviluppo basata su ingiustizia e sfruttamento. Portarono all’apice delle alternative che stanno diventando patrimonio comune come il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, il consumo critico. E sono tornati a farsi sentire durante lo splendido momento di democrazia e cittadinanza attiva che è stato il referendum sull’acqua.

L’impossibilità che auguro attraverso un Natale impossibile è quella stessa impossibilità poi rivelatasi possibile nella storia. Pensiamo all’impossibilità di attraversare le colonne d’ercole che fa condannare Ulisse nell’Inferno di Dante poi affrontata da Colombo qualche secolo dopo. Pensiamo alla impossibilità che la terra non fosse al centro del sistema solare, idea per fortuna confutata dalla rivoluzione copernicana. Pensiamo alla impossibilità di avere democrazia nei sistemi di governo non occidentali messa in crisi dalla recentissima primavera araba. Pensiamo ad idee ritenute impossibili come quella che faceva dire nel 1895 a Lord Kelvin che era impossibile che macchine più pesanti dell’aria volassero. Oppure pensiamo alla casa discografica che nel 1962 disse ai Beatles che la loro musica non sarebbe mai piaciuta alla gente. Vi consiglio di leggerla la lista di idee ritenute impossibili.

“E’ impossibile che prendano uno di due in un film con un cast stellare con Michele Placido, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno” mi disse nel 2003 un amico. Uno di noi due in realtà fu preso ne L’amore ritorna e quello fui io.  Avevo imparato una lezione di dieci anni prima quando pensavo che era impossibile campare d’arte e per questo lasciai Roma e una iniziale amicizia con Ascanio Celestini che mi aveva invitato ad andare a provare alcune cose che stava iniziando a fare. “Sarà impossibile per me tornare in Italia e vivere una relazione con te” mi disse Nesrine, la mia fidanzata musulmana e algerina, spaventata dall’11 settembre 2001 e dai rigurgiti di terrorismo nel suo paese e dalle difficoltà di avere il visto. Eppure riuscimmo ad avere una relazione durata tre anni. E’ impossibile che io reciti in teatro, ho pensato ad un certo punto della mia vita, eppure nel 2011 questo è diventato possibile grazie al maestro Enzo Toma. Se penso alla mia vita la vedo come una continua preparazione all’impossibile. Perché anche la tua non dovrebbe essere simile, migliore della mia?

Cari amici in questo Natale abbiamo addirittura la nostra stella dell’impossibilità. L’hanno scoperta ad agosto di quest’anno. Si chiama proprio “stella impossibile” e non è bella e impossibile, come nella canzone della Nannini, ma è bella e possibile. Eppure non dovrebbe esistere. Invece lei sfida le leggi fisiche dell’universo e si gode una longeva esistenza: ha infatti qualcosa come 13 miliardi di anni. E’ lei che rischiara il cammino di noi, novelli pastori, magi, vagabondi, artigiani del grande presepe dell’impossibilità che è il mondo. Buon Impossibile Natale.

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nov 25

Quando si dice presepe

Nativity scene with cardboard tubes

Image by cheerytomato via Flickr

Prosegue con questo post la rubrica Il cantiere del presepe che è una delle iniziative di La Fine è l’Inizio. Cominciamo, oggi, ad orientarci su come realizzare un presepe da principianti ma soprattutto iniziamo a pensare a come vivere questa tradizione.

Provate a fare una ricerca con il termine “presepe” in un motore di ricerca. Google dà circa 4.250.000 risultati.  Mica male eh? Specie se, come me, fate qualche ricerca per schiarirvi le idee sul presepe che volete realizzare in casa, per vedere se trovate spunti, indicazioni, guide ecc.  Perché sia chiaro non aspettatevi gran ché da questa rubrica natalizia che ho deciso di curare Il cantiere del presepe perché a dispetto di questo titolo non vi darò quasi per nulla indicazioni su come realizzare il vostro presepe perché io non sono un esperto e perché lo scopo di questi miei post è di utilizzare, in realtà, il presepe per parlare d’altro, per usarlo come metafora del nostro mondo, per farlo diventare una porta verso le storie che può contenere. Tuttavia non sono un infame e quando troverò qualcosa che vi può essere utile ve la segnalerò.  Se cercate, infatti, delle lezioni, delle guide, la storia del presepe, un forum e molto altro potete andare su Leonpresepi. Altre risorse, poi, tra cui un mercatino le trovate su passione presepe. Poi ho trovato anche un forum che mi sembra ben organizzato e ricco: il Presepe Forum. Per principianti come me penso che ci siano diverse indicazioni utili. Non mi sognerei nemmeno di realizzare un presepe meccanico o un presepe di sabbia, per intenderci. Sono sicuro comunque che in rete troverete quel che fa per voi e in tal proposito se trovate siti web simili a quelli che vi ho segnalato io siete pregati di segnalarmeli.

Sono, dunque, al secondo passo dopo aver individuato il posto, come vi ho raccontato in Chi ben comincia è alla metà del presepe. Comincio a pensare all’occorrente o, meglio, agli strumenti necessari, a ciò di cui ho bisogno insomma. Perché è facile dire “faccio il presepe”, quando non lo hai mai fatto. E’ chiaro che da piccolo qualche volta davo una mano ai miei per farlo o lo facevamo a scuola. Ricordo bene quando andavo per le campagne alla ricerca del muschio necessario per esempio o quando bisognava imparare a memoria le poesie da recitare davanti al presepe il giorno di Natale. Quando si dice presepe si includono un sacco di cose: non solo le figure e la mangiatoia, ma anche il contesto come il cielo, le case e poi ancora l’illuminazione ma soprattutto a chi è destinato, da chi sarà visitato e quale sarà l’atmosfera che vi regnerà e che cosa fare per tenerlo in vita assieme alle persone nel giorno di Natale e non solo.

Il presepe diventa quindi una piccola macchina sociale, un insieme di piccoli riti destinati ai bambini e non solo. Credo che sin dall’inizio bisogna tener presente tutto questo per non precluderci delle possibilità. Per esempio io ho deciso di condividere con i lettori di questo blog il diario della sua realizzazione. Ho pensato ad una serie di post su cui scriverò come, ad esempio, una panoramica sui presepi del mondo, le recensioni di spettacoli e canzoni, le figure che lo compongono. Sarò, spero per voi e per me, un modo per vivere questa tradizione con gli occhi della meraviglia e la voglia di scoprirne le storie e le possibilità.

Buona  La Fine è l’Inizio a tutti.

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nov 24

Cinque nuovi compagni di gioco

Rugby game

Rugby game. Credit: PB-PSBear.

Oggi, 24 novembre 2011, mi sono accorto che la mia blogroll, sulla colonna di destra dopo i tag con gli argomenti, è piuttosto povera. Ci sono, infatti, soltanto i primi cinque link amici di cui vi ho parlato il primo settembre di quest’anno. E’ ora di aggiornare questa lista con cinque blog da seguire, dedicati a vari argomenti tra cui le mappe mentali, l’improvvisazione teatrale, le bufale, il problem solving e la scrittura.

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nov 20

Commenti ai post attraverso Facebook

Riquadro per i commenti su Facebook

Riquadro per i commenti su Facebook.

Da oggi, domenica 20 novembre 2011, è disponibile su questo blog la possibilità di inserire un commento attraverso Facebook. Se siete loggati a questo social network potrete inserire un commento ai vari post che, se volete, comparirà anche nel vostro profilo e quindi nella vostra home: l’opzione è selezionata di default ma se volete la potete cambiare deselezionando il box “Post to Facebook”. I commenti tradizionali, ovviamente, rimangono sempre disponibili, ma da oggi potrete scegliere quale tipo di commenti inserire. Il riquadro per i commenti attraverso Facebook lo trovate alla fine di ogni post e prima di quello dell’altro tipo di commenti. Ora non avete scuse, un commento dovrete lasciarlo ;-)

Per chi fosse interessato ad inserire lo stesso plugin sul proprio blog su wordpress ho utilizzato il “Facebook Comments for WordPress“.

E ora, che aspetti, commenta subito!

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nov 19

Chi ben comincia è alla metà del presepe

particolare mobile soggiorno

Il mobile del soggiorno all'interno del quale realizzerò il presepe.

La Fine è L’Inizio, l’evento per vivere il passaggio tra 2011 e il 2012 su questo blog, inaugura oggi la sua rubrica Il Cantiere del presepe, come promesso nel programma dell’iniziativa. Partiamo, dunque, con il primissimo passo per realizzare questo presepe che sarà occasione per narrare molte cose del macrocosmo a partire dal microcosmo.

Il primo passo per il mio presepe è trovare il posto giusto dove farlo.  Quei due spazi vuoti ed occupati da foto e soprammobili, che vedete nella foto sopra, mi sembrano lo spazio più adatto. Avrei anche potuto con delle tavole realizzare uno spazio apposito in una angolo della casa, come faceva mio fratello Mimmo, ma questa soluzione non è praticabile. Perché, prima di tutto, non sono molto pratico con questo genere di lavori e poi perché non utilizzare uno spazio già disponibile, che non ingombra, pronto, niente male? A volte questo tipo di spazi sono già disponibili: basta scovarli, anche in casa. Negli spazi casalinghi sono riuscito quasi sempre a realizzare ciò che mi occorreva, soprattutto quando provavo i pezzi del mio spettacolo Mistero Salentino. Riuscire a lavorare in casa per me ha tanti vantaggi come ad esempio non doversi spostare perdendo tempo e denaro, poter sostenere ritmi umani, poter giocare con la mia gatta Puffetta durante le pause ;-) Quindi ho spostato gli oggetti che si trovano in quei due ripiani.

Ripiani vuoti del soggiorno

Ripiani svuotati del soggiorno dove realizzerò il presepe

Come vedete il risultato è il vuoto ed è da questo vuoto che partirò con questo mio Cantiere del presepe. E’ un po’ come la pagina bianca dello scrittore prima di cominciare, non trovate? Perciò le domande ora sono: con cosa inizio? Che ci metto? E’ la stessa domanda dello scrittore: quale sarà l’incipit? E’ forse la fase più delicata di tutte perché come dice un adagio “chi ben comincia è alla metà dell’opera”. Non credete? Perciò nei prossimi giorni dovrò fare un po’ di planning per il mio presepe per non trovarmi in difficoltà durante la sua realizzazione, perché non mi manchi l’indispensabile, per pensare che tipo di composizione realizzare, con quali elementi, ecc. Mi è già capitato, l’anno scorso, di fare il planning delle vacanze di natale attraverso La mappa magica del mio Natale, utilizzando una mappa mentale. Provate anche voi, vedrete come vi si manifestano le idee e come fluiscono una nell’altra. Per oggi l’importante è che abbiamo fatto, oggi, la posa della prima pietra. Appuntamento ai prossimi giorni per i passi successivi. E fatemi gli auguri o datemi i suggerimenti nei commenti, suvvia!

Questo post fa parte di La Fine è L’Inizio, l’evento per vivere in questo blog il passaggio tra 2011 e 2012 con iniziative, idee, storie e metafore. In proposito puoi leggere:

Buona La Fine è L’Inizio a tutti.

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nov 18

Perché La Fine è l’Inizio?

Inizio A 23

Image via Wikipedia

Voglio raccontarvi il perché ho deciso di realizzare nelle colonne di questo blog La Fine è l’Inizio, l’evento lungo due mesi che prima vi ho annunciato e del quale ho anche fornito un programma.

La Fine è L’inizio perché per finire qualcosa davvero spesso la miglior strategia è iniziarne un’altra. La Fine è L’Inizio perché solo quando qualcos’altro sta iniziando il passato può essere archiviato. La Fine è l’Inizio perché solo una nuova storia, una nuova idea, una nuova impresa ci danno l’energia, la voglia, l’entusiasmo di ricominciare. “La fine è un buon inizio”: con questa frase di ricerca ieri qualcuno è approdato al mio blog. Lo prendo come conferma di questa buona pratica: iniziare una nuova strada così da mettere alle spalle la vecchia. Questo andrebbe contro un adagio popolare che dice: “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”.  Delle volte passando in modo repentino da una situazione all’altra possiamo trovarci “dalla padella alla brace”. Bisogna tenere in grande considerazione questo proverbio. E’ pur vero però che se non intraprendiamo nuove strade non possiamo cambiare la nostra situazione, non possiamo fare nuove scoperte. E questo potrebbe diventare un falso proverbio: basti pensare a Cristoforo Colombo perché se non si fosse deciso a cercare una nuova via per le Indie non sarebbe approdato nel nuovo continente.

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nov 17

La Fine è L’Inizio, il programma

The witch - La vecia

Image by Talba via Flickr

Oggi, 17 novembre 2011, con questo post comincia ufficialmente La Fine è L’Inizio. Per due mesi, infatti, e cioè fino al 17 gennaio 2012 in questo blog c’è un’iniziativa particolare di cui oggi voglio farvi conoscere il programma.

Prima di tutto in questi giorni ci sarà Il cantiere del presepe: realizzerò un piccolo presepe in casa mia ma man mano che lo realizzerò terrò un piccolo diario su di esso che mi consentirà di narrare molto altro, così che dal suo microcosmo faremo un viaggio nel macrocosmo, nel mondo, perfino nell’universo che ci circonda usando come metafora i suoi elementi: i pupazzetti, le luci, il muschio, la capanna, ecc.

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nov 16

La Fine è l’Inizio

Begin to hope

Begin to hope (mao_lini).

Sta per cominciare La Fine è l’Inizio. Da domani, 17 novembre 2011, per i successivi due mesi, fino al 17 gennaio 2012, su questo blog potrete partecipare ad alcune iniziative che vorrei intraprendere con amici e lettori del blog. Voglio, insomma, raccontarvi perché frequentare il Giuseppe Vitale’s website per i prossimi due mesi. In questo post vi spiego l’idea e lo spirito che la anima, il perché sto per farlo. E vi accenno anche a ciò che accadrà.

E’ per una buona fine e un buon inizio d’anno che ho deciso di intraprendere due mesi di iniziative alle quali potrete partecipare collegandovi a questo blog. Da domani, 17 novembre 2011 fino al 17 gennaio 2012, troverete in questo mio sito web, che vi invito a frequentare ogni giorno, una serie di post che vi parleranno, ad esempio, di un piccolissimo cantiere in un microcosmo che vi aiuterà a capire tante cose, sotto metafora, del mondo che viviamo. Avrete anche in queste pagine due piccoli regali: uno per Natale e uno per Capodanno. Inoltre sto pensando ad un piccolo evento live per il giorno dell’Epifania. Il programma completo di iniziative ed eventi lo conoscerete domani, con il primo post di La fine e l’inizio.

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