Workshop di Problem Telling

Dove c'è problema c'è storia

 Per trasformare il tuo problema in una opportunità,

una storia che tutti vorranno condividere con te.

Romeo and Juliet (1968 film)
Romeo and Juliet (1968 film) (Photo credit: Wikipedia)

Finalità

  1. imparare a fare il setting di un problema;
  2. imparare le tecniche di Problem Telling, di racconto del problema;
  3. gestire l'ansia e le preoccupazioni di fronte ad un problema;
  4. acquisire una mentalità orientata al problem solving;
  5. organizzare le risorse e gli strumenti giusti per risolvere problemi.

Programma

Il workshop prevede un percorso formativo della durata di 2 giornate da 8 ore ciascuna (7 di lavoro, 1 di pausa), con la possibile implementazione di una terza giornata di richiamo, per approfondimenti di alcuni temi che stanno maggiormente a cuore.

Primo giorno

I buoni problemi

  • Dove parcheggio la mia bicicletta visto che in centro ci sono tante biciclette parcheggiate?
  • Come faccio a tenere aperto il mio negozio anche di domenica visto che tante persone vogliono venire anche di domenica?
  • Come posso far fronte al notevole aumento di richiesta del mio prodotto/servizio che piace così tanto alla mia clientela?

Spesso ci troviamo di fronte a dei buoni problemi. È ad essi che dedichiamo la nostra attenzione con il Problem Telling, che è l'arte di trasformare i problemi in storie interessanti perché

dove c'è un problema c'è una storia
e
dove c'è una storia c'è un problema.

Attività: brainstorming collettivo sui buoni problemi e sui problemi noiosi.

I problemi non sono tutti uguali

I problemi non sono tutti uguali. Non sono fatti con lo stampino e perciò non ci ritroviamo tutti alle prese con lo stesso problema. Il problema va inserito nel suo contesto e va definito con il problem setting, che è l'arte di definire problemi

Attività: analizzare un esempio di problema con una mappa mentale.

I problemi da buttare

Ogni passaggio, ogni cambiamento, come quello tra il vecchio e il nuovo anno è una grande occasione per buttare dietro di sé i problemi e gli atteggiamenti fastidiosi, come l'usanza di buttar via vecchie suppellettili per il capodanno

Attività: ritagliare i problemi cattivi in bigliettini da attaccare a cocci da rompere.

Ma cos'è un problema?

Quello che spesso vediamo di un problema è solo la punta dell'iceberg. Il problema è in realtà un'opportunità travestita. È una struttura euristica che istruisce un processo di ricerca con lo scopo di arrivare ad una soluzione. E quindi, fatto il problema, trovata la soluzione potremmo dire.  Ogni problema contiene dentro di sé la soluzione, come i blocchi di marmo per Michelangelo contenevano già la statua che lui tirava fuori, liberava.

Attività: incollare i cocci buttati e rotti in precedenza per costruire una propria originale e «artistica» scultura.

Secondo giorno

I problemi da raccontare

Se i problemi sono sempre diversi e invece che subiti possono essere costruiti con le proprie mani allora ognuno può costruirsi i problemi che vuole e raccontare la storia del suo problema per convincere chi deve prendere le decisioni e/o chi deve metterci i soldi.

Attività: tirare fuori dalla propria valigia la scultura realizzata prima e inventare su di essa una storia.

Metodologia

Learning by doing. Learning by playng.

Il formatore, Giuseppe Vitale

Attore di teatro e cinema, formatore e problem solver. Lavora come trainer esperienziale per Action Training Network.

Per maggiori informazioni circa l'occorrente per questo workshop, la disponibilità del formatore, i costi e la possibilità di personalizzarlo compilare il form qui di seguito.

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