Dove c’è problema c’è storia
Per trasformare il tuo problema in una opportunità,
una storia che tutti vorranno condividere con te.

Romeo e Giulietta. Di Nando Scafroglia.
Finalità
- imparare a fare il setting di un problema;
- imparare le tecniche di problem telling, di racconto del problema;
- gestire l’ansia e le preoccupazioni di fronte ad un problema;
- acquisire una mentalità orientata al problem solving;
- organizzare le risorse e gli strumenti giusti per risolvere problemi.
Programma
Il workshop prevede un percorso formativo della durata di 2 giornate da 8 ore ciascuna (7 di lavoro, 1 di pausa), con la possibile implementazione di una terza giornata di richiamo, per approfondimenti di alcuni temi che stanno maggiormente a cuore.
Primo giorno
I buoni problemi
- Dove parcheggio la mia bicicletta visto che in centro ci sono tante biciclette parcheggiate?
- Come faccio a tenere aperto il mio negozio anche di domenica visto che tante persone vogliono venire anche di domenica?
- Come posso far fronte al notevole aumento di richiesta del mio prodotto/servizio che piace così tanto alla mia clientela?
Spesso ci troviamo di fronte a dei buoni problemi. E’ ad essi che dedichiamo la nostra attenzione con il Problem Telling, che è l’arte di trasfromare i problemi in storie interessanti perché
dove c’è un problema c’è una storia
e
dove c’è una storia c’è un problema.
Attività: brainstorming collettivo sui buoni problemi e sui problemi noiosi.
I problemi non sono tutti uguali
I problemi non sono tutti uguali. Non sono fatti con lo stampino e perciò non ci ritroviamo tutti alle prese con lo stesso problema. Il problema va inserito nel suo contesto e va definito con il problem setting, che è l’arte di definire problemi
Attività: analizzare un esempio di problema con una mappa mentale.
I problemi da buttare
Ogni passaggio, ogni cambiamento, come quello tra il vecchio e il nuovo anno è una grande occasione per buttare dietro di sé i problemi e gli atteggiamenti fastidiosi, come l’usanza di buttar via vecchie suppellettili per il capodanno
Attività: ritagliare i problemi cattivi in bigliettini da attaccare a cocci da rompere.
Ma cos’è un problema?
Quello che spesso vediamo di un problema è solo la punta dell’iceberg. Il problema è in realtà un’opportunità travestita. E’ una struttura euristica che istruisce un processo di ricerca con lo scopo di arrivare ad una soluzione. E quindi, fatto il problema, trovata la soluzione potremmo dire. Ogni problema contiene dentro di sé la soluzione, come i blocchi di marmo per Michelangelo contenevano già la statua che lui tirava fuori, liberava.
Attività: incollare i cocci buttati e rotti in precedenza per costruire una propria originale e «artistica» scultura.
Secondo giorno
I problemi da raccontare
Se i problemi sono sempre diversi e invece che subiti possono essere costruiti con le proprie mani allora ognuno può costruirsi i problemi che vuole e raccontare la storia del suo problema per convincere chi deve prendere le decisioni e/o chi deve metterci i soldi.
Attività: tirare fuori dalla propria valigia la scultura realizzata prima e inventare su di essa una storia.
Metodologia
Learning by doing. Learning by playng.
Il formatore, Giuseppe Vitale
Attore di teatro e cinema, formatore e problem solver. Lavora come trainer esperienziale per Action Training Network.
Per maggiori informazioni circa l’occorrente per questo workshop, la disponibilità del formatore, i costi e la possibilità di personalizzarlo compilare il form qui di seguito.
