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Il giullare e l’imperatore

L'incontro tra Federico II e Francesco D'Assisi,
tra storia e leggenda.

Giuseppe Vitale

Siamo nel dicembre del 1220 e Françesco D'Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, viene ricevuto dall'imperatore del Sacro Romano Impero: Federico II di Svevia che a 26 anni era al culmine della sua carriera politica e militare. Le fonti storiche non registrano questo evento ma una leggenda narra che questo incontro sia avvenuto nel castello di Bari. E allora mi sono divertito a ricostruire il discorso che Françesco può aver tenuto davanti all'imperatoree alla sua corte, sulla base delle influenze e degli orientamenti che comunque Federico II assorbe dal poverello anche grazie a quel frate Elia che fu progettista di Castel del Monte oltre che della Basilica di San Francesco ad Assisi. Quel che è certo è che comunque Françesco predicò contro il vizio della lussuria e la smodata sensualità di Federico II. E' noto, infatti, il suo smodato amore per le donne: oltre alle quattro mogli ebbe almeno sette concubine, diverse amanti, tra cui Maria di Antiochia, Adelaide di Ursilngen e la cugina di sua moglie Bianca Lancia, Anais. Ebbe anche un nutrito harem di sarecene con le quali dava sfogo ai suoi istinti nel castello di Lucera.

Il santo di Assisi fu davvero un giullare, un attore dell'epoca e non andava per il sottile con le sue sferzate rese più divertenti dalle sua capacità mimiche ed oratorie. Lo spettacolo Lu Santo Jullàre Françesco di Dario Fo, che mi ha dato spunti e indicazioni, riprende questaeredità giullaresca di Françesco che era inviso ai potenti del tempo come lo erano tutti i giullari che per la loro satira spesso perdevano la testa fatta loro tagliare da qualche feudatario che non aveva il loro stesso spirito satirico. Françesco davanti all'imperatore senza timore, senza paura, senza peli sulla lingua si sarà scagliato contro le due grandi ingiustizie: la lussuria di Federico II e le crociate. Sul primo argomento il sovrano non diede retta al frate ma sul secondo si fece influenzare molto perché la Crociata che aveva promesso a innocenzo III prima e a Onorio III dopo in realtà la concluse con un accordo pacifico con il sultano Malik al-Kamil. Ho messo in bocca al giullare con tecniche giullaresche e d'imitazione del volgare dell'epoca ma anche del dialetto di Bari delle parole dirette e sferzanti ma anche dolci e d'amore per il creato quale egli aveva.

Completano la performance il racconto dell'incontro tra Françesco D'Assisi con il papa Innocenzo III e il XIII Canto dell'Inferno dove Pier Delle Vigne, fedelissimo capo della cancelleria imperiale e logoteta (funzionario del bilancio), per la penna di Dante Alighieri, racconta i sospetti di tradimento da parte di Federico II e il dispiacere che lo portò a suicidarsi fracassandosi la testa contro il muro della prigione nel quale era stato rinchiuso. Federico II sospetto' una tresca amorosa tra lui e la sua amata moglie (l'unica che amò davvero) Bianca Lancia. Lui che aveva tradito tutte le sue mogli divenne vittima non di un tradimento consumato (perché Bianca gli rimase fedele) ma del sospetto del tradimento.

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