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Francesco Burroni
Per gentile concessione di Francesco Burroni.

Oggi, 16 Agosto 2016, si tiene a Siena il tradizionale Palio dell'Assunta, che la Rai ogni anno trasmette in diretta sul primo canale. Per molti si tratta di uno spettacolo irrinunciabile, non solo per i senesi o per i toscani. Il suo fascino è davvero tanto, nonostante le proteste degli animalisti per l'impiego dei cavalli nella corsa in Piazza del Campo. Tuttavia questo palio è molto, molto di più. Ne ho parlato con Francesco Burroni, poeta senese, improvvisatore, attore e regista.  Ho registrato un'intervista di ventidue minuti circa nella quale lui ci racconta che cosa rende unico questo palio, perché questo spettacolo ti tiene incollato a vederlo dall'inizio alla fine sia che ci si trovi nella città toscana sia davanti allo schermo. Ne abbiamo approfittato per parlare anche dell'improvvisazione teatrale di cui la Toscana tutta è patria, grazie ai poeti in ottava rima, che improvvisano a braccio, che Francesco forma durante laboratori e corsi che lui tiene. Lo spettacolo per cui Burroni è più conosciuto è il Match d'improvvisazione teatrale al quale abbiamo fatto ampi riferimenti durante la nostra chiacchierata. Vi consiglio di ascoltare tutta questa breve intervista perché Francesco ha saputo mettere insieme storia, poesia e aspirazione alla libertà e alla pace di cui i contradaioli senesi dell'Oca, come lui, e delle altre contrade sono testimoni. Buon Ascolto e fate girare! (Tenete alto il volume dell'altoparlante o usate delle cuffie, il file audio non è il massimo ma con i mezzi di cui dispongo ho fatto miracoli).

P.S.: se volete approfondire i temi di cui abbiamo parlato leggetevi Improvvisare e scrivere in rima.

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L'ensemble di Voci della Notte mentre prepara lo spettacolo.

Manca un solo giorno al debutto di Voci nella Notte, monologhi e canzoni di atmosfera e non. Domani, 18 settembre 2015, alle ore 21 nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana sedici artisti vi accoglieranno prima nel cortile e poi nelle proprie dimore. Nelle piccole sale dell'edificio, infatti, gli attori, in coppie, presenteranno i propri monologhi. Dopo l'intervista breve di ieri, vi propongo l'audio di una chiacchierata più lunga tenuta davanti ai microfoni di Radio Punto Sud in cui Chicco Passaro ed io rispondiamo alle domande del conduttore Maurizio Urgese. Ne abbiamo approfittato per descrivere nei dettagli tutte le dinamiche dello spettacolo. Inoltre abbiamo parlato per una ventina di minuti sull'interazione tra i teatranti e gli spettatori, sulla dignità di questi ultimi, troppo a lungo trascurata. Maurizio a un certo punto lancia il concetto di teatro al contrario, in riferimento alla conclusione dello spettacolo stesso: siamo noi stessi, gli artisti, che salutiamo e usciamo, lasciando gli astanti là dove stanno, nel cortile, punto di partenza di tutto. Ragionando su questo ne abbiamo approfittato per dire un po' la nostra sulla situazione del teatro  in Italia, sul suo rapporto con i media e tanto altro ancora. Al termine Chicco ha voluto lanciare un'anticipazione che qui non vi svelo. Ascoltatela insieme a tutta l'intervista. Chiedo scusa se nella prima parte non si sente bene la voce di Chicco, c'è stato un problema audio poi sistemato nel corso della diretta.

ramificazioni
Ramificazioni di kiki follettosa.

Giornata di maltempo davvero memorabile quella odierna, prima con il tornado che ha causato tanti danni a Taranto e poi con i quattro morti a causa del forte vento sulla strada tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Inoltre in Toscana sono segnalati nubifragi ed evacuazioni. Mentre scrivo questo post in casa sento sibilare il vento oltre la porta della strada. Mi sono ricordato, allora, di una poesia in dialetto brindisino che voglio riproporvi. Si intitola Malitiempu (Maltempo) e desidero farvela ascoltare per scongiurare ulteriori danni in  questa giornata: infatti termina con una vecchia che scansa le pozzanghere per non cadere e il canto degli uccelli. Che poi è la metafora della quiete dopo la tempesta che tutti vorremmo dopo un qualche evento che sconvolge la nostra vita. È quel che tutti ci auguriamo per Taranto dopo la tempesta sociale, economica, giudiziaria in corso. In queste ore, poi, c'è Vincenzo, un francavillese, che ha perso la moglie e la figlia nell'incidente stradale che ho citato prima dopo che in mattinata è stato coinvolto lui stesso in un altro sinistro causato sempre dal maltempo a Taranto. Per lui quella quiete sarà più dura da raggiungere e forse il pianto degli alberi spogli dopo la furia del vento sarà un dolore che lo accompagnerà molto a lungo. Si tratta di una poesia che anni fa avevo trovato online e di cui non sono mai riuscito a trovare l'autore che se vuole palesarsi sono pronto a citare. Buon ascolto.

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don tonino bello
Don Tonino Bello

Oggi, 28 settembre 2011, vi propongo una delle più belle lettere scritte da Don Tonino Bello,  Antonio Bello è stato vescovo di Molfetta, ma soprattutto apostolo della nonviolenza: in molti ricordano la sua marcia nel 1992 a Sarajevo. Vale proprio la pena di leggerla non per una sterile consolazione ma anzi per il recupero che egli sa compiere dei fallimenti.  Buona lettura.

...continua a leggere "A coloro che si sentono falliti"

Tunisian migrant Mohammed Munedi and Stephen Beard.Oria, a beautiful town full of history in the province of Brindisi where I live, has become the  main place where the immigrants form north Africa are housed after they have arrived in Lampedusa, waiting for the permit. There is a refugee camp on the road for Manduria, in the province of Taranto, with a lot of tents that is a subject of many polemics because the immigrants are not free and they live in a very difficult situation: hot in summer, cold in winter, dirty bathrooms, etc. In April, when this camp was set up, several journalists came here to tell the situation. Among them Stephen Beard, of American Public Media, who interviewed the tunisian immigrant Mohammed Munedi and me. Here it is the interview.

STEPHEN BEARD: The Church of San Domenico on the edge of a sunlit piazza in the ancient hill town of Oria. This pretty scene draws tourists from all over Europe. But in recent weeks, there's been an influx of less welcome visitors.

Young Tunisian men brawl in the street. This only serves to deepen local hostility to the migrants.

Man speaking Italian

This man says they drink, they argue, they fight, they break bottles in the street. Twenty-five thousand Tunisians have arrived in Italy since January, when the Tunisian dictator Ben Ali was ousted. When he fell, his control over illegal migration collapsed. Mohammed Munedi joined the exodus.

MOHAMMED MUNEDI: Maybe looking for nice life. Job, house. Something like this.

He's now one of hundreds of young Tunisians living in a temporary reception center outside Oria. Fauzi Bushekse is another.

FAUZI BUSHEKSE: If I have work, I will help my family.

The fact that these young men are looking for work makes them even less popular here. There are few jobs even for the locals. Not everyone, though, is hostile to the incomers.

Volunteers hand out shoes and clothes to the migrants. Organizer Guiseppe Vitale says Italians should be the first to sympathize with people seeking their fortune abroad.

GIUSEPPE VITALE: We have a duty because we were immigrants in the past. We went in the past in the United States and in Germany, above all.

Vitale hopes other, wealthier parts of Italy and Europe will put out the welcome mat for the migrants. So far there's little sign of that.

You can also listen this interview.

Now is not possible to come to this camp: the police don't allows anyone to enter. We are waiting for the transfer of the camp at the former USAF base in San Vito dei Normanni, near Brindisi. This is the decision of the authorities. Stephen Beard contacted me today for a new interview: this story will continue. Stay tuned.