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1017301_357226557738302_1477078856_nCom'è difficile mettere d'accordo le persone! Quanto è duro prendere decisioni in un gruppo! Che fatica andare d'accordo! Sembra che la partecipazione e la condivisione di idee siano un'utopia. Quante volte i migliori progetti sulla carta si scontrano con opposizioni, rifiuti, chiusure? Oppure chi non ha assistito ad una riunione di condominio, ad esempio, che, quasi sempre, finisce con l'essere accompagnata da forti contrasti e discussioni?

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Benedetta Ognissanto
Mia mamma nel 1978, in attesa di mio fratello.

"Io voglio vivere per mio figlio Giuseppe" esclamò mia mamma, piangendo, non appena l'oncologa le comunicò che il tumore, operato mesi prima, era tornato a minacciare, con le metastasi, la sua vita. Oggi, che sarebbe stato il suo sessantottesimo compleanno, avrebbe voluto essere ancora con noi, occupandosi di me, della sua famiglia, della tomba di mio fratello scomparso diciassette anni fa, delle sue amiche, delle persone a cui faceva del bene. Si chiedeva sempre se avrebbe re-incontrato suo figlio, sua mamma, sua nonna e tutte le persone a cui voleva bene e non c'erano più. Anzi, a dire il vero ne era certa. Mia mamma aveva una molta fede e pregava ogni giorno, o quasi.

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La Confesercenti di Brindisi annuncia un consorzio di imprese online. L'obiettivo è quello di far raggiungere i mercati esteri ai negozi della provincia che hanno aderito all'iniziativa. L'articolo apparso sul Quotidiano titola infatti: Negozi online per resistere. Per completare il progetto partiranno anche dei corsi gratuiti di web marketing e inglese commerciale. Si spera, in questo modo, di far fronte alla crisi dei consumi che si sente anche a Brindisi e dintorni dove il 4% dei commercianti è costretto a chiudere. Ciascuna azienda potrà avere un catalogo online.

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Lago del Cillarese
Il lago del Cillarese, in fondo, visto dall'ospedale Perrino di Brindisi.

Che cosa fai per risollevarti l'animo quando sei in ospedale in ricovero o in visita a un parente o amici? Chiacchieri? Guardi la tv? Leggi qualcosa? Preghi? Ognuno fa quel che può e più gli aggrada. E tutte queste attività, a loro modo, sono efficaci. Dalla primavera per vari motivi sto andando spesso all'Ospedale di Brindisi dalle cui finestre si può guardare il Lago del Cillarese, una piccola oasi di protezione faunistica con un bacino idrico artificiale e un boschetto a ridosso della città, tra la statale 16 Adriatica a nord e a sud l'ospedale e la strada statale 7. Il colpo d'occhio sui filari delle adiacenti colture è struggente, specie al tramonto.

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Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Pu...
Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Puglia) (Photo credit: uomoplanetario.org)

Aspettarsi il peggio può distrarci da quello che sta succedendo e persino dal buon esito di una situazione. Dare subito spazio all'ansia può renderci ciechi. Così facendo ci poniamo, infatti, in un altrove che crediamo essere la realtà, che spacciamo per realtà, giuriamo essere la realtà ma che invece è una nostra creazione. Vi è mai capitato di dare per spacciata, morta ormai, una speranza e vedere che invece all'improvviso essa di realizza? Oppure di pensare che non ce la farete e invece poi ce la fate? Che cosa rende possibile il successo in simili situazioni? Com'è possibile cavarsela in determinate circostanze?

Il segreto in certi casi è non distrarsi. Stare vigili, attenti fino all'ultimo e anche oltre. Mai dire mai, insomma. Altrimenti il peggio può davvero accadere. Voglio illustrarvi, oggi, questo concetto attraverso un piccolo fatto che mi è successo due giorni fa.

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Gli amatori Improvvisart di Lecce in Improgames.
Gli amatori Improvvisart di Lecce in Improgames.

Giovedì sera ci sarà Improgames, spettacolo d'improvvisazione teatrale al Circolo Arci Zero di Brindisi. Prendo a prestito il nome del circolo per dire che assisterete al grado zero dell'improvvisazione teatrale, il punto di partenza, il minimo comune multiplo di questa disciplina tra sport e teatro ed altro ancora. Giovedì sera quindi assisterete  alla temperatura alla quale non solo l'acqua si trasforma in ghiaccio ma alla quale gli spunti del pubblico si trasformano in scene imprevedibili e spesso esilaranti. Assisterete all'unico spettacolo d'improvvisazione teatrale con il vuoto in mezzo, comodamente seduti sui bordi della voragine nella quale noi amatori Improvvisart pescheremo l'impensabile, ciò che non conosciamo all'inizio e che mai più ripescheremo. Saremo in quella zona tanto esplorata ma sempre foriera di scoperte, in ogni istante, che è il punto di equilibrio tra il positivo e il negativo, giocheremo insomma in bilico tra le calamite della creatività. Vivremo le avventure sospesi tra materia e antimateria, nello stesso tempo ai confini dell'universo e in mezzo ad esso pronti a captare ogni eco del bing bang per farne il firmamento delle storie che il pubblico vedrà nascere sul momento senza copioni, senza scenografie, senza personaggi o regie. Saremo ancora una volta gli astronauti del teatro che senza cinture di sicurezza saranno lanciati a quelle altezze siderali nelle quali sole il cabaret dell'assurdo si può sublimare.

Giovedì 9 maggio ore 21 e 30

Circolo Arci “Zero”
via San Benedetto, 17 - Brindisi
Per info e prenotazioni: 388 7205264

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English: Street in Ceglie Messapica, view of t...
Palazzo Ducale a Ceglie Messapico (Photo credit: Wikipedia)

Le prime cose che ho saputo dell'antifascismo e della Resistenza, che si celebra oggi, me le raccontava mia nonna Mimina che, prima di sposarsi a Oria, da giovane aveva vissuto e lavorato a Ceglie Messapico, dove era nata. Qui aveva lavorato prima come bracciante e poi nella cooperativa costituita, tra gli altri, da suo fratello Minguccio. Mi parlava ogni tanto di questo suo fratello, Domenico (detto Minguccio) Della Rosa, che è tra gli antifascisti di Ceglie. Teneva la sua fotografia insieme a quelli della madre, la mia bisnonna, e di altre persone che non c'erano più. E raccontava di lui che svolgeva il lavoro di calzolaio e che era uno degli attivisti del partito comunista, clandestino durante il periodo fascista. A Ceglie, poi, le cellule comuniste erano molto combattive. Da sempre appassionato di politica zio Minguccio partecipava con vivacità alle sorti del nostro paese.  Faceva parte del direttivo del partito comunista ricostituito da Rocco Spina. Gli venne affidato il compito della diffusione del materiale di propaganda. Non era facile. I fascisti, sotto la direzione di Achille Starace, si organizzarono nella forma tipica dello squadrismo al soldo degli agrari. Proprio a Ceglie il 22 maggio del 1920 l'agrario Luigi Urgesi incontrò nella piazza principale Rocco Spina e lo bastonò davanti a tutti. Questo per dire dell'arroganza e dell'efferatezza dei fascisti al potere. Nel giugno dello stesso anno durante una manifestazione a Brindisi ci furono 3 morti tra i manifestanti socialisti per mano degli squadristi fascisti.

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Locandina Improgames
Locandina Improgames al Settenote di Brindisi.

Si gioca con l'improvvisazione teatrale e quindi con il pubblico Sabato sera a Brindisi. Gli avventori del Ristopub Settenote potranno divertirsi, infatti, a dare titoli, idee e ogni sorta di altra indicazione utile ai giocattori di Improvvisart per una serie di giochi d'improvvisazione teatrale.  Prenderanno quindi vita cartoline di luoghi sconosciuti, storie improbabili, personaggi divertenti e surreali e tanto altro.  Si può vedere la stessa scena-comica in più di 100 stili differenti (dal Western a C.S.I, dagli Antichi Romani a Tarantino e tantissimi altri): si possono rivedere fiabe famose in dialetti improbabili ma anche sentir parlare un qualsiasi oggetto del suo “dramma quotidiano”. Che dite? Ce n'è abbastanza per incuriosirsi e passare una serata che non è la solita serata al pub il sabato sera. Sono proprio contento di far parte  della squadra degli Amatori della Scuola Nazionale di Improvvisazione Teatrale di Lecce. E sabato sera vi aspetto amici. Anche per l'ospite d'eccezione: Massimo Ceccovecchi da Roma, attore professionista del circuito nazionale Improteatro, nonché finalista di ITALIA'S GOT TALENT 2012.

“Settenote Restaurant&grill”, piazza Dante Alighieri 8 – Brindisi.
Inizio spettacolo ore 21:30
Info e prenotazioni: 389 61.62.750

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ramificazioni
Ramificazioni di kiki follettosa.

Giornata di maltempo davvero memorabile quella odierna, prima con il tornado che ha causato tanti danni a Taranto e poi con i quattro morti a causa del forte vento sulla strada tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Inoltre in Toscana sono segnalati nubifragi ed evacuazioni. Mentre scrivo questo post in casa sento sibilare il vento oltre la porta della strada. Mi sono ricordato, allora, di una poesia in dialetto brindisino che voglio riproporvi. Si intitola Malitiempu (Maltempo) e desidero farvela ascoltare per scongiurare ulteriori danni in  questa giornata: infatti termina con una vecchia che scansa le pozzanghere per non cadere e il canto degli uccelli. Che poi è la metafora della quiete dopo la tempesta che tutti vorremmo dopo un qualche evento che sconvolge la nostra vita. È quel che tutti ci auguriamo per Taranto dopo la tempesta sociale, economica, giudiziaria in corso. In queste ore, poi, c'è Vincenzo, un francavillese, che ha perso la moglie e la figlia nell'incidente stradale che ho citato prima dopo che in mattinata è stato coinvolto lui stesso in un altro sinistro causato sempre dal maltempo a Taranto. Per lui quella quiete sarà più dura da raggiungere e forse il pianto degli alberi spogli dopo la furia del vento sarà un dolore che lo accompagnerà molto a lungo. Si tratta di una poesia che anni fa avevo trovato online e di cui non sono mai riuscito a trovare l'autore che se vuole palesarsi sono pronto a citare. Buon ascolto.

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Gregorio Ognissanto
Gregorio Ognissanto

Il primo novembre del 1906 mio nonno materno Gregorio Ognissanto veniva trovato vicino alla "rota ti l'acqua" sulla strada che da Oria (Brindisi) porta a Manduria (Taranto). La ruota dell'acqua detta altrimenti "ngegna" era un sistema ad ingranaggi azionato da un animale (asino, mulo o cavallo) che faceva girare una grossa ruota in ferro posta sul pozzo cui erano fissati dei secchi che portavano in superficie acqua a ciclo continuo. All'epoca era uno dei posti più sicuri dove abbandonare un neonato perché di continuo c'erano persone a prelevare l'acqua. Curioso che 91 anni dopo il ritrovamento di mio nonno, nel 1997, proprio nei pressi di quel pozzo mio fratello Cosimo perse la vita in un incidente stradale, ma questa è un'altra storia. Mio nonno Gregorio, figlio illeggittimo di una coppia clandestina di manduriani, che anni dopo si sposeranno, venne adottato da una famiglia di oritani. Non prese però il cognome di questi ultimi ma all'anagrafe venne registrato con il cognome "Ognissanto" perché ritrovato nella festività di tutti i santi appunto. Così a casa mia ogni primo di novembre ricordiamo il ramo materno della famiglia con questo ritrovamento. E ricordiamo anche la sua avventurosa vita.

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Sul set con Servillo e Ciprì
Sul set con Toni Servillo (in primo piano) e Daniele Ciprì.

Prodotto da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella con RaiCinema, sceneggiato da Ciprì e Massimo Gaudioso, ed interpretato da Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Giuseppe Vitale, tutti al fianco di Servillo, il film è in ‘odore’ di Venezia 2012.

Il film di cui si parla nella recensione di cineblog.it è È stato il figlio di Daniele Ciprì. È prodotto dalla Fandango ed uscirà presto nelle sale italiane.  Ho avuto l'occasione di lavorarci nel giugno del 2011. Si è trattato, per me, di quel che nel gergo cinematografico si suol definire una figurazione speciale, che è ad un livello intermedio tra il ruolo e la comparsa, che però mi sta procurando più notorietà di altri lavori dove avevo, invece, dei ruoli veri e propri. Basta leggere la recensione che ho citato prima, oppure dare un'occhiata al cast del film dove figuro insieme agli interpreti principali. Devo ringraziare i redattori di queste recensioni per il tanto riguardo nei miei confronti. Ma voglio soprattutto ringraziare Daniele Ciprì e i suoi assistenti per l'opportunità di questi brevi ma molto intensi giorni di lavoro per me sul set accanto ad un mostro sacro come Toni Servillo. Serberò il ricordo delle poche battute scambiate con lui, del sole che picchiava, delle focacce con la cipolla, del siciliano di Ciprì, Servillo e altri attori che mi faceva sentire in compagnia di "cugini" di una regione non molto diversa dalla Puglia che è la Sicilia. Per la cronaca io ho girato sul porto di Brindisi e al quartiere Paradiso e sono uno degli amici più fidati di Nicola Ciraulo (il protagonista). Buona visione 🙂

Aggiornamento del 1 settembre 2012: il film viene presentato oggi 1 settembre alle 16:45 nella Sala Grande e alle 22:15 nella PalaBiennale della sessantanovesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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DC-9 Itavia
DC-9 Itavia. Di Emanuele Rosso.

Oggi ricorre il trentaduesimo anniversario della strage di Ustica, in cui un aereo italiano con 81 persone a bordo fu colpito da un missile sui cielo di Ustica. Voglio dedicare ad esso alcune riflessioni venute alla luce durante la partecipazione ad un recente workshop sulla scrittura drammaturgica in cui si è parlato un po' anche di questa strage con Francesco Niccolini.

In tutte le incertezze, i depistaggi, i muri di gomma che riguardano la strage di Ustica c'è almeno un elemento che non si può contestare: gli oblò a bordo rimasero integri. Questo significa che si può escludere l'ipotesi della bomba che fu subito messa in campo all'indomani della strage avvenuta la sera attorno alle 21 del 27 giugno del 1980, trentadue anni fa. Ho potuto considerare questo particolare durante un recente workshop  sulla Kater i Rades, motovedetta albanese speronata e affondata il 28 marzo del 1997 al largo di Brindisi. Un dato collega subito le due vicende: lo stesso numero di vittime, 81. Queste due storie hanno, poi, delle somiglianze perché accomunate da depistaggi, da riunioni di piccolo gruppi di potere e dal fatto che insieme al caso Moro costituiscono una triade di tragedie italiane di cui si può parlare perché sappiamo tutto, o quasi. Ma durante il laboratorio mi sono scelto un punto di vista preciso, un foro da cui guardare a questi due fatti: gli oblò.

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Occhio socchiuso di gatto
Credit: Thomas Lieser.

La gatta frettolosa fa i figli ciechi dice un proverbio. Esso rivela tutti i rischi della fretta in situazioni delicate. E' quel che accade quando si vuole subito prendere l'assassino sospinti dalla pressione dell'opinione pubblica. Quest'ultima, poi, spesso vuole subito vedere il mostro che la stampa si affretta a sbattere sulla prima pagina. Magari vorrebbe anche linciarlo a proprio piacimento. E se non lo si può linciare si possono scrivere su Twitter minacce e vituperi di ogni sorta, evocando i più disparati mali e le più terribili e sanguinarie vendette. Così giustizia è fatta o, meglio, sarebbe fatta, dimenticando che le persone, anche se commettono i più efferati delitti, vanno poste sotto processo, per quanto in Italia la macchina della giustizia sia lenta. Quel che sta accadendo a Brindisi con il presunto autore della strage del 19 maggio alla scuola Morvillo Falcone reo confesso è l'ennesimo caso di cannibalismo mediatico-giustizialista. E non importa se lo stesso procuratore Cataldo Motta esprime dei dubbi sul movente. Gli si toglie l'indagine e la si affida a un'altra procura, magari a quella di Brindisi che per prima ha iniziato a indagare sulla pista del gesto isolato. Quando c'è stato il sospetto di piste mafiose e terroriste l'indagine, infatti, è passata a Lecce. Ora però l'arresto del grossista di carburanti di Copertino starebbe smentendo Motta. Si profila, insomma, una guerra tra pubblici ministeri, tra procure che non permette di lavorare con la necessaria calma al caso. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio, perché arrestare subito il sessantottenne della provincia di Lecce, che si crede essere l'uomo del video girato dalle telecamere di un chiosco adiacente la scuola, e non continuare a pedinarlo ed intercettarlo più a lungo per avere maggiori informazioni magari proprio su quel movente che proprio non regge? Perché Totò Riina, ad esempio, deve essere osservato a lungo e l'attentatore di Brindisi solo per qualche giorno? Un'altra domanda a cui rispondere è perché non lasciar lavorare Cataldo Motta ai suoi dubbi più che legittimi? Resta poi la questione di come ha fatto un uomo di 68 anni con una mobilità ridotta del braccio destro a trasportare le 3 bombole di GPL e il cassonetto, se davvero è questa la dinamica dello scoppio. Mi pare più che probabile che non abbia agito da solo e che, ancora una volta, ci troviamo davanti all'ennesimo "caso Dallas". Le procure frettolose rendono dunque un sospettato colpevole con indagini che non vengono realizzate a dovere, teoremi che non sono suffragati dai riscontri necessari, moventi che crollano con grande facilità. Un film visto troppe volte in Italia. Cosa ne pensate?

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Alzi la mano chi oggi si fila e si ricordava della quarantesima giornata mondiale dell'ambiente. Alzi la mano chi pensi che serva a qualcosa. Alzi la mano chi crede che sensibilizzerà qualcuno o smuoverà delle coscienze. E' ovvio che mi auguro di sì ma il grande rischio è che scivoli via come tante altre giornate dedicate a questa o a quell'altra tematica più o meno globale. A proposito di questa giornata Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio odierno ci ricorda che siamo 7 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi entro il 2050. Questo significa un aumento dell'impronta ecologica dell'umanità a livelli mai visti prima. La conseguenza più diretta sarà un aumento dell'inquinamento che è già arrivato a livelli intollerabili. La speranza è che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, in programma in Brasile dal 20 al 22 giugno prossimo, sappia trovare delle adeguate misure che finora, sono state insufficienti.

Come la racconto una giornata come oggi? Come la racconto la Giornata Mondiale dell'Ambiente? Io lo faccio ricorrendo a Storia d'amore e alberi, uno spettacolo di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia.

...continua a leggere "L’ambiente: come e perché te lo racconto?"

Brindisi, Italia
Brindisi, Italia (Photo credit: Wikipedia)

IO NON HO PAURA hanno gridato in tante piazze gli studenti in questi giorni. Io, invece, oggi vi dico IO HO PAURA. E vi spiego di cosa.

Io ho paura che l'attentato di Brindisi rimarrà una delle tante stragi impunite da Piazza Fontana in poi passando per Piazza Della Loggia e Ustica.

Io ho paura che gli studenti che gridano IO NON HO PAURA al posto di IO VOGLIO SAPERE si sentano dei militanti delle piazze e trascurano che il loro campo di battaglia è la storia del nostro paese.

Io ho paura che al massimo verrà incriminata una persona, il classico mostro da sbattere in prima pagina e che gli inquirenti non potranno o non vorranno salire di livello arrivando sia ai mandanti sia alle coperture dell'attentato.

Io ho paura che ancora una volta una parte dello stato italiano, quella oscura, senza scrupoli, che trama sottobanco, uscirà indenne da questo orrore.

Io ho paura delle strumentalizzazioni politiche che sono in atto, soprattutto a sinistra. Ho paura anche di una sinistra che non c'è mai stata in Italia.

Io ho paura del ritorno alla strategia della tensione e dell'instaurazione di uno stato di polizia in Italia per opera di entità internazionali come la CIA, per esempio, che da sempre cercano di destabilizzare i paese che si affacciano sul Mediterraneo, come l'Italia e la Grecia.

Io ho paura che dietro l'attentato di Brindisi ci possano essere le sette sorelle del petrolio e dell'energia visto che proprio in questi giorni ENI e SNAM stanno giocando una partita cruciale che potrebbe anche rilanciare l'installazione, fin qui rifiutata, del rigassificatore.

Io ho paura che una volta spenti i riflettori sull'attentato e su città come Brindisi e Mesagne questa parte di Salento diventi preda di inquietudini ed angosce collettive che segnano il territorio per anni.

Io ho paura della retorica soprattutto sul nome della ragazza di Mesagne deceduta in iniziative che più o meno mettono a posto gli scrupoli di coscienza ma che nulla aggiungono o tolgono alla vicenda.

Io ho paura di tutto questo ma sono anche convinto che ci sono persone che parlano poco e che agiscono soprattutto che stanno facendo in modo che dopo un fatto così brutto comunque in questo pezzo d'Italia troviamo il modo migliore d'andare avanti.

E tu? Di cosa hai paura? Aggiungi le tue paure nei commenti.

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