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«Alla pizzeria qui all'angolo non danno più gli stuzzicadenti. Dicono che è perché i clienti se ne portavano sempre via uno» chiosa Groucho Marx nel n. 73 di Dylan Dog dell'Ottobre del 1992. Questa sua freddura ci porta dritti all'argomento del post: la customer experience e i social network. Mi piacerebbe riflettere, insomma, con voi su che cosa avviene ai clienti in un negozio, in un bar, in un hotel ecc. Qual è la loro percezione del servizio e quali pratiche mettono a punto le imprese per farli diventare non solo clienti soddisfatti ma addirittura ambasciatori del brand e arrivare a questo punto a bypassare l'intermediazione da parte di portali e affini. Ambizioso? Sì. Possibile? Anche.

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Guest post di Manlio Castronuovo, consulente di direzione Partner.it.

Nei miei venti anni di esperienza online (di cui si è parlato nel precedente post n.d.r.) , una cosa (credo) di averla capita: non è sufficiente essere bravi negli aspetti operativi e quindi saper utilizzare Google AdWords per portare traffico sul proprio sito ottimizzando il costo per click. Oppure essere i numero uno con Facebook Adv e collezionare vagonate di “Mi piace” o visite al proprio sito. O, ancora, essere il mago del remarketing e rincorrere il cliente che alla fine si pentirà di aver fatto click su un annuncio della vostra azienda, a fronte dei pochi che finiranno con l’acquistare il vostro prodotto.

E non è neanche la bravura tecnica a fare la differenza. Un sito tecnicamente ben fatto, veloce, con una bella grafica e soluzioni di design alla moda può rendere la navigazione più piacevole ma non può sostituirsi a quello che è il cuore dell’ecosistema della rete: i contenuti.

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Questo è un guest post. Anche tu, se vuoi, puoi scrivere un tuo articolo per questo blog.

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Father and son surf lesson in Morro Bay, CA

Guest Post di Manlio Castronuovo, consulente marketing della Partner.

Quando nel lontano 1995 effettuai il primo collegamento ad internet con lo storico provider Video On Line ammetto di aver provato un senso di frustrazione. Dopo intere giornate passate a provare a configurare il modem PCMCIA del mio portatile ed innumerevoli tentativi di connessione accompagnati dal sibilante suono della trasmissione dati (una specie di AfterGlow della tecnologia delle comunicazioni oggi riascoltabile utilizzando il fax) ero finalmente sulla home page di Video On Line… “e adesso che ci faccio?”.

In effetti, oltre al portale del provider non c’era molto altro. All’incirca 650.000 pagine web in tutto il mondo ed il concetto stesso di ricerca su web era agli albori: ricordo che i due strumenti per la ricerca, nati da pochissimo, erano WebCrawler (un motore di ricerca che inventò il concetto di indicizzazione delle pagine web) e Lycos un motore-portale (predecessore di Yahoo e tanti altri).

Di contenuti italiani ce n’erano davvero pochi e, soprattutto, in ambito aziendale la si riteneva fosse l’ultima moda per giovani smanettoni che avevano del tempo da perdere.

Capii che quella semplicità di presentazione delle informazioni, quella facilità di accedervi da qualsiasi parte del mondo e quella immediatezza nella fruizione dei contenuti avrebbero rivoluzionato il modo delle aziende di pensare al mercato e quindi di programmare il proprio marketing.

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Suzaku Catches Retreat of a Black Hole's Disk
Suzaku Catches Retreat of a Black Hole's Disk. NASA Goddard Space Flight Center.

Hai mai dato qualcosa di gratis ai tuoi clienti? Qual'è la reputazione della tua azienda? Due domande, queste, che hanno sempre una maggiore importanza, grazie soprattutto alla rete. E alle quali non ci possiamo più sottrarre. In questo post spiego perché.

I luoghi che si sono isolati dal resto dell'universo hanno fornito una delle forze con la maggiore influenza nel plasmarlo. Stiamo parlando dei buchi neri che sembra abbiano una forza regolatrice per la galassia in cui sono inseriti. Pare che il buco nero della nostra galassia l'abbia plasmata a tal punto da permettere la vita sul pianeta terra. È un contributo questo che viene da una forza opposta ed equilibratrice rispetto alla formazione di nuovi corpi celesti. Ne parla un articolo di Caleb Scharf, astronomo americano, dal titolo La generosità dei buchi neri apparso nel numero di settembre 2012 su Le scienze, dedicato proprio al complesso legame tra il buco nero al centro della Via Lattea e la vita sulla terra.

È un sistema, questo, in cui sono previste due opposte forze: una creatrice e l'altra divoratrice. Ciò crea l'equilibrio per il sistema stesso. Da una parte chi crea e produce, dall'altra chi consuma e divora. Se una delle due forze prevale il sistema salta: o viene consumato tutto o si produce troppa materia oppure ancora si finisce per non avere più stimoli per produrla.

...continua a leggere "Fare business con l’universo che ha fame"