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Words Have Power
Credit: Pixabay.

Che anno desiderate? Che obiettivi volete raggiungere? Su quali aspetti dl vostro business, lavoro o vita lavorerete per diventare persone migliori? Queste sono tre domande potenzianti, positive alle quali dar risposta con la mente e con le nostre azioni quotidiane per fare del nuovo anno, appena cominciato, il punto di svolta, di progresso della vostra vita. Parleremo di questo argomento in questo blog in prossimi post che esploreranno vari aspetti della crescita personale. Prima però vi ripropongo un gioco che ormai faccio dal 2014 con i lettori del blog e cioè la scelta di tre parole che vi facciano da principio-guida nelle vostre scelte, nelle vostre decisioni e, prima ancora, nei vostri pensieri. Devo questa iniziativa a Daniele Imperi che, ancor prima di me, ne ha fatto un appuntamento fisso. Perciò non mancate di leggervi le sue 3 parole per il 2017.  Io nel primo anno vi ho parlato di tre parole da rubare quali viaggio, memoria e refurtiva. L'anno successivo è stata la volta di tre termini tutti con la emme iniziale e cioè: mastello, mamma e mezcla. L'anno scorso, infine, ci siamo concentrati su exquirere, kaizen e akasha. E quest'anno, invece? Quali sono le scelte per il 2017?

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mini mappa intervallo juve roma
Mini mappa mentale realizzata sul mio taccuino durante l'intervallo di Juve-Roma del 29 settembre 2012.

Questa che vedete a sinistra è una mappa mentale rapida che ho realizzato sabato scorso, 29 settembre 2012, durante l'intervallo della partita Juventus-Roma, che la squadra capitolina ha perso per 4 ad 1 dopo un primo tempo disastroso in cui ha preso ben 3 gol. Ero al bar a vedere questa partita. Ho avuto la tentazione di alzarmi ed andarmene, perché c'era poco da vedere: è stata una brutta partita in cui giocava solo la squadra di Torino. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e mi sono messo a disegnare una mappa per non lasciarmi prendere dalla delusione: sono infatti un convinto tifoso di Zeman e quindi potete capire che questo match era carico di qualche significato in più. Soffrivo e avrei voluto fare qualcosa per invertire l'incredibile situazione di subordinazione con cui i giallorossi sono entrati in campo: erano lenti e non correvano, non  mettevano in atto nulla degli schemi del boemo, subivano e basta. Così quando il primo tempo è finito mi sono chiesto: se ci fossi io in una situazione simile, se capitasse a me? Se partecipassi io ad una qualche competizione e facessi brutta figura? Perché quando giochi senza nerbo, senza forze, di brutta figura si tratta. Mi sono immaginato coach della Roma e ho tirato fuori i rami della mappa che vedete e dei quali voglio ora parlarvi.

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