diari

Voi ce l'avete ancora il buon vecchio caro diario di carta? Io sì e in questo post di oggi, 15 Febbraio 2017 (giorno del mio 43° compleanno), voglio raccontarvi perché dovreste farlo anche voi. E cosa c'è di meglio, per parlarvene, se non lasciare la parola all'ultima pagina di diario che ho scritto ieri notte, quando di ritorno da una cena ho sentito la necessità di rivolgermi al mio vecchio amico di cellulosa?

Caro Diario,

ancora ti tengo, seppure all'epoca di Snapchat, Facebook, Twitter e Instagram. Era il 1995 o giù di lì quando cominciammo, ti ricordi? Abitavo di fianco alla cittadella universitaria, in via Cesare De Lollis, alla casa dello studente a Roma. Un mio amico mi aveva parlato  dei taccuini di Albert Camus, di Hemingway e altri. Fu così che presi un primo rudimentale quaderno con il raccoglitore ad anelli e iniziai in mezzo ai fumi dell'incenso che ogni tanto bruciavo nella mia cameretta. I miei amici calabresi suonavano le canzoni di Guccini e di Rino Gaetani, morto qualche anno prima sul raccordo anulare. Io ancora scrivevo a mano o, meglio, stavo solo iniziando allora ad usare i programmi di videoscrittura dei 486 dell'Università. Poi arrivarono il world wide web, l'email e il blog. Le pagine di diario scritte a mano si diradarono, ma esistono ancora. Anzi, ad esse ritorno spesso perché ho riscoperto il valore della manualità nello sviluppo della creatività. Perciò spesso spengo il computer e riutilizzo carta e penna, e a volte anche i colori quando disegno le mappe del pensiero.

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Benedetta Ognissanto
Mia mamma nel 1978, in attesa di mio fratello.

"Io voglio vivere per mio figlio Giuseppe" esclamò mia mamma, piangendo, non appena l'oncologa le comunicò che il tumore, operato mesi prima, era tornato a minacciare, con le metastasi, la sua vita. Oggi, che sarebbe stato il suo sessantottesimo compleanno, avrebbe voluto essere ancora con noi, occupandosi di me, della sua famiglia, della tomba di mio fratello scomparso diciassette anni fa, delle sue amiche, delle persone a cui faceva del bene. Si chiedeva sempre se avrebbe re-incontrato suo figlio, sua mamma, sua nonna e tutte le persone a cui voleva bene e non c'erano più. Anzi, a dire il vero ne era certa. Mia mamma aveva una molta fede e pregava ogni giorno, o quasi.

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Nel cellulare della bella biondaDino Zoff nel 1982 vinse i campionati mondiali di calcio con la storica finale vinta con la Germania per 3 a 1, in Spagna. Aveva quaranta anni. Quelli che compio io oggi, 15 Febbraio 2014. E subito dopo fu testimonial di una celebre pubblicità, quella dell'olio cuore in cui saltava la staccionata. Quindi ho speranza di poter compiere qualche impresa sportiva ancora. Proverò a riprendere le mie attività fisiche saltando i muretti a secco del salento, visto che dalle mie parti le staccionate 'un ce so'.

Robbie Williams ha compiuto quaranta anni qualche giorno fa. E fa impazzire le ragazzine (e le donne più mature) dai tempi dei Take That. Allora forse posso essere ancora una rockstar pure io. Chi mi ha sentito cantare magari non è d'accordo ma prima o poi capiranno che le mie non sono stonature ma scelte di stile.

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4 gennaio 2014
Diario di bordo di Giuseppe Vitale. 4 Gennaio 2014.

Quest'immagine a sinistra è una pagina del mio Diario di bordo, un'iniziativa che ho intrapreso dopo aver letto Ruba come un artista di Austin Kleon: "un libricino in cui annotare quello che si è fatto nel corso di ogni giornata: a quale progetto ci si è dedicati, dove si è andati a pranzo, che film si è visto". Con un accorgimento: bisogna chiedersi l'avvenimento migliore successo nella giornata. Non bisogna, infatti, annotare tutto ma solo le attività e gli appuntamenti più belli, che ci hanno dato soddisfazioni. Così, avremo la traccia delle nostre gioie o degli eventi più significativi. Così da poterci tornare sopra nei momenti di appannamento o sconforto può essere molto utile. Io ho inaugurato il mio due mesi fa, il 14 dicembre 2013. Mi capita spesso di chiedermi cosa ho fatto in questo o quel determinato periodo della mia vita e certe volte non trovo subito gli appigli nella memoria per ricordare. Spero, ora, di avere una buona quantità di dettagli più o meno piccoli che possono aiutarmi a ricostruire quelli più grandi.

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Ascanio Celestini
Ascanio Celestini (Photo credit: Zona Rebelde!)

Agosto 2003. Invito Daniela, che mi piace molto e che ho conosciuto a un corso di teatro ai Koreja a Lecce, a quello che secondo me è il miglior evento di quell'estate, qualcosa che non si poteva perdere: lo spettacolo Radio Clandestina di Ascanio Celestini al Melpignano Rock Festival. Prima, nel pomeriggio, c'è un incontro con dei musicisti e alcuni giornalisti in un frantoio sotterraneo, in paese. Con Daniela ci sediamo e ascoltiamo. Uno dei musicisti a un certo punto dice come Ascanio spesso si incanti in un loop, una ripetizione o, meglio, una serie di ripetizioni come succede nella musica a volte.  Quella parola, loop, viene fuori, salta, dalle mie poche conoscenze di informatica nella testa e da allora non mi abbandona come non mi lascia mai il pensiero di Celestini. La sua voce mi ipnotizza con le sue ripetizioni e le sue frequenze e, per fortuna mia, piace anche a Daniela: «è dolce e mi rilassa dice». Ho fatto bene ad invitarla e sarà contenta dello spettacolo, penso.  E poi lei ha lo stesso effetto su di me.

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Mappa mentale post estate 2013.
Mappa mentale post estate 2013.

Com'è stata la vostra estate? Che vacanze avete avuto, se siete andati in villeggiatura? Che periodo avete vissuto?

Stamattina ho pensato di raccogliere quattro punti chiave che mi hanno riguardato nel periodo tra agosto e la prima metà di settembre. Così che posso far tesoro delle mie esperienze, condividerle e confrontarmi su di esse. Chiamo voi lettori, quindi, come testimoni in modo che possiate aiutarmi a riconoscere ciò che di significativo mi è successo e a essere sentinelle dei cambiamenti che sto mettendo in cantiere. Siete autorizzati a rimproverarmi qualora dovessi tradire ciò che mi impegno a modificare. Anzi vi chiedo di richiamarmi proprio se non rigo dritto.

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Ritratto a sanguigna di Cosimo Vitale.
Ritratto a sanguigna di Cosimo Vitale, da parte di suo papà Leonardo.

Sedici anni fa, verso le quattro del pomeriggio, vidi mio fratello nella nostra cameretta mentre si asciugava i suoi capelli castani, con addosso la maglietta e i pantaloni bianchi. Poi mi rigirai nel letto dove stavo dormendo. Lui salutò nostra madre e si mise in macchina per raggiungere la pizzeria dove lavorava come pizzaiolo. Però non ci arrivò. Così ogni 18 agosto ho appuntamento con il ricordo più difficile da gestire della mia vita. Con l'evento meno facile da raccontare. Ma che non desidero tacere. Questa estate sono aiutato dal racconto a cui sto lavorando Il leone di San Cosimo, la mia Mompracem di cui ho già pubblicato in questo blog l'incipit. Penso di far cosa gradita ai lettori del blog e a chi ricorda mio fratello Cosimo, che tutti chiamiamo Mimmo, nel pubblicare un passaggio di questo racconto che riguarda la sua nascita. Buona lettura.

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Alle Anderen
Alle Anderen (Photo credit: Luis Ramos)

Giugno è tempo di attese e speranze. Il pensiero va al ritorno per le vacanze degli emigrati. Alle manifestazioni all'aperto in paese. Convinti, come siamo, che avremo un pezzetto di felicità. Che una suggestione saprà rapirci e portarci lontano. Che una storia ci riguarda e ci racconterà molto. Le chianche prendono vita, si fanno più grandi e ciascuna di esse diventa un mondo dove prendere dimora. Non è necessario che passeggi nelle campagne o sulla spiaggia per assaporare la libertà. Basta anche un fazzoletto di cielo e fissare una stella sola e diventare un corpo che all'improvviso viene spinto verso di essa e attraversa gli anni-luce che ti separano da essa. Puoi attraversare gli spazi siderali. Oppure puoi ritrovarli nello spazio di un libro di poesie con la polvere sopra, perché sono mesi che lo hai accantonato su un angolo della scrivania. Quella è diventata polvere di stelle, particelle di ghiaccio finissimo di un'astro che sfreccia nel cielo la notte di San Lorenzo. L'estate non ha bisogno di grandi spazi, della route 66 negli USA, delle spiagge oceaniche. La ritrovi nell'odore di ristoccia bruciata e bagnata appena fuori il paese...

A me l'estate basta poco. E a voi?

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Casting Portal
Casting Portal (Photo credit: elitechile)

Nell'attesa di un casting c'è chi si scaccola il naso, chi racconta quanto è stato bravo sull'ultimo set in una scena che però quel cane di regista ha tagliato, chi si vanta di essere iscritto o iscritta all'agenzia che ti manda ai casting e si meraviglia che siano presenti anche quelli che non sono iscritti a nessuna agenzia, chi sfoglia e mostra tutte le sue belle foto patinate. chi ti guarda pensando: "Se questo è un casting serio non prenderanno te, ma prenderanno me che ho frequentato corsi super-pagati".

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Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Pu...
Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Puglia) (Photo credit: uomoplanetario.org)

Aspettarsi il peggio può distrarci da quello che sta succedendo e persino dal buon esito di una situazione. Dare subito spazio all'ansia può renderci ciechi. Così facendo ci poniamo, infatti, in un altrove che crediamo essere la realtà, che spacciamo per realtà, giuriamo essere la realtà ma che invece è una nostra creazione. Vi è mai capitato di dare per spacciata, morta ormai, una speranza e vedere che invece all'improvviso essa di realizza? Oppure di pensare che non ce la farete e invece poi ce la fate? Che cosa rende possibile il successo in simili situazioni? Com'è possibile cavarsela in determinate circostanze?

Il segreto in certi casi è non distrarsi. Stare vigili, attenti fino all'ultimo e anche oltre. Mai dire mai, insomma. Altrimenti il peggio può davvero accadere. Voglio illustrarvi, oggi, questo concetto attraverso un piccolo fatto che mi è successo due giorni fa.

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Opera di Uccio Biondi
Roberta, dal ciclo Monne Terranee di Uccio Biondi.

Ieri sera ho promesso sulla mia bacheca di Facebook di non regalare mimose e di non fare auguri per la festa della donna ma piuttosto di fare un esame di coscienza pubblico per tutte quelle volte che sono stato maschilista. Non è un caso se ho intitolato questo mio post Esame di coscienza pubico. La speranza è quella di ricordarmene così da evitare di esserlo in futuro. Se cambiamento ci deve essere è bene interpretarlo in prima persona, su di sé, a partire da ciò che non va nei propri atteggiamenti. Spero che il mio piccolo contributo possa essere utile.

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Mappa mentale sui sogni
Mini-mappa mentale realizzata su un taccuino Moleskine.

Ogni tanto mi smarrisco ed ho bisogno di tracciare la rotta. Quando succede ricorro ad una mappa mentale, come questa che vedete a lato. Il titolo della mappa viene da un libro che ho letto durante l'estate e del quale vi parlerò. Mi ha dato l'occasione per pensare ai miei sogni. Ve la propongo così come l'ho realizzata, in modo rapido, perché magari vi aiuterà a districarvi nei vostri sogni.

Nei miei sogni ci sono, dunque, i luoghi:

  • immaginati, come le foreste di conifere statunitensi da bambino dove volevo andare a fare l'attore di film western;
  • perduti, come il distributore di carburanti sul santuario di San Cosimo alla Macchia nei pressi di Oria (Brindisi), mio primo parco giochi che ora non esiste più da più di dieci anni;
  • cambiati, come Piazza Donnolo ad Oria dove un tempo giocavo a pallone in mezzo a dei pini che ora sono stati estirpati;
  • abbandonati, dove son stato per un po' ma non sono mai più tornato come la villa Corrado sul colle Iris ad Oria dove mi sentivo "barone rampante";
  • ricostruiti così com'erano o come la casa dei nonni, dove abito, prima divisa e poi risistemata secondo un nuovo disegno.

I miei sogni sono anche quelli notturni di cui a volte tento di tener traccia e che di tanto in tanto finiscono nei miei ricordi, per quanto scombinati e strani essi siano. Italo Calvino diceva che i sogni sono espressioni dei nostri desideri o delle nostre angosce. Perciò hanno molto da raccontarci: su di noi, su ciò che vogliamo davvero e su ciò che ci angustia.

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Mimmo militare
Mimmo durante l'addestramento del servizio militare, svolto nell'inverno del 1996 presso la caserma dell'aeronautica militare a Viterbo.

Da qualche giorno a questa parte ho notato tra le statistiche del mio blog che qualcuno cercava foto ed informazioni su mio fratello Cosimo,  chiamato Mimmo. Si avvicinava, infatti, la fatidica data del 18 agosto, giorno in cui quindici anni fa, nel 1997, perdeva la vita in un incidente stradale. Accadde verso le 17 e 10, mentre era alla guida della sua prima auto, una FIAT Croma usata comprata con la sua prima paga da pizzaiolo. Quel giorno stava andando a lavoro presso la pizzeria Primula Rossa di San Pietro in Bevagna (Taranto) nonostante il titolare, Leonardo, lo avesse invitato a riposare, visto che aveva lavorato tanto per il ferragosto. Mimmo però non voleva venir meno agli impegni presi e imboccò, come ogni giorno di quella estate, la S.P. 57 che collega Oria a Manduria. Appena imboccata si fermò al distributore dell'AGIP per fare rifornimento ma non vi trovò carburante. Decise che avrebbe fatto un tentativo ad un altro distributore a Manduria. Non vi arrivò mai. Alla progressiva chilometrica 32+146, presso "Palombara piccola"vide sopraggiungere un autotreno che occupava "parzialmente la corsia riservata al senso opposto di circolazione" come accertò la perizia del tribunale. Quell'autotreno trasportava a Foggia barbabietole da zucchero caricate nelle campagne di San Pancrazio Salentino (BR) in contrada Scazzati.

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cielo d'estate
Cielo d'estate.

Con questo post vi spiego perché questo blog non va in ferie e perché, invece di prendermi una pausa, scriverò di più del solito.

La vita d'estate, almeno per quanto mi riguarda, diventa più intensa,  più spirituale, più densa di significati. E' un periodo d'oro, la piccola riserva del mio tempo. Perciò cari lettori più o meno occasionali del mio blog credo proprio che questa estate vi farò compagnia con:

  • i tanti post che trovate in questo mio blog e che vi invito a sfogliare seguendo gli argomenti che più vi interessano;
  • i miei post che potete anche stampare o convertire in file pdf, seguendo i pulsanti in coda ad essi, e portarvi dietro, in spiaggia;
  • i nuovi post che scriverò durante questa estate;
  • le segnalazioni che potete farmi commentando i miei post oppure scrivendomi via email;
  • le interazioni che possiamo stabilire, se volete, collegandovi alla mia pagina facebook;
  • con le dieci cose che possiamo fare insieme.

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38
38 - Ed Schipu

E' il mio duodequadraginto o duodequadragintesimo compleanno. XXXVIII° compleanno se preferite. Bello, grande, mastodontico. Così mi sento l'impero romano o, meglio, mi sento vecchio, antico come l'impero romano. Male che va posso sempre riciclarmi dal rigattiere e farmi una montagna di soldi, visto quello che costa l'antiquariato. E poi ha il suo fascino: già me la vedo una bella donna nel negozio che mi compra e mi porta a casa e che poi accarezza il mio marmo...

E' il mio compleanno nontotiente secondo la funzione di Eulero. Non pensate a male, non ho detto "non do niente", perché di solito sono generoso.  Però fa figo avere gli anni dell'equazione del grande matematico svizzero Eulero. Ve li ricordate i suoi insiemi? L'insieme A che contiene tutte le femminucce per esempio e l'insieme B che contiene tutti i maschietti e l'insieme C che interseca quelli che sono maschietti e femminucce. Oppure l'insieme che ieri sera ha visto San Remo e quelli che invece sono usciti con il partner e il terzo insieme che include quelli che erano con il partner e contemporaneamente guardavano San Remo e il quarto insieme che si annoiava sia con il partner sia con San Remo e allora è andato a farsi una birra...

Questo mio trentottesimo anno è l'anno della botte, visto che 38 per la smorfia è proprio la botte. Sto in una "botte de fero" come dicono a Roma. Mi sento al sicuro allora. E chi me tocca a me? No, perché dico, mi avete visto? Ho due spalle e due mani belle grandi. Uno a picchiarmi ci penserebbe due, tre volte. Diverso è se vuole picchiarmi una. Non che mi piaccia il sado-maso ma trovo eccitante la donna che s'incazza. Beninteso, non mi piace far incazzare le donne che è sempre meglio tenerle buone, ma la loro arrabbiatura mi attizza.  E a me sapete come mi chiamano? L'attizzatoio 😉

Sento che è il mio anno fortunato. La rotella della roulette americana ha trentotto scanalature. Tocca annà a giocà allora, magari al casinò di Sanremo. Solo che se incontro Pupo non rispondo più di me dopo la sua performance all'Ariston con Celentano. Va bene che i più piccoli non si devono picchiare che sono indifesi. Ma na' capocciata sulle gengive gliela darei volentieri. Già che ci sono pure a Gianni Morandi. A Celentano no, niente violenza fisica, niente di niente. Ha già avuto la sua parte di invettive su twitter e facebook, non si spara su chi ha ricevuto già un bombardamento, non di effetti speciali come abbiamo visto nello show, ma di merda come in tanti avrebbero voluto fare se avessero potuto. Mica per qualcosa, la merda porta fortuna.

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