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terremoto Amatrice
Il giorno dopo il terremoto ad Amatrice.

Possono le catastrofi, di qualunque natura esse siano, insegnarci qualcosa? Possiamo imparare da esse per metterci al riparo quando si ripetono? Si può apprendere da un terremoto a riorganizzare l'urbanistica e gli stili di vita per conviverci? In diverse parti del mondo come la California e il Giappone questo avviene. In Italia, molto di meno. Al ripresentarsi di terremoti e alluvioni, infatti, ci strappiamo le vesti, urliamo contro le istituzioni, ci commuoviamo per poi tornare alla vita di prima. Ma, se vogliamo, a livello personale almeno, abbiamo l'occasione per imparare tanto.

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Balancing on the Brink
Paxson Woelber ."Balancing on the Brink." Eagle Peak summit, Chugach Mountains, Alaska.

Se vuoi iniziare qualcosa comincia dalla sua fine. Sembra una frase paradossale, però non lo è. Semmai questa è la prassi per iniziare dal punto più vantaggioso: la riduzione dei rischi. Perché mai dovremmo ridurli e come è quel che cerco di spiegare in questo post.

Qual è la prima cosa che facciamo quando dobbiamo lavarci le mani? Aprire l'acqua? Insaponarci gli arti? In pochi controllano che ci sia la carta o l'asciugamano o l'aria calda per asciugarsi, a seconda di dove siamo. Spesso finiamo per cercare di estrarre con le mani gocciolanti i fazzoletti di carta in tasca, se ad esempio siamo in una toilette pubblica. E se in una situazione tranquilla, dove tutto è sotto controllo, facciamo questo immaginiamo cosa accade in altri contesti. Pensate siano in molti quelli che danno un'occhiata alle previsioni del tempo e alle condizioni del traffico prima di incamminarsi? Oppure pensiamo a chi si accinge a scrivere un articolo o un libro. Perché mai dovremmo cominciare dalla fine, cioè dall'indice? Quello viene dopo. Eppure Umberto Eco nel suo libro Come si fa una tesi di laurea scrive:

Una delle prime cose da fare per cominciare a lavorare su una tesi di laurea è scrivere il titolo, la introduzione e l'indice finale – e cioè esattamente quelle cose che ogni autore fa alla fine. Il consiglio sembra paradossale: cominciare dalla fine? Ma chi ha detto che l'indice vada alla fine? In certi libri è all'inizio, in modo che il lettore possa farsi subito un'idea di quel che troverà leggendo.

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English: Aerial photograph of the city of Tara...
English: Aerial photograph of the city of Taranto, in Puglia, Italy. Español: Vista aérea de la ciudad de Tarento, en Apulia, Italia. Italiano: Taranto (Puglia, Italia) dall'aereo. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si definisce un problema? Prima ancora di affrontarlo, non appena se ne manifestano i primi segnali, non appena la nostra auto mentre la guidiamo, ad esempio, inizia a fare un piccolo insolito rumore da qualche parte che prima non notavamo. Anzi, ben prima che un qualche pezzo del motore o della carrozzeria inizi ad usurarsi, come si fa con i pezzi dei motori degli aeroplani, dopo gli studi dell'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy. Cito la sua legge dal testo di Adriano Pennati, Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni (Franco Angeli):

Tutto ciò che a bordo di un aereo, è nelle condizioni di guastarsi, a suo tempo lo farà e lo farà nel momento peggiore.

Perciò i pezzi degli aerei oggigiorno vengono, in genere, cambiati dopo un tot di ore, non si aspetta che il loro ciclo di vita termini. Questo previene le emergenze. Un'urgenza, infatti, non c'è solo quando si manifesta ma essa è latente, è già presente nei veicoli, nelle situazioni, nelle relazioni, nei prodotti, nelle attività, ecc. Perciò va sempre anticipata, già nel momento stesso in cui installo un programma sul computer ad esempio, o un dispositivo nuovo sull'automobile, sulla moto, ecc. A maggior ragione tutte le possibili conseguenze di grandi opere come quella dell'ex Italsider, ora ILVA, a Taranto vanno studiate con attenzione visto che riguardano la vita di centinaia di migliaia di persone all'interno e all'esterno di quella che è diventata la più grande acciaieria d'Europa.

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Now breathe
Now breathe. Di Alberto Vaccaro.

Qual'è il problema a Taranto, a proposito del sequestro dell'ILVA disposto dalla magistratura mi sono chiesto in un post. Definito, infatti, un problema come lo scostamento tra un dato reale e un dato di riferimento si è visto che i dati delle perizie presi in esami dai magistrati sull'inquinamento in città  presentano valori ben al di sopra della norma.  Quindi, ora, bisognerà fare i conti con l'iter giudiziario. Tuttavia l'inquinamento è il solo problema presente o ve ne sono altri mi sono chiesto alla fine del post. E oggi voglio rispondere a questa seconda domanda.

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ILVA - Taranto
ILVA - Taranto. Di Marcello Lombardi.

Taranto in questi giorni è sotto la luce dei riflettori, come si suol dire, per la vicenda del sequestro degli impianti a caldo dell'ILVA disposta dalla magistratura e quindi per la ridda, prevedibile, che in proposito si è scatenata e che vede coinvolti gli operai, i sindacati, i dirigenti, i giornalisti, i cittadini, il sindaco, l'arcivescovo, gli ambientalisti, il governo, ecc. Ognuno di questi soggetti si sta producendo in una serie di dichiarazioni che neanche i magistrati ci hanno risparmiato. Ognuno dice la sua ed è giusto che sia così. E' una questione importante e che ha tutta la sua urgenza. Si può parteggiare per una o più delle parti in gioco a seconda delle proprie convinzioni, informazioni, necessità, ecc. Ogni posizione che non sia contro la legge e lesiva della dignità delle persone è legittima. Opinabile, più o meno aderente alla realtà dei fatti, ma pur sempre legittima. E' una gigantesca riunione di condominio, per usare un'immagine ben descritta da Adriano Pennati nel suo libro, in cui bisogna decidere questioni capitali come quelle che coinvolgono la vita, la salute, l'ambiente e il lavoro. Ora, però, quando ci sono riunioni di condominio per questioni molto meno importanti spesso si finisce con il litigare. Ed è quello che a Taranto sta succedendo. I più infuriati di tutti, a torto o a ragione, sono gli operai che ieri avevano bloccato la città e la cui protesta è poi rientrata in uno sciopero che è stato indetto per il 2 di Agosto. Tuttavia siamo di fronte ad un gigantesco litigio, anzi ancora peggio perché è intervenuta la magistratura con il sequestro di sei impianti a caldo e con l'arresto di otto tra dirigenti e tecnici.

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Emergenza
Emergenza. Di Francesco Edemetti.

Oggi voglio tornare a parlare di gestione delle emergenze,  dopo averlo fatto già in un primo post. In esso attraverso un passaggio del libro di Umberto Santucci, Fai luce sulla chiave, avevamo esaminato il concetto di failure management, che Tom Peters compendia in tre parole: fail, forward, fast. Sbaglia, vai avanti, fa presto dunque. Questo per tamponare quelle situazioni che richiedono un rapido, necessario, inderogabile intervento. In questo nuovo post, invece, voglio parlare della necessità di anticipare l'emergenza. Lo faccio sulla scorta di un altro libro, di Adriano Pennati questa volta e che ha per titolo Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni.

L'emergenza esiste prima di manifestarsi: dunque, deve poter essere conoscibile prima della sua "epifania"

scrive Pennati. L'emergenza è dunque latente nelle nostre attività, nelle nostre decisioni, nei nostri comportamenti. Non sappiamo se si manifesterà però intanto c'è, è già presente al di là del suo venire alla luce. E' questo il criterio che ispira l'installazione degli estintori e delle scale antincendio negli edifici. Essi, si badi, non servono a prevenire gli incendi ma a tamponarne le conseguenze e a mettere in salvo le persone. Però si basano sul presupposto che un incendio potrebbe verificarsi, sulla potenzialità dell'emergenza. Perciò la domanda è: facciamo sempre tutto il possibile per evitare che un'emergenza potenziale si manifesti? La nave Concordia della Costa Crociere, naufragata il 13 Gennaio del 2012 al largo dell'isola del Giglio, per esempio, aveva avuto un'avaria quattro giorni prima del naufragio che sarebbe dovuta essere riparata una volta che la nave fosse arrivata a Savona. Non solo: viaggiava con le porte stagne aperte e con mappe «non approvate». Questo almeno a quanto asserisce Il Corriere della Sera. In modo più quotidiano però esempi di questo tipo ce li abbiamo sempre sotto gli occhi. Due giorni fa, per esempio,  due operai dovevano tinteggiare la parete di una casa nella strada dove abito. Li ho visti realizzare la necessaria impalcatura in barba a qualsiasi norma di sicurezza: niente elmetti, nessuna traccia di guanti o calzature anti-infortunio, nessuna segnalazione luminosa notturna.

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Emergency stop
Emergency stop. Esa L.

Come si gestisce un'emergenza? Come si affrontano i problemi di un'emergenza come il terremoto? Che cosa fa un problem solver  in situazioni come queste?

Quando hai un'emergenza sbaglia, vai avanti, fai presto. Poi però analizza la situazione e fai interventi a monte del problema.

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Assemblea cittadina ad Oria del 28 marzo 2011.
Il gruppo di cittadini riunitosi oggi 28 marzo 2011 convocato da persone vicine ai candidati sindaci delle prossime amministrative.

Un giorno vai ad un provino a Nardò, passando per la strada tra Oria e Manduria e vedi tanti vigili del fuoco fermarsi nei pressi dell'ex aeroporto della seconda guerra mondiale. Un'esercitazione, pensi. E invece vedi che montano delle tende, molte tende.

Che sarà mai?

Il giorno dopo apprendi che parte dei migranti di Lampedusa saranno ospitati in questo posto, a quattro km da casa mia. Ti sembra una decisione avventata e piena di incognite tuttavia esprimi nella tua bacheca di Facebook il benvenuto per le persone che arriveranno sperando che avranno un dignitoso soggiorno, nonostante tutto. Ricevi proteste che sfiorano l'insulto sulla tua bacheca ma non te ne curi molto: saranno le ansie, pensi, che si sfogano così. Poi decidi di andare a fare una visita al campo e scrivi un post di cronaca, di impressioni. Il giorno dopo, cioè oggi 28 marzo, partecipi anche a quella che doveva essere una assemblea cittadina autoconvocatasi e che invece scopri essere una iniziativa elettorale.

Alex Zanotelli a Mesagne
Padre Alex Zanotelli a Mesagne all'incontro organizzato da Huipalas.

Poi vai a Mesagne ad ascoltare un profeta come padre Alex Zanotelli che ti parla del referendum per l'acqua pubblica del 12 giugno. E ti dice una cosa semplice e tremenda: se perdiamo l'acqua perdiamo tutto, perdiamo la vita stessa. Le multinazionali e i partiti al potere ci stanno infatti riducendo a farina sulla questione dell'acqua e dell'energia. Ti ricordi, quindi, delle guerre per il controllo dei pozzi petroliferi come quella in atto in Libia, ultima di una lunga serie, ma anche delle guerre che verranno e che saranno tutte per il controllo della fonte della stessa esistenza: l'acqua. Per la verità le multinazionali si stanno già preparando perché attraverso le Spa cominciano a controllare qualcosa che per natura non si può ridurre a merce, come l'acqua.

Allora capisci ancora meglio perché gli africani scappano dai loro paesi: perché stanno togliendo loro tutto e non hanno speranza restando dove stanno. Hanno tolto loro la speranza. Ecco la vera ragione della loro emigrazione in Europa. Non hanno più nulla, tranne il tentativo di scappare tentando altrove la sopravvivenza o la fortuna. Complici della situazione i paesi europei non adottano strumenti di politica estera se non le bombe aumentando un flusso di persone che senza guerre sarebbe minore. Una tale situazione fa comodo al governo Berlusconi che in questo modo fa "agenda setting" agitando un problema: l'immigrazione. Il tam tam mediatico convince le popolazioni delle cittadine di Oria e Manduria che è in atto una invasione alla quale reagire. Convocano, poi,  Mantovano il quale non solo non li ascolta ma addirittura triplica il numero dei migranti nel centro. Una gran bella emergenza creata ad arte il cui clamore fa il gioco di lega e governo Berlusconi.

Come se ne esce? Con una proposta semplice che viene da Rifondazione Comunista: indicare la via agli immigrati e scortarli alla stazione. L'idea è buona: parlando con gli immigrati ieri sera mi hanno confermato di voler andare in Germania e Francia. E siccome sono cittadini liberi nessuno può loro impedire di farlo.

N.B: post modificato il 24 agosto 2015.