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Al lavoro con Enzo Toma. Foto di Walter Profilo.
Al lavoro con Enzo Toma. Foto di Walter Profilo.

Quali sono le emozioni al primo casting? Che differenze ci sono nella recitazione per il cinema e la fiction? Come si diventa attori? Ci sono dei segreti nell'arte della recitazione? E quali? Come fanno gli attori a dimagrire o ad aumentare di peso? Ho avuto una splendida occasione di rispondere a queste e ad altre domande durante un'intervista con gli amici di Radio Punto Sud, Raffi Carbone e Antonio Palano. Durante questa occasione (il 5 Aprile 2016) ho potuto raccontare un po' come ho cominciato io, con Sergio Rubini nel 2003, un po' la mia storia, i problemi e le difficoltà che incontro e cosa faccio per superarle. Devo dire di essere molto soddisfatto di questa chiacchierata in cui abbiamo fatto cenno anche ad un film in cui ho lavorato e che ha iniziato il suo tour nelle sale: L'età d'oro di Emanuela Piovano, con Laura Morante, Giulio Scarpati, Gigio Alberti, Giselda Volodi e tanti altri. Ascoltatela tutta qui sotto, godetevela come ce la siamo goduta noi, spero, fatene tesoro e fatemi voi, a vostra volta, altre domande nei commenti. Il prima possibile risponderò a ciascuna di esse.

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Immagine 197Oggi, 19 Marzo 2016, ricorre la festività di San Giuseppe, una sorta di festa nazionale un po' per la celebrità di questo santo e un po' per la grande diffusione di questo nome. Io che lo porto ne sono molto orgoglioso. Non è un caso se abbiamo un nome piuttosto che un altro. Il proprio nome contiene molto della nostra identità. Accetto per buono questo concetto che prendo a prestito da Alessandro Cheli nel suo libro Il coraggio di essere te stesso: La ricerca dell'autenticità come strada per il successo. Da questo libro ho appreso anche la presenza in ognuno di noi degli interpreti del sé:

Gli interpreti del sé rappresentano i nostri modi di agire e di porci, gli atteggiamenti che assumiamo, i ruoli nei quali tendiamo ad identificarci.

Grazie ad essi possiamo avere una conoscenza poliedrica e quindi complessa ma allo stesso tempo comprensibile di noi stessi. Quel che occorre fare è identificarli uno per uno e dar loro un nome. In questo ci aiuta l'acrostico, che Wikipedia così definisce:

componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.

Proviamo a fare un esempio utilizzando proprio il termine sole:
Sudare
Oltremodo
Languendo
Esausti
Un altro esempio ancora con la parola Buco:
Buio
Ugello
Condotto
Oscuro
L'acrostico del nostro nome può dunque rivelare molto di noi stessi. Perciò ho sviluppato il mio sia come utile e giocoso esercizio di riflessione su me stesso sia come mia presentazione a tutti quelli che per una ragione o l'altra vogliano conoscermi un po' meglio. Ma c'è un altro motivo per cui ve lo propongo: credo che sia utile a chiunque. Perciò incoraggio tutti a trovare il proprio. Intanto ecco il mio.

...continua a leggere "L’importanza di chiamarsi Giuseppe"


C'è sempre un libro che ti salva dalla disperazione, dalle scelte violente. Marco Baliani ha preferito leggere il Moby Dick e non passare alla lotta armata. Così oggi abbiamo un ex terrorista in meno e un attore e regista in più. D'altronde chi legge il capolavoro di Melville impara a vivere e raccontare il proprio rapporto con la ferita, con la piaga profonda della propria vita, come mi ha insegnato Enzo Toma quando ho collaborato alla messa in scena del Moby Dick di Francesco Niccolini. La ricerca di Achab, forsennata, altri non è se non la ricerca di qualcosa che giace dentro di noi e che non è facile trovare. Così come semplice non è trovare la risposta che dà a una tua domanda una città della quale non godiamo le sette o e settantasette meraviglie come scrive Italo Calvino e Le città invisibili. Proprio questo testo è un po' la mia Bibbia come il Moby Dick per Baliani. Quando ho bisogno di pace mi siedo in compagnia di Marco Polo e del Gran Kahn che non si capisce se si siedettero molti secoli addietro o se sono in realtà seduti insieme da sempre o se ognuno sta immerso nei suoi guai e immagina di stare in compagnia dell'altro. Questo proprio non lo so e alla fine poco m'importa. Quel che davvero m'interessa è l'erranza, come mi ha insegnato mia mamma.

Quale libro è la vostra bibbia?

Italiano: Deposizione (particolare 2) Caravagg...
Deposizione (particolare 2) Caravaggio: Vaticano, Pinacoteca Vaticana (Photo credit: Wikipedia)

In questo blog sto dedicando molta attenzione al ciclo di lezioni-spettacolo di Dario Fo e Franca Rame sulla storia dell'arte. Sono in corso più iniziative di cui potete sapere di più nel post L'arte secondo Fo, terzo Vitale. Una di queste è la sintesi della puntata per chi non ha potuto vederla o vuole rileggerne o rivederne dei passaggi. Ad esempio è disponibile quella su Picasso.

Oggi, però, visto che su Il Fatto Quotidiano è già presente un ottimo ed esaustivo riassunto vi rimando ad esso. Preferisco approfittare della vostra attenzione per parlare, invece, di uno dei temi toccati da Dario Fo, quello del realismo. Lo si ritrova durante la spiegazione della Deposizione nel sepolcro. In esso il Merisi utilizza una serie di espedienti come piani mobili, spostamenti dei punti di fuga, geometrie. Il risultato è quello di una grande umanità, di un eccezionale naturalismo, di una morbidezza e spontaneità.Tutto questo però va costruito. Vale la pena rileggere queste parole dette da Dario Fo durante lo spettacolo:

Noi pensiamo sempre al realismo come copia del naturale. Ecco l'equivoco per cui la verità è riuscire a falsificare abilmente la realtà. No: in Caravaggio l'espressione drammatica non si realizza solo interpretando il reale, ma con il supporto determinante della geometria e della dinamica.

...continua a leggere "Il naturalismo non si falsifica, si costruisce"

mappa mentale febbraio 2015
Mappa mentale - Agenda - Febbraio 2015.

Questa qui sopra è la mappa mentale che ho disegnato per organizzare la mia agenda per il mese di Febbraio 2015. Se non conosci questa potente tecnica ti consiglio proprio di impararla. Attento a non confondere una mappa mentale con una concettuale, ci sono molte differenze. Come puoi vedere è fatta di disegni, rami e parole. Al centro c'è l'argomento di cui essa si occupa: in questo caso l'agenda del mese. Ho usato un'immagine che ricorda il periodo che mi interessava: febbraio. Poi, man mano, ho inserito le parole chiave attraverso delle ramificazioni che si possono leggere in senso orario, a partire dalla prima in alto a destra: in questo caso il teatro che, dopo, ho suddiviso in ulteriori sotto-argomenti. Altrettanto ho fatto per gli altri aspetti che intendevo pianificare: blog, progetto partersheep, l'ebook.

...continua a leggere "Le piste di Febbraio"

Aldo Fabrizi
Aldo Fabrizi (Photo credit: Smeerch)

Una massa deforma lo spazio e il tempo del sistema in cui si trova. Il sole, ad esempio, deforma quello che in fisica è definito come spaziotempo e quindi finisce con il creare una specie di imbuto verso il quale i pianeti del sistema solare sono attratti. Si spiega così l'attrazione gravitazionale. Nello stesso tempo ciascuno di questi pianeti ha una forza di reazione e perciò reagisce. Così se da una parte, la terra ad esempio, è attirata dalla nostra stella principale nello stesso tempo si sottrae. Finisce quindi con il ruotare attorno al perno dell'insieme in cui è inserita. Questo vale per tutti i corpi, ovunque si trovino. Anche per tutti gli esseri umani. E ha conseguenze interessanti, da tenere presenti, per tutti coloro che hanno a che fare con l'interazione tra corpi in movimento come la danza e il teatro.

...continua a leggere "Corpi in scena e attrazione gravitazionale"

Opera di Uccio Biondi
Roberta, dal ciclo Monne Terranee di Uccio Biondi.

Ieri sera ho promesso sulla mia bacheca di Facebook di non regalare mimose e di non fare auguri per la festa della donna ma piuttosto di fare un esame di coscienza pubblico per tutte quelle volte che sono stato maschilista. Non è un caso se ho intitolato questo mio post Esame di coscienza pubico. La speranza è quella di ricordarmene così da evitare di esserlo in futuro. Se cambiamento ci deve essere è bene interpretarlo in prima persona, su di sé, a partire da ciò che non va nei propri atteggiamenti. Spero che il mio piccolo contributo possa essere utile.

...continua a leggere "Esame di coscienza pubico"

Search Technology Redux
Search Technology Redux. Di J Brew.

Oggi ho deciso di raccontarvi un po' che cosa cercano le persone nel mio blog dando un'occhiata ai termini di ricerca. Così che posiate farvi un'idea di cosa si può leggere tra i post che pubblico.

Iniziamo subito dalla prima chiave di ricerca che è "giuseppe vitale", il mio nome e cognome, com'è ovvio che sia. Ho scoperto di avere molti omonimi in rete: un altro attore, un poeta siciliano, un bassista, un fotografo, un pittore e scenografo, solo per rimanere nell'ambito degli artisti.  Ma ci sono anche un frate, un ingegnere, un archeologo e diversi artigiani. Tuttavia il mio blog appare sempre in testa alle ricerche.

Il secondo termine chiave più utilizzato è "pubblicare link su facebook". Il 3 settembre 2011, infatti, Facebook ha tolto all'improvviso il pulsante per la pubblicazione dei link. Allora ho subito scritto un post per spiegare come si pubblicano i link nel popolare social network. Questo post è il più commentato di tutti. Tira più un link su Facebook che mille banner luccicanti!

Seguono poi una serie di chiavi di ricerca dedicate alla bufala del bambino scomparso a Cisternino. Quest'ultimo è il post più letto in assoluto di tutto il blog. Infatti è comparsa come bufala su Facebook e quasi nessun organo di informazione se n'è occupato. Invece quasi un migliaio di persone è venuta a cercare informazioni non appena la bufala si è diffusa. Per gli amanti dei grandi numeri di visitatori dico che occuparsi di bufale è una buona dritta.

Enzo Toma, regista ed attore con cui ho lavorato di recente è tra le prime chiave di ricerca, anche perché nell'ultimo anno ho parlato spesso di lui. Visto che non ha né un sito né un suo blog è normale che io ne sia diventato la fonte primaria di informazione. Ma fossi in lui, visto il lavoro che fa, non trascurerei la rete.

Ci sono poi delle chiavi di ricerca di cui sono orgoglioso come "san francesco d'assisi", "la gioia di scrivere poesia", "conseguenze 11 settembre", "il capitano achab", "mappa mentale". E' grazie ad argomenti come questi che continuo ad avere il piacere di postare nel mio blog.

Una menzione a parte la merita "gianfranco rotondi" anche lui tra le principali chiavi di ricerca. Ha utilizzato, infatti, uno slogan elettorale che scimmiottava il già infelice slogan della Galbani: "Galbani vuol dire fiducia". Non potevo a questo punto evitare di dedicargli un post.

Infine non capisco perché al mio blog continuano in tanti a chiedere: "jacopo fo ha figli"? Io so che ne ha una e che è già diventato nonno, contenti? Non avete proprio da cercare altro in rete? Come non capisco quelli che sono venuti a cercare "foto di cadaveri". Ma siete necrofili per caso? Oppure ancora "il pistolino". Pervertiti!

E tu cosa vorresti trovare in questo blog? Rispondi al mio sondaggio.

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Sedia a dondolo e cavalluccio a dondolo
Un sedia a dondolo e un cavalluccio a dondolo, utilizzati dagli attori di Maccabeteatro.

La prima delle tre date di Short Latitudes si è tenuta stamattina, 12 aprile 2012, al cine-teatro Melacca di San Vito dei Normanni per gli alunni dell'Istituto Professionale Servizi Sociali. Devo ringraziare il prof. Lorenzo Caiolo e i suoi studenti, che già avevano assistito ad un matinée sulla Kater i Rades, per l'interesse e la partecipazione con cui hanno assistito al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti, curato da Maccabeteatro, e alla mise en espace di Same Same di Shireen Mula, curata dal Crest di Taranto. In tutti e due i lavori è emerso uno spaccato di relazione quotidiana tra madre e figlia, in un caso vissuta, nell'altro negata da un abbandono. E' quindi all'insegna del mondo della donna, delle violenze che si consumano in questo mondo e dei tentativi di riscatto che s'inserisce questa seconda fase del progetto voluto dal Teatro Pubblico Pugliese. Mettendo in scena i testi delle due autrici non solo si è potuto conoscere da vicino qual'è la realtà della drammaturgia contemporanea in Gran Bretagna ma si è avuta anche la possibilità di vedere all'opera due stili di scrittura diversi che hanno dato vita a due lavori diversi per ambientazione, plot e personaggi. Molto più crudo e intriso di humour nero lo stile di Gurpreet, più intimista ed evocativo quello di Shireen.

Nel dibattito che ne è seguito con gli studenti, nonostante le due ore e mezza (compreso l'intervallo) dei due lavori in scena, hanno manifestato tutto lo shock provocato, seppure in forma diversa, dalla violenza che si manifesta in entrambe le storie rappresentate. Ma anche l'ipocrisia di certi ambienti religiosi e di certe relazioni umane. Spesso, infatti, s'immagina il teatro come un divertissement o un esercizio di stile oppure ancora come un mondo dove le vicissitudini e i linguaggi della quotidianità non hanno dignità di rappresentazione oppure se ne hanno il diritto ciò è possibile solo sotto certe forme e a carte condizioni. In questo caso non solo gli eroi non sono più gli eroi della tragedia antica ma la cronaca trova spazio sul palco e si sublima nella poesia e nei gesti sapienti degli attori diretti dai registi Enzo Toma (Maccabeteatro) e Gaetano Colella (Crest).

Questi, insieme ad altri, sono dei buoni motivi per venire a vedere questi due spettacoli domani sera al comunale di Torre Santa Susanna e dopodomani sera al teatro Tatà di Taranto.

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Prove di Behzti
Uno scatto durante le prove di Behzti. In primo piano Marialuisa Longo (a sin.) e Lucia Zotti. In secondo piano Francesco Ocelli (seduto) e Monica Contini.

Vi racconto della mia partecipazione ad un reading particolare, di un testo che appartiene ad una piccola ma significativa comunità religiosa. Qualche particolare sul testo, su questa cultura e gli appuntamenti con la sua messa in scena.

In questi giorni sto partecipando al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti. autrice sikh londinese che ho conosciuto durante il workshop Short Latitudes a Giovinazzo (Bari). Grazie a questo testo ho quindi fatto una immersione all'interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell'Agro Pontino e nella pianura padana. Proprio in questi giorni i sikh italiani sono saliti sulla ribalta della cronaca per via della petizione che hanno promosso e consegnato al ministro Riccardi per chiedere la liberazione dei due maro' detenuti in India. E' significativo anche che andremo in scena mentre a Brescia, sabato 14, si festeggerà il “Baisakhi”, la Festa del Raccolto.

...continua a leggere "La vita dei sikh in scena, tra controversie e riprese"

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Plastico Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo
Plastico dell' Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari) che nella sede di Res Extensa ha ospitato il workshop.

Dal 6 al 9 Gennaio 2012 si è svolto a Giovinazzo (Bari) Short Latitudes, un workshop che fa parte del progetto del Teatro Pubblico Pugliese, che si avvale della collaborazione del Birmingham Repertory Theatre, dell’Oval House di Londra e dell’Università di Bari. Ho avuto la possibilità di parteciparvi e vi racconto un po' come è andata facendo tre riflessioni rispetto al territorio in cui vivo ed opero, per lo più, la Puglia: sul senso della scrittura, i temi importanti, il lavoro di squadra.

...continua a leggere "Le tre lezioni inglesi"

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Diogenes Club
Diogenes Club. Claudio Di Ludovico.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Quando le difficoltà si fanno serie è il momento di cominciare ad usare di più e meglio la testa. Quando l'orizzonte è pieno di angoscia ed incertezze è il momento di guardare il senso delle cose da più lati. Per questo per me il 2012 è l'anno dei maghi, l'anno cioè di coloro che giocano con le metafore e con la retorica per ampliare le nostre vedute, per consentirci di vedere ciò che non vedevamo, per rischiarare un cammino che si è fatto piuttosto scuro, buio. Protagonisti di questi strumenti sono gli artisti. Perciò come attore mi sento chiamato in causa, come Diogene, a portare in dono un po' di quella luce che ogni giorno alimento. Voglio, quindi, raccontarvi un po' che strade percorrerò in questo anno nuovo nella speranza di incontrarvi, di fare un pezzo di strada insieme a voi o almeno di darvi qualche spunto, qualche opportunità.

...continua a leggere "Le prime luci del 2012"

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Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal
Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal (starrynight1)

Ad ogni cambio d'anno qualcosa del vecchio anno viene gettato via come simbolo del passaggio, come rito per propiziare buone novità nel nuovo anno. Anche a livello intellettivo tendiamo a mettere da parte ansie, angosce, preoccupazioni dell'anno appena passato per accrescere in noi l'apertura mentale, psicologica a ciò che di buono vogliamo che accada. Purtuttavia portiamo con noi molte cose dei 12 mesi appena trascorsi. In fondo il capodanno è solo una data nella quale facciamo dei buoni propositi anche per migliorare noi stessi e la nostra vita. In questa operazione credo sia utile ed importante considerare che cosa di buono ci ha lasciato in eredità il lasso di tempo che ci mettiamo alle spalle. Perciò la domanda che oggi, 2 gennaio 2012, mi sono posto è: che cosa mi ha lasciato in eredità il 2011? Ve ne parlo non tanto per il narcisistico gusto di raccontarsi ma per aiutare chi ha condiviso con me qualche pezzo di strada o chi vorrà farlo in questo 2012. Voglio permettere a tutti costoro, infatti, di individuare le cose belle fatte insieme in modo da farne di migliori nel corso dei prossimi 12 mesi.

...continua a leggere "L’eredità del 2011"

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La stella cometa
La stella cometa. Paolo Del Signore.

In questo 2011 tutti noi, o quasi, avremo un natale impossibile. Chi l'avrebbe mai detto: l'impossibile, ciò che nemmeno speravamo o sognavamo sta accadendo. E la buona notizia è che ciascuno di noi può avere la sua buona fetta di impossibilità.

"Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta" recita lo spot dell'amaro Montenegro. Quante volte accade, infatti, che l'impossibile si realizza? L'altra buona notizia è che è normale che sia così, che è la nostra vocazione, perché tutti noi siamo "cercatori di impossibile" secondo una formula di cui parla Jacopo Fo in un suo recente post. In esso ci parla del fatto che la stessa vita, in fondo, è un evento che era improbabile, se non impossibile, ai suoi albori eppure eccoci qui, il pianeta è rigoglioso di vita nonostante che la stiamo mettendo a repentaglio. La storia stessa dell'evoluzione procede per balzi impossibili scrive Jacopo ed una volta esaurite tutte le possibilità a disposizione ecco che l'impossibilità sorge come l'alba a rischiarare l'orizzonte degli eventi. Perciò non ci resta che rispondere a questa grande chiamata alla nostra Mission Impossible.

I cristiani, in particolare, hanno un rapporto molto stretto, intimo, carnale con l'impossibilità dal momento che sanno che "Nulla è impossibile a Dio" come afferma Maria dopo l'annuncio di Gabriele. Il Natale è appunto ciò che nelle altre religioni viene dichiarato impossibile, come nell'Islam, o non contemplato: Dio diventa uomo, si fa carne. D'altronde la Bibbia è un costante percorso all'interno dell'impossibilità. Si pensi, ad esempio, all'esodo degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto e al loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Con questo mio post voglio augurare ai miei lettori, agli amici, ai fan, a chiunque capiti anche per caso qui un Natale impossibile: quel Natale che non immaginavamo di poter avere. "Un altro mondo è possibile" ci siamo sentiti dire per anni da quei movimenti della società civile che salirono alla ribalta della storia durante il G8 di Genova. Quei movimenti ci volevano dire che è impossibile andare avanti con un'idea di sviluppo basata su ingiustizia e sfruttamento. Portarono all'apice delle alternative che stanno diventando patrimonio comune come il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, il consumo critico. E sono tornati a farsi sentire durante lo splendido momento di democrazia e cittadinanza attiva che è stato il referendum sull'acqua.

L'impossibilità che auguro attraverso un Natale impossibile è quella stessa impossibilità poi rivelatasi possibile nella storia. Pensiamo all'impossibilità di attraversare le colonne d'ercole che fa condannare Ulisse nell'Inferno di Dante poi affrontata da Colombo qualche secolo dopo. Pensiamo alla impossibilità che la terra non fosse al centro del sistema solare, idea per fortuna confutata dalla rivoluzione copernicana. Pensiamo alla impossibilità di avere democrazia nei sistemi di governo non occidentali messa in crisi dalla recentissima primavera araba. Pensiamo ad idee ritenute impossibili come quella che faceva dire nel 1895 a Lord Kelvin che era impossibile che macchine più pesanti dell'aria volassero. Oppure pensiamo alla casa discografica che nel 1962 disse ai Beatles che la loro musica non sarebbe mai piaciuta alla gente. Vi consiglio di leggerla la lista di idee ritenute impossibili.

"E' impossibile che prendano uno di due in un film con un cast stellare con Michele Placido, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno" mi disse nel 2003 un amico. Uno di noi due in realtà fu preso ne L'amore ritorna e quello fui io.  Avevo imparato una lezione di dieci anni prima quando pensavo che era impossibile campare d'arte e per questo lasciai Roma e una iniziale amicizia con Ascanio Celestini che mi aveva invitato ad andare a provare alcune cose che stava iniziando a fare. "Sarà impossibile per me tornare in Italia e vivere una relazione con te" mi disse Nesrine, la mia fidanzata musulmana e algerina, spaventata dall'11 settembre 2001 e dai rigurgiti di terrorismo nel suo paese e dalle difficoltà di avere il visto. Eppure riuscimmo ad avere una relazione durata tre anni. E' impossibile che io reciti in teatro, ho pensato ad un certo punto della mia vita, eppure nel 2011 questo è diventato possibile grazie al maestro Enzo Toma. Se penso alla mia vita la vedo come una continua preparazione all'impossibile. Perché anche la tua non dovrebbe essere simile, migliore della mia?

Cari amici in questo Natale abbiamo addirittura la nostra stella dell'impossibilità. L'hanno scoperta ad agosto di quest'anno. Si chiama proprio "stella impossibile" e non è bella e impossibile, come nella canzone della Nannini, ma è bella e possibile. Eppure non dovrebbe esistere. Invece lei sfida le leggi fisiche dell'universo e si gode una longeva esistenza: ha infatti qualcosa come 13 miliardi di anni. E' lei che rischiara il cammino di noi, novelli pastori, magi, vagabondi, artigiani del grande presepe dell'impossibilità che è il mondo. Buon Impossibile Natale.

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The Voyage of the Pequod from the book Moby Di...
The Voyage of the Pequod from the book Moby Dick by Herman Melville; one of a series of 12 literary maps based on British and American literature, produced by the Harris-Seybold Company of Cleveland between 1953 and 1964. (Photo credit: Wikipedia)

Oggi, 30 agosto 2011, il Moby Dick di Francesco Niccolini approderà alla riserva naturalistica di Torre Guaceto. Ho già parlato in un post di questo nuovo spettacolo teatrale con la regia di un maestro come Enzo Toma, analizzando soprattutto la figura di Achab, il capitano della baleniera Pequod, facendo un parallelo tra il romanzo di Herman Melville (a cui si è ispirato l'autore dello spettacolo) e il poema teatrale di Niccolini. Oggi voglio invece presentarvi il suo doppio, colui senza il quale lo stesso Achab non sarebbe, il capodoglio, altrimenti noto come il leviatano. Il leviatano è un mostro marino leggendario di cui parla Giobbe nell'Antico Testamento. Io però questa terribile balena bianca che ha masticato, strappato, divorato, schiacciato la gamba del capitano voglio presentarvela con le battute che Niccolini ha scritto nel suo "concerto in forma di via crucis" citandovi l'intera seconda stazione. Buona lettura.

STARBUCK Il capodoglio è l'essere più grande della terra
la più terribile di tutte le balene
maestosa nell'aspetto
la più preziosa per i commerci
la sola creatura dalla quale si può ottenere
spermaceti
DONNA spermaceti IN INGLESE
STARBUCK olio unguento e medicamento senza pari
più prezioso dell'oro
più raro del diamante
più sacro della pechblenda.
ISMAELE Enorme la testa
minuscolo il suo occhio.
STARBUCK Data la collocazione laterale delle pupille
il capodoglio nulla può vedere chi gli stia di fronte
non più di chi si metta alle sue spalle.
ISMAELE Forse per questo non è un pesce socievole.
Odia le balene
DONNA come certi uomini odiano gli uomini
ISMAELE schivo e solitario, inaspettatamente emerge
dalle acque più remote e cupe
con l'alto sfiato, misantropo e diritto.
STARBUCK Nessun bastimento è tanto veloce da inseguirlo
e nessun uomo, nessuno.
Fu
dal Signore
dotato di velocità e potenza
inarrivabili:
Caino
inafferrabile
della sua stirpe.
ISMAELE E di lei
cosa potete dirmi di lei signore?
STARBUCK Di chi, marinaio, della balena bianca?
Dicono che sia ubiqua
che tu la possa incontrare
a opposte latitudini e nello stesso istante.
Dicono che sia immortale:
per quanto i suoi fianchi siano martoriati
da selve di lance
il suo spruzzo continua ad alzarsi imperioso
nei quattro oceani del globo.
Eppure non è la grandezza
non è la forza
non è la resistenza
a renderla spaventosa
ma la malvagità:
non è un animale
non è una bestia feroce
essa è il male in persona
e del male ha tutto l'immenso potere.

Mi auguro di vedere anche voi stasera, cari frequentatori del blog, per questa anteprima al centro visite di Torre Guaceto: si trova sulla strada statale 379 Brindisi/Bari; uscita Serranova, 20 km a nord di Brindisi. I numeri per prenotare sono: 0831/989885 e 331/3477311. Tutti gli altri dettagli li potete leggere nel comunicato stampa. Chiamate perché i posti sono limitati. A stasera.

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