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warDi fronte al perpetuarsi di una situazione internazionale dalle cupe tinte del sangue raggrumato sui marciapiedi e preso atto dell'incapacità dei governi di dar vita a misure per controbilanciare il saettare delle pallottole impazzite,

scendo in campo contro me stesso, contro la parte meno evoluta, più violenta, più oscura, più ottusa della mia personalità. A nulla valsero l'educazione scolastica e quella familiare che non scongiurarono ciò che ha reso Giuseppe Vitale un individuo pericoloso per se stesso e per la società. Anche gli insegnamenti del cattolicesimo scivolarono via sopra questa persona che, passata la stagione delle religiosità, tornò a pratiche di vita e di comportamento licenziose e irriferibili. Le sue idee stanno minando da dentro ogni buona prassi di convivenza sociale.

...continua a leggere "Dichiarazione di guerra"

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Immagine 197Oggi, 19 Marzo 2016, ricorre la festività di San Giuseppe, una sorta di festa nazionale un po' per la celebrità di questo santo e un po' per la grande diffusione di questo nome. Io che lo porto ne sono molto orgoglioso. Non è un caso se abbiamo un nome piuttosto che un altro. Il proprio nome contiene molto della nostra identità. Accetto per buono questo concetto che prendo a prestito da Alessandro Cheli nel suo libro Il coraggio di essere te stesso: La ricerca dell'autenticità come strada per il successo. Da questo libro ho appreso anche la presenza in ognuno di noi degli interpreti del sé:

Gli interpreti del sé rappresentano i nostri modi di agire e di porci, gli atteggiamenti che assumiamo, i ruoli nei quali tendiamo ad identificarci.

Grazie ad essi possiamo avere una conoscenza poliedrica e quindi complessa ma allo stesso tempo comprensibile di noi stessi. Quel che occorre fare è identificarli uno per uno e dar loro un nome. In questo ci aiuta l'acrostico, che Wikipedia così definisce:

componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.

Proviamo a fare un esempio utilizzando proprio il termine sole:
Sudare
Oltremodo
Languendo
Esausti
Un altro esempio ancora con la parola Buco:
Buio
Ugello
Condotto
Oscuro
L'acrostico del nostro nome può dunque rivelare molto di noi stessi. Perciò ho sviluppato il mio sia come utile e giocoso esercizio di riflessione su me stesso sia come mia presentazione a tutti quelli che per una ragione o l'altra vogliano conoscermi un po' meglio. Ma c'è un altro motivo per cui ve lo propongo: credo che sia utile a chiunque. Perciò incoraggio tutti a trovare il proprio. Intanto ecco il mio.

...continua a leggere "L’importanza di chiamarsi Giuseppe"

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IMG_6765Stasera ritroverete il mio faccione nella miniserie tv Io non mi arrendo su Rai Uno. Come potete leggere nelle anticipazioni è dedicata al poliziotto Roberto Mancini, interpretato  da Beppe Fiorello, che ha indagato sulla Terra dei fuochi, la zona delle discariche abusive della camorra in Campania. Questa volta mi sono prestato a fare il camorrista. Non vi do altre anticipazioni per non togliervi il  gusto di guardarla.Per me è stata una splendida occasione per lavorare insieme a un mostro sacro come Massimo Popolizio. Anche se si tratta di una particina per me ha davvero un grande significato, perché mi permette di dire che non mi arrendo di fare l'attore. Anzi, in questo periodo pur se tra mille difficoltà e problemi del cinema e delle serie tv italiane riesco qua e là a trovare uno spazio che in tanti mi invidiano. Infatti proprio in questi mesi grazie a un altro lavoro, il film La terra dei santi, di Fernando Muraca ho potuto rinsaldare e rilanciare contatti oltreoceano con un'amica attrice e produttrice a Los Angeles con la quale abbiamo dei progetti. Inoltre a breve dovrebbe uscire un altro film in cui ho lavorato. Sono fiero di me stesso non solo perché tengo duro ma anche perché credo con tutto me stesso nel meraviglioso dono e nella grande missione del fare l'attore.  A stasera amici e fan! 😉

Voci a Francavilla
Il gruppo delle Voci durante il debutto a Francavilla Fontana.

Una volta andai a teatro con un amico che non ci era mai stato. Era preoccupato perché non aveva mai visto uno spettacolo di prosa. Era stato spettatore di un concerto di musica lirica e aveva notato che c'erano alcuni rituali da osservare: vestirsi in un certo modo, applaudire in momenti precisi, ecc. Perciò mi chiese come doveva comportarsi, che regole c'erano da rispettare. Non voleva fare brutta figura, al suo debutto da ospite per la prima volta nella casa teatrale. I suoi timori erano quelli di battere le mani fuori tempo, di lasciare la sala anzitempo, ecc. Questo accade a tutti quelli che si recano in un posto in cui non sono mai stati. Ma succede anche a coloro che pur essendo già stati in un luogo, assistono a qualcosa di diverso, a un evento nuovo. C'è chi si abbandona alla curiosità e perciò vi si immerge senza nessuna difficoltà.  C'è, chi, invece resta ad osservare a lungo cercando di carpirne i meccanismi. C'è chi, addirittura, non è lieto per le novità e preferisce starsene a casa.  C'è chi, infine, fa delle ricerche per saperne qualcosa almeno, prima che lo spettacolo abbia inizio. Ed è per questi ultimi che scrivo una breve guida per sapere come muoversi all'interno di questa nuova creatura del teatro che è Voci nella Notte, che sarà replicato il 9 Ottobre 2015 a Francavilla Fontana. Così da poterne approfittare al meglio.

...continua a leggere "Le regole di Voci nella Notte"

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L'ensemble di Voci della Notte mentre prepara lo spettacolo.

Manca un solo giorno al debutto di Voci nella Notte, monologhi e canzoni di atmosfera e non. Domani, 18 settembre 2015, alle ore 21 nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana sedici artisti vi accoglieranno prima nel cortile e poi nelle proprie dimore. Nelle piccole sale dell'edificio, infatti, gli attori, in coppie, presenteranno i propri monologhi. Dopo l'intervista breve di ieri, vi propongo l'audio di una chiacchierata più lunga tenuta davanti ai microfoni di Radio Punto Sud in cui Chicco Passaro ed io rispondiamo alle domande del conduttore Maurizio Urgese. Ne abbiamo approfittato per descrivere nei dettagli tutte le dinamiche dello spettacolo. Inoltre abbiamo parlato per una ventina di minuti sull'interazione tra i teatranti e gli spettatori, sulla dignità di questi ultimi, troppo a lungo trascurata. Maurizio a un certo punto lancia il concetto di teatro al contrario, in riferimento alla conclusione dello spettacolo stesso: siamo noi stessi, gli artisti, che salutiamo e usciamo, lasciando gli astanti là dove stanno, nel cortile, punto di partenza di tutto. Ragionando su questo ne abbiamo approfittato per dire un po' la nostra sulla situazione del teatro  in Italia, sul suo rapporto con i media e tanto altro ancora. Al termine Chicco ha voluto lanciare un'anticipazione che qui non vi svelo. Ascoltatela insieme a tutta l'intervista. Chiedo scusa se nella prima parte non si sente bene la voce di Chicco, c'è stato un problema audio poi sistemato nel corso della diretta.

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locandina spettacolo
Locandina dello spettacolo.

Venerdì 18 settembre al Castello Imperiali di Francavilla Fontana debutta uno spettacolo di teatro e canzoni in cui sono gli spettatori stessi a scegliere i monologhi da vedere, due alla volta, che si terranno in contemporanea in più luoghi. Lo spettacolo si chiama Voci nella notte e fa parte di quegli spettacoli che restituiscono dignità allo spettatore che non è più un anonimo e silenzioso signore che se ne sta seduto a subire quel che succede. Seguirà, invece, la coppia di artisti che più lo attirano, che più lo stuzzicano. E al termine potrà scegliersi altri due ancora. E prima e dopo i monologhi assisterà a delle performance collettive in cui protagoniste saranno delle canzoni interpretate con grande maestria da alcuni solisti. Voci nella notte riprende, migliorandola, la formula di precedenti spettacoli collettivi. In questo caso molta cura è stata messa nella confezione dell'evento che non è solo una cornice ma che è essa stessa spettacolo. Inoltre ciascun artista cerca di attirare il suo pubblico e collabora con gli altri per la buona riuscita e per dirigere il flusso delle persone.

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Selfie al lavoro blogCari visitatori del blog,
ho un grande bisogno del vostro aiuto per raggiungere tre obiettivi in tre settimane. Quel che dovrete fare è semplice e spero interessante e coinvolgente per tutti voi.

Ho aperto il mio blog e lo aggiorno spesso per supportare il mio lavoro di attore e storyteller. Cerco, infatti, di mettere a disposizione risorse, conoscenze ed esperienze per tutti coloro che condividono interessi nel mondo dello spettacolo, da una parte, e delle imprese dall'altra. Il mio scopo è interagire per lo scambio di informazioni e buone pratiche. Per esempio ogni volta che sono impegnato in un nuovo lavoro cinematografico o teatrale gli operatori del settore possono trovare qui tutta una serie di indicazioni e spunti per condividere al meglio un pezzo di strada insieme. Tutti coloro che assistono agli spettacoli o ai film, poi, possono trovare anticipazioni e approfondimenti. Imprenditori, artigiani e manager, invece, hanno a disposizione articoli che possono aiutarli ad approcciare i loro problemi e a trarne il massimo vantaggio possibile.

...continua a leggere "Tre obiettivi in tre settimane"

Sul set di L'età d'oro.
Sul set di L'età d'oro, il nuovo film di Emanuela Piovano.

Una nuova esperienza cinematografica è alle mie spalle un po' come l'età d'oro, di cui magari spesso abbiamo nostalgia. Proprio L'età d'oro è il titolo del film a cui ho preso parte a Monopoli, dove sono in corso le riprese fino al 20 dicembre. In questo nuovo lavoro sono il guardaspalle, o bodyguard se preferite, di Bruno, un magistrato interpretato da Giulio Scarpati. Gli altri interpreti principali sono Laura Morante,Dil Gabriele De ll’Aiera, Eugenia Costantini, Pietro De Silva, Gigio Alberti, Giselda Volodi. La regia è di Emanuela Piovano.

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Giuseppe Vitale -  bidello
Giuseppe Vitale nei panni del bidello Mario Carrisi nella serie tv Tutta la musica del cuore.

Si annuncia come un grande appuntamento soprattutto con la musica quello con la serie tv Tutta la musica del cuore in onda da domenica 3 febbraio su Rai Uno in prima serata. La musica in questione è per lo più quella classica che i bravi musicisti e attori eseguono all'interno del conservatorio, al centro delle vicende che si dipanano nelle sei puntate. Per l'occasione Paolo Vivaldi, autore delle musiche, ha scelto come tema conduttore una sonata di Bach che ben si sposa con le atmosfere suggerite da immagini e situazioni nelle quali la questione generale della corruzione nella scuola è declinata con leggerezza. Intorno alla musica ruotano dunque i buoni e i cattivi di questa storia. I primi sono capitanati dal boss Francesco Santopirro (Fabrizio Traversa) e dal suo protetto, il direttore Marra (Antonio Stornaiolo). I secondi dall'ispettrice inviata dal ministero (Francesca Cavallin) e dal maestro concertatore (Johannes Brandrup).

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Pagina su La Gazzetta del Mezzogiorno
Pagina su La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 agosto 2012.

C'è un ampio e generoso articolo nei miei confronti su La Gazzetta del Mezzogiorno, edizione brindisina, di oggi 9 agosto 2012 in cui vengono narrati un  po' tutti gli ultimi aggiornamenti che mi riguardano: dal film con Daniele Ciprì all'altro film di Paolo Bianchini, dal mio ultimo impegno teatrale allo show tenuto su Tirradeo e alla rubrica che sto per inziare sempre su Tirradeo.  Be' accattatevi La Gazzetta del Mezzogiorno, leggete e diffondete  😎

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Sul set con Servillo e Ciprì
Sul set con Toni Servillo (in primo piano) e Daniele Ciprì.

Prodotto da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella con RaiCinema, sceneggiato da Ciprì e Massimo Gaudioso, ed interpretato da Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Giuseppe Vitale, tutti al fianco di Servillo, il film è in ‘odore’ di Venezia 2012.

Il film di cui si parla nella recensione di cineblog.it è È stato il figlio di Daniele Ciprì. È prodotto dalla Fandango ed uscirà presto nelle sale italiane.  Ho avuto l'occasione di lavorarci nel giugno del 2011. Si è trattato, per me, di quel che nel gergo cinematografico si suol definire una figurazione speciale, che è ad un livello intermedio tra il ruolo e la comparsa, che però mi sta procurando più notorietà di altri lavori dove avevo, invece, dei ruoli veri e propri. Basta leggere la recensione che ho citato prima, oppure dare un'occhiata al cast del film dove figuro insieme agli interpreti principali. Devo ringraziare i redattori di queste recensioni per il tanto riguardo nei miei confronti. Ma voglio soprattutto ringraziare Daniele Ciprì e i suoi assistenti per l'opportunità di questi brevi ma molto intensi giorni di lavoro per me sul set accanto ad un mostro sacro come Toni Servillo. Serberò il ricordo delle poche battute scambiate con lui, del sole che picchiava, delle focacce con la cipolla, del siciliano di Ciprì, Servillo e altri attori che mi faceva sentire in compagnia di "cugini" di una regione non molto diversa dalla Puglia che è la Sicilia. Per la cronaca io ho girato sul porto di Brindisi e al quartiere Paradiso e sono uno degli amici più fidati di Nicola Ciraulo (il protagonista). Buona visione 🙂

Aggiornamento del 1 settembre 2012: il film viene presentato oggi 1 settembre alle 16:45 nella Sala Grande e alle 22:15 nella PalaBiennale della sessantanovesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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Search Technology Redux
Search Technology Redux. Di J Brew.

Oggi ho deciso di raccontarvi un po' che cosa cercano le persone nel mio blog dando un'occhiata ai termini di ricerca. Così che posiate farvi un'idea di cosa si può leggere tra i post che pubblico.

Iniziamo subito dalla prima chiave di ricerca che è "giuseppe vitale", il mio nome e cognome, com'è ovvio che sia. Ho scoperto di avere molti omonimi in rete: un altro attore, un poeta siciliano, un bassista, un fotografo, un pittore e scenografo, solo per rimanere nell'ambito degli artisti.  Ma ci sono anche un frate, un ingegnere, un archeologo e diversi artigiani. Tuttavia il mio blog appare sempre in testa alle ricerche.

Il secondo termine chiave più utilizzato è "pubblicare link su facebook". Il 3 settembre 2011, infatti, Facebook ha tolto all'improvviso il pulsante per la pubblicazione dei link. Allora ho subito scritto un post per spiegare come si pubblicano i link nel popolare social network. Questo post è il più commentato di tutti. Tira più un link su Facebook che mille banner luccicanti!

Seguono poi una serie di chiavi di ricerca dedicate alla bufala del bambino scomparso a Cisternino. Quest'ultimo è il post più letto in assoluto di tutto il blog. Infatti è comparsa come bufala su Facebook e quasi nessun organo di informazione se n'è occupato. Invece quasi un migliaio di persone è venuta a cercare informazioni non appena la bufala si è diffusa. Per gli amanti dei grandi numeri di visitatori dico che occuparsi di bufale è una buona dritta.

Enzo Toma, regista ed attore con cui ho lavorato di recente è tra le prime chiave di ricerca, anche perché nell'ultimo anno ho parlato spesso di lui. Visto che non ha né un sito né un suo blog è normale che io ne sia diventato la fonte primaria di informazione. Ma fossi in lui, visto il lavoro che fa, non trascurerei la rete.

Ci sono poi delle chiavi di ricerca di cui sono orgoglioso come "san francesco d'assisi", "la gioia di scrivere poesia", "conseguenze 11 settembre", "il capitano achab", "mappa mentale". E' grazie ad argomenti come questi che continuo ad avere il piacere di postare nel mio blog.

Una menzione a parte la merita "gianfranco rotondi" anche lui tra le principali chiavi di ricerca. Ha utilizzato, infatti, uno slogan elettorale che scimmiottava il già infelice slogan della Galbani: "Galbani vuol dire fiducia". Non potevo a questo punto evitare di dedicargli un post.

Infine non capisco perché al mio blog continuano in tanti a chiedere: "jacopo fo ha figli"? Io so che ne ha una e che è già diventato nonno, contenti? Non avete proprio da cercare altro in rete? Come non capisco quelli che sono venuti a cercare "foto di cadaveri". Ma siete necrofili per caso? Oppure ancora "il pistolino". Pervertiti!

E tu cosa vorresti trovare in questo blog? Rispondi al mio sondaggio.

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Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012
Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012.

Chi si ricorda del naufragio della Kater i Rades, perché è importante parlarne e che cosa si sta facendo per far conoscere la vicenda ad essa legata.

Ieri mattina, 19 marzo 2012, mi è capitato di parlare con un gruppo di amici e conoscenti sulla stazione ferroviaria di Brindisi del naufragio della Kater i Rades, la motovedetta albanese speronata al largo di Brindisi il 28 marzo del 1997 dalla corvetta Sibilla della Marina Militare italiana. Queste persone, pendolari che lavorano a Brindisi ricordano molti particolari dell'evento, tra cui il fatto che circa 120 albanesi, profughi, stavano tentando di raggiungere Brindisi per scappare da una situazione di guerra. Ricordano anche che morirono soprattutto donne e bambini, visto che si trovavano nella stiva al momento dell'affondamento. Questo mi ha rinfrancato e mi ha fatto capire che al lavoro a cui sto collaborando da gennaio, il workshop di drammaturgia e narrazione,  ha una ragion d'essere anche nella memoria che i brindisini e i pugliesi tutti hanno nella storia dell'immigrazione albanese in Italia. Perciò ho ragione di ritenere che l'evento che stiamo preparando insieme agli amici del laboratorio per il prossimo 28 marzo abbia un suo posto non solo nella commemorazione di quella tragedia ma anche nel racconto di un futuro migliore per i due paesi che si affacciano sul canale d'Otranto.

...continua a leggere "Il primo movimento della Kater tra i due mari"

Giuseppe Vitale in Mistero Salentino.
Giuseppe Vitale in Mistero Salentino. Foto di Annamaria Papadia.

Ciucciu cacaturnisi, il ciucciu cacasoldi, è uno dei cunti più noti nella tradizione popolare salentina. Narra di un bambino molto piccolo che nella notte dei tempi aveva tante sorelle piccole anch'esse, la madre, ma che non aveva il padre. Quindi tanti erano gli stenti, tanta era la fame in questa famiglia. Il piccolo decise allora di andare per il mondo a cercar fortuna. Così facendo incontrò un vecchio al quale narrò la sua storia. Questo vecchio gli regalò un ciuccio cacasoldi, un asino, cioè, che a comando sapeva cagare tanti soldi d'oro e d'argento. Il bimbo non credette ai suoi occhi, ringraziò il vecchio, prese con sé l'asino pensando d aver finalmente fatto la fortuna sua e della sua famiglia. Ma stava arrivando la notte, era pericoloso per lui e il suo ciuccio, stare per strada, alla mercé dei briganti. Decise allora di farsi dare ospitalità in un convento. Il monaco chi li ospita però durante la notte sostituisce l'asino del ragazzino con un altro asino del convento che era uguale nell'aspetto ma che non aveva nessun potere di culo. Inizia così questo racconto popolare che prosegue con altre peripezie, ma che non manca di giungere al lieto fine.

Straordinario racconto perché i nonni di un tempo potessero tener buoni i loro nipoti, in realtà esso rivela una grande componente satirica anticlericale, come molti dei cunti e dei culacchi (racconti satirici più brevi del cunto) di tradizione popolare. Ma è anche metafora di tutte quelle piccole imprese memorabili che all'inizio stentano perché qualche disonesto approfitta dell'ingenuità e della bonarietà altrui, carpendo la fiducia dei malcapitati.

Per questi ed altri motivi ho deciso di inserire questo cunto all'interno dello spettacolo Mistero Salentino, storie di santi, di matti e di gatti. Ve lo propongo oggi in attesa di vedervi ospiti magari, miei cari frequentatori del blog, sabato 13 Agosto nella piazzetta dell'Arciprete (ironia della sorte) di San Vito dei Normanni (Brindisi) per la terza edizione di Rezzica, la festa della rezza (una stuoia che fa da tenda esterna alla casa) e della pizzica.

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Giuseppe Vitale in Mistero Salentino
Mistero Salentino a Taranto (Taranto Lider)

La Festa dei Popoli 2011, importante manifestazione di solidarietà organizzata da Huipalas, è la festa dei popoli, non di un popolo, ma di tanti popoli e quindi non di una sola identità ma di tante identità che non restano da sole, isolate, ma che comunicano tra di loro,  che si trasformano, che diventano identità altre.  A Mesagne, dove farò tappa mercoledì 15 giugno 2011, inizierò il mio spettacolo con una fiaba che viene dall'America Latina in cui tre cacciatori perdono appunto la loro identità, persino la loro umanità. Poi però ne trovano una nuova, recuperando quanto di primordiale avevano, grazie all'aiuto degli altri. Voglio cominciare da essa perché è una storia sulle identità che si recuperano e che si trasformano. In questo ci si porta dietro la propria cultura, quella cultura popolare che in alcune parti del mondo è ancora viva, come accade in buona parte per la cultura salentina e in parte messapica ancora presenti nel sud della Puglia. E' su di essa che si basa quel Mistero Salentino che prende in prestito dal ben più noto Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame parte del titolo ma anche la formula dello spettacolo della coppia Fo-Rame: una serie di racconti orali, satirici, giullareschi che di volta in volta i due recitavano e recitano secondo una scaletta che poteva variare anche di molto da un'occasione all'altra.  E' quel che più o meno mi accade a secondo delle persone che incontro e del posto in cui vado.  Perché, alla fine, il teatro per me è celebrazione di un rito ogni volta diverso, nuovo, vivo.

Sono contento di aver aderito a questa bella iniziativa dell'associazione Huipalas così impegnata in progetti nel sud del mondo soprattutto a Korogocho, slum di Nairobi (Kenya), e che di recente ha acquisito la storica bottega del mondo di Mesagne che ben conosco e che non poco ha compiuto negli ultimi anni nel mondo del commercio equo e solidale. Spero che le storie che racconterò abbiano lo stesso profumo di bellezza dei prodotti di quella bottega.