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Lavorando sul divano
Avete presente il modello del titolare dell'azienda che sta in ufficio a tutte le ore tutti i giorni della settimana, persino quando i dipendenti non ci sono? Avete presente quel boss che arriva per primo la mattina e va via per ultimo il pomeriggio o la sera? Conoscete un imprenditore che sta sempre nella sua azienda, che faccia bello o cattivo tempo? Uno che sta sempre nella sua impresa? Sono sicuro che molti di voi ce l'hanno presente, che a tanti succede, che ci sono moltissimi imprenditori che ancora continuano a fare questo. Ebbene, si tratta di un modello superato di gestire la propria azienda. Direi di più: è un modello inefficace e diseducativo. Superato perché ormai tanti altri imprenditori gestiscono l'azienda con molto, molto meno tempo. Addirittura a un certo punto diventano non più necessari alla loro azienda stessa. Diventano deleteri se ci sono ancora. Devono lasciare agli altri ciò che loro facevano prima, hanno fatto all'inizio. Ci sono persino degli imprenditori seriali che continuamente aprono aziende. È inefficace perché il ruolo dell'imprenditore non è stare in azienda ma deve stare sicuramente altrove, quindi non fa funzionare le cose come meglio dovrebbero. È diseducativo perché si tratta di un tipo di impresa in cui tutto dipende dal capo, diventa una roba monocratica, il titolare diventa una sorta di Re Sole dell'azienda tolto il quale c'è solo il buio ovunque, non funziona più niente. Inoltre non avvicina sicuramente i giovani a creare impresa perché se uno si deve seppellire dentro una fabbrica, ad esempio, che è pur sua, schiavo di se stesso, chiaramente I giovani con le nuove esigenze molto più aperte, molto diverse dal passato, da questo punto di vista, diventa qualcosa di non appetibile. Mettiamo che avete 2 o 3 o 5 aziende, come fate? Chiedete il dono dell'ubiquità oppure fate come determinati personaggi storici, i dittatori, che a un certo punto utilizzavano dei sosia per riuscire a stare in più luoghi. Quindi che fate ordinate, assumete dei sosia perché sembra che ci siate proprio voi in quel momento nelle aziende A, B, C ed E?

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Google.

Tanti utenti cercano informazioni sul tic nervoso agli occhi dell'attore Enzo De Caro, beniamino del pubblico sin dai tempi de La Smorfia con Troisi e Arena, in questo periodo in onda su Rai Uno con la serie tv Provaci ancora prof. Io non sono un medico e quindi non mi addentro in questioni che attengono alla sua salute. E poi semmai è lui che dovrebbe parlarne, se ne ha voglia. Finché non lo fa è un'invasione della sua privacy. Da parte mia devo esprimere tutto la mia ammirazione per questo artista che si sta spendendo eroicamente e stoicamente: un esempio per tutti. Tuttavia è significativo che questo problema sia tra i più cercati su Google. Vuoi perché si tratta, è evidente, di un personaggio famoso e vuoi perché è amato da tanti. Si tratta di una grande conferma del fatto che ricorriamo a questo ormai preponderante motore di ricerca per saperne di più in pratica su qualsiasi argomento.

Quando abbiamo un problema che facciamo, infatti? Chiediamo a Google, è ovvio! Ci mettiamo davanti al suo campo di ricerca e digitiamo la nostra domanda. Se, per esempio, vogliamo saperne di più sugli immigrati digitiamo "problema immigrazione" oppure se i piccioni ci hanno infestato il balcone scriviamo "problema piccioni" oppure se qualcosa non va con il partner eccoci alle prese con "problema coppia". Il gigante di Mountain View è diventato il nostro grande problem solver, il primo a cui chiediamo consigli, informazioni, spiegazioni. Quando non c'era eravamo costretti ad andare da amici ed esperti. Ora prima di tutto facciamo un giro in rete per schiarirci le idee. Questo rappresenta una grande opportunità. Il passo successivo è il corretto approccio ai problemi, la loro definizione e la loro trasformazione in qualcosa di utile, persino di vincente. Come possiamo imparare tutto questo?

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Guest post di Manlio Castronuovo, consulente di direzione Partner.it.

Nei miei venti anni di esperienza online (di cui si è parlato nel precedente post n.d.r.) , una cosa (credo) di averla capita: non è sufficiente essere bravi negli aspetti operativi e quindi saper utilizzare Google AdWords per portare traffico sul proprio sito ottimizzando il costo per click. Oppure essere i numero uno con Facebook Adv e collezionare vagonate di “Mi piace” o visite al proprio sito. O, ancora, essere il mago del remarketing e rincorrere il cliente che alla fine si pentirà di aver fatto click su un annuncio della vostra azienda, a fronte dei pochi che finiranno con l’acquistare il vostro prodotto.

E non è neanche la bravura tecnica a fare la differenza. Un sito tecnicamente ben fatto, veloce, con una bella grafica e soluzioni di design alla moda può rendere la navigazione più piacevole ma non può sostituirsi a quello che è il cuore dell’ecosistema della rete: i contenuti.

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Questo è un guest post. Anche tu, se vuoi, puoi scrivere un tuo articolo per questo blog.

Guest Post scritto da Filippo Jatta.

SEO JFactor.it Filippo Jatta

English: seo block
English: seo block (Photo credit: Wikipedia)

Il blog è un mezzo di comunicazione incredibile: permette di comunicare con il mondo intero, condividere informazioni, guide, video e qualunque altra cosa ci venga in mente.

Negli ultimi anni il blogging è divenuto un vero e proprio lavoro full time: sempre più spesso food blogger e fashion blogger, ad esempio, calcano la scena televisiva. Altri blogger, pur non comparendo in tv, sono dei veri e propri punti di riferimento per le loro competenze.

Quali argomenti trattano? I più vari: secondo uno studio di Imageware a farla da padrona sono moda e abbigliamento, seguiti da bellezza & salute, lifestyle, tecnologia eccetera.

Questo vuol dire che, qualunque sia la tua passione, il tuo interesse, puoi aprire certamente un blog a riguardo. Il problema, però, è emergere nella blogosfera.

Allora bisogna chiederci: come hanno ottenuto questo risultato i blogger più famosi e come possiamo avere visibilità anche noi?

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Nativity scene with cardboard tubes
Image by cheerytomato via Flickr

Prosegue con questo post la rubrica Il cantiere del presepe che è una delle iniziative di La Fine è l'Inizio. Cominciamo, oggi, ad orientarci su come realizzare un presepe da principianti ma soprattutto iniziamo a pensare a come vivere questa tradizione.

Provate a fare una ricerca con il termine "presepe" in un motore di ricerca. Google dà circa 4.250.000 risultati.  Mica male eh? Specie se, come me, fate qualche ricerca per schiarirvi le idee sul presepe che volete realizzare in casa, per vedere se trovate spunti, indicazioni, guide ecc.  Perché sia chiaro non aspettatevi gran ché da questa rubrica natalizia che ho deciso di curare Il cantiere del presepe perché a dispetto di questo titolo non vi darò quasi per nulla indicazioni su come realizzare il vostro presepe perché io non sono un esperto e perché lo scopo di questi miei post è di utilizzare, in realtà, il presepe per parlare d'altro, per usarlo come metafora del nostro mondo, per farlo diventare una porta verso le storie che può contenere. Tuttavia non sono un infame e quando troverò qualcosa che vi può essere utile ve la segnalerò.  Se cercate, infatti, delle lezioni, delle guide, la storia del presepe, un forum e molto altro potete andare su Leonpresepi. Altre risorse, poi, tra cui un mercatino le trovate su passione presepe. Poi ho trovato anche un forum che mi sembra ben organizzato e ricco: il Presepe Forum. Per principianti come me penso che ci siano diverse indicazioni utili. Non mi sognerei nemmeno di realizzare un presepe meccanico o un presepe di sabbia, per intenderci. Sono sicuro comunque che in rete troverete quel che fa per voi e in tal proposito se trovate siti web simili a quelli che vi ho segnalato io siete pregati di segnalarmeli.

Sono, dunque, al secondo passo dopo aver individuato il posto, come vi ho raccontato in Chi ben comincia è alla metà del presepe. Comincio a pensare all'occorrente o, meglio, agli strumenti necessari, a ciò di cui ho bisogno insomma. Perché è facile dire "faccio il presepe", quando non lo hai mai fatto. E' chiaro che da piccolo qualche volta davo una mano ai miei per farlo o lo facevamo a scuola. Ricordo bene quando andavo per le campagne alla ricerca del muschio necessario per esempio o quando bisognava imparare a memoria le poesie da recitare davanti al presepe il giorno di Natale. Quando si dice presepe si includono un sacco di cose: non solo le figure e la mangiatoia, ma anche il contesto come il cielo, le case e poi ancora l'illuminazione ma soprattutto a chi è destinato, da chi sarà visitato e quale sarà l'atmosfera che vi regnerà e che cosa fare per tenerlo in vita assieme alle persone nel giorno di Natale e non solo.

Il presepe diventa quindi una piccola macchina sociale, un insieme di piccoli riti destinati ai bambini e non solo. Credo che sin dall'inizio bisogna tener presente tutto questo per non precluderci delle possibilità. Per esempio io ho deciso di condividere con i lettori di questo blog il diario della sua realizzazione. Ho pensato ad una serie di post su cui scriverò come, ad esempio, una panoramica sui presepi del mondo, le recensioni di spettacoli e canzoni, le figure che lo compongono. Sarò, spero per voi e per me, un modo per vivere questa tradizione con gli occhi della meraviglia e la voglia di scoprirne le storie e le possibilità.

Buona  La Fine è l'Inizio a tutti.

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Il nostro lavoro era così: sulla barca portavamo una scala a pioli: uno la reggeva, uno saliva in cima, e uno ai remi intanto spingeva fin lì sotto la Luna; per questo bisognava che si fosse in tanti (vi ho nominato solo i principali). Quello in cima alla scala, come la barca s'avvicinava alla Luna, gridava spaventato: -Alt! Alt! Ci vado a picchiare una testata! - Era l'impressione che dava, a vedersela addosso così immensa, così accidentata di spunzoni e orli slabbrati e seghettati.

È il lavoro che fanno ne La distanza della luna il vecchio Qfwfq e gli altri quando una volta la luna era molto più vicino alla terra di adesso e ci si poteva salire su andandoci sotto con la barca come racconta Italo Calvino ne Le Cosmicomiche. E' ispirandosi a questo racconto fantastico che oggi campeggia su Google il doodle che ci ricorda che lo scrittore oggi avrebbe 88 anni.  Eccolo qui.

Doodle dedicato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino
Doodle dedicato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino del 15 ottobre 2011

Calvino scrisse questi racconti perché voleva servirsi "del dato scientifico come d'una carica propulsiva per uscire dalle abitudini dell'immaginazione, e vivere magari il quotidiano nei termini più lontani dalla nostra esperienza" come dichiara nella presentazione del libro. Qualcosa di diverso dalla fantascienza che invece tende "ad avvicinare ciò che è lontano". Uscire dalle abitudini dell'immaginazione dunque, avere un'immaginazione diversa, non omologata.

La letteratura italiana si era dunque adagiata nella pigrizia dando una rappresentazione della realtà come ci si aspettava che venisse rappresentata. Un'operazione che preannuncia la Leggerezza del suo ultimo libro, le Lezioni americane:

L'unico eroe capace di tagliare la testa della Medusa è Perseo, che vola coi sandali alati, Perseo che non rivolge il suo sguardo sul volto della Gorgone ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo.

Uno scrittore disimpegnato? Tutt'altro. Uno scrittore piuttosto che legge la realtà del suo tempo senza farsi pietrificare da essa. Perché di fronte a degli aspetti del mondo che sono terribili, angoscianti, che sembrano senza speranza il rischio è di farsi prendere dalla depressione, dalla rinuncia, dalla fuga. Che è l'impressione che ho avuto ieri sera guardando la tranche de vie che è Gomorra, su Rai tre: il film ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano quasi non lascia spazio all'immaginazione, alla speranza di cambiare le cose.

Draghi Ribelli
Draghi Ribelli

Per ricordare Calvino secondo Maurizio Maria Corona oggi sarebbe stato più adatto l'Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti: un testo dello scrittore uscito su la Repubblica del 15 marzo 1980. Oggi,infatti, c'è la mobilitazione nazionale degli Indignados italiani. Non credo che allo scrittore ligure la manifestazione di oggi sarebbe dispiaciuta, anzi magari avrebbe figurato tra i manifestanti. Per due motivi:

  1. egli stesso non disdegnò di partecipare alla prima edizione della marcia della pace Perugia-Assisi;
  2.  credo che l'ironia dei draghi ribelli in rivolta contro l'attuale principale esponente della BCE Mario Draghi non gli sarebbe dispiaciuta.

Italo Calvino non era avulso dall'impegno politico e sebbene si dimise dal PCI, al quale era tesserato, partecipò alla vita politica italiana e tra l'altro in gioventù è stato partigiano. Ma credo che il suo principale impegno politico lo abbia realizzato leggendo e scrivendo il proprio tempo con l'ironia, la leggerezza, l'immaginazione. Tre valori dei quali abbiamo più che mai bisogno. Buon compleanno Italo.

E tu che libro hai letto tra i tanti che ha scritto? Cosa pensi di questi valori? Dì la tua.

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riquadro aggiornamenti di facebook
Il riquadro degli aggiornamenti di Facebook

Dalle 18 circa di oggi 28 agosto 2011, Facebook presenta una delle sue innumerevoli novità: il riquadro degli aggiornamenti. Lo si può trovare nella colonna di destra e restituisce in tempo reale le attività dei nostri amici: notifiche di chi si collega in quel momento, chi stringe amicizia con chi, i like dei nostri contatti, tag delle foto ecc. Passandoci sopra con il mouse si ha un'anteprima dell'attività mentre cliccandoci si interagisce con essa: chat se uno si è appena collegato, la foto di chi è stato taggato, il link su cui qualcuno ha cliccato su "mi piace" ecc. Sembrerebbe una novità ma in realtà il real time c'era già su Facebook tempo fa, salvo essere stato archiviato. Solo che era nel corpo centrale dove oggi troviamo le notizie più popolari o quelle recenti. E' ovvio che se avete pochi amici è un riquadro statico. Se ne avete molti scorre in continuazione. A cosa dobbiamo questo improvviso ritorno, in un periodo tra l'altro dove google invece l'ha messo da parte? Una delle tante mosse per prevenire in anticipo le mosse di Google+? Io ne sentivo un po' la mancanza perché dopo essermi collegato e aver dato un'occhiata a tutte le notizie qualche volta ricarico la pagina per vedere gli ultimi aggiornamenti, e voi?

Aggiornamento delle 22 e 28: a me e ad altri utenti il riquadro degli aggiornamenti non compare più.

Aggiornamento del 1 dicembre 2011, ore 10 e 50: ho disinstallato questo news ticker perché avendo tanti contatti era un flusso continuo che mi distrae e mi infastidisce. Se anche voi volete eliminarlo seguite il post Come eliminare il Ticker di FB.