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Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal
Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal (starrynight1)

Ad ogni cambio d'anno qualcosa del vecchio anno viene gettato via come simbolo del passaggio, come rito per propiziare buone novità nel nuovo anno. Anche a livello intellettivo tendiamo a mettere da parte ansie, angosce, preoccupazioni dell'anno appena passato per accrescere in noi l'apertura mentale, psicologica a ciò che di buono vogliamo che accada. Purtuttavia portiamo con noi molte cose dei 12 mesi appena trascorsi. In fondo il capodanno è solo una data nella quale facciamo dei buoni propositi anche per migliorare noi stessi e la nostra vita. In questa operazione credo sia utile ed importante considerare che cosa di buono ci ha lasciato in eredità il lasso di tempo che ci mettiamo alle spalle. Perciò la domanda che oggi, 2 gennaio 2012, mi sono posto è: che cosa mi ha lasciato in eredità il 2011? Ve ne parlo non tanto per il narcisistico gusto di raccontarsi ma per aiutare chi ha condiviso con me qualche pezzo di strada o chi vorrà farlo in questo 2012. Voglio permettere a tutti costoro, infatti, di individuare le cose belle fatte insieme in modo da farne di migliori nel corso dei prossimi 12 mesi.

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Ultima modifica il 6 ottobre 2015 alle 15:47

Il nostro lavoro era così: sulla barca portavamo una scala a pioli: uno la reggeva, uno saliva in cima, e uno ai remi intanto spingeva fin lì sotto la Luna; per questo bisognava che si fosse in tanti (vi ho nominato solo i principali). Quello in cima alla scala, come la barca s'avvicinava alla Luna, gridava spaventato: -Alt! Alt! Ci vado a picchiare una testata! - Era l'impressione che dava, a vedersela addosso così immensa, così accidentata di spunzoni e orli slabbrati e seghettati.

È il lavoro che fanno ne La distanza della luna il vecchio Qfwfq e gli altri quando una volta la luna era molto più vicino alla terra di adesso e ci si poteva salire su andandoci sotto con la barca come racconta Italo Calvino ne Le Cosmicomiche. E' ispirandosi a questo racconto fantastico che oggi campeggia su Google il doodle che ci ricorda che lo scrittore oggi avrebbe 88 anni.  Eccolo qui.

Doodle dedicato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino
Doodle dedicato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino del 15 ottobre 2011

Calvino scrisse questi racconti perché voleva servirsi "del dato scientifico come d'una carica propulsiva per uscire dalle abitudini dell'immaginazione, e vivere magari il quotidiano nei termini più lontani dalla nostra esperienza" come dichiara nella presentazione del libro. Qualcosa di diverso dalla fantascienza che invece tende "ad avvicinare ciò che è lontano". Uscire dalle abitudini dell'immaginazione dunque, avere un'immaginazione diversa, non omologata.

La letteratura italiana si era dunque adagiata nella pigrizia dando una rappresentazione della realtà come ci si aspettava che venisse rappresentata. Un'operazione che preannuncia la Leggerezza del suo ultimo libro, le Lezioni americane:

L'unico eroe capace di tagliare la testa della Medusa è Perseo, che vola coi sandali alati, Perseo che non rivolge il suo sguardo sul volto della Gorgone ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo.

Uno scrittore disimpegnato? Tutt'altro. Uno scrittore piuttosto che legge la realtà del suo tempo senza farsi pietrificare da essa. Perché di fronte a degli aspetti del mondo che sono terribili, angoscianti, che sembrano senza speranza il rischio è di farsi prendere dalla depressione, dalla rinuncia, dalla fuga. Che è l'impressione che ho avuto ieri sera guardando la tranche de vie che è Gomorra, su Rai tre: il film ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano quasi non lascia spazio all'immaginazione, alla speranza di cambiare le cose.

Draghi Ribelli
Draghi Ribelli

Per ricordare Calvino secondo Maurizio Maria Corona oggi sarebbe stato più adatto l'Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti: un testo dello scrittore uscito su la Repubblica del 15 marzo 1980. Oggi,infatti, c'è la mobilitazione nazionale degli Indignados italiani. Non credo che allo scrittore ligure la manifestazione di oggi sarebbe dispiaciuta, anzi magari avrebbe figurato tra i manifestanti. Per due motivi:

  1. egli stesso non disdegnò di partecipare alla prima edizione della marcia della pace Perugia-Assisi;
  2.  credo che l'ironia dei draghi ribelli in rivolta contro l'attuale principale esponente della BCE Mario Draghi non gli sarebbe dispiaciuta.

Italo Calvino non era avulso dall'impegno politico e sebbene si dimise dal PCI, al quale era tesserato, partecipò alla vita politica italiana e tra l'altro in gioventù è stato partigiano. Ma credo che il suo principale impegno politico lo abbia realizzato leggendo e scrivendo il proprio tempo con l'ironia, la leggerezza, l'immaginazione. Tre valori dei quali abbiamo più che mai bisogno. Buon compleanno Italo.

E tu che libro hai letto tra i tanti che ha scritto? Cosa pensi di questi valori? Dì la tua.

indignados
Indignados. Foto di Manuel Martín Vicente.

Era la metà di luglio 2011 e la borsa volava sulla scia delle privatizzazioni. Tremonti soffiava sul vento in poppa a tutta forza e ne acquistava tutto quel prestigio tanto da sembrare pronto a sostituire Berlusconi.  Poi è arrivata la crisi finanziaria d'agosto e il mondo è cambiato. Così tanto che oggi Tremonti insiste sugli eurobond d'accordo anche con la proposta di Romano Prodi che oggi nel suo solito editoriale domenicale su Il Messagero dice: stop (per il momento) alle privatizzazioni e avanti con alcune temporanee pubblicizzazioni. Le prime, infatti, vanno bene quando c'è la cosa pubblica, quando la politica c'è. Ma ora è assente ed è necessario che torni: basta considerare le fluttuazioni della borsa che se ne infischiano di vertici e controvertici. Siamo nel pieno di una delle conseguenze più gravi del capitalismo, dove i singoli stati non contano più e dove la comunità europea sta rischiando di disgregarsi soprattutto a causa della Merkel e di Sarkozy. Le pubblicizzazioni, invece, sono richieste dai cittadini come hanno dimostrato quelli italiani con il referendum sull'acqua pubblica, mostrandosi molto più saggi dei loro governanti.

Il mito secondo cui privato è meglio e più efficiente è uno dei responsabili della crisi finanziaria di questi giorni che rischia di ripercuotersi nelle tasche dei più deboli: Calderoli, ad esempio, è arrivato ad ipotizzare l'eliminazione dell'assegno di accompagnamento. Le privatizzazioni sono un po' una moda negli ultimi tempi ma bisogna valutarne bene i rischi. Per un'Europa e un'Italia che non decidono schiere di speculatori fanno i loro incassi. Questo non avverrebbe se la politica fosse al suo posto. Ma quale politica deve tornare? Non quella che c'è in giro perché ci ha portato dritto dritto dentro questo uragano che stiamo subendo. Questa politica si è declassata, frantumata da sola, conta come il due di picche, anche se difende come può le sue rendite di posizione. Molto meglio la politica dei cittadini: degli indignados di Spagna e Cile, del Movimento 5 stelle in Italia. Perché, come canta CapaRezza:

Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari. (CapaRezza, Non siete stato voi)