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Bilancio di nove mesi di Miracle Morning e altre buone abitudini

La forza dei rituali quotidiani

Se vuoi arrivare a livelli più alti nella tua vita e nella tua professione devi sviluppare dei rituali. Se eviti di accontentarti e vuoi fare strada in più devi avere nuove abitudini. Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi devi crearti una liturgia del successoLa forza delle abitudini è nota a tutta una serie di categorie di persone. Pensa agli sportivi di grande livello e ai loro allenamenti quotidiani, ai monaci e alla loro liturgia delle ore e ai soldati e al loro alzabandiera. Ma è risaputo che anche grandi personalità si dedicano a dei metodi, delle consuetudini diverse dalla maggioranza delle persone che vive, invece, in balìa degli eventi, senza mai prendere in mano le redini della propria vita. Per esempio il grande investitore Warren Buffett legge ogni giorno per ore e ore. E questo incide molto sulle sue capacità che vengono, quindi, di continuo stimolate, migliorate. Tony Robbins dedica ogni mattina del tempo alla sua "ora sacra". Richard Branson cena ogni sera in famiglia e dedica il dopo cena agli amici. 

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Lago del Cillarese
Il lago del Cillarese, in fondo, visto dall'ospedale Perrino di Brindisi.

Che cosa fai per risollevarti l'animo quando sei in ospedale in ricovero o in visita a un parente o amici? Chiacchieri? Guardi la tv? Leggi qualcosa? Preghi? Ognuno fa quel che può e più gli aggrada. E tutte queste attività, a loro modo, sono efficaci. Dalla primavera per vari motivi sto andando spesso all'Ospedale di Brindisi dalle cui finestre si può guardare il Lago del Cillarese, una piccola oasi di protezione faunistica con un bacino idrico artificiale e un boschetto a ridosso della città, tra la statale 16 Adriatica a nord e a sud l'ospedale e la strada statale 7. Il colpo d'occhio sui filari delle adiacenti colture è struggente, specie al tramonto.

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Portrait de Carlo Levi by Carl Van Vechten, ph...
Portrait de Carlo Levi by Carl Van Vechten, photographer (created/published: 1947 June 4) (Photo credit: Wikipedia)

A occhi chiusi ascoltiamo
la musica interiore,
smarriti tra domande e pensieri:

il nostro spirito corre
agli otto angoli dell'universo,
la mente si libra a distanza grandissima;

soltanto allora la voce interiore
può farsi chiara
mentre gli oggetti divengono numinosi.

Descrive così Lu Ji ne L'arte della scrittura, che ho cominciato a commentare ieri in un primo post, l'inizio del processo di scrittura. Esso richiede una profonda meditazione a cui solo la meditazione degli orientali può arrivare. E', come si vede, una meditazione che ci riporta al centro dell'universo dopo aver corso ed esplorato ogni suo angolo, anzi gli otto angoli. Quell'otto non è casuale. In Giappone l'otto rappresenta la quantità indefinibile ed indica il Giappone stesso. La forma ottagonale, poi, "è quella di templi buddisti imperniati su colui che fa girare la ruota del centro stesso dell'universo" come si può leggere su Wikipedia. E' quindi uno spaziare ovunque in cui nessun luogo rimane inesplorato e tutto questo senza neanche compiere un passo. E' l'universalità archetipica, quella iscritta nel nostro stesso essere nell'universo e prenderne parte, quasi come delle monadi che rispecchiamo ogni caratteristica, ogni dettaglio dell'universo.

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