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Ultima modifica il 24 maggio 2016 alle 20:34

Three Figures
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Non ci piace soffrire. Non ci piace essere infelici. Non ci piace sopportare dei pesi per tutta la vita. Eppure soffriamo, siamo infelici e ci trasciniamo i problemi per tanto, tanto tempo. Pensiamo di vivere una vita particolare, diversa dagli altri, che quel che accade a noi non accade a nessuno. Siamo pronti a giurare che una vita così complessa e intricata come la nostra non ce l'ha nessuno. Perciò crediamo che sbrogliare la matassa delle nostre situazioni sia difficile, se non impossibile. Crediamo di vivere la vita che le circostanze, i nostri irrimediabili modi di essere, gli errori a cui non si può più ovviare, l'influenza degli altri ci fanno vivere. Metteremmo la mano sul fuoco per sostenere che i margini di cambiamento siano molto ridotti se non inesistenti. Ci candidiamo così a un'esistenza grama e che in molti casi porta a enorme stress e malattie.

Se l'idea che le cose possano stare in modo diverso non vi sfiora nemmeno non serve leggere il resto di questo post. Restate nella vostra valle di lacrime, con tutto il rispetto per la vostra vita. Se, invece, pensate che un altro punto di vista è possibile potrete trarre grandi benefici da quel che sto per dirvi. Io provengo da una situazione di depressione latente protrattasi per tanti anni, da due tragedie familiari come la scomparsa prematura di mio fratello a 20 anni e la più recente morte di mia mamma, anch'essa prima del tempo, visto che un tumore ce l'ha portata via a 64 anni. Ho avuto per tanto tempo problemi relativi al lavoro, ai soldi, al sovrappeso ecc. Ero un perfetto candidato all'alcolismo, alla solitudine, al malessere fisico e psichico. Eppure da qualche anno a questa parte mi sono apparse luminose e calorose possibilità nell'antro freddo e buio in cui mi ero cacciato.

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Sylvester Stallone(da sinistra), Tessa Thompson e Michael B. Jordan a Filadelfia (Wikipedia).

Rocky ha ormai chiuso con la boxe. Se ne sta nel suo ristorantino a Filadelfia a guadagnarsi da vivere e va spesso al cimitero a trovare sua moglie Adriana e suo cognato Paulie. Unici legami con il suo passato da grande campione sono alcune foto che tiene esposte sulla parete del suo locale. Tra queste, in particolare, una che lo ritrae sul ring insieme al suo primo rivale e poi amico Apollo Creed. Un giorno arriva un ragazzo nero che guarda quell'immagine e inizia a fargli domande su aspetti di cui nessuno era a conoscenza, tranne la moglie di Apollo. Si tratta, infatti, del figlio illegittimo di quest'ultimo, Adonis Creed, che è un puglie agli inizi e che gli chiede di allenarlo.

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