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Mummie Oria
Due delle undici mummie conservate a Oria.

Potrei presto dedicarmi ad un nuovo progetto che riguarda la Cripta delle mummie di Oria, i Santi Medici e altri santi ancora di Puglia. Ci sto pensando su. Intanto sono stato a visitare sia la cripta sia il santuario di San Cosimo alla Macchia.

Ci sono uomini e donne che credono di vivere anche dopo la morte, così come sono, conservando le loro fattezze e le loro occupazioni. Posto che la meta di costoro è l'immortalità, consegnano i loro corpi agli imbalsamatori. Nei secoli sono stati tanti, quasi in ogni parte del mondo. Italo Calvino ne parla in una delle sue Città Invisibili: Eusapia. È la città dei morti che apportano innovazioni tanto che da un anno all'altro non la si riconosce più, per quanto è cambiata. E succede quindi che l'Eusapia dei vivi ha preso a modello la città sotterranea.

Dicono che questo non è solo adesso che accade: in realtà sarebbero stati i morti a costruire l'Eusapia di sopra a somiglianza della loro città. Dicono che nelle due città gemelle non ci sia più modo di sapere quali sono i vivi e quali i morti.

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Coca Cola a Francavilla
Una piccola folla che si appresta ad approfittare del dono delle bottiglie di Coca Cola.

C'era qualcosa di rosso ieri per Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. E non era sangue. E nemmeno una manifestazione nostalgica. Per tutta la giornata la Coca Cola ha distribuito bottiglie per strada, gratis. Potete immaginare la calca, soprattutto di adolescenti, che si è formata. La multinazionale è giunta in forze nella cittadina con numerosi furgoni che oltre al marchio-logo riportavano il claim "Mangia con me". Ecco un breve video su quel che è successo nel pomeriggio sul viale che porta alla stazione.

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Benedetta Ognissanto
Mia mamma nel 1978, in attesa di mio fratello.

"Io voglio vivere per mio figlio Giuseppe" esclamò mia mamma, piangendo, non appena l'oncologa le comunicò che il tumore, operato mesi prima, era tornato a minacciare, con le metastasi, la sua vita. Oggi, che sarebbe stato il suo sessantottesimo compleanno, avrebbe voluto essere ancora con noi, occupandosi di me, della sua famiglia, della tomba di mio fratello scomparso diciassette anni fa, delle sue amiche, delle persone a cui faceva del bene. Si chiedeva sempre se avrebbe re-incontrato suo figlio, sua mamma, sua nonna e tutte le persone a cui voleva bene e non c'erano più. Anzi, a dire il vero ne era certa. Mia mamma aveva una molta fede e pregava ogni giorno, o quasi.

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Freedom
Freedom (Photo credit: ro_buk [I'm not there])
Le previsioni del meteo per Pasquetta 2014 sono all'insegna della variabilità. Quindi potrà succedere di tutto. Potreste ritrovarvi con la pioggia oppure con il sole. Anche più volte nell'arco della giornata. Quindi sarà bene premunirsi per ogni evenienza e quindi pensare a più posti dove andare e a diverse attività da fare.

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Locandina
La locandina dell'evento

Dopodomani, sabato 14 settembre, presenterò il mio primo racconto teatrale Il leone di San Cosimo alla Festa delle storie a Mesagne (Br). L'appuntamento è per le ore 19 presso il frantoio ipogeo in via Eugenio Santa Cesaria, 17, sotto il Palazzo Guarini. Questo lavoro, ancora in fase di studio, è stato partorito all’interno del laboratorio di narrazione di Memoria Minerale a Mesagne tenuto da Francesco Niccolini tra Marzo e Aprile 2013. Si avvale della regia di Fabrizio Pugliese ed è un testo semi-autobiografico: per una parte è ricostruzione di un periodo della mia infanzia, per l’altra parte segue i fili della fantasia.

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Oria, santuario di san Cosimo alla macchia
Oria, santuario di san Cosimo alla macchia (Photo credit: Tarantino Vincenzo)

Da mesi sto lavorando ad un racconto. Dopo averlo scritto sotto la supervisione di Francesco Niccolini ora inizia la fase di prove con la regia di Fabrizio Pugliese. Sarà presentato al festival di teatro di narrazione in programmazione a Mesagne per settembre, all'interno del progetto Memoria Minerale. In esso racconto la mia infanzia, dal 1977 al 1980, passata sul Santuario di San Cosimo ala Macchia, in provincia di Brindisi. Voglio farvi leggere l'incipit, l'inizio,  del racconto. Buona lettura.

Quando, da piccolo, sentivo parlare di San Cosimo alla Macchia non riuscivo a capire perché un santo dovesse nascondersi, come un delinquente. Mi chiedevo perché tutti ce l’avessero con lui e con suo fratello gemello Damiano. Spesso sentivo, infatti, che i grandi si lasciavano scappare: «Mannagghia li muerti di San Cosimu e San Damianu!». Non sapevo qual era la loro colpa. Una volta sentì bestemmiare anche contro gli altri tre fratelli più piccoli dei due santi. Avevo cinque anni e stavo gonfiando la ruota di una moto sul distributore di carburanti del santuario, portato avanti dai miei. Volevo vedere fin dove poteva resistere quella ruota all’aria compressa finché non sentì uno scoppio e il tipo della moto se la prese con Cosimo, Damiano, Eupremio, Leonzio e Antimo. Tutti alla macchia. Perché qui non c’è il solito mare degli ulivi, dell’olio, della frisa con i pomodori, delle orecchiette con le cime di rapa, delle fave e cicorie. Sono terreni dove c’erano solo il timo e il muschio: la macchia mediterranea. Per tanto tempo però i contadini-formica si sono incaponiti, con la zappa e la fresa, a coltivare fazzoletti di terra e ora ci trovate anche un po’ di ulivi anche se più piccoli che nel resto della Puglia. Oppure ci sono le casette vuote, senza porte e senza finestre per starsene un po’ in villeggiatura l’estate. Non è che sono state sempre così. Il fatto è che a fine vacanza dovete riportarvi dietro mobili, materassi, sedie, tavoli, forchette, bicchieri, le porte, il lavandino e la tazza del cesso. Altrimenti, se li lasciate, dovrete ringraziare i ladri se non rubano anche i muri.

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telo-scenografia di Cunti in tavola
Telo-scenografia Cunti in tavola.

L'appuntamento di Cunti in tavola sabato sera ad Oria si avvicina. È ora di conoscere il menu di piatti e di storie della cena-spettacolo. Che cosa "ruscia" (bolle) nella pignata sul fuoco dunque?

Non appena voi ospiti arriverete, alle 21 puntuali come raccomandiamo, ci sarà il benvenuto che vi darò io, il "conta cunti" della serata, con una filastrocca propiziatoria. Saremo quindi pronti per Ciucciu Cacaturnisi (il ciuccio cacasoldi) che racconta di un ragazzino che va per il mondo a cercar fortuna finché un vecchio saggio non gli regala un ciuccio che potrebbe fare la fortuna sua e della famiglia sua. Saranno, quindi, subito serviti gli antipasti: fave e cicorie, parmigiana di melanzane, stufato di verze, polpettine di carne al sugo, stanato di "cucuzza" (zucchine), ricotta, pettole e polpette di patate.

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Locandina di Cunti in tavola.
Locandina di Cunti in tavola.

Sabato 6 aprile torna Cunti in tavola, un giullare al ristorante, la cena-spettacolo al locale Alla corte di Hyria, a Oria. Con lo chef Dino Di Levrano ci siamo accorti che l'iniziativa piace e diverte. Così ci siamo decisi a riproporla. Forti della prima esperienza per questa seconda serata riproporremo la nostra formula migliorata in alcuni accorgimenti, nella scaletta e anche con una novità. Intanto voglio ricordare che si potranno assaporare dei racconti popolari combinati con piatti che li riguardano. Per esempio si gusteranno orecchiette con braciole e cacio ricotta mentre io nei panni di un giullare vi porterò nel Medio Evo, un'atmosfera già suggerita dalla caratteristica ambientazione del ristorante dove si svolgerà l’evento, che tra l'altro è adiacente al già suggestivo quartiere ebraico del centro storico di Oria. In questa seconda occasione ci sarà anche maggiore interazione con il pubblico che parteciperà con propri suggerimenti ed idee ad uno dei racconti che sarà improvvisato, sul momento. Non mancheranno, poi, cunti come Ciucciu Cacaturnisi, culacchi (racconti brevi satirici) come Cummari Furmiculecchia e Cumpari Surgicchiu. Non mi resta che raccomandarvi il locale, ben recensito su Trip Advisor e fornirvi il numero telefonico al quale vi raccomando di prenotarvi che è il 329 6624507. L'appuntamento è per le ore 21 puntuali. A sabato 😉

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foto gazzetta 1 marzo 2013
Foto dell'articolo su Cunti in tavola comparso il 1 Marzo su La Gazzetta del Mezzogiorno di Brindisi.

Teatro e cucina domani sera ad Oria. Prendo a prestito il titolo che La Gazzetta del Mezzogiorno di Brindisi ha dedicato quest'oggi allo spettacolo Cunti in tavola che terrò domani sera, 2 marzo 2013, ad Oria presso il ristorante Alla Corte di Hyria. L'idea nasce da questa domanda: cosa succede se un attore narratore e un cuoco si mettono insieme e combinano le loro arti? Il risultato di un tale impasto sono piatti da raccontare e storie da mangiare. Si potranno, infatti, assaporare dei racconti popolari combinati con piatti che riguardano proprio quei racconti. Durante la cena, per esempio, si gusteranno orecchiette con braciole e cacio ricotta mentre un giullare riporterà i commensali nel Medio Evo, un'atmosfera già suggerita dalla caratteristica ambientazione medievale del ristorante Alla Corte di Hyria, dove si svolgerà l'evento, che tra l'altro è adiacente al già suggestivo quartiere ebraico del centro storico di Oria. Per saperne ancora di più su questi racconti, la loro natura e che tipo di percorso ho fatto per raccontarli può leggersi l'articolo su Lo Strillone.

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Gregorio Ognissanto
Gregorio Ognissanto

Il primo novembre del 1906 mio nonno materno Gregorio Ognissanto veniva trovato vicino alla "rota ti l'acqua" sulla strada che da Oria (Brindisi) porta a Manduria (Taranto). La ruota dell'acqua detta altrimenti "ngegna" era un sistema ad ingranaggi azionato da un animale (asino, mulo o cavallo) che faceva girare una grossa ruota in ferro posta sul pozzo cui erano fissati dei secchi che portavano in superficie acqua a ciclo continuo. All'epoca era uno dei posti più sicuri dove abbandonare un neonato perché di continuo c'erano persone a prelevare l'acqua. Curioso che 91 anni dopo il ritrovamento di mio nonno, nel 1997, proprio nei pressi di quel pozzo mio fratello Cosimo perse la vita in un incidente stradale, ma questa è un'altra storia. Mio nonno Gregorio, figlio illeggittimo di una coppia clandestina di manduriani, che anni dopo si sposeranno, venne adottato da una famiglia di oritani. Non prese però il cognome di questi ultimi ma all'anagrafe venne registrato con il cognome "Ognissanto" perché ritrovato nella festività di tutti i santi appunto. Così a casa mia ogni primo di novembre ricordiamo il ramo materno della famiglia con questo ritrovamento. E ricordiamo anche la sua avventurosa vita.

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Mappa mentale sui sogni
Mini-mappa mentale realizzata su un taccuino Moleskine.

Ogni tanto mi smarrisco ed ho bisogno di tracciare la rotta. Quando succede ricorro ad una mappa mentale, come questa che vedete a lato. Il titolo della mappa viene da un libro che ho letto durante l'estate e del quale vi parlerò. Mi ha dato l'occasione per pensare ai miei sogni. Ve la propongo così come l'ho realizzata, in modo rapido, perché magari vi aiuterà a districarvi nei vostri sogni.

Nei miei sogni ci sono, dunque, i luoghi:

  • immaginati, come le foreste di conifere statunitensi da bambino dove volevo andare a fare l'attore di film western;
  • perduti, come il distributore di carburanti sul santuario di San Cosimo alla Macchia nei pressi di Oria (Brindisi), mio primo parco giochi che ora non esiste più da più di dieci anni;
  • cambiati, come Piazza Donnolo ad Oria dove un tempo giocavo a pallone in mezzo a dei pini che ora sono stati estirpati;
  • abbandonati, dove son stato per un po' ma non sono mai più tornato come la villa Corrado sul colle Iris ad Oria dove mi sentivo "barone rampante";
  • ricostruiti così com'erano o come la casa dei nonni, dove abito, prima divisa e poi risistemata secondo un nuovo disegno.

I miei sogni sono anche quelli notturni di cui a volte tento di tener traccia e che di tanto in tanto finiscono nei miei ricordi, per quanto scombinati e strani essi siano. Italo Calvino diceva che i sogni sono espressioni dei nostri desideri o delle nostre angosce. Perciò hanno molto da raccontarci: su di noi, su ciò che vogliamo davvero e su ciò che ci angustia.

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Mimmo militare
Mimmo durante l'addestramento del servizio militare, svolto nell'inverno del 1996 presso la caserma dell'aeronautica militare a Viterbo.

Da qualche giorno a questa parte ho notato tra le statistiche del mio blog che qualcuno cercava foto ed informazioni su mio fratello Cosimo,  chiamato Mimmo. Si avvicinava, infatti, la fatidica data del 18 agosto, giorno in cui quindici anni fa, nel 1997, perdeva la vita in un incidente stradale. Accadde verso le 17 e 10, mentre era alla guida della sua prima auto, una FIAT Croma usata comprata con la sua prima paga da pizzaiolo. Quel giorno stava andando a lavoro presso la pizzeria Primula Rossa di San Pietro in Bevagna (Taranto) nonostante il titolare, Leonardo, lo avesse invitato a riposare, visto che aveva lavorato tanto per il ferragosto. Mimmo però non voleva venir meno agli impegni presi e imboccò, come ogni giorno di quella estate, la S.P. 57 che collega Oria a Manduria. Appena imboccata si fermò al distributore dell'AGIP per fare rifornimento ma non vi trovò carburante. Decise che avrebbe fatto un tentativo ad un altro distributore a Manduria. Non vi arrivò mai. Alla progressiva chilometrica 32+146, presso "Palombara piccola"vide sopraggiungere un autotreno che occupava "parzialmente la corsia riservata al senso opposto di circolazione" come accertò la perizia del tribunale. Quell'autotreno trasportava a Foggia barbabietole da zucchero caricate nelle campagne di San Pancrazio Salentino (BR) in contrada Scazzati.

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Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal
Pena Palace - Palácio da Pena - Sintra, Portugal (starrynight1)

Ad ogni cambio d'anno qualcosa del vecchio anno viene gettato via come simbolo del passaggio, come rito per propiziare buone novità nel nuovo anno. Anche a livello intellettivo tendiamo a mettere da parte ansie, angosce, preoccupazioni dell'anno appena passato per accrescere in noi l'apertura mentale, psicologica a ciò che di buono vogliamo che accada. Purtuttavia portiamo con noi molte cose dei 12 mesi appena trascorsi. In fondo il capodanno è solo una data nella quale facciamo dei buoni propositi anche per migliorare noi stessi e la nostra vita. In questa operazione credo sia utile ed importante considerare che cosa di buono ci ha lasciato in eredità il lasso di tempo che ci mettiamo alle spalle. Perciò la domanda che oggi, 2 gennaio 2012, mi sono posto è: che cosa mi ha lasciato in eredità il 2011? Ve ne parlo non tanto per il narcisistico gusto di raccontarsi ma per aiutare chi ha condiviso con me qualche pezzo di strada o chi vorrà farlo in questo 2012. Voglio permettere a tutti costoro, infatti, di individuare le cose belle fatte insieme in modo da farne di migliori nel corso dei prossimi 12 mesi.

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Tunisian migrant Mohammed Munedi and Stephen Beard.Oria, a beautiful town full of history in the province of Brindisi where I live, has become the  main place where the immigrants form north Africa are housed after they have arrived in Lampedusa, waiting for the permit. There is a refugee camp on the road for Manduria, in the province of Taranto, with a lot of tents that is a subject of many polemics because the immigrants are not free and they live in a very difficult situation: hot in summer, cold in winter, dirty bathrooms, etc. In April, when this camp was set up, several journalists came here to tell the situation. Among them Stephen Beard, of American Public Media, who interviewed the tunisian immigrant Mohammed Munedi and me. Here it is the interview.

STEPHEN BEARD: The Church of San Domenico on the edge of a sunlit piazza in the ancient hill town of Oria. This pretty scene draws tourists from all over Europe. But in recent weeks, there's been an influx of less welcome visitors.

Young Tunisian men brawl in the street. This only serves to deepen local hostility to the migrants.

Man speaking Italian

This man says they drink, they argue, they fight, they break bottles in the street. Twenty-five thousand Tunisians have arrived in Italy since January, when the Tunisian dictator Ben Ali was ousted. When he fell, his control over illegal migration collapsed. Mohammed Munedi joined the exodus.

MOHAMMED MUNEDI: Maybe looking for nice life. Job, house. Something like this.

He's now one of hundreds of young Tunisians living in a temporary reception center outside Oria. Fauzi Bushekse is another.

FAUZI BUSHEKSE: If I have work, I will help my family.

The fact that these young men are looking for work makes them even less popular here. There are few jobs even for the locals. Not everyone, though, is hostile to the incomers.

Volunteers hand out shoes and clothes to the migrants. Organizer Guiseppe Vitale says Italians should be the first to sympathize with people seeking their fortune abroad.

GIUSEPPE VITALE: We have a duty because we were immigrants in the past. We went in the past in the United States and in Germany, above all.

Vitale hopes other, wealthier parts of Italy and Europe will put out the welcome mat for the migrants. So far there's little sign of that.

You can also listen this interview.

Now is not possible to come to this camp: the police don't allows anyone to enter. We are waiting for the transfer of the camp at the former USAF base in San Vito dei Normanni, near Brindisi. This is the decision of the authorities. Stephen Beard contacted me today for a new interview: this story will continue. Stay tuned.

Colonne terminali della via Appia a Brindisi.
Colonne terminali della via Appia a Brindisi. Foto di AleZzzz.

Qualcuno, leggendo il titolo del post, starà pensando a uno dei tanti film che si stanno girando negli ultimi tempi in Puglia. E magari, chissà, questo titolo e questa vicenda potrebbe ispirare qualche sceneggiatore e qualche produzione. Nel frattempo però un gruppo di malviventi sta davvero terrorizzando donne e anziani sulle uscite che portano alla statale sette. Su Facebook è apparso un messaggio di stato che sulle prime fa pensare a una bufala. Ecco il testo:

ATTENZIONE: SULLA SS BR-TA ALL'ALTEZZA TRA LATIANO-FRANCAVILLA F, 3 MALVIVENTI IN UN AUTO TI CHIEDONO DI FERMARTI CON LA SCUSA CHE SI SENTONO MALE,SE NON TI FERMI TI SI ACCOSTANO CON L'AUTO IN CORSA E TI FANNO DEI DANNI ANDANDO A SBATTERE CONTRO LA TUA AUTO....QUANDO TI FERMI TI RUBANO SOLDI O TI FANNO DANNI E POI SCAPPANO.....CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CERCATE DI NON PERCORRERE QUELLA STRADA NELLE ORE DI CONTR'ORA POMERIDIANA...COPIA INCOLLA ...

Sembra incredibile ma davvero ci sono vari episodi di questo tipo negli ultimi quattro mesi che mi sono stati riferiti da persone sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare. E' comprensibile che non ci siano riferimenti a date, persone, nomi, ecc.  Purtroppo non ve n'è notizia né online né in televisione. Nei motori di ricerca nessuna traccia anche. Siamo in tanti a percorrere quella statale e nonostante l'omertà più di qualcuno ha riferito e denunciato questi episodi.

Avrei tanto voluto che si trattasse di una bufala, anche perché è di ieri la bufala della scomparsa di un bambino da Cisternino. Purtroppo non è così. Dei malviventi spuntano all'improvviso da piccole traverse, si avvicinano alla vettura della vittima prescelta e iniziano a speronarla puntando anche una luce negli occhi del guidatore per farlo sbandare e fermare.  Tutto questo in prossimità della statale sette, la via Appia nel tratto fra Taranto e Brindisi, e la circonvallazione di Oria.

Una signora di Oria testimonia di essere stata fermata con una richiesta di aiuto da persone che dicevano di non avere soldi e di essere rimasti senza carburante nella macchina. Ha dato loro 50 euro e in cambio ha ricevuto un anello d'oro falso che uno di loro si è sfilato dal dito.

A cosa dobbiamo questa recrudescenza di criminalità? Probabile che gli esponenti della locale malavita siano in seria difficoltà per qualche motivo straordinario che ignoro se arrivano a rischiare così tanto.