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immagine_post_sondaggioIn questo post ci occuperemo di come lanciare con un sondaggio gratuito online. Vi spiegherò come promuovere il vostro ebook ancor prima che sia finito e avere già una buona lista di contatti a cui distribuirlo e che poi vi tornerà utile nel momento in cui avrete bisogno di feedback, recensioni, condivisioni ecc. Capiremo perché farlo e vedremo step by step come muoversi. Ciò che sto per raccontarvi è il frutto di una recente esperienza personale a riguardo della promozione del mio ebook sul Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. La sua mission è quella di fare di ogni problema una grande storia. Per fare questo il Problem Teller parte da un determinato problema e inizia a definirlo nelle sue parti principali, grazie al problem setting, l'arte di definire i problemi prima di risolverli. Una volta definito il problema inizia lo storytelling, il racconto del problema. Il Problem Telling è un ponte tra il problem solving da una parte e lo storytelling.

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bambino_bolle_saponeChe cosa avete fatto stamattina quando vi siete svegliati? Quale piede avete messo per primo a terra? Oppure vi siete alzati usando tutti e due i piedi? E dopo avete fatto colazione, magari con qualcosa di nutriente? Vi siete lavati? Avete letto le email, le notizie, ecc.? Poi siete andati al lavoro, avete fatto una corsa o accompagnato i figli a scuola? Ognuno di noi, già da quando apre gli occhi dopo aver dormito di notte, ha i suoi rituali quotidiani. Essi non si svolgono solo in casa nostra ma in molti posti. Ad esempio in caserma il protocollo richiede l'alzabandiera mattutino. A scuola c'è l'appello. Anche i religiosi hanno i loro rituali, anzi dovremmo dire che soprattutto loro li onorano o sono tenuti a farlo. La loro stessa vita è basata sui riti. Infatti cominciano la giornata con le lodi mattutine, poi la messa. Perché tutti questi rituali? Essi, innanzitutto, ci servono a svolgere la nostra vita, a fare le cose in maniera ordinata, senza che ci dimentichiamo qualche cosa di importante. Ma li usiamo anche per una esigenza di comunicazione e quindi,alla fine, di spettacolo vero e proprio. La ragione di tutto questo è che la nostra stessa mente è un teatro, il nostro stesso cervello è composto da un palco, una galleria, quinte: è un vero e proprio edificio teatrale. Al suo interno si svolge una rappresentazione con tanto di copione, pubblico, applausi, ecc. La buona notizia è che sfruttando tutto questo noi possiamo fare il nostro show: possiamo dirigere le attività della nostra vita dove più vogliamo. Vi sto parlando di un potente strumento che viene utilizzato da attori, psicoterapeuti, problem solver: il "Magico Come Se".  Già in un precedente post abbiamo parlato di un altro efficace strumento costituito dagli occhi e quindi dallo sguardo che utilizzano tutti questi professionisti e quelli che io chiamo i "Problem Teller" e cioè tutti quelli che usano il Problem Telling, l'arte di risolvere i problemi raccontandoli. Il Problem Telling unisce le tecniche del problem solving a quelle del racconto e della recitazione. Il "Magico Come Se" è uno strumento utilizzato proprio in quest'ambito. Matteo Rampin nel suo libro Arte della scena e problem solving ne parla ampiamente a partire dalle sue fonti primarie che sono san Paolo e Pascal che invitano i fedeli a comportarsi come se avessero fede, anche se all'inizio non ce l'hanno perché è proprio questo "come se" che fa la differenza. È un efficace strumento di transizione che noi a volte già utilizziamo quando ad esempio diciamo: «Vabe' andiamo a vedere questo evento a cui sono stato invitato, non  ci credo, non mi piace però facciamo come se mi interessasse». Lo utilizziamo anche quando ad esempio diciamo: «Perché no?». Magari ci viene presentata un'opportunità di business come un invito ad un evento di network marketing. Forse siamo scettici, non ci crediamo, forse non ci vogliamo andare però diciamo a noi stessi: «Perché no?». Io ho conosciuto due grandi leader che usano questa forma di entrata automatica qual è il Multi Level Marketing appunto. Anche loro all'inizio non pensavano che si guadagnasse granché, che non ne valeva la pena. Si tratta di Carlos Calçada Bastos e Alfio Bardolla che ora sono president team in una multinazionale del network marketing e che devono a questa attività parti molto importanti del loro patrimonio. Loro sono passati dall'essere scettici all'inizio, dal rifiuto proprio, all'essere dei milionari grazie al "Magico Come Se".

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occhi del Problem TellerQual è la prima azione che fate davanti a un problema? Quando avete un ostacolo davanti a voi qual è la prima decisione che dovete prendere? Il passo iniziale da fare è guardare, osservare il problema. La condizione ideale è quella di isolarlo come si può fare con una palla appesa a un albero di natale come dice Edward Hodnett nel suo libro L'arte di risolvere i propri problemi perché se il problema potete guardarlo da tutte le angolazioni possibili siete nella situazione migliore per esaminarlo. Gli occhi sono un elemento da subito importante di fronte a una difficoltà da affrontare. Ma c'è di più: lo sguardo è una vera e propria arma che si può utilizzare per rimproverare i figli, ad esempio, per sedurre i possibili partner, ipnotizzare i pazienti come faceva Milton Erickson, per incutere paura come sanno bene i gangster e i criminali, per indurre il pentimento. Come non ricordare la notte in cui Pietro rinnegò per tre volte Gesù. Il Vangelo di Luca racconta che a un certo punto Gesù guardò Pietro che pianse amaramente.

Un problema va guardato come una palla dell'albero di Natale. Condividi il Tweet

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cubeNel post di oggi impareremo a risolvere qualsiasi problema, di qualunque natura esso sia: nella vita, nel lavoro, in azienda, nelle relazioni. Nessuno escluso.

Conosco già la prima obiezione: «a cosa serve questa domanda? A cosa serve chiedersi come risolvere un problema? Non serve a niente, è completamente inutile, perché se io incontro un problema lo risolvo e amen. Perché mai dovrei stare lì a farmi pippe mentali. Io affronto il problema e lo risolvo. Non c'è bisogno né di questa né di altre domande. Se possibile, poi, i problemi io li evito, di sicuro non vado a cercarmeli. Uno non se li deve proprio porre, i problemi. Crearseli è il vero problema. E se non te li crei sei a posto o quasi. Qualsiasi problema è una scocciatura, una fregatura e le persone che li creano vanno allontanati. Perché già i problemi arrivano da soli, figuriamoci se qualcuno porta altri problemi. E peggio ancora se uno comincia a farsi delle strane domande».

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scaletta
Rope Ladder, Ishikawa Ken

Questo problema non riesco a risolverlo, non posso, è più forte di me, non ho le forze per superarlo! Tutti quelli che hanno pensato questo di fronte a qualche contrattempo lo hanno dipinto come qualcosa di più grande di loro. Così hanno finito con il percepirlo come un muro che non possono scavalcare e quindi si sono sentiti imprigionati. E chi si sente in catene rischia di trascinarle per tutta la vita nell'afflizione e nella frustrazione. Proprio una brutta storia! Quanta gente si sente impotente, incapace di uscire da certe situazioni! E quel che è più triste è che molti non provano nemmeno a fare qualcosa. Ma c'è una buona notizia e cioè che quei muri che sembrano sbarrarci la strada in realtà sono più piccoli di noi e quindi possiamo saltarli o scavalcarli. Sono anni che raccolgo le migliori tecniche sul problem solving e ne ho persino approfondito e ridefinito una di cui parleremo più avanti. Perciò oggi voglio parlare di ben cinque strumenti facili da applicare, che non solo ci aiutano a superare ogni problema ma che addirittura se applicati con costanza ci portano molto in alto nella capacità di costruirci un grande successo. Iniziamo subito con alcune osservazioni.

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Teatro Turco
Teatro turco - Wikipedia - Karagöz. Dal teatro così da come tutte le arti possiamo apprendere delle tecniche per raccontare la nostra storia. Grazie ad essa trasformeremo i nostri problemi in narrazioni che tutti vorranno condividere, grazie al Problem Telling.

C'era una volta un cantastorie, ma non un cantastorie qualunque. Encho, questo era il suo nome, era famoso in tutto il Giappone per la sua bravura nel raccontare le storie. Era così commovente e coinvolgente che se raccontava di una guerra andava a finire che dovevi difenderti dalla spada degli avversari, dai loro colpi, perché finivi dentro al campo di battaglia anche tu. Un giorno Encho incontrò Yamaoka Tesshu, un laico che aveva quasi raggiunto la totale padronanza dello Zen. Questi gli disse: «Raccontami la storia del Bambino Pesca. Mia madre da bambino me la raccontava sempre così bene la sera che a metà del racconto stavo già dormendo. Raccontamela come sapeva fare lei». Encho non raccolse subito la sfida. Prese del tempo per prepararsi, parecchi mesi, e poi tornò da Yamaoka. Ma non appena iniziò quest'ultimo gli disse che non andava bene. Allora Encho tornò a studiare e ci provò di nuovo. Ma ogni volta Yamaoka gli diceva che non era  bravo come sua mamma. Così passarono cinque anni di continue prove fino al giorno in cui Encho imparò a raccontare la storia come la mamma di Yamaoka Tesshu.

Encho non poteva, all'inizio, raccontare le storie come la mamma del maestro zen perché lui lo faceva per altre orecchie. Le mamme, infatti, narrano delle fiabe o cantano la ninna nanna ai loro bambini per risolvere un problema: farli addormentare. Il nostro cantastorie non ci riesce fino a quando non capisce, non definisce per bene che cosa deve ottenere con la sua arte. Un problema all'inizio è come il bruco che un po' alla volta si trasforma in una splendida farfalla, cioè una bella storia che possiamo raccontare. A ben guardarlo questo bruco tiene in sé tutti gli elementi che lo porteranno a trasformarsi. Occorre solo un poco di tempo e un po' di travaglio e il gioco è fatto, anche se all'inizio non ci crediamo.

Perciò dobbiamo far sì che i nostri problemi si trasformano in ciò che sono destinati ad essere: storie da raccontare agli altri. Ognuno di noi ha le sue storie. Sapete perché? Ognuno ha un problema e la storia nasce appunto da un problemaPensiamo a Romeo e Giulietta: senza il problema dell'opposizione delle rispettive famiglie al matrimonio dove sarebbe la storia? Ma a parte questo grande classico del teatro, quante volte è capitato di leggere un racconto o un romanzo o di vedere un film e dire: ma le stesse cose capitano a me, questa storia avrei potuto raccontarla anche io!

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Credit: publicdomainpictures.net
Credit: publicdomainpictures.net

Ogni anno di questi tempi il mio blog riceve tantissime visite da parte di ragazze e ragazzi ma anche di persone adulte che cercano di capire cosa fare in estate. In altri termini vorrebbero trovare delle idee o dei progetti da realizzare durante la loro estate. Quindi penso spesso a questo argomento e ho pensato di mettervi a disposizione ogni anno, all'inizio di questa bella stagione, le migliori occasioni, le più professionali, le più illuminanti possibili perché vi sentiate felici, contenti, soddisfatti. In questa occasione ho ben dodici risorse a vostra disposizione!

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Google.

Tanti utenti cercano informazioni sul tic nervoso agli occhi dell'attore Enzo De Caro, beniamino del pubblico sin dai tempi de La Smorfia con Troisi e Arena, in questo periodo in onda su Rai Uno con la serie tv Provaci ancora prof. Io non sono un medico e quindi non mi addentro in questioni che attengono alla sua salute. E poi semmai è lui che dovrebbe parlarne, se ne ha voglia. Finché non lo fa è un'invasione della sua privacy. Da parte mia devo esprimere tutto la mia ammirazione per questo artista che si sta spendendo eroicamente e stoicamente: un esempio per tutti. Tuttavia è significativo che questo problema sia tra i più cercati su Google. Vuoi perché si tratta, è evidente, di un personaggio famoso e vuoi perché è amato da tanti. Si tratta di una grande conferma del fatto che ricorriamo a questo ormai preponderante motore di ricerca per saperne di più in pratica su qualsiasi argomento.

Quando abbiamo un problema che facciamo, infatti? Chiediamo a Google, è ovvio! Ci mettiamo davanti al suo campo di ricerca e digitiamo la nostra domanda. Se, per esempio, vogliamo saperne di più sugli immigrati digitiamo "problema immigrazione" oppure se i piccioni ci hanno infestato il balcone scriviamo "problema piccioni" oppure se qualcosa non va con il partner eccoci alle prese con "problema coppia". Il gigante di Mountain View è diventato il nostro grande problem solver, il primo a cui chiediamo consigli, informazioni, spiegazioni. Quando non c'era eravamo costretti ad andare da amici ed esperti. Ora prima di tutto facciamo un giro in rete per schiarirci le idee. Questo rappresenta una grande opportunità. Il passo successivo è il corretto approccio ai problemi, la loro definizione e la loro trasformazione in qualcosa di utile, persino di vincente. Come possiamo imparare tutto questo?

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Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's liv...
Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's live-action version of The Lord of the Rings. (Photo credit: Wikipedia)

Tanto tempo fa in Persia viveva un sovrano conosciuto con il nome di Yunàn. Questi possedeva un'immensa fortuna e un potente esercito di guerrieri, ma portava su di sé i segni della lebbra. Furono interpellati tutti i medici e i saggi del regno che cercarono di curarlo con medicamenti tremendi che spesso gli provocavano le più atroci sofferenze. Senza alcun risultato, anzi la malattia avanzava. Finché non giunse a corte il venerando saggio Rubbàn che lo curò non solo senza sofferenze ma addirittura facendolo divertire e giocare sulla pubblica piazza con lo scettro con cui colpiva una palla. Il re guarì e il saggio ricevette grandi riconoscimenti.

È la prima parte del racconto Il visir Yunàn e il saggio Rubbàn de Le mille e una notte. Lo prendo a prestito per raccontarvi, in breve, la mia ultima guarigione, che è andata pressapoco allo stesso modo.

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Alzi la mano chi oggi si fila e si ricordava della quarantesima giornata mondiale dell'ambiente. Alzi la mano chi pensi che serva a qualcosa. Alzi la mano chi crede che sensibilizzerà qualcuno o smuoverà delle coscienze. E' ovvio che mi auguro di sì ma il grande rischio è che scivoli via come tante altre giornate dedicate a questa o a quell'altra tematica più o meno globale. A proposito di questa giornata Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio odierno ci ricorda che siamo 7 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi entro il 2050. Questo significa un aumento dell'impronta ecologica dell'umanità a livelli mai visti prima. La conseguenza più diretta sarà un aumento dell'inquinamento che è già arrivato a livelli intollerabili. La speranza è che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, in programma in Brasile dal 20 al 22 giugno prossimo, sappia trovare delle adeguate misure che finora, sono state insufficienti.

Come la racconto una giornata come oggi? Come la racconto la Giornata Mondiale dell'Ambiente? Io lo faccio ricorrendo a Storia d'amore e alberi, uno spettacolo di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia.

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Shangai
Shangai di inesplicabile

In questi giorni ho messo a punto tra straordinarie risorse per risolvere ogni problema, personale o aziendale. Come potete, notare, infatti sono presenti tre nuove pagine fisse che mettono a disposizione strumenti e metodi per affrontare ogni questione, per mettere in piedi un nuovo progetto e per gestire ogni difficoltà. Esse fanno parte delle mie competenze di problem solver attraverso lo storytelling, ovver Problem Teller, di esperto di pensiero visuale e di change manager. Sono, infatti, un trainer esperienziale e collaboro con Action Training, bel network di trainer e coach in molti campi. Ecco nel dettaglio le competenze che metto a disposizione di tutti voi.

  1. Raccontare i problemi. Pagina dedicata al problem solving attraverso lo storytelling, il racconto. In essa avrete una panoramica sulla natura dei problemi e su come il racconto vi può aiutare a superarli.
  2. Pensare con gli occhi. Pagina sul pensiero visuale quale risorsa da applicare in ogni tipo di problema: per ognuno di essi troverete il tipo di immagine da realizzare per risolverlo.
  3. Gestire il cambiamento. Pagina a disposizione per coloro che hanno la necessità di affrontare piccoli o grandi cambiamenti.

Inoltre vi annuncio che su questi argomenti presto saranno a disposizione diversi post. Buona parte del blog sarà infatti dedicata a questi aspetti con aggiornamenti settimanali. Vi sarà quindi possibile arricchire il vostro set di strumenti con nuove conoscenze chiave che vi apriranno molte opportunità, molte possibilità.

Contattatemi per saperne di più.

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Gioco morra Bartolomeo Pinelli
Gioco morra Bartolomeo Pinelli (Photo credit: Wikipedia)

Oggi, 24 novembre 2011, mi sono accorto che la mia blogroll, sulla colonna di destra dopo i tag con gli argomenti, è piuttosto povera. Ci sono, infatti, soltanto i primi cinque link amici di cui vi ho parlato il primo settembre di quest'anno. E' ora di aggiornare questa lista con cinque blog da seguire, dedicati a vari argomenti tra cui le mappe mentali, l'improvvisazione teatrale, le bufale, il problem solving e la scrittura.

...continua a leggere "Cinque nuovi compagni di gioco"