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Sul set di L'età d'oro.
Sul set di L'età d'oro, il nuovo film di Emanuela Piovano.

Una nuova esperienza cinematografica è alle mie spalle un po' come l'età d'oro, di cui magari spesso abbiamo nostalgia. Proprio L'età d'oro è il titolo del film a cui ho preso parte a Monopoli, dove sono in corso le riprese fino al 20 dicembre. In questo nuovo lavoro sono il guardaspalle, o bodyguard se preferite, di Bruno, un magistrato interpretato da Giulio Scarpati. Gli altri interpreti principali sono Laura Morante,Dil Gabriele De ll’Aiera, Eugenia Costantini, Pietro De Silva, Gigio Alberti, Giselda Volodi. La regia è di Emanuela Piovano.

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Cartolina d'auguri ricevuta da Omar Argentino Galván
Cartolina d'auguri che ho ricevuto da Omar Argentino Galván per il mio quarantesimo compleanno.

C'era una volta un pezzo di carta  celeste. Era di un bel colore, tutti dicevano, ma era solo un residuo tagliato via da chissà dove. Non era adatto a niente e rimaneva sempre via, da solo. Se avesse potuto si sarebbe gettato con le proprie mani nel cestino e farla finita, se solo avesse avuto le mani...

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Ascanio Celestini
Ascanio Celestini (Photo credit: Zona Rebelde!)

Agosto 2003. Invito Daniela, che mi piace molto e che ho conosciuto a un corso di teatro ai Koreja a Lecce, a quello che secondo me è il miglior evento di quell'estate, qualcosa che non si poteva perdere: lo spettacolo Radio Clandestina di Ascanio Celestini al Melpignano Rock Festival. Prima, nel pomeriggio, c'è un incontro con dei musicisti e alcuni giornalisti in un frantoio sotterraneo, in paese. Con Daniela ci sediamo e ascoltiamo. Uno dei musicisti a un certo punto dice come Ascanio spesso si incanti in un loop, una ripetizione o, meglio, una serie di ripetizioni come succede nella musica a volte.  Quella parola, loop, viene fuori, salta, dalle mie poche conoscenze di informatica nella testa e da allora non mi abbandona come non mi lascia mai il pensiero di Celestini. La sua voce mi ipnotizza con le sue ripetizioni e le sue frequenze e, per fortuna mia, piace anche a Daniela: «è dolce e mi rilassa dice». Ho fatto bene ad invitarla e sarà contenta dello spettacolo, penso.  E poi lei ha lo stesso effetto su di me.

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Oria, santuario di san Cosimo alla macchia
Oria, santuario di san Cosimo alla macchia (Photo credit: Tarantino Vincenzo)

Da mesi sto lavorando ad un racconto. Dopo averlo scritto sotto la supervisione di Francesco Niccolini ora inizia la fase di prove con la regia di Fabrizio Pugliese. Sarà presentato al festival di teatro di narrazione in programmazione a Mesagne per settembre, all'interno del progetto Memoria Minerale. In esso racconto la mia infanzia, dal 1977 al 1980, passata sul Santuario di San Cosimo ala Macchia, in provincia di Brindisi. Voglio farvi leggere l'incipit, l'inizio,  del racconto. Buona lettura.

Quando, da piccolo, sentivo parlare di San Cosimo alla Macchia non riuscivo a capire perché un santo dovesse nascondersi, come un delinquente. Mi chiedevo perché tutti ce l’avessero con lui e con suo fratello gemello Damiano. Spesso sentivo, infatti, che i grandi si lasciavano scappare: «Mannagghia li muerti di San Cosimu e San Damianu!». Non sapevo qual era la loro colpa. Una volta sentì bestemmiare anche contro gli altri tre fratelli più piccoli dei due santi. Avevo cinque anni e stavo gonfiando la ruota di una moto sul distributore di carburanti del santuario, portato avanti dai miei. Volevo vedere fin dove poteva resistere quella ruota all’aria compressa finché non sentì uno scoppio e il tipo della moto se la prese con Cosimo, Damiano, Eupremio, Leonzio e Antimo. Tutti alla macchia. Perché qui non c’è il solito mare degli ulivi, dell’olio, della frisa con i pomodori, delle orecchiette con le cime di rapa, delle fave e cicorie. Sono terreni dove c’erano solo il timo e il muschio: la macchia mediterranea. Per tanto tempo però i contadini-formica si sono incaponiti, con la zappa e la fresa, a coltivare fazzoletti di terra e ora ci trovate anche un po’ di ulivi anche se più piccoli che nel resto della Puglia. Oppure ci sono le casette vuote, senza porte e senza finestre per starsene un po’ in villeggiatura l’estate. Non è che sono state sempre così. Il fatto è che a fine vacanza dovete riportarvi dietro mobili, materassi, sedie, tavoli, forchette, bicchieri, le porte, il lavandino e la tazza del cesso. Altrimenti, se li lasciate, dovrete ringraziare i ladri se non rubano anche i muri.

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Presepe arcaico (1999).
Presepe arcaico (1999). Terrecotte e terrecotte bianchettate (la natività). 48 pz. Francesco e Raffaele Spizzico.

Due giorni fa, l'undici settembre, sono stato alla Fiera del Levante a Bari, aperta fino al 16 settembre. Vi ho scoperto delle storie che in questo post voglio raccontarvi e raccomandarvi, se ci andate anche voi. A partire dalla bottega delle storie, la bella mostra di terrecotte che la Banca Popolare di Bari ha dedicato ai maestri d'arte Francesco e Raffaele Spizzico. Sono storie che sanno di mediterraneo, di nord Africa, di culture antiche e popolari, di materia lavorata con sapienza e gusto. Ciò che questi due pittori, decoratori, mosaicisti e ceramisti baresi ci raccontano sono le stratificazioni della nostra cultura e le rielaborazioni che su di esse possiamo costruire. Una consapevolezza, questa, che ci guida nel nostro cammino di pugliesi. Al di là di ogni crisi. Questa mostra la trovate al Pad. 100 Stand PAD.101.

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Contro l'aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci
Contro l&39;aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci.

Qual'è il problema a Taranto? E' stato individuato in termini certi e falsificabili, come vuole una corretta procedura di problem solving? Quel che è sicuro è che è stata la magistratura a riscontrare scostamenti tra i dati di riferimento e quelli reali nelle emissioni inquinanti. E poi quella dell'ambiente non è la sola questione in gioco perché bisogna considerare anche la salute, il lavoro, l'economia. Ci sono diversi problemi. Ieri abbiamo provato a dare tre criteri per capire quale di questi affrontare per primo in termini di gravità, frequenza con cui il problema si presenta ed urgenza. Oggi in questo terzo post dedicato alla questione del sequestro dell'ILVA a Taranto voglio continuare ad analizzare la situazione partendo dagli attori che vi sono coinvolti, tenendo fuori i magistrati i quali devono solo applicare la legge:

  • il governo che ha stanziato 336 milioni di euro per il Piano di Risanamento Ambientale, anche se secondo il consiglio comunale serviranno ben altre risorse;
  • il presidente della Repubblica che utilizza anche in questo caso la sua moral suation facendo degli appelli;
  • i sindacati CGIL, CISL e UIL che prima avevano indetto uno sciopero per il 2 agosto ma che dopo i sigilli da parte della procura concordano con l'ingegner Buffo, responsabile Ambiente dell'ILVA, la linea da tenere;
  • il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che in un'intervista sostiene che l'impresa di Riva è arrogante e che gli ambientalisti hanno troppi pregiudizi;
  • il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante, che si dice sorpreso della tempistica con cui si stanno apponendo i sigilli;
  • i dirigenti dello stabilimento che oggi sono comparsi davanti ai magistrati per gli interrogatori di garanzia e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere;
  • l'associazione di categoria Federacciai per la quale l'Ilva è ''uno stabilimento all'avanguardia'' e che parla di ''un errore dei magistrati che fotografano una situazione vecchia di quindici anni";
  • le associazioni ambientaliste come ad esempio Donne per Taranto che per le quali la salute viene prima del lavoro.

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ILVA - Taranto
ILVA - Taranto. Di Marcello Lombardi.

Taranto in questi giorni è sotto la luce dei riflettori, come si suol dire, per la vicenda del sequestro degli impianti a caldo dell'ILVA disposta dalla magistratura e quindi per la ridda, prevedibile, che in proposito si è scatenata e che vede coinvolti gli operai, i sindacati, i dirigenti, i giornalisti, i cittadini, il sindaco, l'arcivescovo, gli ambientalisti, il governo, ecc. Ognuno di questi soggetti si sta producendo in una serie di dichiarazioni che neanche i magistrati ci hanno risparmiato. Ognuno dice la sua ed è giusto che sia così. E' una questione importante e che ha tutta la sua urgenza. Si può parteggiare per una o più delle parti in gioco a seconda delle proprie convinzioni, informazioni, necessità, ecc. Ogni posizione che non sia contro la legge e lesiva della dignità delle persone è legittima. Opinabile, più o meno aderente alla realtà dei fatti, ma pur sempre legittima. E' una gigantesca riunione di condominio, per usare un'immagine ben descritta da Adriano Pennati nel suo libro, in cui bisogna decidere questioni capitali come quelle che coinvolgono la vita, la salute, l'ambiente e il lavoro. Ora, però, quando ci sono riunioni di condominio per questioni molto meno importanti spesso si finisce con il litigare. Ed è quello che a Taranto sta succedendo. I più infuriati di tutti, a torto o a ragione, sono gli operai che ieri avevano bloccato la città e la cui protesta è poi rientrata in uno sciopero che è stato indetto per il 2 di Agosto. Tuttavia siamo di fronte ad un gigantesco litigio, anzi ancora peggio perché è intervenuta la magistratura con il sequestro di sei impianti a caldo e con l'arresto di otto tra dirigenti e tecnici.

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Sul set con Servillo e Ciprì
Sul set con Toni Servillo (in primo piano) e Daniele Ciprì.

Prodotto da Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo e Luciano Stella con RaiCinema, sceneggiato da Ciprì e Massimo Gaudioso, ed interpretato da Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco e Giuseppe Vitale, tutti al fianco di Servillo, il film è in ‘odore’ di Venezia 2012.

Il film di cui si parla nella recensione di cineblog.it è È stato il figlio di Daniele Ciprì. È prodotto dalla Fandango ed uscirà presto nelle sale italiane.  Ho avuto l'occasione di lavorarci nel giugno del 2011. Si è trattato, per me, di quel che nel gergo cinematografico si suol definire una figurazione speciale, che è ad un livello intermedio tra il ruolo e la comparsa, che però mi sta procurando più notorietà di altri lavori dove avevo, invece, dei ruoli veri e propri. Basta leggere la recensione che ho citato prima, oppure dare un'occhiata al cast del film dove figuro insieme agli interpreti principali. Devo ringraziare i redattori di queste recensioni per il tanto riguardo nei miei confronti. Ma voglio soprattutto ringraziare Daniele Ciprì e i suoi assistenti per l'opportunità di questi brevi ma molto intensi giorni di lavoro per me sul set accanto ad un mostro sacro come Toni Servillo. Serberò il ricordo delle poche battute scambiate con lui, del sole che picchiava, delle focacce con la cipolla, del siciliano di Ciprì, Servillo e altri attori che mi faceva sentire in compagnia di "cugini" di una regione non molto diversa dalla Puglia che è la Sicilia. Per la cronaca io ho girato sul porto di Brindisi e al quartiere Paradiso e sono uno degli amici più fidati di Nicola Ciraulo (il protagonista). Buona visione 🙂

Aggiornamento del 1 settembre 2012: il film viene presentato oggi 1 settembre alle 16:45 nella Sala Grande e alle 22:15 nella PalaBiennale della sessantanovesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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polizia attentato Brindisi
La Polizia davanti alla scuola Morvillo Falcone dopo l'esplosione (Credits: statoquotidiano.it)

Stamattina tutta l'Italia è sconvolta dall'attentato all'istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi in cui ha perso la vita una ragazza, Melissa Bassi, un'altra è molto grave e otto altri studenti sono rimasti feriti.  La rabbia e la collera e il dolore per un ignobile, inedito atto di questo tipo in Italia sono le prime reazioni che vengono d'istinto. Alle famiglie della ragazza morta e dei feriti va tutta la solidarietà di questo mondo. Tuttavia credo che il miglior atto che possiamo compiere davanti a questa tragedia è cercare di capire. Perciò ho compilato una lista di domande che mi sono fatto e che vi giro, sperando che ci aiutino in questo difficile e delicato compito.

  • La questione delle immagini:
    • Telenorba che fa vedere i parenti che piangono, era da censurare; è stato uno sciacallaggio;
    • pubblicare o no la foto di Melissa? Quel che è certo è che si tratta di una minorenne, i media avrebbero dovuto chiedere il permesso ai genitori.
  • Dove stava la bomba?
    • sul muretto della scuola o nel cassonetto? Le fonti sono discordanti su questo.
  • E' stata azionata da un telecomando o con un timer?
  • Chi c'è dietroquesto attentato?
    • La Sacra Corona Unita? C'entra qualcosa il recente attentato al presidente dell'associazione antiracket di Mesagne Fabio Marini? Piuttosto anomalo un attentato di questo tipo. A mio avviso il sindaco Mimmo Consales è stato un po' sbrigativo nel suo giudizio. Lo stesso errore lo ha fatto Alfredo Mantovano, secondo me. Anche Rosario Priore intervenuto su Rai Uno esprime dubbi di questo tipo chiedendosi perché la SCU dovrebbe fare un attentato di questo tipo perdendo consenso? "Siamo davanti a un fatto anomalo e complesso" ha affermato il ministro degli interni.
    • Apparati deviati dello stato? Una nuova strategia della tensione, una nuova Piazza Fontana? Piuttosto dietrologico ma ogni ipotesi va valutata io credo al momento.
    • Un singolo?
  • Chi volevano uccidere?
    • La bomba è scoppiata alle 7 e 40, se avessero davvero voluto fare una strage perché non aspettare una ventina di minuti quando ci sarebbero stati molti più studenti.
  • Perché Brindisi?
    • Davvero l'attentato è legato al passaggio della carovana antimafia prevista per oggi?
    • Perché quella scuola dedicata alla moglie di Giovanni Falcone? E' davvero un attentato legato al ventennale della strage di Capaci?
  • Stanno conducendo nel modo giusto le indagini? Mi permetto di aggiungere questo dubbio perché nella diretta su Telenorba di stamattina la zona dell'esplosione non era isolata a dovere e c'era un continuo viavai di persone.

Aggiornamento delle 16 e 40. Un mio amico sulla questione del timer mi ha scritto:

Il timer era settato sulle 7.55 ma l'esplosione c'è stata alle 7.45. Proprio mentre scendevano dal pullman studenti di Mesagne (se ci fosse su quel pullman qualche figlio di?). Mah. Di certo è un botto per uccidere perchè alle 7.55 c'è il pieno flusso dei ragazzi che entrano.

Aggiornamento delle 16 e 50. Secondo il procuratore Cataldo Motta potrebbe non essere un attentato di mafia.

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Profughi albanesi
Profughi albanesi, foto di Damiano Tasco.

In questo post un breve ricordo dell'esodo degli albanesi a Brindisi il 28 marzo del 1991, qualche interrogativo in proposito e due possibilità per recuperare in questi giorni la nostra relazione con i popoli del mare.

La mattina dell'8 marzo 1991 andai con la classe del liceo linguistico a vedere una matineé di uno spettacolo in lingua al Teatro Impero a Brindisi. Chissà perché quando si parla di lingua inglese si dice sempre “in lingua”. Arriviamo alla stazione e cominciammo a camminare per il corso fin oltre la fontana di piazza Cairoli. Dappertutto spiccavano i fiorellini gialli delle mimose in vendita per la festa della donna. Arrivati al teatro Impero seguimmo senza capire niente un giallo di Agatha Christie di giovani attori londinesi. Che erano attori londinesi l’ho capito dal programma, per fortuna scritto in italiano. Sapevamo che nella notte c’erano stati degli sbarchi ma di profughi noi non ne avevamo visto nessuno e avevamo l’impressione di essere in quel teatro sospesi al di fuori degli eventi. Ma fummo appagati quando, all’uscita del Teatro Impero, ci spostammo verso il porto. Da lontano distinguemmo una macchia di vestiti anonimi e avani come rivestiti da polvere di terra. Era una folla di volti macilenti, un vociare di suoni indistinti altrettanto incomprensibili quanto quelli dello spettacolo in lingua al Teatro Impero. Si accalcavano tutti quanti attorno ad un forno che sfornava pizzette che loro spezzettavano in tanti bocconi e ingurgitavano all’istante. Tutto era molto strano per me. Mi accorsi all’improvviso con i miei occhi di come l’Albania era addirittura più vicina della Grecia. Vidi  barbe mal rase e vestiti logori. Dopo che ebbero mangiato si sparpagliarono per la città e il loro colore marroncino si confuse in mezzo ai fiori gialli delle mimose. Molti di loro si diressero verso la stazione. E allora era possibile vedere come due fiumi di persone: uno marroncino e indistinto di uomini soprattutto ma anche di donne con le occhiaie e di ragazzini che si dirigeva in tutta fretta verso la stazione; l’altro era quello abituale di nord europei, più alti degli albanesi, sempre a pantaloncini anche a Gennaio e con i loro sacchi a pelo in attesa dell’imbarco per la Grecia.

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Plastico Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo
Plastico dell' Istituto Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Bari) che nella sede di Res Extensa ha ospitato il workshop.

Dal 6 al 9 Gennaio 2012 si è svolto a Giovinazzo (Bari) Short Latitudes, un workshop che fa parte del progetto del Teatro Pubblico Pugliese, che si avvale della collaborazione del Birmingham Repertory Theatre, dell’Oval House di Londra e dell’Università di Bari. Ho avuto la possibilità di parteciparvi e vi racconto un po' come è andata facendo tre riflessioni rispetto al territorio in cui vivo ed opero, per lo più, la Puglia: sul senso della scrittura, i temi importanti, il lavoro di squadra.

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don tonino bello
Don Tonino Bello

Oggi, 28 settembre 2011, vi propongo una delle più belle lettere scritte da Don Tonino Bello,  Antonio Bello è stato vescovo di Molfetta, ma soprattutto apostolo della nonviolenza: in molti ricordano la sua marcia nel 1992 a Sarajevo. Vale proprio la pena di leggerla non per una sterile consolazione ma anzi per il recupero che egli sa compiere dei fallimenti.  Buona lettura.

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Colonne terminali della via Appia a Brindisi.
Colonne terminali della via Appia a Brindisi. Foto di AleZzzz.

Qualcuno, leggendo il titolo del post, starà pensando a uno dei tanti film che si stanno girando negli ultimi tempi in Puglia. E magari, chissà, questo titolo e questa vicenda potrebbe ispirare qualche sceneggiatore e qualche produzione. Nel frattempo però un gruppo di malviventi sta davvero terrorizzando donne e anziani sulle uscite che portano alla statale sette. Su Facebook è apparso un messaggio di stato che sulle prime fa pensare a una bufala. Ecco il testo:

ATTENZIONE: SULLA SS BR-TA ALL'ALTEZZA TRA LATIANO-FRANCAVILLA F, 3 MALVIVENTI IN UN AUTO TI CHIEDONO DI FERMARTI CON LA SCUSA CHE SI SENTONO MALE,SE NON TI FERMI TI SI ACCOSTANO CON L'AUTO IN CORSA E TI FANNO DEI DANNI ANDANDO A SBATTERE CONTRO LA TUA AUTO....QUANDO TI FERMI TI RUBANO SOLDI O TI FANNO DANNI E POI SCAPPANO.....CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CERCATE DI NON PERCORRERE QUELLA STRADA NELLE ORE DI CONTR'ORA POMERIDIANA...COPIA INCOLLA ...

Sembra incredibile ma davvero ci sono vari episodi di questo tipo negli ultimi quattro mesi che mi sono stati riferiti da persone sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare. E' comprensibile che non ci siano riferimenti a date, persone, nomi, ecc.  Purtroppo non ve n'è notizia né online né in televisione. Nei motori di ricerca nessuna traccia anche. Siamo in tanti a percorrere quella statale e nonostante l'omertà più di qualcuno ha riferito e denunciato questi episodi.

Avrei tanto voluto che si trattasse di una bufala, anche perché è di ieri la bufala della scomparsa di un bambino da Cisternino. Purtroppo non è così. Dei malviventi spuntano all'improvviso da piccole traverse, si avvicinano alla vettura della vittima prescelta e iniziano a speronarla puntando anche una luce negli occhi del guidatore per farlo sbandare e fermare.  Tutto questo in prossimità della statale sette, la via Appia nel tratto fra Taranto e Brindisi, e la circonvallazione di Oria.

Una signora di Oria testimonia di essere stata fermata con una richiesta di aiuto da persone che dicevano di non avere soldi e di essere rimasti senza carburante nella macchina. Ha dato loro 50 euro e in cambio ha ricevuto un anello d'oro falso che uno di loro si è sfilato dal dito.

A cosa dobbiamo questa recrudescenza di criminalità? Probabile che gli esponenti della locale malavita siano in seria difficoltà per qualche motivo straordinario che ignoro se arrivano a rischiare così tanto.

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bufala
Bufala. Foto di obbino.

La notizia del bambino scomparso tra ieri e oggi a Cisternino è una bufala. Vi dimostro perché e vi fornisco qualche consiglio per evitare il diffondersi di simili false notizie.

Non so se a Cisternino, bella cittadina in provincia di Brindisi, ci siano le bufale o meno. Credo che anche li arrivi però la mozzarella di bufala campana o giù di lì. Qualcuno però da oggi ha pensato di aggiungere una nuova bufala ambientata in questa cittadina, nota anche per la buona tavola. Circola, infatti, da ieri 24 agosto 2011 questto messaggio di stato in molti profili su Facebook:

ATTENZIONE! BAMBINO SCOMPARSO A CISTERNINO! Si chiama Fabrizio Semeraro, 8 anni, capelli biondi, occhi castani, al momento della scomparsa, avvenuta ieri sera verso le 21:30, indossava una maglietta celeste, pinocchietti neri. Se avete sue notizie informate le forze dell'ordine o telefonate ai genitori: Antonio Semeraro: 349 - 9022581 Francesca Rinaldi: 320 - 4230926 Copiate e incollate sulla vostra bacheca. Grazie

Perché dico che è una bufala? Prima di tutto invece di berla a priori anche io ho pensato di fare qualche ricerca online.  Mi sono accorto, per esempio, che nessun sito di notizie ne parla. Poi in tutti gli appelli che ho trovato non c'è nessuna foto del bambino, necessaria in questi casi. I due numeri di telefono, poi, sono entrambi inesistenti come fa notare un post di Protezione Hoax. Li ho composti anche io e confermo. Anche quella che viene considerata la fonte di questa notizia, studio aperto, si è rivelata priva in realtà di questa segnalazione. Non contento di questo sono andato sul sito web di Chi l'ha visto ma nessun bambino di Cisternino risulta tra gli scomparsi. Lo stesso dicasi per la polizia di stato.

E' una bufala, è evidente, scritta allo scopo di vedere un proprio testo circolare sulle bacheche altrui, per mitomania o chissà quale altro intento. Ma perché ambientare a Cisternino la scomparsa del bambino e non, ad esempio, a Ceglie Messapica, o a Ostuni, o a Brindisi, o a Bari o altrove? Ricordate il bambino morso da una vipera proprio a Cisternino due giorni fa? L'associazione con questo caso gioca a favore della diffusione di questa bufala.

I buontemponi autori del messaggio saranno amanti della bufala, magari volevano servirla sulle tavole dei pugliesi e non solo, rubando magari il primato alla Campania. Hanno trovato in questi compiacenti persone che su Facebook e non solo non vanno tanto per il sottile e sono facili al copia e incolla, tanto più che vengono sollecitati nel più profondo delle emozioni. Sara Scazzi domani, 26 agosto 2011, compie il triste primo anniversario della sua scomparsa in una cittadina come Avetrana non distante più di quaranta kilometri da Cisternino. Perciò questa bufala alla fine rischia di essere indigesta per il cattivissimo gusto con cui è stata confezionata.

Ma non è tutto. L'alto numero di catene di Sant'Antonio e di bufale che circolano in rete rischiano di far passare inosservati i veri appelli, quando ci sono. Perciò sveglia internauti vecchi e nuovi. Imparate a seguire i consigli antibufala di Paolo Attivissimo. Per un uso consapevole della rete.

Su questa bufala potete guardare questo breve servizio di Tele Brindisi Tv.

Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
I frequentatori più o meno fedeli del mio sito web ricorderanno che la grafica era diversa, che c'era un blog che curavo di settimana in settimana con molti post. Ora ho cambiato il sistema di pubblicazione dei contenuti (il C.M.S.) passando da dblog a wordpress. Come conseguenza quei post non ci sono più. Occasione buona per far piazza pulita di tante fesserie che ho scritto. Però di tanto in tanto ripescherò alcuni di quei vecchi post e ve li riproporrò. Uno di questi, che pubblico oggi, è la mia recensione dell'ultimo film di Sergio Rubini, che scrissi il 28 settembre del 2010.